Avete presente la clessidra (o la rotellina che gira sui Mac) che vi accompagna durante numerose operazioni quotidiane che effettuate sul vostro PC, specialmente se è un po’ vecchio?

Proprio quei momenti dove siete li, in attesa, come surgelati davanti a uno schermo che sembra surgelato pure lui, senza segni di vita se non la piccola clessidra che gira, e gira, e gira senza fine … Proprio quei momenti dove l’attesa è indefinita, forse sta finendo forse no e non si sa a fare cosa, e l’attesa può diventare frustrazione, a volte rabbia, spesso stress ….

Negli Usa questo fenomeno è talmente diffuso da aver dato il nome a una patologia: la Hourglass Syndrome – in italiano Sindrome della Clessidra – quindi, per capire quei momenti li, la Intel ha fatto svolgere alla Harris Poll, una società specializzata in sondaggi, un’inchiesta su come gli utenti vivano i tempi di aggiornamento e download dei propri personal computer.

La ricerca è stata realizzata su un campione di 2.135 cittadini statunitensi intervistati e i risultati mostrano una diffusa insofferenza per la lentezza dei computer.
Più nello specifico, il 66 per cento degli intervistati si definisce stressato dai tempi di attesa; il 23 per cento si dichiara estremamente esasperato dalle prolungate attese e una piccola quota del 4 per cento ha riferito di ritrovarsi ad aspettare, nel corso delle proprie attività al computer, da una a tre ore. Il dato più rilevante evidenzia che l’utente medio statunitense trascorre 13 minuti al giorno in tempi di attesa di fronte al proprio computer, pari a tre giorni interi di attesa all’anno.

Per diffondere la conoscenza e alcune basi di prevenzione di questa “Hourglass Syndrome” Intel ha prodotto il bel video di due minuti che potete vedere in apertura dell’articolo e ha lanciato su Facebook il suo Hourglass Syndrome quiz.

La notizia della ricerca è già stata ampiamente diffusa da tutti i principali media internazionali, come si può vedere da questa ricerca su google per la keyword “Intel hourglass syndrome”


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