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Apr 23, 2016

Convegno a Milano: “I rischi di genere, età e tecnostress: conoscerli e riconoscerli per valutare bene e prevenire meglio”

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PuntoSicuro, quotidiano on-line sulla sicurezza sul lavoro e media partner ufficiale della nuova campagna EU-OSHA, per mantenere alta l’attenzione sul tema dell’età e sui rischi emergenti, organizza il convegno di studio e approfondimento:

I rischi di genere, età e tecnostress: conoscerli e riconoscerli per valutare bene e prevenire meglio

Il convegno si svolgerà a Milano il 20 maggio 2016, dalle 09.30 alle 14.00, presso la Fondazione Triulza-Cascina Triulza Lab-Hub per l’Innovazione Sociale (Via Cristina Belgioioso, 171-177 Milano).

Sarò presente a questo convegno in qualità di relatore per raccontare in una mezz’oretta lo stato dell’arte del tecnostress lavoro-correlato. Se ti interessa partecipare iscriviti a questo link.

Questo il programma del convegno:

9.30: Saluti e apertura dei lavori
Luigi Matteo Meroni, Direttore di PuntoSicuro

9.45: Introduzione ai rischi di genere, età e tecnostress
Tiziano Menduto, giornalista di Punto Sicuro e moderatore

10.00: Inquadramento normativo
Anna Guardavilla, giurista specializzata in SSL e formatrice

10.30: Uomini e donne differenti al lavoro Debora Russi, consulente e formatrice SSL

11.00: Ambienti sani e sicuri ad ogni età Referente Inail

11.30: Il Tecnostress
Giulio Regosa, formatore SSL ed esperto in comunicazione

12.00: Sorveglianza Sanitaria differente Luigi Dal Cason, medico competente

12.30: Attenti al Documento di valutazione del rischio: spunti di concretizzazione
Vignola Giuseppina, Ingegnere, RSPP e formatrice SSL

13.00: Dibattito e Conclusione dei lavori

13.30: Light Lunch

Per maggiori informazioni sul convegno scarica il depliant di presentazione.

Mar 14, 2016

Tecnostress-Technostress: review delle più recenti ricerche internazionali sul tema.

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E’ un lavoro sporco – questo della ricerca e pubblicazione delle ultime ricerche disponibili in rete sul tema Tecnostress – ma qualcuno lo deve fare.

E lo faccio io, cercando pazientemente e pubblicando sulle pagine di questo sito titoli e link ai documenti dei più recenti studi internazionali sul tecnostress/technostress.

Eccovi una review di questi ultimi mesi.


An Empirical Analysis of Correlation Between Technostress and Job Satisfaction: A Case of KPK, Pakistan.
Asad Khan, Department of Library and Information Science, University of Peshawar; Hamid Rehman, Department of Library and Information Science, University of Peshawar; Dr. Shafiq-ur-Rehman, Department of Library and Information Science, University of the Punjab Lahore.

Challenges in Technostress Research: Guiding Future Work Emergent Research Forum papers
Stefan Tams, Department of Information Technologies HEC Montréal, QC, Canada

Assessing Technostress Among Open and Distance Learning Practitioners: A Comparative Study.
Jane-Frances Agbu, National Open University of Nigeria

Assessing the Relationship between Technical Affinity, Stress and Notifications on Smartphones.
Tilo Westermann, Quality and Usability Lab, Telekom Innovation Laboratories, TU Berlin; Ina Wechsung, Quality and Usability Lab, Telekom Innovation Laboratories, TU Berlin; Sebastian Moller, Quality and Usability Lab, Telekom Innovation Laboratories, TU Berlin.

Challenges in Technostress Research: Guiding Future Work
Emergent Research Forum papers.
Stefan Tams, Department of Information Technologies HEC Montréal, QC, Canada.

Do Technostress creators influence employee innovation?
Shalini Chandra, Assistant Professor, S P Jain School of Global Management, Singapore; Shirish C. Srivastava, Associate Professor, HEC, Paris, France; Anuragini Shirish, Doctoral Candidate, Telecom Ecole de Management (Institut Mines Télécom), Evry Cedex, France.

Impact of Technostress on Job Satisfaction and Organizational Commitment.
Wei Qiu, Thesis presented for the degree of Master of Management (Management) at Massey University, Auckland, New Zealand.

MyStress: Unobtrusive Smartphone-based Stress Detection.
Gimpel Henner, FIM Research Center, University of Augsburg, Universitaetsstr. 12, 86159 Augsburg, Germany; Regal Christian, FIM Research Center, University of Augsburg, Universitaetsstr. 12, 86159 Augsburg, Germany; Schmidt Marco, FIM Research Center, University of Augsburg, Universitaetsstr. 12, 86159 Augsburg, Germany.

Techno-stress among library professionals at the workplace in ICT era: An overview.
Ranjna, Assistant Librarian Department of Anthropology, Panjab University, Chandigarh, India.

Technostress among educator: a revisit of social cognitive perpective
Khairunnisa Harahap and Tri Effiyanti, State University of Medan, Medan, Indonesia.

Technostress and Personality Traits – Are they Associated? Evidence from Indian Bankers.
Dr. Dhiraj Sharma and Tavleen Kaur Gill, School of Management Studies, Punjabi University, Patiala, Punjab, India.

Technostress and Technology Induced State Anxiety: Scale Development and Implications – Research in Progress Paper.
David Agogo, Operations and Information Management Department, University of Massachusetts; Traci J. Hess, Operations and Information Management Department, University of Massachusetts.

Technostress effect on technology acceptance by nurse faculty.
A dissertation submitted in partial fulfillment of the requirements for the degree of Doctorate of Philosophy in Nursing Department of Nursing, Tyler University, Texas.

Technostressors and the Coping Mechanism of Academic Librarians in Davao City, Philippines.
Briccio M. Merced, Jr., University of the Philippines Mindanao, Mintal, Tugbok District, Davao City, Philippines; Merliza T. Franco, University of Mindanao, Davao City, Philippines.

The dimensions of Technostress among academic librarians of universities medical sciences in Mazandaran Province.
Afsaneh Shahrabi, M.A. Student of Knowledge and Information Science, Babol Branch, Islamic Azad University, Mazandaran, Iran; Mitra Ghiasi and Safiyeh Tahmasebi, Department of Knowledge and Information Science, Babol Branch, Islamic Azad University, Mazandaran, Iran.

Theorizing Technostress in Organizations: A Cybernetic Approach.
Thomas Fischer, University of Applied Sciences Upper Austria, Steyr, Austria; René Riedl, University of Linz, Linz, Austria.

Gen 11, 2016

“You’ve got mail! A research study about email at work”: nuova ricerca sulla pressione da email fra i lavoratori.

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Abbiamo già parlato dell’invadenza dell’email nel flusso di lavoro, e di quanto succede in Francia per limitarne l’uso. Ora un nuovo studio ci spiega ancora meglio cosa significa “pressione da e-mail” e che ripercussioni produce.

Il Future Work Centre di Londra è un centro di studi e ricerche sulla psicologia del lavoro “guidato dal desiderio di rendere migliore il lavoro per tutti, ora e nel futuro … per colmare il divario tra le ricerche di alta qualità sulla persone e il lavoro, e le persone a cui queste ricerche servono di più: il pubblico”.

Per raggiungere questo obiettivo, al Future Work Centre prestano attenzione a “svolgere ricerche di alta qualità che aiutano le organizzazioni a prendere decisioni migliori; finanziare la ricerca sui temi che contano veramente per persone e organizzazioni; condivisione apertamente tutte le nostre scoperte.”.

Come parte del programma di ricerca 2015/2016 sul ruolo e l’impatto della tecnologia sul posto di lavoro, il Future Work Centre ha svolto un’interessante ricerca sull’impatto della posta elettronica sul luogo di lavoro intitolata: “You’ve got mail! A research study about email at work”.

Questa la presentazione del senso e dell’obiettivo della ricerca:

“La posta elettronica fa oramai parte delle nostre vite. Dalla sua creazione nel 1970, la sua crescita è stata senza precedenti, facilitando la comunicazione rapida e semplice tra le persone attraverso i confini e fusi orari, sia per uso aziendale, sia per uso personale.

Ma, nonostante il suo uso diffuso e la popolarità come strumento di comunicazione, per alcuni individui e datori di lavoro l’e-mail può essere una fonte di grande frustrazione, ansia e perdita di produttività.

Come il numero di e-mail continua a salire, molti di noi si sentono sotto pressione – lottano per mantenere delle priorità nel lavoro in modo efficace, ma sono costantemente interrotti dal flusso di messaggi e richieste, con conseguente riduzione della produttività e aumento dello stress.

Per capire di più su come la posta elettronica da un lato facilita, ma dall’altro lato impatta negativamente con l’esperienza dei dipendenti, abbiamo condotto un sondaggio con poco meno di 2.000 persone in una varietà di industrie, settori e ruoli di lavoro nel Regno Unito.

Il nostro obiettivo era quello di esplorare se fattori quali la tecnologia, il comportamento, la demografia, l’equilibrio tra lavoro e vita privata e la personalità svolgono un ruolo nella nostra percezione della pressione delle e-mail e di conseguenza nelle nostre strategie di coping.”.

Le evidenze più interessanti emerse della ricerca sono:

  • Una forte relazione tra l’uso di email ‘push’ e la pressione percepita. Ciò significa che le persone che ricevono automaticamente e-mail sui propri dispositivi sono state più propense a riferire livelli più elevati di pressione da email.
  • Le persone che lasciano la loro e-mail accesa tutto il giorno sono molto più propensi a dire che hanno sperimentato la pressione da e-mail.
  • Controllare la posta elettronica al mattino presto o la sera tardi è associato a più alti livelli di pressione da e-mail.
  • I manager sperimentano livelli significativamente più elevati di pressione da e-mail rispetto ai non-manager.

La ricerca ha anche messo in evidenza alcune interessanti differenze di gruppo nei giochi di ruolo sulla nostra esperienza delle e-mail e di come l’e-mail può avere un impatto sia positivamente che negativamente sul nostro equilibrio vita-lavoro:

  • Le persone che hanno riportato elevati livelli di pressione da e-mail hanno anche sperimentato una maggiore interferenza tra lavoro e vita privata.
  • La vostra personalità svolge un ruolo chiave nel determinare la quantità della pressione e-mail percepita e la misura con cui interferisce con il vostro equilibrio tra lavoro e vita privata.

La ricerca è molto interessante e merita una lettura completa, ma ve la riassumo brevemente:

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Dopo una presentazione generale dello studio (You’ve got mail!), nel primo capitolo “A double-edged  sword” si l’evidenzano dalle ricerche recenti le conseguenze involontarie delle e-mail, con l’elencazione precisa dei vantaggi e degli svantaggi dell’utilizzo della posta elettronica come strumento di comunicazione. (“La ricerca condotta negli ultimi dieci anni ha chiaramente illustrato che la posta elettronica è un ‘arma a doppio taglio ‘ – in altre parole , ha dei chiari vantaggi ma anche alcuni svantaggi evidenti.”).

Nel secondo capitolo “One size does not fit all“ si cercano le relazioni tra la pressione percepita dalle e-mail e la tecnologia, l’equilibrio vita-lavoro, i risultati e la personalità, al fine di dimostrare che non esiste un metodo buono per tutti tutti quando si tratta di gestire la nostra esperienza delle e-mail. (“Sappiamo che le differenze di ciò che gli individui pensano, sentono e e fanno, influenzano la loro esperienza di lavoro, e questo vale anche per il loro rapporto con le e-mail”.).

Nel terzo capitolo “Our gadget” si osserva come usiamo la tecnologia per accedere all’e-mail nella nostra vita quotidiana, e su quale strumento tecnologico la utilizziamo. (“Dobbiamo esaminare il ruolo della scelta della tecnologia nell’esperienza di posta elettronica delle persone al fine di ottenere un quadro più completo del suo impatto sulle nostre vite”.).

Nel quarto capitolo “Under Pressure” si indaga la percezione degli utenti sulla loro esperienza di posta elettronica come strumento di comunicazione. (“ … uno sguardo dentro l’esperienza e-mail, che ci spiega il ruolo dei fattori esterni – quali i tempi di attività e-mail , come riceviamo messaggi di posta elettronica , il volume di e-mail , eccetera – nel contribuire alla percezione della pressione da e-mail”.).

Nel quinto capitolo “Tipping the scales” si indaga l’impatto che la pressione delle e-mail ha sul nostro equilibrio lavoro/vita privata. (“Volevamo capire di più sui risultati comportamentali ed emotivi di work-life balance  … sottolineando che casa e lavoro possono influenzare a vicenda, sia positivamente, sia negativamente”.).

Il sesto capitolo “X factor” cerca di capire il ruolo che le differenze individuali giocano nel modo in cui le persone ci approcciano con le e-mail di lavoro. (“La nostra personalità rappresenta una parte importante di queste differenze individuali e ha un ruolo evidente da svolgere nel contribuire a capire meglio come le usiamo e-mail di lavoro”.).

Di particolare interesse la parte finale “What should we do?”. Dato che “Uno dei nostri obiettivi principali è quello di fornire ai singoli dipendenti e alle organizzazioni con metodi accessibili e delle raccomandazioni attuabili” … “il che significa che siamo in grado di fare ora alcune raccomandazioni iniziali su ciò che gli individui possono fare per migliorare la loro esperienza con le e-mail”.

Ecco le liste di azioni concrete che gli individui e le organizzazioni possono adottare, in base a ciò che funziona meglio per loro date le circostanze individuali.

Aiuto per le persone
Per aiutarti a gestire in modo più efficace la tua email, abbiamo diviso le nostre raccomandazioni in due aree:
– cambiamenti di comportamento (cioè quello che si può fare in modo diverso);
– cambiamenti di mentalità (vale a dire come si pensa all’e-mail).

Aiuto per le organizzazioni
I nostri consigli per le organizzazioni sono rivolti a coloro che hanno definito la politica sull’uso della posta elettronica e a quelli in grado di fungere da ‘esempi’ per un uso costruttivo della posta elettronica.

Ed ecco il link per scaricare il report completo della ricerca

 

 

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Lug 11, 2015

Campi elettromagnetici: nuove relazioni scientifiche su normativa, rischi ed effetti sull’uomo

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Come sappiamo, i dispositivi tecnologici espongono gli utilizzatori a campi elettromagnetici che, superati specifici valori limite, possono diventare un vero e proprio rischio per la loro salute.

Abbiamo già parlato  in questo articolo di campi elettromagnetici e di tutela dei lavoratori e della popolazione (e dei grandissimi interessi in gioco su queste tecnologie) e abbiamo approfondito qui l’esposizione a campi elettromagnetici nei servizi di accesso Wi-Fi.

Torniamo a parlare di Campi elettromagnetici come fonti di Tecnostress presentando le relazioni di due recenti seminari (per scaricare le relazioni clicca sul titolo):

il primo è il seminario divulgativo che si è tenuto il 19 Maggio 2015 a Rimini dal titolo “Campi elettromagnetici negli ambienti di lavoro”, promosso da Assoservizi e Unindustria Rimini in collaborazione con Elettroprogetti. Scopo del seminario era di aumentare l’informazione di base sulle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, sui campi elettromagnetici (CEM), e sulle radiazioni ottiche artificiali (ROA) e sulla normativa di tutela.

Da questo seminario presentiamo l’intervento “Concetti base sui campi elettromagnetici. Riferimenti normativi, (realizzato da Ing. Luciano Gaia, Per. Ind. Roberto Berardi, Ing. Daniele Cenni – Studio tecnico Associato Elettroprogetti) che riporta diverse informazioni sui campi elettromagnetici, con riferimento anche agli effetti sull’uomo e alla normativa di tutela; sull’interazione di campi elettrici e campi magnetici; sugli effetti diretti e indiretti sulla salute.

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il secondo è il seminario “Il mondo moderno a 150 anni dalla teoria di Maxwell. Esposizione a campi elettromagnetici, salute e sicurezza”. Il seminario si è svolto il 18 Maggio 2015 a Catania, organizzato e promosso da Aias (Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza), Aeit (Associazione Italiana di Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Informatica e Telecomunicazioni) e Dieei (Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica), con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania, l’ASP 3 di Catania, il Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della provincia di Catania.

Da questo seminario presento le relazioni:

Esposizione a campi elettromagnetici, salute e sicurezza. Il mondo moderno a 150 anni dalla teoria di Maxwell. Introduzione dei lavoro”, di E.L. Maci. Presentazione volta a far comprendere a pieno il fenomeno complesso dei campi elettromagnetici e procedere con un’accurata valutazione dei rischi sul luogo di lavoro è opportuno, in primo luogo, compiere un salto indietro nella storia per ricordare i padri fondatori.

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Caratteristiche, proprietà e applicazioni dei campi elettromagnetici. Aspetti sanitari e quadro normativo”, di S. Casale. La presentazione, partendo dalla storia dei progressi della fisica, ne approfondisce le applicazioni nella vita reale e le correla agli aspetti di rischio sanitario dei campi elettromagnetici e di prevenzione nei luoghi di lavoro.

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Esposizione a campi elettromagnetici, salute e sicurezza. 150 anni dalle teorie di Maxwell”, di S.Spartà. Presentazione che analizza nel dettaglio gli effetti diretti e indiretti dei CEM, confrontandoli con i dati degli enti di ricerca internazionali per definire eventuali soglie di rischio potenziale.

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Giu 20, 2015

Interessante relazione INAIL “Tecnostress lavoro-correlato: effetti sull’uomo e inquadramento medico legale”.

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Nello scorso mese di maggio si è svolto presso la sede INPS di Anagni il convegno “TECNOSTRESS LAVORO CORRELATO La nuova frontiera della malattia professionale”, promosso da Aifos per le giornate di approfondimento nell’ambito della Campagna Europea “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”.

In questo convegno il dottor Mariano Innocenzi – Dir. Medico di II° livello, Responsabile III^ Sovrintendenza Sanitaria Centrale INAIL – ha presentato la relazione firmata con i dottori Giacomo Rao, Andrea Di Giacobbe, Elisa Saldutti (Dirigenti Medici di I° livello): “Tecnostress lavoro-correlato: effetti sull’uomo e inquadramento medico legale”.

Nella ricerca, partendo da un elenco di nuovi rischi e/o rischi emergenti:

  • Rischi biologici (micobatteri non tubercolari; legionella, virus emergenti, agenti legati all’antibiotico-resistenza)
  • Rischi chimici in relazione a nuovi prodotti di sintesi e nuovi cicli produttivi
  • Rischi da nanoparticelle
  • Rischi da sostanze mutagene e cancerogene
  • Rischi in ambienti indoor legati a microclimi particolari
  • Stress lavoro-correlato in funzione dei cambiamenti delle nuove organizzazioni del lavoro e dei nuovi strumenti di lavoro (tecnostress)

il relatore sviluppa il suo discorso su quest’ultimo rischio (quello che ci interessa) del Tecnostress.

Dopo averne dato definizione ed effetti, ed aver chiaramente spiegato la fisiopatologia e la neuro-biologia dello stress, arriviamo ad un parte molto interessante sugli aspetti medico-legali.

Dalla domanda di partenza “E’ possibile individuare lo stress legato al lavoro, anche nella forma di tecnostress?” si analizzano le definizioni normative di ‘danno alla persona’ e ’danno biologico’ per cercare di inquadrare la tipologia di danno prodotta dal tecnostress come malattia professionale e per arrivare a capire come questo evento possa essere oggi tutelato dall’INAIL.

Ci viene quindi spiegato con quali sistemi INAIL riconosce l’origine professionale della malattia (malattie professionali tabellate o non tabellate); in che tipologia di danno può essere ascrivibile il Tecnostress (danno da costrittività organizzativa); a quale esatto gruppo e lista fa riferimento (Lista II Gruppo 7 – limitata probabilità – Malattie psichiche e psicosomatiche da disfunzione dell’organizzazione del lavoro);  quali sono le valutazioni del danno sulle tabelle INAIL e nella tabella delle percentuali di invalidità civile ordinata per apparati del Ministero della Sanità.

La considerazione conclusiva è che “Le malattie professionali inquadrabili nell’ambito delle patologie da stress-lavoro correlato, globalmente intese (tecnostress incluso) sono sicuramente sottostimate” per diversi motivi:

  • Per difficoltà oggettiva di riconoscimento;
  • Per omessa evidenza da ragioni soggettive ed oggettive, per esigenze operative ed organizzative;
  • Per difficile inquadramento etio-patogenetico;
  • Per le ripercussioni socio-affettive conseguenti;
  • Per mancanza di una adeguata cultura di tutela del benessere psichico della Persona.

Per scaricare il pdf della presentazione clicca qui

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