Grande novità per i tecnostressati di Pisa e Livorno!

immagine-sportello

E’ attivo il primo sportello gratuito “Tecnostress e Dipendenza Tecnologica”, in collaborazione con la Pubblica Assistenza Litorale Pisano- ANPAS.

Lo sportello è rivolto ad una utenza la cui problematica è nella smodata ed eccessiva relazione con Internet, Social Network, Smartphone, eccetera, che può causare difficoltà psicologiche di vario tipo; tra cui: alienazione ed isolamento, disturbi dell’attenzione, difficoltà relazionali, stati depressivi, eccetera.

Si tratta di un servizio specifico per persone che sentono di avere una problematica nell’interazione con le tecnologie, capiscono che questo inficia la loro qualità della vita e del lavoro in modo permanente, con comportamenti che possono anche ‘sconfinare’ in un quadro psicopatologico, oltre che causare condizioni di stress lavorativo ma anche sociale e relazionale.



Questo sportello di natura socio-sanitaria è particolarmente indicato, ad esempio, per lo studente che vuole studiare ma non riesce disturbato dall’uso smodato dello smartphone; per coloro che intendono perseguire un progetto di lavoro dove le tecnologie ostruiscono la strada invece di essere di aiuto; per le persone che rimanendo a casa senza lavoro vengono ‘fagocitati’ dall’uso tecnologico per compensare tale disagio; per i lavoratori che capiscono quanto e come questa sia una forma di evitamento da un lavoro spesso non gratificante; per le persone che hanno smesso di ‘lottare’ nella vita e si ‘rifugiano’ nelle tecnologie in modo ossessivo.

Lo sportello – localizzato presso il servizio di Pubblica Assistenza Litorale Pisano (via della Repubblica Pisana, 68, 56128 Pisa) – è aperto il giovedì pomeriggio ed è gratuito, basta richiedere un appuntamento al numero 050 36750, oppure sul sito palitoralepisano.it.

L’ideazione e le attività dello sportello “Tecnostress e Dipendenza Tecnologica” sono a cura del dott. Alessandro Drago – Psicoterapeuta e Psicologo del Lavoro.

Nov 28, 2016

Tecnostress: sfide e rischi dell’innovazione tecnologica.

bil

Articolo divulgativo del dicembre 2015 sul tema del tecnostress tratto dalla rivista specializzata “Ambiente&Sicurezza sul Lavoro” con intervista a Sara Stabile (chimico e Ricercatore presso il Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale dell’INAIL) sul fenomeno del “Tecnostress”.

Nell’articolo si danno alcune pillole di informazioni generali sulla questione, si dichiarano l’importanza di formazione e informazione specifica ma, quando si viene all’attività pratica, si enuncia la presenza di un solo progetto – peraltro regionale – e in modo abbastanza incomprensibile.

E’ passato un’anno da allora. In questo tempo INAIL avrebbe già potuto fare molta più informazione sull’argomento tecnostress e anche qualcosa di pratico (che so … una bella linea guida per la valutazione in ambienti di lavoro ad alta densità tecnologica). E invece vedo tanti begli incontri, sento molte belle parole, ma non trovo mai un materiale INAIL pratico e utile per iniziare a ragionare la tutela dei lavoratori dallo stress tecnologico.

Sarò pessimista, ma mi sa che ci moriremo di tecnostress …

Clicca qui per scaricare l’articolo (pdf, 843k)

Nov 23, 2016

Disponibile la CheckList TecnoStress per i professionisti della Sicurezza sul Lavoro.

valutazione-tsDella (mancata) valutazione del rischio Tecnostress da parte delle aziende italiane – vuoi per leggerezza culturale sul tema, vuoi per la mancanza di strumenti operativi per svolgerla, vuoi perché la tecnologia si evolve continuamente e altrattanto rapidamente cambiano i suoi modi d’uso e si sviluppano nuove dipendenze – ho parlato in questa pagina.

Ma, dato che il rischio esiste in modo certo in numerose attività moderne, e visto che la normativa impone la valutazione di tutti i rischi, è indubbia l’obbligatorietà della valutazione.

Quindi, praticamente, come fare?

A questa domanda – fatta da RSPP, professionisti e formatori della Sicurezza sul lavoro – risponde una nuova pubblicazione di Enzo di Frenna intitolata “Check List Tecnostress”, disponibile da oggi  a questa pagina.

La pubblicazione è ricchissima. Non solo una sua collaudata e premiata Check List specifica (con i Fattori Critici che segnalano il rischio TecnoStress, i 32 Nuovi Indicatori del rischio TecnoStress Digitale e Touch, i passi da seguire per Valutare il rischio TecnoStress e numerosi altri strumenti), ma anche delle pubblicazioni ‘bonus‘ su temi specifici (come i campi elettromagnetici, e la normativa vigente).

Di seguito, pubblico il comunicato stampa che mi ha inviato Enzo. Visitate questa pagina per leggere la presentazione del prodotto e per acquistarlo.

TecnoStress, arriva il metodo per valutarlo nelle aziende e difendere la salute dei lavoratori.

cover-metodo-valutazioneLa valutazione del rischio TecnoStress nel lavoro digitale è obbligatoria. Lo dice chiaramente il Decreto legislativo 81 del 2008 (tutela della salute e sicurezza dei lavoratori) e quindi informatici, giornalisti, analisti finanziari, infomarketer, grafici, operatori di call center, e decine di altre professioni che utilizzano le nuove tecnologie connesse a Internet, devono rivolgersi al proprio datore di lavoro (imprenditore) e pretendere la valutazione del TecnoStress, poiché può provocare numerosi sintomi: mal di testa, stanchezza cronica, ansia, ipertensione, attacchi di panico, disturbi al cuore, gastrite, fino alla depressione nei casi gravi.

Sono migliaia le aziende che oggi valutano lo stress lavoro correlato (così lo definisce la normativa italiana), anche perché esiste una Check List approvata a riconosciuta. Ma nel caso del TecnoStress, invece, esiste un vuoto metodologico poiché il Decreto Legislativo 81 è uscito nel 2008 e la tecnologia “touch” non esisteva all’epoca in modo così diffuso.

Questo vuoto è stato colmato da Netdipendenza Onlus, che ha effettuato il primo progetto di valutazione del TecnoStress in una società per azioni nel campo informatico, creando un metodo di valutazione e una apposita “Check List TecnoStress” che è stato premiato dall’Inail nel 2015, all’interno della Campagna europea Eu-Osha per la prevenzione dello stress lavoro correlato.

Dal 23 novembre questo metodo è disponibile on line alla pagina valutazionetecnostress.it

Gli imprenditori non hanno più scuse: se non valutano il rischio TecnoStress per la tutela della salute dei loro dirigenti e lavoratori, rischiano la violazione della normativa e – come scrive l’ex giudice Raffaele Guariniello (autore della prima sentenza sul TecnoStress) – rischiamo di pagare multe salate e addirittura l’arresto, qualora il lavoratore provasse in tribunale che il TecnoStress ha danneggiato gravemente la sua salute e la vita personale.

«In Italia una sentenza della Procura di Torino ha dichiarato che il TecnoStress è una nuova malattia professionale – spiega Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus e ideatore del metodo di valutazione del rischio – e nel 2014 l’INAIL, durante un congresso di medici del lavoro a Rimini, ha preso una posizione netta: il TecnoStress è una malattia professionale “non tabellata” (onere della prova a carico del lavoratore), ma è un rischio concreto nel lavoro moderno, in cui tutti usano il computer, il telefono cellulare, il tablet, Internet e flussi enormi di informazioni digitali».

Il rischio stress e l’organizzazione temporale del lavoro nella norma UNI EN ISO 10075-3

benessere

Da PuntoSicuro, segnalo questa relazione di Paola Cenni (Commissione Ergonomia UNI) sulle indicazioni tratte da UNI EN ISO 10075-3 per la valutazione del carico di lavoro mentale.

Si tratta di un estratto del Convegno “L’importanza della normazione tecnica volontaria per capire e valutare il livello di benessere psicofisico, sicurezza sul lavoro e performance produttiva. Norme ergonomiche UNI EN ISO e buone prassi sul problema del carico mentale e dello stress lavoro-correlato”, organizzato dall’Ente Italiano di Normazione (UNI), per richiamare l’attenzione dei principali stakeholders italiani (economici e istituzionali) sulla normazione tecnica volontaria e sulla sua influenza nella politica economica nazionale.

Alla fine dell’articolo potete anche scaricare il documento della relazione.

Il rischio stress e l’organizzazione temporale del lavoro

Le indicazioni tratte da UNI EN ISO 10075-3 per la valutazione del carico di lavoro mentale: i rischi da fatica mentale, monotonia, ridotta vigilanza e saturazione mentale. Pubblichiamo un estratto del Convegno “L’importanza della normazione tecnica volontaria per capire e valutare il livello di benessere psicofisico, sicurezza sul lavoro e performance produttiva.

Ott 22, 2016

“La sicurezza in ufficio”. Agenti fisici che favoriscono il tecnostress: ergonomia, illuminazione, qualità dell’aria indoor e microclima.

ufficio-anti-tecnostress

Il Tecnostress derivante dall’utilizzo continuativo di tecnologie sul luogo di lavoro può certamente essere incrementato o acuito da altri fattori relativi all’ambiente fisico d’ufficio, come l’ergonomia della postazione di lavoro, l’illuminazione, la qualità dell’aria indoor e ilmicroclima.

Recentemente, l’Ufficio Speciale Prevenzione e Protezione dell’Ateneo dell’Università degli Studi di Roma – La Sapienza, ha distribuito il documento “La sicurezza in ufficio”,  dedicato alle misure di tutela della salute e sicurezza nelle attività d’ufficio, con particolare riferimento ai parametri fisici che possono influenzare l’ambiente di lavoro.

Si parla di ergonomia (“disciplina che ha per oggetto il rapporto tra l’uomo e la prestazione lavorativa” con l’obiettivo di “individuare le giuste soluzioni per evitare effetti dannosi sulla salute dell’individuo, piuttosto che curarli dopo che si sono manifestati”) e dei necessari requisiti che deve avere un posto di lavoro ben concepito come “migliore premessa per garantire il benessere lavorativo e, di conseguenza, un buon rendimento sul lavoro”.

E si parla più diffusamente di parametri fisici che possono influenzare molto l’ambiente di lavoro: illuminazione, qualità dell’aria indoor e microclima.

Riguardo all’illuminazione si ricorda che un ambiente di lavoro “deve essere dotato di sufficiente illuminazione naturale, eventualmente integrata da sistemi di illuminazione artificiale anche localizzati” per poter garantire buona visibilità, comfort visivo, sicurezza. E si segnalano alcuni accorgimenti per prevenire i disturbi connessi con l’ errata illuminazione del posto di lavoro.

Sulla qualità dell’aria indoor si ricordano i principali fattori di inquinamento dell’aria indoor (contaminanti biologici, contaminanti fisici e contaminanti chimici); le esigenze di benessere della maggior parte delle persone presenti nell’ambiente di lavoro e alcuni accorgimenti per contrastare la nocività degli agenti inquinanti.

Sul microclima si ricorda che è un microclima confortevole “quello che suscita nella maggioranza degli individui presenti, una soddisfazione per l’ambiente dal punto di vista termoigrometrico, e quindi una situazione di benessere termico o comfort” e sono riportati alcuni accorgimenti per prevenire il discomfort termico.

Clicca qui per scaricare il documento “La sicurezza in ufficio” (pdf 7,1 Mb)

Pagine:1234567...45»

Categorie degli articoli

error: Content is protected !!