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Feb 27, 2010

Il ‘Web Stress’ fa male al Business dice l’ultima ricerca CA

Web_stress CA, la società di IT che abbiamo già conosciuto in questo sito per la ricerca del 2009 intitolata “CA Web Stress Index” ha presentato in questi giorni il primo interessante studio neurologico sulla reazione dei consumatori a una esperienza online povera”.

Riporto testualmente, dalla pagina dedicata della ricerca:

“The research proves that many consumers experience ‘web stress’ when trying to make an online purchase. The stress levels of volunteers who took part in the study rose significantly when they were confronted with a poor online shopping experience. In order to retain customers, attract new ones and prosper during the economic recovery, CA is calling for European businesses to focus on giving their customers the best possible online experience.

Key factors: CA Calls for European Businesses to Wake Up to ‘Web Stress’ or Risk Losing Customers and Sales

CA partnered with Foviance – a leading customer experience consultancy – to explore ‘web stress’ in relation to application performance, and its impact on consumer behaviour and buying habits.

Brain wave analysis from the experiment revealed that participants had to concentrate up to 50% more when using badly performing websites, while eye tracking, facial muscle and behavioural analysis of the subjects also revealed greater agitation and stress in these periods.

The results of this study sends out a clear message – businesses need to reduce ‘web stress’ and improve the online experience of their customers if they’re going to maximise returns from their web channel.

This experiment simulated the experience of underperforming web applications for our volunteers. The results show that when online expectations aren’t met, people quickly become agitated, confused and have to concentrate 50% more than normal. All these problems can be detected and prevented as long as businesses take a proactive approach to measuring the customer’s experience of web applications.”.

Potete vedere il video (02:34), oppure leggere la press release della ricerca, oppure scaricare il report completo (3.16 MB pdf) della ricerca.

we_stress_test_web

Feb 14, 2010

Regione Lombardia: Linee guida per la valutazione del rischio stress lavoro correlato

La Regione Lombardia ha pubblicato, con Decreto 13559 del 10 dicembre 2009 della Direzione Generale Sanità, gli Indirizzi generali per la valutazione e gestione del rischio stress lavorativo alla luce dell’accordo europeo 8.10.2004 (Art. 28 comma 1 D.Lgs. 81/08 e successive modifiche ed integrazioni).

Questo documento illustra significati e contenuti, criteri generali e operativi, necessari per realizzare l’integrazione del documento di valutazione dei rischi per la parte stress lavoro-correlato. Il lavoro riporta anche le modifiche e integrazioni del D.Lgs. 106/2009 riguardo a questo tema.

Nel primo capitolo è presente una analisi dell’Accordo Europeo del 2004, così come recepito dall’Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008, con note esplicative ed interpretative che favoriscono una più completa comprensione dei singoli passaggi e delle relazioni esistenti fra essi.

Il secondo capitolo indica i fattori stressogeni (stressors) connessi al contesto ed al contenuto lavorativo utilizzando due differenti modelli.

Il terzo capitolo fa chiarezza su criteri, metodi e strumenti inerenti lo stress lavorativo e sul processo di valutazione e gestione del rischio specifico.

Nel quarto capitolo si indica un’ipotesi di percorso applicativo di valutazione, gestione e prevenzione del rischio stress-lavoro-correlato, attivabile nei luoghi di lavoro.

In attesa di conoscere dalla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (di cui all’art. 6 del Decreto legislativo 81/2008) il modo corretto per elaborare la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, questo lavoro della Regione Lombardia è di grande valore ed utilità.

Feb 14, 2010

Ergonomia e Tecnostress

ergonomia

I disturbi muscoloscheletrici (DMS) sono uno dei disturbi più comuni legati al lavoro in Europa. Quasi il 24 % dei lavoratori dell’Unione europea soffre di mal di schiena e il 22% lamenta dolori muscolari. Nei nuovi Stati membri si registrano percentuali che raggiungono, rispettivamente, il 39 % e il 36 % (Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro – www.eurofound.europa.euQuarta indagine europea sulle condizioni di lavoro, 2005).

L’ergonomia – secondo la definizione dell’IEA (International Ergonomics Association) – è la disciplina che si occupa dell’adattamento delle condizioni di lavoro alle caratteristiche dell’organismo umano. Modificando i processi tecnici e organizzativi è possibile favorire il benessere della persona e migliorare la prestazione dell’intero sistema produttivo.

E’ evidente in numerose ricerche il rapporto tra ricerca dell’ergonomia e miglioramento delle patologie muscoloscheletriche sul lavoro; l’ergonomia è un fattore di successo per combattere, ad esempio, i disturbi muscolo-scheletrici come dolori alla nuca, alle spalle, alle braccia o alla schiena.

E’ meno evidente il fatto che per numerose tipologie di lavoratori ‘digitali’ – costretti a passare tutto il tempo di lavoro in posizione seduta gestendo il flusso di numerosi devices digitali – le patologie causate da una cattiva ergonomia si esprimono sia a livello fisico con i sintomi tipici del disturbo muscolo-scheletrico, sia a livello dell’intero organismo con un notevole innalzamento dei livelli di stress.

Una cattiva ergonomia della postazione di lavoro contribuisce quindi abbondantemente alla generazione di stress cronico, che si fonde con lo stress generato dall’uso delle tecnologie e dalla gestione delle informazioni e lo amplifica a livello percettivo attraverso il dolore.

E’ quindi importante per chi intende operare per la riduzione del rischio tecnostress considerare l’ergonomia come un fattore di prima importanza sul qual intervenire. Già abbiamo consigliato il documento Inail “Opuscolo informativo sulla prevenzione dei rischi derivanti da posture incongrue prolungate” con alcune misure di prevenzione riguardo alla testa e alla colonna cervicale.

In questo post è possibile approfondire le proprie conoscenze sull’ergonomia relativa al lavoro leggendo questa breve ma intesa ricerca ‘Ergonomia e lavoro, un’idea rivoluzionaria dei nostri tempi‘ del dott. Piergiorgio Frasca.

Potrete poi portare tutta questa utile teoria sul posto posto di lavoro leggendo ed applicando le due pratiche paginette “Sistema di prevenzione ergonomica: più efficacia ed efficienza” realizzata da Suva, istituto svizzero per l’assicurazione e la prevenzione degli infortuni.

Buona ergonomia.

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