Lug 22, 2016

Allarme ‘smartphone walking’: 1 persona su 2 rischia la propria sicurezza

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Dati drammatici per lo “smartphone walking” in Italia, attività che provoca sempre più incidenti, perfino mortali: ha contagiato il 53% degli italiani che sembra non vogliono saperne di staccare gli occhi dal telefonino, neppure in strada.

Lo “smartphone walking” viene praticato soprattutto nelle grandi metropoli come Milano (61%) e Roma (58%), principalmente da manager (65%) e imprenditori (62%) tra i 30 e i 45 anni e giovani studenti (58%) tra i 16 e i 29.

Ecco due articoli con i dati della ricerca condotta da Found! che ha raccolto oltre 5.000 segnalazioni provenienti dagli osservatori sparsi per le cinque maggiori città italiane e che ha coinvolto 25 esperti tra psichiatri e sociologi.



Come zombie con lo smartphone: distratto un italiano su due

ANCHE se abbiamo fretta, è difficile rinunciare allo smartphone. Al punto che pur di restare incollati allo schermo, – magari controllando la posta, scrivendo in chat o inseguendo un mostro da allenare col Pokémon Go – non ci accorgiamo di cosa accade attorno a noi. Tantomeno dei pericoli che corriamo.

Allarme ‘smartphone walking’: 1 su 2 in pericolo sicurezza

Anche il The New York Times – si legge ancora nella nota – si è occupato di questa tematica, pubblicando uno studio condotto dai ricercatori della Stony Brook University. Secondo l’indagine i pedoni distratti dagli smartphone virano come zombie nella direzione sbagliata e si scontrano contro cose

Lug 10, 2016

Allarme Tecnostress per i medici e i lavoratori della sanità

Alle tante cause che si annoverano come scatenanti e motivo di stress nel settore sanitario, adesso se ne aggiunge una nuova: la tecnologia.

Secondo un studio americano, la maggior parte dei medici che fanno uso di cartelle cliniche elettroniche e software di registrazione delle prenotazioni, tendono nel tempo, ad essere insoddisfatti, perché costretti a passare troppo tempo in mansioni di segreteria piuttosto che al “capezzale” del paziente.

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Stress in corsia. E se fosse colpa anche della tecnologia?

01 LUG – (Reuters Health) – Secondo quanto emerge da un recente studio statunitense, la maggior parte dei medici che fanno uso di cartelle cliniche elettroniche e di software di registrazione delle prenotazioni, tendono ad essere meno soddisfatti a causa del tempo, troppo, che spendono nelle mansioni di segreteria e -sempre secondo lo studio – sono a più alto rischio di burnout rispetto ad altri sanitari che utilizzano le tradizionali modalità cartacee.

Tecnologia in corsia: secondo uno studio americano è causa di stress e burnout

Lo stress in corsia non è di certo un fenomeno nuovo; tutte le figure professionali che hanno a che fare con persone che hanno bisogno di aiuto, sono a rischio stress lavoro correlato e a rischio burnout. Alle tante cause che si annoverano come scatenanti e motivo di stress, adesso sembra aggiungersene una nuova: la tecnologia.

Scrivere a penna batte prendere appunti col PC o tablet 2 a zero!

Uno studio di Microsoft sottolinea il potere della penna e della scrittura nel processo di apprendimento, in un’epoca in cui molti studenti e lavoratori utilizzano ormai solamente il portatile con la tastiera per prendere appunti.

“Forse, non dovrebbe sorprendere che l’acquisizione e l’interiorizzazione delle nozioni possano migliorare grazie a un gesto naturale, ossia prendere appunti a mano’”.

Penna batte tastiera, Microsoft: scrivere a mano stimola di più il cervello

PRENDERE appunti scrivendo a mano comporta una maggiore elaborazione e selezione delle informazioni rispetto alla digitazione da tastiera, e questo vale anche se gli appunti sono presi in formato digitale, tramite pennino.

Articolo su Repubblica.it dei 1 luglio sui danni al gomito per uso eccessivo del cellulare

Usare il cellulare fa male al braccio. Parola di neurologo

Non c’è solo il gomito del tennista ma anche quello da uso del cellulare. Non è un’esagerazione ma il risultato dello studio dei ricercatori dell’Istituto di Neurologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma.

Intervista sulle onde elettromagnetiche e sui rischi dell’elettrosmog per l’uomo del dottor Giuseppe Miserotti in una intervista di FQ Radio

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Come ben sapete da alcuni articoli che ho già pubblicato sugli argomenti campi magnetici ed elettrosmog’, noi tutti viviamo oggi completamente immersi in un campo elettromagnetico continuo, generato da tutti gli strumenti elettronici che ci circondano e dalle infrastrutture per farli funzionare. Come ci ricorda Wikipedia:

“Con il termine inquinamento elettromagnetico o elettrosmog si intende l’inquinamento derivante in genere da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Si parla quindi dell’intervallo di frequenze che va da 0 Hz (campi statici) alle frequenze della radiazione visibile (laser e luce incoerente).

Le radiazioni comprendono quelle prodotte dai radar, dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione (emittenti radiofoniche e televisive), ponti radio, reti per telefonia cellulare, dagli stessi telefoni cellulari, dagli apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico (campi EM ad alta frequenza) e dalle infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica tramite cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità come gli elettrodotti della rete elettrica di distribuzione (campi EM a bassa frequenza).

Nel 2001 l’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), parte dell’Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite, ha inserito i campi magnetici in bassa frequenza in categoria 2B considerando un raddoppio del fattore di rischio (leucemia infantile) per esposizioni a valori di campo magnetico superiori a 0,4 microTesla. L’IARC nel 2011 ha inserito anche i campi elettromagnetici in alta frequenza in categoria 2B (senza definire una dose). La categoria 2B comprende i possibili cancerogeni per l’uomo; l’International Commission for Electromagnetic Safety (Icems) ha sottolineato nel 2012 la possibilità di aumenti a due cifre di alcune incidenze tumorali. Tuttavia, effetti biologici non oncologici (sull’uomo e sugli animali) e oncologici (sugli animali) sono universalmente riconosciuti.

L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che “ad oggi, nessun effetto dannoso per la salute è stato riconosciuto come causato dall’uso di telefoni mobili.” Alcune autorità nazionali hanno raccomandato ai loro cittadini, come semplice norma precauzionale, di minimizzarne l’esposizione.”.

Siamo in una bolla costante di elettrosmog, eppure se ne parla poco, troppo poco. Perché se ne parla così poco?

Sicuramente, non conviene parlarne alle corporazioni della tecnologia che hanno bisogno di elettrosmog per funzionare e limitano l’allarme a poche parole nel libretto di istruzioni; e non interessa parlarne alle persone, troppo prese dal messaggio da inviare ora rispetto al problema di salute di domani.

Cosa sappiamo delle onde elettromagnetiche e del loro impatto sulla salute umana? Quali sono i rischi dell’elettrosmog per l’uomo?

Chi vuole saperne di più può ascoltare il podcast del dottor Giuseppe Miserotti, medico di famiglia vice-presidente Isde Italia Nord (Emilia Romagna) in una intervista di FQ Radio.

 

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