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Gen 20, 2014

Ricerca sul Tecnostress: L’esposizione a campi elettromagnetici nei servizi di accesso Wi-Fi

wi-fi-pericolo

Abbiamo già parlato in questo articolo dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici creati dai sempre più diffusi sistemi Wi-Fi: tecnologia basata prevalentemente sulle specifiche dello standard IEEE 802.11 che consente a terminali di utenza di collegarsi tra loro attraverso una rete locale (WLAN) in maniera wireless.

Le reti Wi-Fi sono infrastrutture relativamente economiche e di veloce attivazione e permettono di realizzare sistemi flessibili per la trasmissione di dati usando frequenze radio, estendendo o collegando reti esistenti oppure creandone di nuove. (vedi Report ISPESL a fine pagina) Proprio per la loro versatilità queste tipologie di reti vengono sempre più utilizzate per lo scambio di dati in uffici e strutture aziendali, oppure per creare veri e propri punti di accesso ad internet in scuole, biblioteche, università, aeroporti, ma anche piazze, locali pubblici e private abitazioni.

Ricordiamo che, riguardo alla normativa nazionale vigente di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, l’esposizione ai campi elettromagnetici è oggi disciplinata dal titolo VIII, capo IV del D.Lgs. 81/2008, le cui disposizioni entrano in vigore alla data fissata per il recepimento della direttiva 2004/40/CE (ex art. 306 d.lgs. 81/2008).

Tuttavia il 29 giugno 2013 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la direttiva 2013/35/UE del 26 giugno 2013 (vedi a fine pagina) sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici).

La direttiva, che abroga la precedente direttiva 2004/40/CE, deve essere recepita dagli stati membri entro il 1° luglio 2016 e stabilisce che i riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla 2013/25/UE secondo specifiche tavole di concordanza. Succede quindi che con l’abrogazione della 2004/40/CE e della nuova direttiva 2013/35/UE, l’entrata in vigore delle disposizioni del titolo VIII, capo IV del D.Lgs. 81/2008 è spostata al 1° luglio 2016.

Su questo argomento dell’esposizione da parte dei lavoratori a campi elettromagnetici nei servizi di accesso Wi-Fi, rilancio un articolo pubblicato oggi su PuntoSicuro che presenta una ricerca del 2008  a cura di Giuseppe Anania e prodotta dall’Agenzia regionale per la prevenzione e l´ambiente dell´Emilia-Romagna, intitolata “Misura dell’esposizione ai campi elettromagnetici prodotti da sistemi Wi-Fi” con simulazioni e misure dei livelli di esposizione prodotti dalle reti Wi-fi sia all’interno dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del  Comune di Bologna, sia sull’area pubblica antistante l’ufficio (Piazza Maggiore).

Le misure sono state effettuate il 17 giugno 2008 con misuratore a larga banda avente le caratteristiche tecniche riportate nel documento e in conformità a quanto prescritto nelle Norme CEI 211-7. Durante tutto il periodo di misura erano presenti circa 20 utenti, tutti collegati, in modo non continuativo, ai due Access Point.

Venendo direttamente alle conclusioni, dalle valutazioni e dalle misure effettuate

“si può affermare che i livelli di campo elettrico emessi da impianti WI-FI risultano di modesta entità e dello stesso ordine di grandezza della sensibilità della strumentazione utilizzata per le misure. Valori più elevati, ma ben inferiori al valore di attenzione, possono essere rilevati in prossimità dell’antenna trasmittente e in condizioni di download continuato e comunque in zone non accessibili alla popolazione” … “come evidenziato anche dalle stime dei volumi di rispetto, l’ubicazione stessa degli apparati assicura che il pubblico non possa accedere all’interno della regione a valori di campo superiori a 6 V/m”.

Clicca qui per scaricare la ricerca
Misura dell’esposizione ai campi elettromagnetici prodotti da sistemi Wi-Fi
Agenzia regionale per la prevenzione e l´ambiente dell´Emilia-Romagna, Consorzio Elettra 2000
Rapporto tecnico 2008 a cura di Giuseppe Anania (formato PDF, 394 kB).

Clicca qui per scaricare il Report
Richi da campi elettromagnetici in ambiente lavorativo
ISPESL, ISS, ELETTRA2000, ASL di Siena, Az.USL di Modena Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province aut. (formato PDF, 234 kB).

Clicca qui per scaricare la Direttiva 2013/35/UE del 26 giugno 2013 – Parlamento Europeo e Consiglio dell’Unione Europea
Disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che abroga la direttiva 2004/40/CE a decorrere dal 29 giugno 2013

radiazioni elettromagnetiche schema

Dic 15, 2013

Nasce in Francia la “Carta per l’equilibrio dei tempi della vita”: mai più riunioni aziendale prima delle 9 o dopo le 18!

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In questi giorni, in Francia, il Ministero per i Diritti delle Donne e l’ Osservatorio per la genitorialità nelle imprese (a cui aderiscono oltre 500 aziende con oltre 4 milioni di dipendenti) hanno presentato la “Carta per l’equilibrio dei tempi della vita“, una serie di norme aziendali che hanno l’obiettivo di migliorare la conciliazione tra vita professionale e famigliare.

Fra le cose più significative, il testo vieta le riunioni aziendali prima delle ore 9 e dopo le ore 18; vieta, salvo urgenze, di mandare email o sms fuori dall’ orario d’ ufficio; vieta  le comunicazioni professionali durante i weekend.

La Carta incita i dirigenti d’impresa ad assumersi 15 impegni per favorire l’equilibrio tra lavoro e famiglia. Il dirigente deve:

1 – Incarnare lo spirito d’èquipe
2 – Facilitare la conciliazione tra lavoro e famiglia
3 – Considerare le pecularità di ognuno per vigilare sulla coesione del gruppo
4 – Preservare orari di lavoro ragionevoli
5 – Comunicare con anticipo i rinvii dei congedi e delle ferie
6 – Evitare di convocare i lavoratori il weekend , la sera o durante le ferie salvo eventi eccezionali
7 – Prendersi le ferie e salvaguardare le ferie dei lavoratori
8 – Pianificare le riunioni tra le 9 e le 18 salvo urgenze
9 – Evitare le ruiunioni quando qualcuno dei partecipanti non possono essere presenti
10 – Favorire l’uso di audio e video conferenze e privilegiare le riunioni brevi
11 – Non considerare tutte le riuninoni obbligatorie, ma delegare
12 – Organizzare le rionioni in maniera efficace
13 – Non cedere all’instantaneità dei messaggi email
14 – Limitare l’invio delle email fuori dagli  orari di lavoro e nei weekend
15 – Essere brevi nelle email e non meytrere in copia persone non direttamente interessate

Di particolare rilievo il fatto che già 16 grandi gruppi  – Bnp Paribas, Carrefour, Capgemini, Bouygues Telecom, Caf de Paris, Allianz France, Axa, Caisse de Dèpot, Casino, Coca-Cola France, Hsbc, Lvmh, Michelin, Orange, Orangina-Schweppes, Randstad  – hanno sottoscritto il testo che dovrà essere rispettato dai dipendenti.

 

Nov 25, 2013

La meditazione è efficace contro lo stress da multitasking: nuova ricerca USA

meditazione anti stress

Un nuovo studio svolto da David Levy e Jacob Wobbrock dell’Università di Washington di Seattle (Usa) in collaborazione con Marilyn Ostergren e Alfred Kaszniak dell’University of Arizona (Usa) ha evidenziato che la pratica della meditazione rappresenta una soluzione efficace contro lo stress nei luoghi di lavoro, in particolare se si tratta di persone che ricoprono ruoli importanti, di responsabilità e manageriali e lo stress in questione è da multitasking.

Spiega Levy: «A nostra memoria, questo è il primo studio che va a indagare come la meditazione possa influire sulle capacità di multitasking in un ambiente di lavoro realistico».

Ma cos’è lo stress da multitasking?

È un tipo di stress che colpisce chi è portato a svolgere più attività contemporaneamente. Pensiamo ad esempio a coloro che in ufficio devono gestire mail, chat e telefonate mentre sbrigano le proprie pratiche… oltretutto la tecnologia permette di essere sempre reperibili attraverso dispositivi mobile collegati al web per cui ritagliarsi dei momenti di relax diviene, soprattutto per le figure manageriali, quasi impossibile. (ne abbiamo già parlato in questo articolo, in questo articolo e anche in questo articolo).

I ricercatori hanno sottoposto alcuni partecipanti allo studio a un corso di otto settimane di meditazione, mentre ad altri è stato fatto seguire un training di rilassamento per il corpo della stessa durata. Imponendo loro di utilizzare email, calendario, messaggi di testo e telefono allo stesso momento, i partecipanti sono stati valutati, prima e dopo ogni periodo di training, circa le loro capacità di resistere allo stress e di essere multitasking.

I ricercatori hanno misurato la velocità e la precisione con cui hanno adempiuto ai loro compiti, ed è emerso che solo il gruppo della meditazione ha riportato livelli di stress più bassi e livelli più alti di capacità multitasking.

«Mentre vi è una crescente evidenza scientifica che certe forme di  meditazione accrescono la concentrazione e riducono lo stress e gli sbalzi umorali finora c’è stata poca evidenza diretta che la meditazione può impartire tali benefici anche a chi si trova in ambienti ad alta intensità informativa e altamente stressanti».

Scarica lo studio sullo stress da multitasking in formato PDF: The Effects of Mindfulness Meditation Training on Multitasking in a High-Stress Information Environment

Ott 13, 2013

I pareri più importanti nel libro “Tecnostress in azienda e sicurezza sul lavoro”

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E’ recentemente uscito il libro “Tecnostress in azienda e sicurezza sul lavoro” di Enzo di Frenna, di cui abbiamo parlato in questo articolo. All’inizio del volume c’è una sezione intitolata “Tecnostress, coinvolgere istituzioni e aziende” dove sono raccolti molti autorevoli pareri sul rischio tecnostress da importanti personalità che stanno ragionando sull’argomento.

In particolare, di grande importanza le parole di Lorenzo Fantini – dirigente Ministero del Lavoro: … il Ministero del Lavoro si impegnerà per inserire tale problematica nelle linee guida dello “Stress lavoro correlato”  …” e del giudice Guariniello “Se un’azienda deve redarre il documento di Valutazione Rischio Stress lavoro-correlato e lavoro, ad esempio, nel settore dell’Information Technology o nel settore editoriale dove si usano molte nuove tecnologie, deve includere sicuramente il rischio tecnostress …”.

Per completezza d’informazione, ho compilato un breve digest dei principali concetti espressi espressi nei loro interventi:

Tecnostress: la malattia professionale e il primo corso di formazione in Italia
Enzo di Frenna e Tania Melchionna, presidente e direttore generale Netdipendenze Onlus
Netdipendenza Onlus ha scelto di essere all’avanguardia su questo tema, occupandosi dal 2007 di tecnostress e videodipendenze come “nuove patologie” della società informatizzata che colpisce la nuova categoria dei lavoratori digitali. … presentiamo anche il primo corso di formazione in Italia sul tecnostress lavoro correlato, progettato da netdipendenza Onlus e riconosciuto dall’Aifos.

L’impegno del Ministero del Lavoro per prevenire il tecnostress
Lorenzo Fantini, dirigente Ministero del Lavoro
Il tecnostress è un nuovo rischio per la salute dei lavoratori moderni e il Ministero del Lavoro si impegnerà per inserire tale problematica nelle linee guida dello “Stress lavoro correlato”, di cui all’art. 28 del testo unico 81 del 2008.

Il parlamento adotti nuove misure per prevenire il tecnostress nei luoghi di lavoro
Antonio Boccuzzi, parlamentare PD
Ritengo sia importante affrontare il problema del tecnostress …Il parlamento dovrebbe adottare iniziative in tal senso ed estendere il concetto di rischio psicosociale … Il miglior modo per prevenire il tecnostress è rendere obbligatoria la valutazione del rischio all’interno delle aziende.

INAIL è in prima linea per prevenire le nuove malattie professionai come il tecnostress lavoro correlato
Giuseppe Lucibello, direttore generale INAIL
Lo stress lavoro correlato e il tecnostress rappresentino in qualche modo “l’amianto del futuro“, cioè una condizione diffusa e ad alto rischio per la salute dei lavoratori.

La richiesta di formazione adeguata per la prevenzione del tecnostress
Rocco Vitale e Francesco Naviglio, Presidente e segretario generale AIFOS
L’esigenza di valutare il nuovo rischio del tecnostress in azienda è quanto mai reale … Solo puntando sull’a formazione e sull’organizzazione aziendale, la valutazione dei rischi stress e tecnostress si trasformerà da “obbligo” in “opportunità” per le aziende  … presto anche il legislatore possa adeguare la normativa ed includere il tecnostress tra i rischi da valutare obbligatoriamente nelle aziende moderne, che fanno largo uso di nuove tecnologie.

Il rischio tecnostress va valutato, altrimenti si applica la violazione della norma che prevede l’arresto o l’ammenda
Raffaele Guariniello, Pubblico Ministero Procura di Torino
L’informazione digitale è oggi presente in modo massiccio e si possono verificare nuovi casi di tecnostress. Ciò rientra nei nuovi rischi professionali che bisogna valutare, come prevede la normativa. …. Se un’azienda deve redarre il documento di Valutazione Rischio Stress lavoro-correlato e lavoro, ad esempio, nel settore dell’Information Technology o nel settore editoriale dove si usano molte nuove tecnologie, deve includere sicuramente il rischio tecnostress…. Si applica, in sostanza, il testo unico 81/2008, articoli 28 e 29 sulla valutazione dei rischi sanzionata con la pena dell’arresto e dell’ammenda, 3 36 e 37 sull’informazione e formazione dei lavoratori … Se in conseguenza delle condotte colpose il lavoratore subisce un danno, una lesione, una patologia, allora può emergere un’ipotesi di reato che è la “lesione personale colposa” …

Operatori di contact center e tecnostress, un problema che affrontiamo con impegno dal 2008
Alberto Zunino, direttore generale ASSOCONTACT
L’evoluzione tecnologia tuttavia ci impone di mantenere alta l’attenzione su questo tema e di aggiornarci costantemente, per individuare in maniera più specifica il rischio tecnostress nei luoghi di lavoro.

Commercialisti e tecnostress, un rischio serio da prevenire
Mario Civetta, Presidente Ordine Dottori Commercialisti e Esperti Contabili Roma
La categoria dei Commercialisti e degli Esperti Contabili costituisce una di quelle maggiormente esposte ai rischi da tecnostress … Il commercialista per supplire alle carenze del sistema è costretto a una connettività illimitata e alla ricerca permanente dell’esatto quadro normativo di riferimento … Come Istituzione siamo impegnati in generale nella formazione professionale dei nostri Iscritti che dovrà inevitabilmente estendersi anche ai temi del tecnostress …

Il tecnotress si previene intervenendo sul carico di lavoro
Paolo Angelucci, Presidente ASSINFORM (Associazione Italiana per L’information Technology)
Angelucci – Occorre sicuramente una formazione adeguata per imparare a gestire in maniera efficace il carico di lavoro associato all’uso dei video-schermi.

Tecnostress, i giornalisti sempre connessi sono esposti al nuovo rischio e i contratto dovrebbbe prevedere le pause
Orazio Carabini, giornalista e vicedirettore “L’Espresso”
Nel mestiere di giornalista … la connessione perenne ha creato un problema di sovrautilizzo del proprio potenziale … non mi stupisce che sia in atto una richiesta da parte dei lavoratori digitali di vivere periodi di isolamento dalla connessione, anche contrattualizzata … credo che la “pausa digitale” andrebbe inserita nel Contratto nazionale dei Giornalisti. Il problema del tecnostress associato alla professione giornalistica sta nella produzione elevata di adrenalina … Anche nelle redazioni dei giornali, quindi, sarebbe necessaria un’adeguata formazione per un uso più consapevole e attento dei nuovi media digitali.

I pubblicitari vivono semore connessi. E la patologia del tecnostress è in agguato
Mario Modica, direttore generale Associazione Italiana pubblicitari Professionisti
I pubblicitari professionisti sono tra le categorie più esposte al rischio tecnostress. L’Associazione italiana Pubblicitari Professionisti prende in seria considerazione il problema e valuteremo nei prossimi mesi la necessità di proporre la prevenzione del tecnostress ai nostri associati.

Sindacato Networkers, informazione e formazione contro il tecnostress
Giuseppe Di Paoli, responsabile sindacato Networkers – UIL
Il tecnostress, una nuova malattia professionale che coinvolge in modo particolare i lavoratori dell’ICT … Sindacato Networkers si muove per prevenire e contrastare il fenomeno delle tecno dipendenze. Diamo molta importanza all’informazione sul tema … insistiamo infine sul discorso della formazione.

L’impegno di CISCO Italia per prevenire lo stress legato alle nuove tecnologie
Agostino Santoni, amministratore delegato CISCO Italia
L’onnipresenza della connettività, la mobilità, il proliferare delle piattaforme e servizi rischiamo di sovraccaricare le persone l’ella loro giornata lavorativa: un rischio che si può evitare scegliendo di considerare la tecnologia un’opportunità per migliorare la qualità della vita, anche quando si lavora, e introducendo buone pratiche che aiutino a correggere eventuali squilibri e ad individuare per tempo potenziali difficoltà. …Inoltre, può essere utile favorire momenti di pausa, situazioni di relax anche nel contesto della giornata lavorativa.

Per prevenire il tecnostress bisogna saper guidare le nuove tecnologie
Davide Draghi, amministratore delegato SONY Italia
La tecnologia, se utilizzata in positivo, rappresenta un’opportunità per sfruttare al meglio i propri tempi di lavoro. … la tecnologia può aiutare ad incrementare produttività , efficienza e rendimento nel lavoro: il segreto sta nelle capacità dei singoli individui di guidarla secondo le proprie esigenze, invecchi subirne l’invasiva presenza.

 

Set 19, 2013

Randstad Wormonitor 2012: italiani sempre più stressati dalla tecnologia …

randstad

Il Randstad Wormonitor 2012 è un’analisi relativa all’andamento del mercato del lavoro svolta dalla multinazionale Olandese in 29 nazioni.

L’edizione 2012 di Randstad Wormonitor si è concentrata sulle dinamiche generate nel lavoro dai dispositivi tecnologici, in particolare quelli dedicati alla comunicazione.

La ricerca è stata condotta attraverso interviste online tra lavoratori di età compresa tra 18 e 65 anni che hanno lavorato almeno 24 ore a settimana in un lavoro dipendente (esclusi i lavoratori autonomi). La ricerca è stata condotta tra il 20 Gennaio e il 14 Febbraio in: Argentina, Cile Germania Italia, Nuova Zelanda, Spagna, Regno Unito, Australia, Cina, Grecia, Giappone, Norvegia, Svezia, Stati Uniti, Belgio, Repubblica Ceca, Hong Kong, Lussemburgo, Polonia, Svizzera, Brasile, Danimarca, Ungheria, Messico, Singapore, Olanda, Canada, Francia, India, Malaysia, Slovacchia e Turchia.

Riguardo ai dati italiani:

– il 75% dei lavoratori italiani dispone di un accesso in rete sul luogo di lavoro, a un quarto del totale il datore di lavoro ha fornito uno smartphone con accesso alla rete, mentre circa la metà del campione dispone di uno smartphone personale con accesso a internet.

– il 39% dei datori di lavoro pretendono una reperibilità 24 ore al giorno 7 giorni su 7.

– il 31% dei lavoratori sono convinti che telefono, mail e internet riducano concentrazione e produttività.

– i lavoratori italiani sono più sensibili (32%) rispetto ai colleghi stranieri alle sollecitazioni, e quindi alle distrazioni, che arrivano quotidianamente da telefono e mail e, in particolare, sono i più convinti (30% degli intervistati) che l’accesso alla rete sia un fattore in grado di far diminuire la propria produttività lavorativa.

–  il 63% del campione ammette di aver ricevuto telefonate o mail al di fuori dell’orario di lavoro o, il 52%, durante le vacanze.

– il 63% degli italiani dichiara di aver avuto impegni di lavoro in luoghi privati, solo il 33% degli intervistati ha provato a controbilanciare il “trend” occupandosi di questioni private sul luogo di lavoro.

– il 41% dei lavoratori afferma di ricevere quotidianamente più informazioni di quante ne riesca a gestire,

– per il 75% degli italiani internet è ormai diventato uno strumento di lavoro scontato e largamente diffuso utilizzato quotidianamente.

– il 73% degli italiani afferma ancora di preferire la relazione diretta a testimonianza, malgrado la ricca disponibilità di strumenti virtuali che agevolano la comunicazione fra le persone.

In sintesi, il Work Monitor Randstad 2012 mette in luce l’assenza di una regola chiara e condivisa o di un confine normativo nell’utilizzo degli strumenti tecnologici, che oltre a generare difficoltà nell’individuo, influenza a volte negativamente lo svolgimento del lavoro quotidiano. Il rischio è che gli strumenti adottati per migliorare l’operatività e qualificare la produttività producano risultati opposti.

Leggi la presentazione integrale della ricerca a questo link.

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