Giu 11, 2018

Il bluff del Multitasking

Ho già parlato più volte di quella caratteristica individuale molto ‘ambita’ e ricercata nei luoghi di lavoro che è il multitasking, ovvero la capacità di eseguire due (o più) compiti simultaneamente, e ho già detto che questa capacità non esiste, si tratta di una sorta di ‘illusione’ più simile alla dispersione energetica e di attenzione che a una vera e propria capacità lavorativa.

Questo perché, a livello di attività cerebrale, la corretta esecuzione dello svolgimento di un compito presuppone un controllo cognitivo che può essere soggetto a interferenze ambientali, quindi la capacità di rimanere concentrati sugli stimoli target escludendone altri, inibendo inoltre certi tipi di risposte inappropriate.

In pratica, l’unitasking (o single-tasking) è il modo più efficace di lavoro; eppure il  multitasking – enormemente favorito dalla velocità con cui si sono diffusi i dispositivi tecnologici sia in ambito lavorativo che privato – è oggi lo comunemente considerato ‘efficace’ e rappresenta il modo ‘standard’ di utilizzare le tecnologie, al punto che si parla di media multitasking, definibile come lo svolgimento di due o più compiti, uno dei quali implica l’uso di un mezzo tecnologico (Lang & Chrzan, 2015).

Uno studio di Ophir e collaboratori (Ophir et al., 2009), ha mostrato quanto l’utilizzo costante del media multitasking conduca a un considerevole decremento dell’ attenzione e quindi ad una maggiore probabilità di distrarsi e di peggiorare le prestazioni a compiti che implicano il controllo cognitivo.

Quello che chiamiamo ‘multitasking’ è in realtà una continua di interruzione dell’attenzione; siamo tutti coinvolti a fare più cose alla volta in uno stato perenne di attenzione superficiale, accrescendo la possibilità di fare errori, diminuendo sensibilmente le nostre capacità, rendendoci poco performanti più insicuri, meno capaci di esprimere il nostro potenziale, fino al punto di danneggiare il nostro lavoro.

Siamo tutti in una condizione di C.P.A. Continous Partial Attention (attenzione parziale continua) che ha innumerevoli risvolti tossici a livello psicofisico.

E’ quindi necessario conoscere questo bluff del multitasking e informarsi su come poterlo contrastare o gestire limitandone i rischi.

Di seguito, una selezione di notize sul tema del multitasking degli ultimi mesi.

E-mail e multitasking sono ostacoli sulla via del successo. Le 7 regole del guru del management

Ci hanno sempre detto che per avere successo bisogna sgobbare di più, dimenticare la vita privata, essere campioni di multitasking. Praticamente vivere in funzione del lavoro. Un docente di Management dell’università della California Berkeley, già professore alla Harvard Business School e alla prestigiosa Insead, adesso sostiene che tutto ciò non solo sia inutile per arrivare al top, ma anche che possa danneggiare le prospettive di carriera.

Addio “multitasking”: se fai tante cose assieme, le fai tutte male (e ti stanchi di più)

Il multitasking? È una trappola. Nonostante siamo portati a pensare che “fare più cose contemporaneamente” sia la soluzione alla nostra ossessiva corsa contro il tempo, in realtà molte ricerche dimostrano che il multitasking non fa altro che renderci meno efficienti . Cadere nella trappola del multitasking è facile: lo facciamo tutti, tutti i giorni.

Multitasking: un’abitudine utile o di cui sarebbe meglio preoccuparsi?

Il multitasking è un fenomeno complesso, che richiede un alto livello di attenzione per poter svolgere due attività contemporaneamente. La letteratura scientifica si divide tra chi ritiene che il multitasking abbia una serie di effetti negativi, anche a livello cerebrale, e chi invece ne rivendica vantaggi e benefici.

Distrutti dal multitasking? Come sopravvivere allo stress del Terzo Millennio

Da un giorno all’altro, l’eczema da stress che mi spuntava sulla caviglia ogni volta che cambiavo lavoro, firmavo un contratto nuovo o avviavo una nuova collaborazione mi si è trasferito in faccia.

Dal multitasking al pensiero profondo: tempo, concentrazione e attenzione – Leadership & Management Magazine

Per molti anni nelle aziende ci hanno insegnato che essere multitasking ci permette di essere più efficienti ed efficaci, di svolgere più attività in meno tempo e con meno risorse.

Multitasking e media multitasking: gli effetti su attenzione e apprendimento

Il multitasking, ovvero l’esecuzione di due compiti simultaneamente, è un fenomeno divenuto ormai consueto nella società odierna ed è considerato un modo per massimizzare i risultati. Molti ricercatori ne stanno però mettendo in dubbio l’efficienza.

Come vivere bene ignorando le “sirene” del multitasking

I social ci vorrebbero produttivi e tempestivi come una macchina, ma versatili e pieni di spunti creativi. Per essere al passo con i tempi, ci dicono, dobbiamo diventare una sorta di equilibristi del 2.0 . Ma a chi giova davvero questa corsa all’efficientismo?

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