No stress @ work? Sondaggio DYMO e Secretary.it per valutare il grado di stress delle segretarie

Nel mese di maggio 2011 DYMO, leader mondiale nelle soluzioni per l’etichettatura, ha condotto un sondaggio dal titolo “No stress @ work” tra le appartenenti alla community Secretary.it che riunisce oltre 6.000 segretarie e assistenti di alta direzione in Italia.
Al sondaggio “No stress @ work?” hanno partecipato circa 500 assistenti iscritte alla community e i risultati sono stati presentati durante la sessione formativa di Roma e Milano di Secretary.it
Brevemente, dai risultati dell’indagine web – che ha l’obiettivo principale di rilevare le fonti di stress in azienda e offrire alle assistenti di direzione gli strumenti per affrontarlo al meglio – emerge che il 75% delle manager assistant italiane sono stressate e non hanno mai condiviso con il proprio capo o con l’ufficio del personale la circolare sul “rischio stress da lavoro correlato”.
I sintomi si manifestano principalmente con una alterazione dell’umore (56%), emicrania (26%), insonnia, senso di angoscia e svogliatezza (18%).
Per il 30% circa delle intervistate, la principale fonte di stress sul lavoro è data dagli eccessivi carichi di lavoro, seguita da monotonia della propria mansione e mancanza di nuovi stimoli e demotivazione nell’assolvere il ruolo assegnato (24%).
Anche il fatto di dover svolgere un incarico multitasking (21%) e la mancanza di adeguata comunicazione con il capo e i colleghi (20%) è fonte di stress. A questo spesso si associa la mancanza di un adeguato riconoscimento economico e la difficoltà di conciliare sfera professionale e privata.
Ciò nonostante, la percezione del valore del proprio operato resta comunque molto alta, con il 50% delle intervistate che ritiene molto o moltissimo utile la mansione che svolge in ufficio per se e per l’azienda stessa e un 48% che ritiene di essere abbastanza soddisfatta della sua vita professionale, seguita da un 22% di molto soddisfatte. Formazione e incontri personali possono contribuire a prevenire e monitorare lo stress.
Se da un lato i carichi di lavoro generano stress e “Un capo stressato genera collaboratori stressati” (come si legge tra talune note scritte da alcune intervistate a margine del questionario), il 75% ritiene che poter avere a disposizione strumenti formativi e informativi su come gestire e affrontare lo stress potrebbe risolvere il problema.
In particolare, oltre il 76% desidererebbe poter avere incontri personali mirati a condividere le situazioni lavorative principio di stress, insieme a meeting, focus group e questionari per portare alla luce le problematiche all’interno dell’azienda e dei gruppi di lavoro, considerato che oltre il 65% delle intervistate non ha mai occasione di affrontare la tematica con il proprio capo o il responsabile delle risorse umane. La fonte di stress del capo: la pressione interna per il raggiungimento del fatturato.
L’indagine ha anche portato alla luce i motivi principali all’origine dello stress del capo che le assistenti di direzione si trovano a dover gestire quotidianamente. Innanzitutto, le pressioni interne all’azienda (74%), seguite dalla preoccupazione di dover raggiungere il fatturato (33%), i tagli di budget e le scadenze (22%).
A seguito di questi risultati di ricerca DYMO e Secretary.it hanno dedicato alle assistenti di direzione due workshop formativi sullo stress durante il Secretary Day di Roma e Milano, in collaborazione con ETLINE e Associati e Olimpia Ponno di Hospitality and Meeting Industry, per offrire loro gli strumenti per poter affrontare e gestire al meglio le situazioni più comuni che generano stress.
Per scaricare il report dei risultati del sondaggio clicca qui
Pubblicazione INAIL su ‘Genere e Stress lavoro-correlato’
E’ disponibile in questi giorni una pubblicazione dell’Inail intitolata “Genere e stress lavoro-correlato: due opportunità per il “Testo Unico” – Verso l’elaborazione di linee guida”.
Questa ricerca fornisce indicazioni e informazioni utili all’applicazione della normativa sulla tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro in ottica di genere e con riferimento al problema dei rischi psicosociali e dello stress lavoro-correlato.
Di particolare interesse lo studio dedicato al rischio stress lavorativo per il genere femminile. Infatti secondo i dati di un indagine Istat, “mentre i lavoratori maschi dedicano in media 2 ore al giorno per assistere i famigliari, le donne ne dedicano in media 5 e mezza”, e il “superlavoro stressante delle donne costa caro alla loro salute non solo nella vita di tutti i giorni, ma anche a lungo termine”. Il concetto è che , “per il genere femminile, lo stress è spesso doppio, perché a quello lavorativo si aggiunge quello da lavoro di cura in famiglia”
Questo è l’indice della ricerca:
PARTE PRIMA
- Salute e sicurezza sul lavoro, una questione anche di genere: riflessioni sulla evoluzione normativa – Antonella Ninci;
- Due sfide e un unico paradigma per l’applicazione del Testo Unico – Paola Conti.
PARTE SECONDA
- Alle radici epistemologiche del genere – Silvia Gherardi;
- Donne, lavoro e salute: un alfabeto internazionale che declina il genere – Silvana Salerno;
- Il silenzio del corpo e la costruzione sociale della mascolinità – Stefano Ciccone;
- Stress e genere – Paola Marina Risi;
- Di cosa parliamo quando parliamo di stress… scenari, studi e ricerche internazionali – Francesco Bottaccioli;
- La medicina di genere e le iniziative italiane – Flavia Franconi.
PARTE TERZA
- Differenze di genere nella valutazione del rischio lavorativo: temi per la formazione ed esigenze di ricerca – Irene Figà-Talamanca;
- Verso la valutazione non neutra dei rischi – Attilio Pagano, Giusi Vignola;
- Verso una proposta metodologica per la valutazione dei rischi da stress-lavoro correlato in ottica di genere – Lucina Mercadante, Elisa Saldutti;
- La “tipicità” come concetto chiave per la salute e la sicurezza sul lavoro – Cinzia Frascheri;
- La differenza di genere e il mondo del lavoro: rischi tradizionali e nuove tipologie – Alessandra Pera, Giovanna Cangiano, Bruno Papaleo;
- L’ISPESL al crocevia delle politiche di genere per la SSL – Maria Castriotta, Valentina Bucciarelli;
- Il ruolo attivo di prevenzione degli organismi di parità e di tutela della persona nella Pubblica Amministrazione – Antonella Ninci;
- I Codici di Condotta come strumento di prevenzione dei rischi psicosociali – Oriana Calabresi.
PARTE QUARTA
- La formazione per la salute e la sicurezza: nuove prospettive – Paola Conti;
- Sviluppo della capacità di “attenzione consapevole” nei luoghi di lavoro – Laura Bongiorno;
- Per non essere felici soltanto a metà – Samantha Gamberini;
- Consapevolezza di genere per il miglioramento del sistema di prevenzione – Renata Borgato.
APPROFONDIMENTI
- Determinanti di salute e rischi sul lavoro in Europa e in Italia – Paola Conti;
- Discriminazioni come fattore di rischio per la salute – a cura di Paola Conti con contributi di Maria Castriotta e Valentina Bucciarelli (Ispesl) e testi di Linda Laura Sabbadini (ISTAT);
- Il fenomeno infortunistico in ottica di genere: la diffusione dei dati INAIL – Liana Veronico;
- Esigenze e proposte dei professionisti del Sistema SSL: verso la progettazione di strumenti per l’applicazione in ottica di genere del Testo Unico – Paola Conti e Laura Bongiorno.
Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Inail e Sintagmi, “Genere e stress lavoro-correlato: due opportunità per il “Testo Unico” – Verso l’elaborazione di linee guida” (PDF 2.28 MB).
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