Browsing articles tagged with " linee guida"
Mag 30, 2016

Campi elettromagnetici: disponibile la “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Volume 1: Guida pratica” della Comunità Europea.

Sendemast Mobilfunk Strahlung ElektrosmogStrahlensenderMobilfunkantenne Funkwellen MastGesundheit Strahlenbelastung Himmel modern Illustration Angst Anlage sichtbar Messung Protest antennenanlage beeinflussung breitband daten Gefahr Empfang einfluss elektromagnetisch frequenz funk funkturm gefahr gesundheit handy information internetkommunikation krankheit krebs lauschangriff lte mast medien rundfunk sicherheit spionage technik technologie telekommunikation umwelt vernetzung

Come sappiamo, il tecnostress è anche causato dei campi elettromagnetici, e tutti i lavoratori digitali sono esposti quotidianamente a campi elettromagnetici di diversa intensità provenienti dagli apparecchi che utilizzano e delle reti di telefonia, wi-fi e trasmissione dati. L’esposizione ai campi elettromagnetici è oggi un rischio ‘subdolo‘ con effetti ancora sconosciuti, ma sul quale bisogna prestare attenzione anche nei tradizionali ambiti d’ufficio.

Per la normativa italiana, l’ esposizione ai campi elettromagnetici è oggi disciplinata dal titolo VIII, capo IV del d.lgs. 81/2008, le cui disposizioni entrano in vigore alla data fissata per il recepimento della direttiva 2004/40/CE (ex art. 306 d.lgs. 81/2008).

Ancora nel 2013 venne pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la direttiva 2013/35/UE del 26 giugno 2013 (che abroga la precedente direttiva 2004/40/CE) sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che dovrà essere recepita dagli stati membri entro il 1° luglio 2016.

Quindi, entro l’ultimo termine utile, anche in Italia l’entrata in vigore della nuova 2013/35/UE sarà dal 1° luglio 2016. Nella stessa direttiva, per quanto riguarda la valutazione del rischio, si rimanda a successive Guide Pratiche “non vincolanti”, che la Commissione “metterà a disposizione almeno 6 mesi prima del 1° luglio 2016”.

Adesso ci siamo anche con questo aspetto estremamente importante: è disponibile da qualche giorno sul sito della Commissione Europea la corposissima “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Volume 1: Guida pratica”. di ben 179 pagine + normativa (scaricatela a fine articolo).

Guida CEM

Per favorire la prevenzione e protezione dei lavoratori esposti, la guida propone delle misure di prevenzione e protezione: tecniche (schermature, ripari, interblocchi, dispositivi di sicurezza, …); organizzative (restrizione dell’accesso, segnaletica, formazione, …); sui dispositivi di protezione individuali (DPI).

La Guida segnala anche che per tutelare i lavoratori dall’esposizione ai campi  elettromagnetici una delle misure organizzative più importanti è costituita dall’elaborazione di procedure scritte (proposte anche in modo molto completo) e dall’applicazione di buone prassi nelle attività lavorative (con esempi e immagini).

Naturalmente, la Guida richiama il fatto che sia le apparecchiature che generano campi elettromagnetici, sia gli specifici dispositivi di protezione individuale dovrebbero essere sottoposti a manutenzione e ispezione adeguate per garantire che siano sempre idonei all’impiego previsto.

Peccato solo per due cose: il fatto che la Guida non fa nessun riferimento al rischio di campi elettromagnetici in attività d’ufficio o provenienti da strumenti tecnologici per l’informazione; e la definizione di ‘Guida non vincolante‘ presente nel titolo che ne limita indubbiamente il raggio d’applicazione.

Indice della Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Volume 1: Guida pratica

SEZIONE 1 — TUTTI I DATORI DI LAVORO

1. INTRODUZIONE E OBIETTIVO DELLA GUIDA
1.1 Utilizzo della guida
1.2 Introduzione alla direttiva relativa ai campi elettromagnetici
1.3 Campo di applicazione della presente guida
1.4 Corrispondenza con la direttiva 2013/35/UE
1.5 Normative nazionali e altre fonti di informazioni

2. EFFETTI SULLA SALUTE E RISCHI PER LA SICUREZZA DERIVANTI DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI
2.1 Effetti diretti
2.2 Effetti a lungo termine
2.3 Effetti indiretti

3. SORGENTI DI CAMPI ELETTROMAGNETICI
3.1 Lavoratori particolarmente a rischio
3.1.1 Lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili attivi
3.1.2 Altri lavoratori particolarmente a rischio
3.2 Prescrizioni per la valutazione di attività lavorative, apparecchiature e luoghi di lavoro comuni
3.2.1 Attività lavorative, apparecchiature e luoghi di lavoro che potrebbero richiedere
una valutazione specifica
3.3 Attività lavorative, apparecchiature e luoghi di lavoro non elencati nel presente capitolo

SEZIONE 2 — DECIDERE SU EVENTUALI ULTERIORI AZIONI

4. STRUTTURA DELLA DIRETTIVA RELATIVA AI CAMPI ELETTROMAGNETICI
4.1 Articolo 3 — Valori limite di esposizione e livelli di azione
4.2 Articolo 4 — Valutazione dei rischi e identi cazione dell’esposizione
4.3 Articolo 5 — Disposizioni miranti a eliminare o a ridurre i rischi
4.4 Articolo 6 — Informazione e formazione dei lavoratori
4.5 Articolo 7 — Consultazione e partecipazione dei lavoratori
4.6 Articolo 8 — Sorveglianza sanitaria
4.7 Articolo 10 — Deroghe
4.8 Sintesi

5. VALUTAZIONE DEI RISCHI NELL’AMBITO DELLA DIRETTIVA RELATIVA AI CAMPI ELETTROMAGNETICI
5.1 Piattaforma per la valutazione dei rischi interattiva online (OiRA)
5.2 Fase 1 — Preparazione
5.3 Fase 2 — Identificazione dei pericoli e dei soggetti a rischio
5.3.1 Identificazione dei pericoli
5.3.2 Identificazione delle misure di prevenzione e precauzionali esistenti
5.3.3 Identificazione dei soggetti a rischio
5.3.4 Lavoratori particolarmente a rischio
5.4 Fase 3 — Valutazione dei rischi e definizione delle priorità
5.4.1 Valutazione dei rischi
5.4.1.1 Effetti diretti
5.4.1.2 Effetti indiretti
5.4.1.3 Lavoratori particolarmente a rischio
5.5 Fase 4 — Decisioni sulle azioni preventive
5.6 Fase 5 — Attuazione delle misure
5.7 Documentazione della valutazione dei rischi
5.8 Monitoraggio e esame della valutazione dei rischi

SEZIONE 3 — VALUTAZIONI DI CONFORMITÀ

6. USO DEI VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE E DEI LIVELLI DI AZIONE
6.1 Livelli di azione previsti per gli e etti diretti
6.1.1 Livelli di azione del campo elettrico (1 Hz-10 MHz)
6.1.2 Livelli di azione del campo magnetico (1 Hz-10 MHz)
6.1.3 Livelli di azione del campo elettrico e magnetico (100 kHz-300 GHz)
6.1.4 Livelli di azione per corrente indotta attraverso gli arti (10-110 MHz)
6.2 Livelli di azione previsti per gli e etti indiretti
6.2.1 Livelli di azione del campo magnetico statico
6.2.2 Livelli di azione per le correnti di contatto ( no a 110 MHz)
6.3 Valori limite di esposizione
6.3.1 Valori limite di esposizione relativi agli e etti sensoriali e sanitari
6.3.2 Valori limite di esposizione (0-1 Hz)
6.3.3 Valori limite di esposizione (1 Hz-10 MHz)
6.3.4 Valori limite di esposizione (100 kHz-300 GHz)
6.4 Deroghe
6.4.1 Deroga in materia di RMI
6.4.2 Deroga in ambito militare
6.4.3 Deroga generale

7. USO DELLE BANCHE DATI E DEI DATI DEI FABBRICANTI RELATIVI ALLE EMISSIONI
7.1 Utilizzare le informazioni fornite dai fabbricanti
7.1.1 Base della valutazione del fabbricante
7.2 Banche dati di valutazioni
7.3 Informazioni fornite dai fabbricanti
7.3.1 Norme di valutazione
7.3.2 Assenza di una norma corrispondente

8. CALCOLO O MISURAZIONE DELL’ESPOSIZIONE
8.1 Disposizioni della direttiva relativa ai campi elettromagnetici
8.2 Valutazioni sul luogo di lavoro
8.3 Casi speciali
8.4 Richiesta di assistenza supplementare

SEZIONE 4 — SONO NECESSARIE ULTERIORI AZIONI?

9. MISURE DI PROTEZIONE E PREVENZIONE
9.1 Principi di prevenzione
9.2 Eliminazione del pericolo
9.3 Ricorso a processi o apparecchiature meno pericolosi
9.4 Misure tecniche
9.4.1 Schermatura
9.4.2 Ripari
9.4.3 Interblocchi
9.4.4 Dispositivi di protezione sensibili
9.4.5 Dispositivo di comando a due mani
9.4.6 Arresti di emergenza
9.4.7 Misure tecniche per evitare le scariche di scintille
9.4.8 Misure tecniche per evitare le correnti di contatto
9.5 Misure organizzative
9.5.1 Delimitazione dell’area e restrizione dell’accesso
9.5.2 Segnaletica e avvisi di sicurezza
9.5.3 Procedure scritte
9.5.4 Informazioni sulla sicurezza del sito
9.5.5 Supervisione e gestione
9.5.6 Istruzione e formazione
9.5.7 Progettazione e assetto dei luoghi e delle postazioni di lavoro
9.5.8 Adozione di procedure di lavoro adeguate
9.5.9 Programmi di manutenzione preventiva
9.5.10 Restrizione di movimento in campi magnetici statici
9.5.11 Coordinamento e cooperazione tra datori di lavoro
9.6 Dispositivi di protezione individuale

10. PREPARAZIONE ALLE SITUAZIONI DI EMERGENZA
10.1 Elaborazione dei piani
10.2 Reazione in caso di incidenti

11. RISCHI, SINTOMI E SORVEGLIANZA SANITARIA
11.1 Rischi e sintomi
11.1.1 Campi magnetici statici (da 0 a 1 Hz)
11.1.2 Campi magnetici a bassa frequenza (da 1 Hz a 10 MHz)
11.1.3 Campi elettrici a bassa frequenza (da 1 Hz a 10 MHz)
11.1.4 Campi ad alta frequenza (da 100 kHz a 300 GHz)
11.2 Sorveglianza sanitaria
11.3 Visita medica
11.4 Documentazione

SEZIONE 5 — MATERIALE DI RIFERIMENTO

Natura dei campi elettromagnetici
E etti dei campi elettromagnetici per la salute
Grandezze e unità di misura dei campi elettromagnetici
Valutazione dell’esposizione
E etti indiretti e lavoratori particolarmente a rischio
Orientamenti sulla risonanza magnetica
Disposizioni di altri testi dell’Unione europea
Norme europee e internazionali Risorse
Glossario e abbreviazioni
Bibliografia
Direttiva 2013/35/UE

Scarica la “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Volume 1: Guida pratica”, Commissione europea, versione it, pdf 4.9 MB

Scarica la “Non-binding guide to good practice for implementing Directive 2013/35/EU Electromagnetic Fields. Volume 1: Practical Guide”, Commissione europea, english version, pdf 3.6 MB

Feb 13, 2016

Tecnostress: esperienze europee e pausa digitale nella riflessione del sindacato Fim-Cisl

tecnostress_ufficio

Nei giorni scorso il sito di RS-Ergonomia ha reso disponibile due documenti pdf con l’intervento di Gianni Alioti, responsabile Ambiente-Salute e Sicurezza Fim-Cisl nazionale al convegno “ D.lgs 81 – Tecnostress e Internet dipendenza, i nuovi rischi professionali nel lavoro moderno”, svolto il 27 marzo 2014 a Zelarino, Venezia.

Partendo dalla considerazione che uno dei rischi che si sta diffondendo sempre più nel mondo del lavoro è legato all’invasione della  tecnologia informatica e al  sovraccarico di informazioni, Alioti riporta nel suo intervento le misure messe in atto in molte aziende europee per porre un freno al tecnostress da sovraccarico d’informazioni e da multitasking nei luoghi di lavoro e propone un’idea operativa sugli esempi esteri con l’introduzione di una cosiddetta “pausa digitale”.

Già in questo sito ho parlato delle esperienze delle aziende di altre nazioni europee per limitare il tecnostress nelle proprie organizzazioni di lavoro.

Propongo per intero il documento come testimonianza di riflessione ul tema del Tecnostress da parte delle organizzazioni sindacali, e di identificazione di un’idea di lavoro.

“Il tecnostress in azienda e nei luoghi di lavoro è, tuttora, una patologia non presa in giusta considerazione nella valutazione dei rischi e, di conseguenza, nell’adozione di misure di prevenzione e tutela dei lavoratori esposti all’uso eccessivo e simultaneo di tecnologie informatiche.

È, paradossalmente, una patologia quasi sconosciuta in ambito sindacale, poco analizzata e, forse in modo inconsapevole, rimossa. I sindacalisti sono tra le categorie più sottoposte al tecnostress da sovraccarico d’informazioni e da multitasking.

E, non si può continuare a “far finta di essere sani”, come cantava Giorgio Gaber. Per tutelare, quindi, la propria salute psicofisica e quella dei propri rappresentati, bisogna – per prima cosa – riconoscere di essere “malati di tecnostress”. Significa saper staccare la spina a computer, tablet e, soprattutto, spegnere cellulari e smartphone tutte le volte che la capacità di ascolto e la relazione con gli altri è molto più importante.

Come ci ha dimostrato il dott. Enzo Di Frenna i lavoratori digitali sono in forte aumento. Secondo i dati del Politecnico di Milano e Assinform “in Italia ci sono 22 milioni di “mobile surfer” e 7,3 milioni di “mobile workers“. L’utilizzo delle tecnologie informatiche per lo svolgimento di attività lavorative comporta sia rischi normati come quelli muscolo-scheletrici e osteo-articolari (problemi alle dita, ai polsi, al collo, alle spalle, alla schiena), sia rischi emergenti di natura psicosociale dovuti all’aumento del carico cognitivo e alla dilatazione dei tempi di lavoro all’interno della propria vita privata.

Nelle imprese transnazionali con sedi operative nei diversi continenti, sono sempre di più i manager, i quadri e i tecnici aziendali che devono interagire con colleghi di altri paesi per l’intero arco della giornata per la differenza del fuso orario.

È un elemento emerso, ad esempio, nei corsi di formazione su salute e sicurezza realizzati congiuntamente da sindacati e azienda nelle unità produttive di Fiat Chrysler Automobiles – FCA e nella CNH Industrial, dove le persone vivono sempre connessi per comunicare dall’Italia verso il resto del mondo.

La conseguenza è un aumento della prestazione professionale – quasi mai retribuita oltre al normale stipendio – e una contrazione del tempo libero individuale.

Uno dei rischi principali di questo modo di lavorare è l’insonnia. Un altro rischio correlato è la perdita di lucidità durante la giornata lavorativa. Oppure, si posso manifestare altri sintomi tipici del tecnostress: calo della concentrazione, mal di testa, ipertensione, stanchezza cronica.

Per ridurre l’impatto di questo specifico aspetto dell’attività professionale una strada possibile è l’introduzione della “pausa digitale”, come avvenuto in alcuni casi aziendali in America attraverso la contrattazione collettiva.

Si tratta di programmare alcuni periodi in un anno o un giorno la settimana, oppure brevi periodi durante la giornata lavorativa nei quali escludere l’uso di tecnologie informatiche.  Ne beneficerebbe, oltre la salute delle persone, anche la qualità del lavoro e l’organizzazione aziendale.

Il rapporto – commissionato nel 2012 dalla Confederazione Sindacale Olandese FNV all’Università di Amsterdam – ha evidenziato, infatti, come l’uso di lavoro delle nuove tecnologie di comunicazione se non controllate – invece di favorire l’aumento di efficienza e produttività – determinano un disturbo continuo dello svolgimento del lavoro. Ad esempio, le interruzioni frequenti per rispondere alle email in arrivo comportano una rottura nella concentrazione del lavoro in corso e compromettono la qualità stessa del lavoro.

Per evitare questo problema la Volkswagen in Germania, sin dal 2011, ha deciso di limitare la gestione delle e-mail fuori dagli orari d’ufficio. I server sono spenti mezz’ora dopo la fine dei turni e riaccesi trenta minuti prima dell’inizio. La regola finora vale solo per i dipendenti con un cellulare di servizio e un certo tipo di contratto, circa 3.500 lavoratori.

Anche i giganti della chimica e dell’energia Bayer e E.On si sono mossi per porre un freno al tecnostress, stabilendo ufficialmente che nel tempo libero nessuno debba ricevere mail di lavoro.  Alla Henkel, è stato l’amministratore delegato Kasper Rorsted, che ha dichiarato il sabato come giorno «mail-free».

La Daimler, è arrivata ad una misura ancora più drastica. Dall’anno scorso ha decretato che tutta la posta elettronica in arrivo – dopo aver attivato la risposta automatica in cui s’informa della propria assenza temporanea dall’ufficio – sia cancellata.

Come ha dichiarato l’esperto di salute e sicurezza sul lavoro della FNV olandese “E’ tempo per i sindacati di avviare negoziati per identificare chiaramente qual è il ‘tempo di lavoro effettivo’ considerando i continui ‘start and stop’ dovuti all’utilizzo delle comunicazioni mobili. Non bisogna pensare di aspettarsi che i dipendenti siano disponibili a lavorare per tutte le ore del giorno senza nessun guadagno extra”.

La sollecitazione del sindacato olandese è stata raccolta dal presidente del sindacato Ig Metall, Detlef Wetzel che, sull’argomento, ha chiesto una normativa che regoli l’uso di sms e mail aziendali nel tempo libero.

Richiesta che è stata negoziata sindacalmente alla Bmw. L’accordo stipulato nel febbraio di quest’anno prevede che gli impiegati possano stabilire con i propri capi le ore di reperibilità extra ufficio e, soprattutto, che quei preziosi minuti sottratti al tempo libero debbano essere considerati straordinari, da recuperare nel corso della settimana lavorativa. È un forte deterrente per quei capi abituati a disturbare i lavoratori alle due di notte o di domenica. Per Manfred Schoch, presidente del Comitato Aziendale dei dipendenti si è trattato di ottenere «un diritto all’irreperibilità» per i dipendenti di Bmw.

In pratica nel conteggio dell’orario di lavoro rientra anche il tempo passato dai dipendenti, fuori dall’azienda, a lavorare col computer portatile e/o lo smartphone, inviando e-mail o sms. Significa che se un dipendente Bmw ha un orario settimanale di 35 o 40 ore e poi però nel corso della settimana ne passa altre dieci fuori azienda (in casa o in viaggio) lavorando col computer portatile, lo smartphone o altri mezzi elettronici della tecnologia digitale, quelle ore andranno computate nel totale delle ore lavorate. Il dipendente avrà, pertanto, il diritto di recuperi compensativi sulle ore lavorate in azienda a parità di salario.

È una rivoluzione concettuale e di fatto dell’organizzazione del lavoro, dell’orario e del calcolo della retribuzione, conquistata dall’IG Metall (il sindacato dei metalmeccanici tedeschi, il più forte del mondo). Toccherà al management della Bmw organizzare il lavoro in modo da assicurarsi la stessa produttività, efficienza e qualità necessarie a competere su scala globale.”.

Scarica i due contributi in pdf
La nuova rivoluzione delle macchine, tecno-stress e dintorni …

Tecnostress: il punto di vista del sindacato


Videoterminali e salute della vista: semplici linee guida per aziende e lavoratori

linee guida vista IRCSS

Abbiamo più volte parlato dei videoterminali come di strumenti ad alto rischio per i lavoratori che li utilizzano (Linee guida per un uso corretto dei videoterminali; Videoterminali e ambienti di lavoro: consigli; Videoterminali: effetti sulla salute e misure di prevenzione; I disturbi muscolo-scheletrici lavorativi. La causa, l’insorgenza, la prevenzione, la tutela assicurativa; Epicondilite e utilizzo del PC fisso e portatile; Principali effetti sulla salute connessi con il lavoro al VDT).

A causa della maggiore diffusione dei videoterminali negli ambienti lavorativi e dei ritmi di lavoro sempre più stressanti, negli ultimi anni sono sempre più frequenti i disturbi correlati all’utilizzo dei videoterminali, principalmente disturbi alla vista e agli occhi, problemi legati alla postura, affaticamento fisico e mentale.

I principali problemi correlati all’uso dei videoterminali possono riguardare, esclusivamente, la fatica visiva connessa all’impegno degli occhi (astenopia), alle caratteristiche dello schermo, alle condizioni di illuminazione e di microclima dell’ambiente; i disturbi muscolo-scheletrici condizionati da posture non corrette, arredi e tempi di lavoro; e lo stress (affaticamento mentale) influenzato dai contenuti della mansione, dal software e dal rumore.

Riprendiamo l’argomento Videoterminali per rilanciare la pubblicazione “Linee Guida per le Aziende su: Prevenzione delle Disabilità e degli Infortuni alla Vista”, realizzata da IRCSS – Fondazione “G.B. Bietti” per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia ONLUS e realizzato con il sostegno della Camera di Commercio di Roma.

Dalla premessa della pubblicazione apprendiamo che “La progressiva diffusione delle tecniche informatiche in tutti i settori della società ha certamente contribuito a migliorare l’efficienza dei processi lavorativi e a ridurre il carico di lavoro per l’uomo, tuttavia l’utilizzo prolungato del videoterminale può provocare diversi disturbi, in particolare a carico della vista. Il rischio provocato dai videoterminali non è direttamente correlato alla strumentazione tecnica in sé, ma al modo con cui il lavoratore si trova a doverla utilizzare.

Considerato che una delle priorità dell’azione preventiva è la corretta informazione degli utilizzatori da parte del datore di lavoro, l’obiettivo di queste Linee Guida è l’elaborazione di raccomandazioni, destinate alle Aziende, su alcune norme di buona pratica per prevenire ed evitare eventuali disturbi alla vista dei lavoratori provocati dal prolungato utilizzo del videoterminale.

Queste Linee Guida sono un documento informativo a beneficio di tutti gli operatori che utilizzano abitualmente il videoterminale e possono essere efficacemente utilizzate dalle Aziende aderenti alla Camera di Commercio di Roma per informare i propri dipendenti circa i rischi di disabilità ed infortuni alla vista ai quali sono esposti e per addestrarli opportunamente sulle strategie da adottare per prevenire tali rischi.

Le Linee Guida, oltre a fornire una breve descrizione dei disturbi che possono insorgere negli operatori addetti ai videoterminali, propongono una rassegna di semplici norme di buona pratica da intraprendere per organizzare in maniera corretta la propria postazione di lavoro ed utilizzare correttamente tutti gli strumenti in dotazione”.

La pubblicazione è particolarmente rivolta alla gestione dei videoterminali per evitare e/o limitare i problemi alla vista, l’indice della pubblicazione è il seguente:

  • Introduzione
  • Videoterminale (Software, Schermo, Tastiera e Mouse)
  • Condizioni Ambientali (Microclima e qualità dell’aria, Illuminazione ambiente di lavoro)
  • Postazione di Lavoro (Disposizione videoterminale e piano di lavoro, Postura)
  • Organizzazione del Lavoro
  • Occhio e Visione (Disturbi della vista, Esami alla vista e occhiali)
  • Prevenzione (Raccomandazioni)
  • Appendice normativa e Glossario

Clicca qui per scaricare la pubblicazione “ Linee Guida per le Aziende su: Prevenzione delle Disabilità e degli Infortuni alla Vista” di IRCSS – Fondazione “G.B. Bietti” per lo Studio e la Ricerca in Oftalmologia ONLUS, Camera di Commercio di Roma.

Giu 27, 2011

Guida Europea ‘PRIMA-IF’ per la gestione del rischio psicosociale

PRIMA-EF (Psychosocial RIsk MAnagement – European Framework) è un progetto a livello europeo che si pone l’obiettivo di sviluppare un modello a livello europeo per la gestione dei rischi psicosociali, con particolare attenzione allo stress lavoro correlato, alla violenza e al mobbing sul luogo di lavoro.

In questo progetto è stata recentemente pubblicata dall’OMS e curata dall’Ispesl una “Guida al contesto europeo per la gestione del rischio psicosociale: una risorsa per i datori di lavoro e per i rappresentanti dei lavoratori”.

La Guida si occupa di valutazione del rischio, dialogo con gli attori sociali, partecipazione dei lavoratori, indicatori fondamentali, interventi di buone pratiche e responsabilità sociale e si rivolge principalmente ai datori di lavoro ed ai rappresentanti dei lavoratori, tuttavia può uno strumento utile per tutti i professionisti nell’ambito della medicina del lavoro e per coloro che lavorano nell’ambito della sicurezza.

L’indice del Guida:

  • gestione del rischio psicosociale: definizioni, aspetti chiave e scopi;
  • modello del PRIMA-EF;
  • aspetti chiave della gestione del rischio psicosociale (PRIMA);
  • fasi del progetto PRIMA;
  • indicatori del modello PRIMA;
  • dialogo Sociale: consultazione degli attori sociali e partecipazione dei dipendenti;
  • approcci alla prevenzione e alla gestione dello stress lavoro correlato;
  • violenza sul luogo di lavoro e prevenzione del mobbing;
  • Responsabilità Sociale delle Imprese e il PRIMA;
  • gestione del rischio psicosociale: dalla politica organizzativa alla pratica efficace;
  • bibliografia ed ulteriori informazioni.

Le Appendici contenute:

  • Appendice 1 Gli standard (Standard che fanno direttamente riferimento ai concetti di rischio psicosociale, molestie e violenza; Standard chiave nel campo della salute e della sicurezza occupazionale che riguardano il concetto di rischio in generale; Standard che sono collegati in modo indiretto ai rischi psicosociali).
  • Appendice 2 “Sviluppare una politica per la gestione dei rischi psicosociali e la prevenzione dello stress lavoro-correlato”;
  • Appendice 3 “Sviluppare una politica e dei codici comportamentali per la gestione della violenza e del mobbing sui luoghi di lavoro”.

Scarica la “Guida al contesto europeo per la gestione del rischio psicosociale: una risorsa per i datori di lavoro e per i rappresentanti dei lavoratori”, OMS, PRIMA-EF, ISPESL (in pdf 1.47 MB)

Mag 20, 2011

Rischio stress: un nuovo portale INAIL per le aziende e un manuale per la valutazione

Dal 18 maggio nel sito web dell’INAIL è attiva la piattaforma “Focus stress lavoro-correlato” che contiene una serie di risorse e strumenti finalizzata a supportare, con strumenti scientificamente validati,  le aziende nella valutazione e gestione del rischio da stress lavoro-correlato secondo quanto indicato dal Decreto legislativo 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni.

Per le aziende che si registrano alla piattaforma sono disponibili strumenti per effettuare, in linea con le indicazioni della norma, la valutazione e la conseguente gestione del rischio da stress lavoro-correlato. Con la registrazione nel portale e usufruendo degli strumenti valutativi disponibili, l’azienda non solo parteciperà all’implementazione di una specifica banca dati utile al monitoraggio nel tempo delle attività valutative, ma avrà anche a disposizione, in area riservata, tutti i dati inseriti per le varie fasi della valutazione, utili anche per successivi confronti.

Insieme a questa piattaforma, INAIL ha rilasciato il manuale “ Valutazione e Gestione del rischio da Stress lavoro-correlato. Manuale ad uso delle aziende in attuazione del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.” che potete scaricare cliccando qui (formato pdf, 6.68 Mb).

Pagine:12»

Categorie degli articoli

error: Content is protected !!