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4 soluzioni per il benessere digitale in azienda

Bell’articolo di Gianluigi Bonomi che fa il punto su “Benessere digitale: la soluzione è davvero il digital detox?

Interessanti, per quanto mi riguarda, le quattro soluzioni che propone per il benessere digitale in azienda:

– Soluzioni tecnologiche individuali: un esempio può essere la tecnica del pomodoro, usare cioè uno stratagemma per concentrarsi ed equilibrare lavoro e pause, ma soprattutto per restare focalizzato e non farsi distrarre da notifiche e alert. In pratica quando si lavora si mette il telefono in pausa.

– Soluzioni tecnologiche collettive: l’uso di uno strumento come Slack permette, come promette l’azienda (vuole ammazzare le email), di abbattere il numero di messaggi di posta elettronica e lavorare meglio in team.

– Soluzioni culturali individuali: qui si parla di trucchi di nudging, per esempio impostando lo smartphone su scala di grigi si è molto meno invogliati a usarlo.

– Soluzioni culturali collettive: stabilire delle policy d’uso di questi strumenti, come per esempio il divieto di inviare email fuori dall’orario di lavoro (cosa peraltro proibita in Francia).

Clicca qui per leggere l’articolo completo.

Dic 12, 2016

Telelavoro: come lavorare correttamente in movimento o da casa – VIDEO

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Per molti lavoratori l’utilizzo di computer, smartphone e tablet in situazioni di viaggio o a casa, è cosa oramai consueta. Alcuni, addirittura, lavorano esclusivamente in telelavoro dalla loro abitazione.

Tuttavia, anche se il lavoro da casa o in viaggio può offrire diversi vantaggi, spesso il posto di lavoro risulta improvvisato, o l’utilizzo dello strumento tecnologico scomodo e inadeguato.

In queste specifiche situazioni lavorative è molto probabile sentire dolori alla nuca, alle spalle, ai polsi oppure mal di testa.

Sono quindi necessari piccoli accorgimenti e misure di prevenzione per evitare mal di testa, tensioni alla nuca, bruciore agli occhi e dolori muscolo-scheletrici.

Per migliorare la prevenzione dei lavoratori che utilizzano dispositivi mobili o che lavorano tramite computer in viaggio o da casa segnalo questi bei video di Vodafone Spagna:

Usare il computer portatile in mobilità

El portátil en movilidad. Vodafone

El uso de dispositivos móviles para ocio o trabajo puede aportarte grandes beneficios siempre que adoptes hábitos saludables al utilizarlos, como una postura correcta, descansos regulares y un correcto ajuste del equipo. Siempre que te sea posible: √ Para aliviar la tensión muscular de la espalda: * Mantener la espalda recta y descansada sobre un respaldo.

Usare il computer portatile a casa

El portátil en casa. Vodafone

El uso de dispositivos móviles para ocio o trabajo puede aportarte grandes beneficios siempre que adoptes hábitos saludables al utilizarlos, como una postura correcta, descansos regulares y un correcto ajuste del equipo. Siempre que te sea posible, es aconsejable: √ Si usas el portátil en el sofá: * Hacer descansos más frecuentes porque no es la mejor postura para la espalda.

 Usare il telefono cellulare in movimento

El móvil o smartphone. Vodafone

El uso de dispositivos móviles para ocio o trabajo puede aportarte grandes beneficios siempre que adoptes hábitos saludables al utilizarlos, como una postura correcta, descansos regulares y un correcto ajuste del equipo. Siempre que te sea posible realiza las siguientes acciones para mejorar tu experiencia.

Grande novità per i tecnostressati di Pisa e Livorno!

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E’ attivo il primo sportello gratuito “Tecnostress e Dipendenza Tecnologica”, in collaborazione con la Pubblica Assistenza Litorale Pisano- ANPAS.

Lo sportello è rivolto ad una utenza la cui problematica è nella smodata ed eccessiva relazione con Internet, Social Network, Smartphone, eccetera, che può causare difficoltà psicologiche di vario tipo; tra cui: alienazione ed isolamento, disturbi dell’attenzione, difficoltà relazionali, stati depressivi, eccetera.

Si tratta di un servizio specifico per persone che sentono di avere una problematica nell’interazione con le tecnologie, capiscono che questo inficia la loro qualità della vita e del lavoro in modo permanente, con comportamenti che possono anche ‘sconfinare’ in un quadro psicopatologico, oltre che causare condizioni di stress lavorativo ma anche sociale e relazionale.

Questo sportello di natura socio-sanitaria è particolarmente indicato, ad esempio, per lo studente che vuole studiare ma non riesce disturbato dall’uso smodato dello smartphone; per coloro che intendono perseguire un progetto di lavoro dove le tecnologie ostruiscono la strada invece di essere di aiuto; per le persone che rimanendo a casa senza lavoro vengono ‘fagocitati’ dall’uso tecnologico per compensare tale disagio; per i lavoratori che capiscono quanto e come questa sia una forma di evitamento da un lavoro spesso non gratificante; per le persone che hanno smesso di ‘lottare’ nella vita e si ‘rifugiano’ nelle tecnologie in modo ossessivo.

Lo sportello – localizzato presso il servizio di Pubblica Assistenza Litorale Pisano (via della Repubblica Pisana, 68, 56128 Pisa) – è aperto il giovedì pomeriggio ed è gratuito, basta richiedere un appuntamento al numero 050 36750, oppure sul sito palitoralepisano.it.

L’ideazione e le attività dello sportello “Tecnostress e Dipendenza Tecnologica” sono a cura del dott. Alessandro Drago – Psicoterapeuta e Psicologo del Lavoro.

Ott 22, 2016

“La sicurezza in ufficio”. Agenti fisici che favoriscono il tecnostress: ergonomia, illuminazione, qualità dell’aria indoor e microclima.

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Il Tecnostress derivante dall’utilizzo continuativo di tecnologie sul luogo di lavoro può certamente essere incrementato o acuito da altri fattori relativi all’ambiente fisico d’ufficio, come l’ergonomia della postazione di lavoro, l’illuminazione, la qualità dell’aria indoor e ilmicroclima.

Recentemente, l’Ufficio Speciale Prevenzione e Protezione dell’Ateneo dell’Università degli Studi di Roma – La Sapienza, ha distribuito il documento “La sicurezza in ufficio”,  dedicato alle misure di tutela della salute e sicurezza nelle attività d’ufficio, con particolare riferimento ai parametri fisici che possono influenzare l’ambiente di lavoro.

Si parla di ergonomia (“disciplina che ha per oggetto il rapporto tra l’uomo e la prestazione lavorativa” con l’obiettivo di “individuare le giuste soluzioni per evitare effetti dannosi sulla salute dell’individuo, piuttosto che curarli dopo che si sono manifestati”) e dei necessari requisiti che deve avere un posto di lavoro ben concepito come “migliore premessa per garantire il benessere lavorativo e, di conseguenza, un buon rendimento sul lavoro”.

E si parla più diffusamente di parametri fisici che possono influenzare molto l’ambiente di lavoro: illuminazione, qualità dell’aria indoor e microclima.

Riguardo all’illuminazione si ricorda che un ambiente di lavoro “deve essere dotato di sufficiente illuminazione naturale, eventualmente integrata da sistemi di illuminazione artificiale anche localizzati” per poter garantire buona visibilità, comfort visivo, sicurezza. E si segnalano alcuni accorgimenti per prevenire i disturbi connessi con l’ errata illuminazione del posto di lavoro.

Sulla qualità dell’aria indoor si ricordano i principali fattori di inquinamento dell’aria indoor (contaminanti biologici, contaminanti fisici e contaminanti chimici); le esigenze di benessere della maggior parte delle persone presenti nell’ambiente di lavoro e alcuni accorgimenti per contrastare la nocività degli agenti inquinanti.

Sul microclima si ricorda che è un microclima confortevole “quello che suscita nella maggioranza degli individui presenti, una soddisfazione per l’ambiente dal punto di vista termoigrometrico, e quindi una situazione di benessere termico o comfort” e sono riportati alcuni accorgimenti per prevenire il discomfort termico.

Clicca qui per scaricare il documento “La sicurezza in ufficio” (pdf 7,1 Mb)

Intervista sulle onde elettromagnetiche e sui rischi dell’elettrosmog per l’uomo del dottor Giuseppe Miserotti in una intervista di FQ Radio

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Come ben sapete da alcuni articoli che ho già pubblicato sugli argomenti campi magnetici ed elettrosmog’, noi tutti viviamo oggi completamente immersi in un campo elettromagnetico continuo, generato da tutti gli strumenti elettronici che ci circondano e dalle infrastrutture per farli funzionare. Come ci ricorda Wikipedia:

“Con il termine inquinamento elettromagnetico o elettrosmog si intende l’inquinamento derivante in genere da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Si parla quindi dell’intervallo di frequenze che va da 0 Hz (campi statici) alle frequenze della radiazione visibile (laser e luce incoerente).

Le radiazioni comprendono quelle prodotte dai radar, dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione (emittenti radiofoniche e televisive), ponti radio, reti per telefonia cellulare, dagli stessi telefoni cellulari, dagli apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico (campi EM ad alta frequenza) e dalle infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica tramite cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità come gli elettrodotti della rete elettrica di distribuzione (campi EM a bassa frequenza).

Nel 2001 l’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), parte dell’Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite, ha inserito i campi magnetici in bassa frequenza in categoria 2B considerando un raddoppio del fattore di rischio (leucemia infantile) per esposizioni a valori di campo magnetico superiori a 0,4 microTesla. L’IARC nel 2011 ha inserito anche i campi elettromagnetici in alta frequenza in categoria 2B (senza definire una dose). La categoria 2B comprende i possibili cancerogeni per l’uomo; l’International Commission for Electromagnetic Safety (Icems) ha sottolineato nel 2012 la possibilità di aumenti a due cifre di alcune incidenze tumorali. Tuttavia, effetti biologici non oncologici (sull’uomo e sugli animali) e oncologici (sugli animali) sono universalmente riconosciuti.

L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che “ad oggi, nessun effetto dannoso per la salute è stato riconosciuto come causato dall’uso di telefoni mobili.” Alcune autorità nazionali hanno raccomandato ai loro cittadini, come semplice norma precauzionale, di minimizzarne l’esposizione.”.

Siamo in una bolla costante di elettrosmog, eppure se ne parla poco, troppo poco. Perché se ne parla così poco?

Sicuramente, non conviene parlarne alle corporazioni della tecnologia che hanno bisogno di elettrosmog per funzionare e limitano l’allarme a poche parole nel libretto di istruzioni; e non interessa parlarne alle persone, troppo prese dal messaggio da inviare ora rispetto al problema di salute di domani.

Cosa sappiamo delle onde elettromagnetiche e del loro impatto sulla salute umana? Quali sono i rischi dell’elettrosmog per l’uomo?

Chi vuole saperne di più può ascoltare il podcast del dottor Giuseppe Miserotti, medico di famiglia vice-presidente Isde Italia Nord (Emilia Romagna) in una intervista di FQ Radio.

 

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