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Apr 16, 2017

Tecnostress: prossimi corsi sull’argomento svolti da soggetti diversi

Vedo in giro sull’internet che finalmente si comincia a parlare sempre più diffusamente di rischio tecnostress in relazione alla sicurezza sul lavoro.

Sono infatti presenti delle iniziative di formazione programmate da soggetti diversi nel prossimi mesi che si propongono di diffondere dell’informazione “tecnica” sul Tecnostress.

Si tratta di corsi di qualche ora o brevi seminari di un’ora rivolti prevalentemente a RSPP, Datori di lavoro e altre figure della sicurezza, che in alcuni casi valgono anche come crediti per aggiornamento RSPP o ECM per figure sanitarie.+

Non entro nel merito dei contenuti proposti dai corsi – leggete i singoli programmi per farvi un’idea – e dei soggetti che le realizzano – che non conosco e dei quali, quindi non posso garantire conoscenze e qualità. Posso solo proporre un elenco che ho recuperato (sicuramente parziale) dei prossimi corsi sul tema tecnostress:

12 Aprile 2017 – Approccio EU‐TECNO e modalità SMART WORKING
Presso: sede di AiFOS in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia – 8 ore, dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00
Il corso sarà valido come aggiornamento per RSPP e ASPP per 6 ore e aggiornamento Formatori qualificati area 3 per 6 ore.
Per informazioni: formarsi@aifos.it

12 apr 2017 – Tecnostress, ovvero il rischio d’impresa del terzo millennio
(questi – bella fantasia – mi hanno copiato il titolo del sito!)
presso: Prima Training – Via I. Frugoni, 15/5 – Genova alle ore 17
Incontro gratuito per i Soci AIF, Per i non Soci è previsto un pagamento in loco
Per informazioni: liguria@associazioneitalianaformatori.it

20 aprile 2017 – Il tecnostress e l’abuso delle tecnologie digitali
Presso: IZS Lazio e Toscana, Via Appia Nuova, 1411, Roma, Sala V. Zavagli – 4 ore
5,5 crediti ECM per Biologo, Chimico, Tecnico sanitario laboratorio biomedico, Veterinario
PEr informazioni: formazione@izslt.it

10 Maggio 2017 – Stress e Technostress, il fattore tecnologico nella valutazione del rischio
Presso: Ambasciatori Palace Hotel – Via V. Veneto, 62 Roma, dalle 9,00 – 13,00 / 14,30 – 17,00
Per informazioni: ita@itasoi.it

10 maggio 2017 – Convegno Tecnostress, la nuova sfida delle aziende per tutelare la sicurezza dei lavoratori
Presso: Auditorium Polidiagnostico Synlab-CAM – Viale Elvezia – Monza – ore 9,30 – 13,30
Il Convegno sarà valido come aggiornamento per RSPP/RSPP Datore di Lavoro/ASPP/Dirigente/Preposto/Lavoratore.
Per informazioni: segreteria.ecoservice@synlab.it

Feb 13, 2017

Video “I (am)Phone – Dipendenza da Smartphone” di Andrea Baglio: frammenti di una vita da tecnostressato.

Mi segnala Andrea Baglio – attore e giovane regista di Verona di cui potete sapere di più direttamente sul suo sito – di aver realizzato un breve video intitolato ‘I (am)Phone – Dipendenza da Smartphone‘ per “sensibilizzare le persone nei confronti di un male (…) che sta prendendo sempre più piede, soprattutto tra i giovani: la “cocaina digitale”.

Nella presentazione del video mi scrive: “Uno dei tanti rischi della estremizzazione dell’utilizzo dello smartphone è che quest’ultimo diventi uno strumento per gestire abitualmente le relazioni, sostituendosi alla realtà” e prosegue “sono sempre più i casi di depressione legati alla ‘cellularomania’, la quale tende a manifestarsi soprattutto in relazione agli aspetti più fragili della persona”.

Il video è molto simpatico: una ripresa in soggettiva dallo smartphone ci mostra il protagonista afflitto da tutti i diversi aspetti quotidiani del tecnostress e della dipendenza da smartphone.

Il video – scritto, diretto, montato e interpretato da Andrea Baglio – lancia nel finale il suo messaggio  essenziale: “Metti giù il telefono e torna alla vita“. Guardatelo qui sotto.

Gen 11, 2017

Stop alle email e messaggi di lavoro fuori dall’orario di lavoro: dal primo gennaio in Francia è legge il «diritto di disconnessione»

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Dopo un periodo sperimentale di cui avevo dato conto in questo articolo, dal primo gennaio in Francia è legge il «diritto di disconnessione».

La norma, contenuta nell’articolo 55 della Loi Travail introdotta dal ministro del Lavoro Myriam El Khomri, impone alle aziende con più di 50 dipendenti di negoziare con i lavoratori il diritto a non rispondere a mail e telefonate al di fuori degli orari di lavoro.

La norma è pensata per stabilire un confine tra la flessibilità del lavoro e l’onnipresenza della tecnologia che consente di essere sempre connessi, e per garantire una vita “offline” ai lavoratori.

Ricordo che in Italia non c’è oggi una norma specifica. È però all’esame del Parlamento il cosiddetto Jobs Act del lavoro autonomo e dello smart working (o lavoro agile, che prevede che la prestazione dello smart worker venga eseguita senza la rigida determinazione di tempo e luogo). Nel testo approvato al Senato e ora all’esame della Camera si riconosce espressamente il diritto alla disconnessione, ma «nel rispetto degli obiettivi concordati». Sia in Italia sia in Francia diventa dirimente il ruolo della contrattazione collettiva o degli accordi individuali. Stiamo a vedere …

Di seguito, due immagini dalla campagna stampa del sindacato franceseCGT/UGICT, una vignetta e una rassegna stampa sul tema.

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Travail: vous avez désormais le droit de vous déconnecter

Le droit à la déconnexion, entré en vigueur le 1er janvier dans le cadre de la loi Travail, vise à assurer le respect des temps de repos et de congés ainsi que l’équilibre entre vie professionnelle et vie privée.

Niente mail fuori ufficio: in Francia è entrato in vigore il “diritto di disconnessione”. E in Italia?

La norma della nuova legge sul lavoro dà ai dipendenti il diritto di non rispondere a mail e telefonate fuori dall’orario di lavoro

Diritto di disconnessione: in Francia ora è legge – Mediapolitika

Tempi e modi certi per garantire una vita “offline” ai propri dipendenti: con l’anno nuovo il “diritto alla disconnessione” è legge in Francia.

In Francia il diritto di ‘staccare’, niente mail fuori lavoro – Internet e Social

ROMA – Basta smartphone e tablet sempre accessi con gli occhi pronti a intercettare l’ultima mail di lavoro. Da ieri in Francia è scattato il ‘diritto di disconnessione’, una norma – prevista dalla nuova legge sul lavoro – che regala ai dipendenti la possibilità di non tenersi sempre aggiornati, 24 ore su 24, riconoscendo loro il diritto di ‘staccare’.

“Basta email fuori dall’ufficio”. In Francia disconnettersi è un diritto – QuotidianoNet

Roma, 4 gennaio 2017 – L’aspirazione di Brunello Cucinelli (“Basta mail inutili, solo telefonate e per tutti una vita privata che vada oltre il lavoro”) è diventata realtà in Francia dal primo gennaio scorso.

Lavoro, il diritto alla disconnessione è ora legge in Francia

“IO VOGLIO stare sempre su internet” recitava Ilary Blasi da un’assolata spiaggia estiva in una pubblicità di qualche anno fa. Ma se allora, in piena diffusione degli smartphone la connessione a internet ovunque era molto appetibile per gli scopi più vari, lavoro compreso, oggi di fatto ci sta impedendo di “staccare” davvero dal lavoro, con inevitabili consequenze sulla salute e sulla resa stessa del lavoro.

Troppo connessi? i rischi per la salute di cellulari, smartphone, wifi, dispositivi elettrici.

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Torno a parlare di radiazioni elettromagnetiche – quelle prodotte dai telefoni cellulari, ma anche da molti altri dispositivi che utilizziamo nelle nostre case e in ufficio ogni giorno: wifi, computer, asciugacapelli e forni a microonde – per presentare il libro di Martin Blank Troppo connessi? Cellulari, smartphone, wifi, dispositivi elettrici (Macro edizioni).

Quando attacchiamo una spina alla presa, si crea un campo che emette onde elettromagnetiche. Che conseguenze hanno queste radiazioni sulla nostra salute? Come difendersi? Lo spiega questo libro, dal linguaggio semplice e scorrevole, e dal rigore scientifico.

Blank – docente della Columbia University e consulente d’elettrosmog per Parlamento canadese e Corte suprema federale brasiliana) e da oltre trent’anni studia gli effetti (non termici) sulla salute dei campi elettromagnetici – ci aiuta a comprendere gli effetti sulla nostra salute delle radiazioni elettromagnetiche e ci indica le giuste precauzioni da adottare nel nostro quotidiano per ridurre l’esposizione.

Ho recuperato una lunga presentazione del libro che pubblico di seguito.

Aggiungo anche un paio di link, il primo al sito di Macrolibrarsi dove poter acquistare il libro, il secondo a un articolo di Informasalus dove viene presentata una recente ricerca dell’agenzia Ue per l’ambiente che rilancia l’allerta per il legame tra cellulari e insorgenza di tumori. “Anche se non esiste chiarezza scientifica sulla relazione tra l’utilizzo del cellulare e tumori al cervello, da studi e ricerche è sempre più solida l’evidenza di questo legame”, ha affermato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’Aea, in occasione del lancio dell’ultimo rapporto “Late Lessons from Early Warnings, volume 2”.

Troppo Connessi? – Anteprima del libro di Dottor Martin Blank

Un attivista improbabile

Magari non ne siete consapevoli, ma siete parte di un esperimento non autorizzato, «il più grande esperimento biologico di sempre», detto con le parole del neuro-oncologo svedese Leif Salford. Per la prima volta molti di noi possiedono trasmettitori di microonde ad alta potenza – sotto forma di telefoni cellulari – che stanno direttamente a contatto con la testa ogni giorno.

I telefoni cellulari generano campi elettromagnetici (CEM) ed emettono radiazioni elettromagnetiche (REM). Condividono questa caratteristica con tutti i moderni dispositivi elettronici che funzionano a corrente alternata (CA), cioè che si alimentano attraverso la rete elettrica e le prese che ci sono alle pareti, e anche con quelli che utilizzano le comunicazioni wireless, cioè senza fili. Dispositivi diversi irradiano diversi livelli di CEM, con differenti caratteristiche.

Quali effetti sulla salute hanno queste esposizioni?

È proprio qui che sta l’esperimento. I tanti potenziali effetti negativi sulla salute dovuti all’esposizione ai CEM (compresi molti tipi di cancro e l’Alzheimer) possono svilupparsi a distanza di decenni. Quindi non ci è possibile conoscere il risultato dell’esperimento, se non quando saranno passati molti anni, magari, appunto, decenni. Ma allora potrebbe essere troppo tardi per miliardi di persone.

Oggi, mentre attendiamo i risultati, cresce il dibattito sui potenziali pericoli dei CEM. La scienza che se ne occupa, di cui si parla nel prossimo capitolo, non è insegnata facilmente e di conseguenza la discussione riguardo agli effetti sulla salute dei CEM risulta abbastanza complessa. Per dirla con parole semplici, la discussione vede due schieramenti. Da una parte ci sono quelli che sostengono l’urgenza di adottare tutte le precauzioni del caso, prima di esporre al rischio la popolazione mentre si continuano a studiare gli effetti sulla salute dei campi elettro-magnetici.

Questo gruppo comprende scienziati, incluso me, i quali notano molti segnali di pericolo che giustificano la richiesta di precauzione. Dall’altra parte ci sono invece coloro secondo i quali si dovrebbero attendere le prove del danno, prima di agire in qualsiasi modo. Di questo gruppo chi si fa più sentire sono i rappresentanti delle industrie, che senza dubbio temono per i loro profitti e preferirebbero che continuassimo a comprare e ad utilizzare sempre più dispositivi elettronici interconnessi.

E gli sforzi dell’industria sono straordinariamente efficaci, si vede dalla diffusione nel mondo delle tantissime tecnologie che generano CEM. Ma i campi elettromagnetici hanno anche molte altre fonti. La più importante è la stessa rete elettrica, che raggiunge praticamente ogni individuo in America e il 75% della popolazione globale. Oggi, all’inizio del ventunesimo secolo, siamo immersi completamente in un brodo di radiazioni elettromagnetiche su base praticamente continua.

Cosa sappiamo

Ad oggi, la scienza che studia gli effetti biologici e sulla salute dell’esposizione alle radiazioni EM è ancora agli esordi. Non si riesce a prevedere che un tipo specifico di esposizione ai campi elettromagnetici (come ad esempio 20 minuti al telefono cellulare ogni giorno per 10 anni) comporterà una specifica conseguenza per la salute (come ad esempio il cancro).

Né gli scienziati sono in grado di definire cosa si possa intendere per livello di “sicurezza” di esposizione ai CEM. Ma, malgrado la scienza non abbia ancora risposto a tutte le nostre domande, almeno ha determinato un fatto e molto chiaramente: tutte le radiazioni elettromagnetiche hanno impatti sugli esseri viventi.

Come dirò più avanti in questo libro, la scienza dimostra un’ampia gamma di effetti biologici correlati all’esposizione ai CEM. Per esempio, numerosi studi hanno concluso che i campi elettromagnetici danneggiano il DNA e ne causano mutazioni: il DNA è il materiale genetico che ci definisce come individui e collettivamente come specie.

Si ritiene che le mutazioni del DNA siano il primo passo verso lo sviluppo dei tumori ed è stato proprio il legame tra tumori ed esposizione ai CEM che ha indotto a richiedere una revisione degli standard di sicurezza. Questo tipo di danno al DNA è stato osservato con un’esposizione ai CEM equivalente a quella del tipico utilizzo del telefono cellulare.

Si ritiene che il danno genetico sia uno dei meccanismi con cui i campi elettromagnetici influiscono sulla salute. Diversi studi hanno indicato un aumento significativo del rischio (fino a due o tre volte il rischio normale) di sviluppare certi tumori cerebrali in seguito ad esposizione a telefoni cellulari per un periodo di tempo di diversi anni. Una revisione, che ha considerato 16 studi ricavandone un valore medio, ha concluso che il rischio di sviluppare un tumore nella stessa area della testa dove appoggia il cellulare è del 240% maggiore in chi fa uso del telefono regolarmente per 10 o più anni.

Uno studio condotto in Israele ha scoperto che le persone che utilizzano il cellulare per almeno 22 ore al mese hanno il 50% in più di possibilità di sviluppare cancro alle ghiandole salivari (e in Israele tra il 1970 e il 2006 l’incidenza di questo tipo di tumore è aumentata di quattro volte). E chi vive entro i 400 m da un ripetitore per 10 o più anni ha un’incidenza di tumore tre volte più alta rispetto a chi vive a distanze maggiori. Infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha definito i CEM – comprese le frequenze della rete elettrica e le radiofrequenze -come possibili cause di cancro.

Senza dubbio il cancro rientra tra i più gravi effetti negativi sulla salute studiati dai ricercatori, ma è stato dimostrato che l’esposizione ai campi elettromagnetici aumenta anche il rischio di molti altri tipi di conseguenze. Basti pensare che livelli di CEM migliaia di volte più bassi degli standard di sicurezza correnti possono aumentare in maniera significativa il rischio di malattie neurodegenerative (come l’Alzheimer e il morbo di Lou Gehrig) e di sterilità maschile associata a danni alle cellule spermatiche. In uno studio è emerso come chi vive entro 50 m da una linea elettrica ad alta tensione abbia molte più probabilità di sviluppare l’Alzheimer rispetto a chi vive entro i 600 m e oltre. L’aumento del rischio è del 24% dopo un anno, del 50% dopo 5 anni e del 100% dopo 10 anni.

Un’altra ricerca ha dimostrato che utilizzare un telefono cellulare da una a quattro ore al giorno causa un abbassamento della conta spermatica del 40% rispetto agli uomini che non usano il telefonino e le cellule spermatiche che sopravvivono mostrano minore motilità e vitalità. L’esposizione ai CEM (come accade anche per molti inquinanti ambientali) non ha effetti solo sulle persone ma anche sull’intero ambiente naturale.

Gli effetti negativi sono stati dimostrati su un’ampia varietà di piante e animali. Anche a livelli molto bassi, i CEM possono privare uccelli e api della capacità di orientarsi. Numerosi studi correlano questo effetto con il fenomeno che si verifica quando gli uccelli si schiantano e muoiono contro i cavi elettrici o le torri di controllo degli aerei.

Gli stessi effetti sulla navigazione sono stati collegati alla sindrome dello spopolamento degli alveari (SSA), che sta decimando la popolazione globale delle api (in uno studio è stato dimostrato che collocare anche un solo cellulare acceso davanti ad un’arnia porta alla rapida e completa morte dell’intera colonia). E una malattia misteriosa che colpisce gli alberi in Europa è stata collegata alle radiazioni Wi-Fi nell’ambiente.

Come spiegherò nei capitoli successivi, ci sono ormai molte evidenze scientifiche – di alta qualità, tutte con peer review -che dimostrano queste e altre conseguenze assai preoccupanti dovute all’esposizione alle radiazioni elettromagnetiche. Questi effetti si vedono a livelli di CEM che, secondo le agenzie regolatone come la Federai Communications Commission (FCC) che norma le emissioni dei cellulari negli Stati Uniti, sono assolutamente sicuri.

Un attivista improbabile

Ho iniziato a lavorare alla Columbia University negli anni Sessanta del secolo scorso ma non mi sono sempre occupato di campi elettromagnetici. Il mio PhD in chimica fisica preso alla Columbia e quello in scienza colloidale preso all’Università di Cambridge mi hanno fornito un solido background accademico interdisciplinare in biologia, chimica e fisica. All’inizio ho investito gran parte della mia carriera studiando le proprietà delle superfici e delle pellicole molto sottili, come quelle delle bolle di sapone, che mi hanno poi portato ad esplorare le membrane biologiche che racchiudono le cellule viventi.

Ho studiato la biochimica della sindrome da distress respiratorio del neonato (IRDS in inglese) che fa collassare i polmoni del bambino (conosciuta anche come malattia della membrana ialina). Grazie a queste ricerche ho scoperto che la sostanza sulla superficie dei polmoni sani forma un reticolo che ne previene il collasso nei bambini sani (la sua assenza causa il problema in chi soffre di IRDS). All’epoca un’azienda alimentare mi ha poi assunto per farmi studiare come lo stesso meccanismo potesse essere applicato per fare in modo che non collassassero le bolle d’aria dentro i gelati che quella stessa azienda produceva. Il gelato viene venduto a volume, non a peso, e questo permetteva all’azienda di ridurre la quantità di gelato dentro ad ogni confezione (i miei figli mi hanno criticato non poco per questo lavoro, ma poi si gustavano i campioni di gelato che portavo a casa).

Ho anche condotto ricerche studiando come le forze elettriche interagiscono con le proteine e altri componenti che si trovano nelle membrane nervose e muscolari. Nel 1987 stavo studiando gli effetti dei campi elettrici sulle membrane quando lessi uno scritto della dottoressa Reba Goodman che dimostrava alcuni effetti insoliti dei CEM sulle cellule viventi. Aveva scoperto che anche i campi elettrici relativamente deboli da fonti comuni (come le linee e gli apparecchi elettrici) potevano alterare la capacità delle cellule viventi di produrre proteine. Da tempo sapevo dell’importanza delle forze elettriche sulla funzione cellulare, ma quello studio spiegava che le forze magnetiche (che sono, come spiegherò nel prossimo capitolo, un aspetto chiave dei campi elettromagnetici) avevano anche un forte impatto sulle cellule viventi.

Come gran parte dei miei colleghi, non pensavo che questo fosse possibile. E noto che ci sono alcuni tipi di CEM che tutti sanno essere dannosi per l’uomo. Per esempio i raggi X e le radiazioni ultraviolette sono entrambi riconosciuti come cancerogeni. Ma si tratta di forme ionizzanti di radiazioni. La dottoressa Goodman sosteneva invece che anche le radiazioni non ionizzanti, che hanno molta meno energia dei raggi X, avessero effetti sulla proprietà fondamentale delle cellule e cioè la capacità di stimolare la sintesi delle proteine.

Proprio perché le forme non ionizzanti di CEM hanno tanta energia in meno rispetto alle radiazioni ionizzanti, per lungo tempo si era ritenuto che i campi elettromagnetici non ionizzanti fossero innocui per l’uomo e gli altri sistemi biologici. Certo, si sapeva che un’esposizione sufficientemente elevata ai CEM non ionizzanti causava un innalzamento della temperatura – e che questo aumento poteva causare danni cellulari e portare a problemi di salute – ma si pensava che livelli bassi di CEM non ionizzanti, che non causano aumento di temperatura, non fossero pericolosi. In oltre ventanni di esperienza in alcune delle istituzioni accademiche più importanti, quello era quanto mi era stato insegnato e quanto avevo insegnato. Infatti, il mio dipartimento alla Columbia University (come ogni altro analogo dipartimento di altre università nel mondo) aveva un intero corso sulla fisiologia umana che non menzionava mai i campi elettromagnetici, ad eccezione di quando venivano utilizzati a fini diagnostici per individuare gli effetti della corrente elettrica sul cuore o sul cervello.

Ovviamente i magneti e i campi magnetici potevano avere effetti su pezzi di metallo e altri magneti, ma si pensava fossero inerti, o sostanzialmente deboli, riguardo alla fisiologia umana. Come potete immaginare, trovai intrigante la ricerca della dottoressa Goodman e quando venne fuori che era una mia collega alla Columbia, con l’ufficio giusto nel palazzo a fianco, decisi di incontrarla, faccia a faccia. Non mi ci volle molto per capire che i suoi dati e le sue argomentazioni erano molto convincenti. Così convincenti che non solo mi fecero cambiare opinione sui potenziali effetti sulla salute del magnetismo, ma mi indussero anche ad avviare con lei una lunga collaborazione che è stata molto produttiva e personalmente gratificante.

Durante gli anni in cui abbiamo lavorato insieme, la dottoressa Goodman e io abbiamo pubblicato molti dei nostri risultati su illustri riviste scientifiche. Le nostre ricerche si sono concentrate sul livello cellulare – come il CEM permea la superficie delle cellule e agisce sulla cellula stessa e sul DNA – e abbiamo dimostrato diversi effetti biologici osservabili e ripetibili. Come accade con tutti gli studi che approdano a quelle riviste, anche i nostri dati e le nostre conclusioni sono stati sottoposti a peer review.

Ciò significa che i risultati sono stati controllati prima della pubblicazione per verificare che le tecniche e le conclusioni, basate sulle nostre misurazioni, fossero appropriate. I risultati sono stati successivamente confermati da altri scienziati in altri laboratori nel mondo, ciascuno indipendente dall’altro.

Troppo Connessi? – Libro

Martin Blank – Cellulari, smartphone, wifi, dispositivi elettrici – Le verità scientifiche sui pericoli delle radiazioni elettromagnetiche per la nostra salute

Cellulari e tumori: nuovo allarme europeo

23/01/2013 Cellulari e tumori: nuovo allarme europeo L’agenzia Ue per l’ambiente rilancia l’allerta per il legame tra cellulari e insorgenza di tumori. “Anche se non esiste chiarezza scientifica sulla relazione tra l’utilizzo del cellulare e tumori al cervello, da studi e ricerche è sempre più solida l’evidenza di questo legame”, ha affermato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’Aea, in occasione del lancio dell’ultimo rapporto “Late Lessons from Early Warnings, volume 2”.

Dic 12, 2016

Telelavoro: come lavorare correttamente in movimento o da casa – VIDEO

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Per molti lavoratori l’utilizzo di computer, smartphone e tablet in situazioni di viaggio o a casa, è cosa oramai consueta. Alcuni, addirittura, lavorano esclusivamente in telelavoro dalla loro abitazione.

Tuttavia, anche se il lavoro da casa o in viaggio può offrire diversi vantaggi, spesso il posto di lavoro risulta improvvisato, o l’utilizzo dello strumento tecnologico scomodo e inadeguato.

In queste specifiche situazioni lavorative è molto probabile sentire dolori alla nuca, alle spalle, ai polsi oppure mal di testa.

Sono quindi necessari piccoli accorgimenti e misure di prevenzione per evitare mal di testa, tensioni alla nuca, bruciore agli occhi e dolori muscolo-scheletrici.

Per migliorare la prevenzione dei lavoratori che utilizzano dispositivi mobili o che lavorano tramite computer in viaggio o da casa segnalo questi bei video di Vodafone Spagna:

Usare il computer portatile in mobilità

El portátil en movilidad. Vodafone

El uso de dispositivos móviles para ocio o trabajo puede aportarte grandes beneficios siempre que adoptes hábitos saludables al utilizarlos, como una postura correcta, descansos regulares y un correcto ajuste del equipo. Siempre que te sea posible: √ Para aliviar la tensión muscular de la espalda: * Mantener la espalda recta y descansada sobre un respaldo.

Usare il computer portatile a casa

El portátil en casa. Vodafone

El uso de dispositivos móviles para ocio o trabajo puede aportarte grandes beneficios siempre que adoptes hábitos saludables al utilizarlos, como una postura correcta, descansos regulares y un correcto ajuste del equipo. Siempre que te sea posible, es aconsejable: √ Si usas el portátil en el sofá: * Hacer descansos más frecuentes porque no es la mejor postura para la espalda.

 Usare il telefono cellulare in movimento

El móvil o smartphone. Vodafone

El uso de dispositivos móviles para ocio o trabajo puede aportarte grandes beneficios siempre que adoptes hábitos saludables al utilizarlos, como una postura correcta, descansos regulares y un correcto ajuste del equipo. Siempre que te sea posible realiza las siguientes acciones para mejorar tu experiencia.

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