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Feb 13, 2017

Video “I (am)Phone – Dipendenza da Smartphone” di Andrea Baglio: frammenti di una vita da tecnostressato.

Mi segnala Andrea Baglio – attore e giovane regista di Verona di cui potete sapere di più direttamente sul suo sito – di aver realizzato un breve video intitolato ‘I (am)Phone – Dipendenza da Smartphone‘ per “sensibilizzare le persone nei confronti di un male (…) che sta prendendo sempre più piede, soprattutto tra i giovani: la “cocaina digitale”.

Nella presentazione del video mi scrive: “Uno dei tanti rischi della estremizzazione dell’utilizzo dello smartphone è che quest’ultimo diventi uno strumento per gestire abitualmente le relazioni, sostituendosi alla realtà” e prosegue “sono sempre più i casi di depressione legati alla ‘cellularomania’, la quale tende a manifestarsi soprattutto in relazione agli aspetti più fragili della persona”.



Il video è molto simpatico: una ripresa in soggettiva dallo smartphone ci mostra il protagonista afflitto da tutti i diversi aspetti quotidiani del tecnostress e della dipendenza da smartphone.

Il video – scritto, diretto, montato e interpretato da Andrea Baglio – lancia nel finale il suo messaggio  essenziale: “Metti giù il telefono e torna alla vita“. Guardatelo qui sotto.

Scrivere a penna batte prendere appunti col PC o tablet 2 a zero!

Uno studio di Microsoft sottolinea il potere della penna e della scrittura nel processo di apprendimento, in un’epoca in cui molti studenti e lavoratori utilizzano ormai solamente il portatile con la tastiera per prendere appunti.

“Forse, non dovrebbe sorprendere che l’acquisizione e l’interiorizzazione delle nozioni possano migliorare grazie a un gesto naturale, ossia prendere appunti a mano’”.

Penna batte tastiera, Microsoft: scrivere a mano stimola di più il cervello

PRENDERE appunti scrivendo a mano comporta una maggiore elaborazione e selezione delle informazioni rispetto alla digitazione da tastiera, e questo vale anche se gli appunti sono presi in formato digitale, tramite pennino.

Articolo su Repubblica.it dei 1 luglio sui danni al gomito per uso eccessivo del cellulare

Usare il cellulare fa male al braccio. Parola di neurologo

Non c’è solo il gomito del tennista ma anche quello da uso del cellulare. Non è un’esagerazione ma il risultato dello studio dei ricercatori dell’Istituto di Neurologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.

Intervista sulle onde elettromagnetiche e sui rischi dell’elettrosmog per l’uomo del dottor Giuseppe Miserotti in una intervista di FQ Radio

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Come ben sapete da alcuni articoli che ho già pubblicato sugli argomenti campi magnetici ed elettrosmog’, noi tutti viviamo oggi completamente immersi in un campo elettromagnetico continuo, generato da tutti gli strumenti elettronici che ci circondano e dalle infrastrutture per farli funzionare. Come ci ricorda Wikipedia:

“Con il termine inquinamento elettromagnetico o elettrosmog si intende l’inquinamento derivante in genere da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Si parla quindi dell’intervallo di frequenze che va da 0 Hz (campi statici) alle frequenze della radiazione visibile (laser e luce incoerente).

Le radiazioni comprendono quelle prodotte dai radar, dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione (emittenti radiofoniche e televisive), ponti radio, reti per telefonia cellulare, dagli stessi telefoni cellulari, dagli apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico (campi EM ad alta frequenza) e dalle infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica tramite cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità come gli elettrodotti della rete elettrica di distribuzione (campi EM a bassa frequenza).

Nel 2001 l’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), parte dell’Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite, ha inserito i campi magnetici in bassa frequenza in categoria 2B considerando un raddoppio del fattore di rischio (leucemia infantile) per esposizioni a valori di campo magnetico superiori a 0,4 microTesla. L’IARC nel 2011 ha inserito anche i campi elettromagnetici in alta frequenza in categoria 2B (senza definire una dose). La categoria 2B comprende i possibili cancerogeni per l’uomo; l’International Commission for Electromagnetic Safety (Icems) ha sottolineato nel 2012 la possibilità di aumenti a due cifre di alcune incidenze tumorali. Tuttavia, effetti biologici non oncologici (sull’uomo e sugli animali) e oncologici (sugli animali) sono universalmente riconosciuti.

L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che “ad oggi, nessun effetto dannoso per la salute è stato riconosciuto come causato dall’uso di telefoni mobili.” Alcune autorità nazionali hanno raccomandato ai loro cittadini, come semplice norma precauzionale, di minimizzarne l’esposizione.”.

Siamo in una bolla costante di elettrosmog, eppure se ne parla poco, troppo poco. Perché se ne parla così poco?

Sicuramente, non conviene parlarne alle corporazioni della tecnologia che hanno bisogno di elettrosmog per funzionare e limitano l’allarme a poche parole nel libretto di istruzioni; e non interessa parlarne alle persone, troppo prese dal messaggio da inviare ora rispetto al problema di salute di domani.

Cosa sappiamo delle onde elettromagnetiche e del loro impatto sulla salute umana? Quali sono i rischi dell’elettrosmog per l’uomo?

Chi vuole saperne di più può ascoltare il podcast del dottor Giuseppe Miserotti, medico di famiglia vice-presidente Isde Italia Nord (Emilia Romagna) in una intervista di FQ Radio.

 

Set 18, 2015

Tech-Neck – Text-Neck: non solo un brutto mal di collo che può rovinare la spina dorsale, ma anche dei precoci inestetismi causati dalla tecnologia.

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Come tutti sperimentiamo quotidianamente, la pessima postura che utilizziamo per guardare i monitor degli smartphone ci porta ad inclinare la testa e fissare la vista in basso, producendo tensioni muscolari su collo, spalle e schiena; un aumento di peso sulla colonna vertebrale cervicale e il rilassamento precoce dell’epidermide del collo.

D’altronde, se ci pensate un attimo e guardate le foto dell’articolo, il problema è abbastanza evidente e chiaro.

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Considerate che, a zero gradi, la testa umana pesa sul collo per circa 5/6 chili. Piegando il collo in avanti e verso il basso il peso sulla colonna vertebrale cervicale aumenta: a 15 gradi pesa oltre 12 chili, a 30 gradi pesa oltre 18 chili, a 45 gradi pesa oltre 22 chili e a 60 gradi pesa oltre 27 chili.

Sono questi i carichi che milioni di utilizzatori di smartphone applicano quotidianamente sul proprio collo, chini a leggere e-mail e testi o a controllare i social, con una media da due a quattro ore al giorno, per un totale tra le 700 e le 1.400 ore per anno e con punte di 5000 ore. Più tempo si mantiene la posizione innaturale, più si causa affaticamento muscolare e scheletrico e rilassamento della pelle. Più si è giovani nell’uso, più tempo si passerà in posizione innaturale con un maggiore rischio di sviluppare problemi nel corso del tempo.
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Questo è il Tech-Neck (anche noto come Text Neck): una nuova patologia dovuta all’errata postura nell’uso di smartphone che causa infiammazione e dolore a collo e spalle, pressione sulla spina dorsale e sui dischi vertebrali, modificazione della lunghezza dei muscoli del collo, strappi muscolari, nervi pizzicati, ernia del disco, fino alla precoce usura e lacerazione della colonna vertebrale.

Com’è da tempo previsto, a livello clinico, la patologia sta registrando in questi ultimi anni una vasta diffusione in tutto il mondo, con un elevato numero di giovani con sintomi diversi e con la necessità di cure specifiche per la colonna vertebrale.

Ma se il dolore non è un motivo valido per ridurre l’utilizzo degli smartphone, forse può riuscirci la paura di perdere la propria bellezza giovanile.

Infatti, secondo uno studio di un gruppo di dermatologi di The London Clinic, la flessione frequente porta a un rilassamento dei tessuti della zona Y, ossia dell’area compresa tra la parte inferiore del viso e la linea delle clavicole. “Il problema delle rughe sul collo e dei cedimenti delle guance è aumentato notevolmente negli ultimi dieci anni a causa di un eccessivo utilizzo di tablet e smartphone, diventando un inestetismo che colpisce soprattutto le donne più giovani“, ha detto Christopher Rowland Payne dermatologo presso The London Clinic al quotidiano inglese The Telegraph.

Fino a 10 anni fa, questi inestetismi tendevano a far capolino attorno ai quarant’anni, ma oggi, con l’utilizzo intensissimo di tablet e smartphone, l’età in cui questi segni diventano evidenti agli occhi altrui coinvolge soprattutto donne dai 18 ai 39 anni, ’tecno-dipendenti’ che controllano i propri dispositivi fino a 150 volte in 24 ore.

Per contrastare il ‘Teck Neck/Text-Neck’ esistono due strategie: una mirata a contrastare gli inestetismi della pelle basata su una serie di prodotti cosmetici specifici, e una mirata a contrastare il dolore muscolare con una serie di consigli e di semplici esercizi fisici per la muscolatura del collo.

Per gli inestetismi da tecnologia, i più importanti brand del settore beauty hanno messo a punto delle creme che contribuiscono ad antiossidare, idratare e ridensificare l’epidermide per dare un aspetto più elastico e tonico.

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Per il dolore muscolare può essere utile seguire questi semplici consigli:

Guardate in giù il telefono muovendo gli occhi, non il collo! Provare ad aumentare le dimensioni del testo sul telefono per rendere più facile leggere senza sforzare il collo.

Tenete il telefono di fronte a voi, appoggiavo sugli avambracci, per guardare avanti, invece di guardare in basso.

Evitate di scrivere lunghe e-mail o di leggere documenti lunghi (o giochi!) sullo smartphone. Meglio fare queste cose quando si è in grado di utilizzare il computer portatile o desktop.

Chiedete ad un amico o un collega di correggere la vostra postura quando ti vedono sforzare il collo. Assicuratevi di restituire il favore!

Se sapete già che starete al telefono per più di qualche minuto, ogni tanto sedetevi (o alzatevi) dritto, spostate di lato la testa e anche su e giù per contribuire a spezzare la tensione prolungata sul collo.

Esercitate di tanto in tanto il collo con una serie di esercizi che si possono fare semplicemente seduti alla propria scrivania per per ridare vitalità ai muscoli del collo e ridurre rigidità e dolori.
Neck Stretch # 1: Chin Tuck – Spostare il mento verso il petto, tenendo per 5 secondi, come si sente un comodo tratto dal collo alla base del cranio. Ripetete 10 volte.
Neck Stretch # 2: flessione laterale – Inclina la testa verso destra, portando l’orecchio vicino alla spalla. Si può usare la mano per tirare la testa più lontano nel tratto. Tenere 20 secondi. Portate la vostra testa indietro verso il centro, e quindi inclinarlo verso sinistra, ancora una volta in possesso di 20 secondi. Ripetere 3-5 volte su ogni lato.
Neck Stretch # 3: da lato a lato testa di rotazione – Ruotare il mento verso la spalla destra. Tenere 20 secondi. Si può usare la mano per spingere la testa più lontano nel tratto. Portate la vostra testa indietro verso il centro, e quindi ruotare verso sinistra, ancora una volta in possesso di 20 secondi. Ripetere 3-5 volte su ogni lato.

Avere una buona postura richiede muscoli forti, soprattutto nella schiena. Quindi fate dell’esercizio fisico e dello streaching (che fanno bene, in generale) per rafforzare la vostra muscolatura posteriore.

Assicuratevi una corretta idratazione. I dischi della colonna vertebrale sono costituiti principalmente di acqua, quindi è importante restare idratati durante il giorno per mantenerli flessibili e sani. Quindi bevete almeno i famosi otto bicchieri di acqua al giorno.

Se voi o dei vostri conoscenti avete dolore al collo, dolore a metà schiena, o mal di testa, e pensate che possa essere correlato alla postura INTERVENITE SUBITO per prevenire o trattare queste tipologie di dolori. Un intervento immediato può evitare un peggioramento dei sintomi.

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