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Gen 24, 2010

“Stress da nuove tecnologie: le applicazioni web fonte di frustrazione e scarsa produttività dei lavoratori” dice uno Studio CA

computer_crash_again CA, una delle più grandi società di software per la gestione dell’IT, ha diffuso i risultati di una nuova ricerca indipendente intitolata “CA Web Stress Index” 2009, condotto dalla società indipendente Redshift Research su 1.000 ‘lavoratori della conoscenza’ (knowledge worker), ovvero lavoratori qualificati che utilizzano il PC almeno quattro ore al giorno per svolgere il loro lavoro.

Lo studio ha evidenziato che i lavoratori intervistati sono affetti da livelli inaccettabili di ‘stress da utilizzo del Web’ provocato dalla lentezza delle applicazioni online, spesso fonte di frustrazione e scarsa produttività.

L’indagine ha confermato che l’uso delle applicazioni Web occupa una parte sempre più rilevante del nostro lavoro quotidiano. Il 74% dei lavoratori ha dichiarato di dover utilizzare il Web per svolgere la propria attività molto più frequentemente ora di due anni fa e quasi tutti gli intervistati (il 98%) hanno ammesso che non potrebbero più svolgere il loro lavoro senza dover utilizzare le applicazioni online.

In compenso, il 29% ha riconosciuto di scontrarsi ogni giorno con problemi di performance delle applicazioni, mentre un altro 36% ha parlato del verificarsi settimanale di cadute prestazionali. L’aspetto preoccupante è che il 91% ha affermato di essere costretto a usare determinate applicazioni gestionali anche se non funzionano bene. Dai risultati emerge quindi un quadro alquanto deprimente di dipendenti forzatamente inoperosi e tempi morti.

Alla domanda sul tempo stimato necessario per risolvere eventuali problemi o errori, gli intervistati hanno manifestato aspettative altrettanto elevate: il 53% ha dichiarato che i problemi andrebbero risolti entro 10 minuti; la percentuale sale all’82% per chi parla di un’ora e al 97% per la risoluzione in giornata. Lo stress da utilizzo del Web si manifesta quando un’applicazione funziona a rilento, lasciando insoddisfatte le aspettative dell’utente e suscitando emozioni negative che hanno un effetto dannoso sul luogo di lavoro. Secondo il 75%, la mancata performance delle applicazioni genera tempi morti e cali di produttività, mentre il 41% viene colto da rabbia e il 38% prova addirittura insoddisfazione nei confronti del proprio lavoro.

Nell’odierna economia, basata su Internet, gli utenti finali coltivano aspettative altissime e pretendono che le applicazioni Web siano sempre disponibili e rispondano istantaneamente. La ricerca l’ha confermato: il 34% dei lavoratori concede a un’applicazione solo 10 secondi per rispondere prima di passare a qualcos’altro; quando sono trascorsi 20 secondi, il 55% ha esaurito la pazienza e, allo scadere del minuto, il 75% ha superato la propria soglia di sopportazione dello stress e passa ad altro.

I costi aziendali dello stress da lavoro sono universalmente noti e si manifestano sotto forma di elevato turnover del personale, aumento dei giorni di malattia e assenteismo, pensionamento anticipato, minore resa, gestione poco efficiente del proprio tempo e minore produttività.

“Le applicazioni Web sono fondamentali nella maggior parte delle organizzazioni e quasi tutto il nostro lavoro dipende o è influenzato dall’uso di questi sistemi online. La loro operatività è cruciale ai fini del business aziendale, perciò qualsiasi abbassamento del livello delle loro prestazioni va a incidere sulla produttività e sul morale, con ricadute immediate per l’azienda”, ha dichiarato Kobi Korsah, Director of EMEA Product Marketing in CA, che ha poi aggiunto: “La messa in atto di un’opportuna azione correttiva consente di limitare al minimo lo stress da Web nei dipendenti a tutto vantaggio dell’azienda, elemento assai cruciale in questo particolare momento dell’economia”.

Alexander Kjerulf, Chief Happiness Officer of the Happy at Work Project, ha commentato: “Le organizzazioni pretendono che il personale sia efficiente e produttivo sul lavoro, ma quando i sistemi informatici si bloccano, i dipendenti si stressano e provano un senso di frustrazione per l’impossibilità di svolgere anche le attività più elementari. In qualità di relatore professionista per le aziende, autore e consulente per la ‘felicità sul lavoro’, vedo molte società in tutto il mondo e ho notato che sono tutte accomunate da bassi livelli prestazionali dei sistemi online. Le applicazioni Web con scarse performance sono un fattore cruciale in grado di provocare stress, cali di produttività, assenteismo e forte avvicendamento del personale. Siamo ‘felici sul lavoro’ quando ci sentiamo efficienti, capaci e in grado di creare valore aggiunto. La presenza di applicazioni Web stabili ed efficienti rappresenta uno strumento sempre più essenziale senza il quale non siamo più in grado di svolgere bene il nostro lavoro”.

Considerando che le stime dell’Unione Europea indicano un costo annuo di almeno 20 miliardi di euro dovuto a stress da attività lavorativa e che le performance di business risultano più critiche che mai nell’attuale situazione economica, le aziende non possono che prendere sul serio il rischio dello stress causato dall’uso frammentario e lento delle applicazioni on-line.

Scarica la ricerca completa “2009 CA Web Stress Index”

Dic 28, 2009

Scopri quanto sei dipendente dal Web!
partecipa al 1° Web Addicted Panel

web_addict_web L’Internet Addiction Disorder (IAD) – identificato nel 1995 dallo psichiatra americano Ivan Goldberg (vedi la voce di Wikipedia cliccando qui) è una sindrome che oggi colpisce sempre più persone nel mondo.

Al’interno di IAD sono identificabili diverse forme patologiche come la Cybersex addiction – tutte quelle attività che provocano eccitazione sessuale come la ricerca di materiale pornografico o gli incontri in chat erotiche; la Cyber relational addiction, che consiste in un bisogno di instaurare relazioni amicali o affettive con persone incontrate on-line anche molto lontane fisicamente; la Game Addiction, cioè la dipendenza dai giochi virtuali interattivi.

Queste forme di dipendenza fanno in realtà parte di una più ampia patologia di ‘web addiction’, cioè una dipendenza dal web (o da particolari contenuti di esso) che provoca nei soggetti colpiti stati di ansia, depressione e paura di perdere il controllo della loro presenza e attività in internet.

E’ quindi importante capire quando il proprio rapporto con il web sta prevaricando la vita reale e può dare problemi di carattere fisico e/o psicologico.

Ho tradotto ed adattato il questionario americano sviluppato da Michelle M. Weil and Larry D. Rosen sullo stesso tema è ho creato la 1^ indagine sulla dipendenza da web, progettata per testare la tua attuale tendenza a diventare dipendente dal Web.

Se vuoi conoscere il tuo grado di dipendenza dal web effettua ora il questionario qui sotto riportato. Dai tutte le risposte, leggi il profilo di riferimento e poi clicca su ‘submit’ per comunicarmi i tuoi voti.

Ago 21, 2009

Oggi respiro senza tecnostress

L’associazione Netdipendenza Onlus ha realizzato e pubblicato con successo su YouTube il primo video di prevenzione del tecnostress in azienda Oggi respiro senza tecnostress” scritto e diretto da Enzo Di Frenna, musiche di Gabriele Ducros, vocalist Simona Adriani, che potete vedere di seguito.

Ago 10, 2009

Difendersi dalle Netdipendenze

tecnostress libroUn grande lavoro per diffondere la conoscenza del Tecnostress in Italia è quello che Enzo di Frenna, giornalista e blogger, sta intensamente portando avanti da anni.

Sia con l’esperienza di Netdipendenza onlus – una associazione attiva dal 2002 che ha come obiettivo principale quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le aziende sui rischi di videodipendenza e sindrome correlate (tecnostress, information overload, multitasking, disturbi comportamentali, internet addiction disorder e altre), sia con la propria esperienza di ricercatore e studioso – attraverso le ricerche condotte sul campo nazionale e la scrittura del primo libro dedicato al Tecnostress, “Il tecnostress in azienda. Il sovraccarico informativo come rischio d’impresa”- Enzo è un esperto di primo piano dell’argomento.

Simpatica la sua iniziativa “Run for tecnostress“, il primo social network dedicato ai tecnostressati per confrontarsi su internet, discutere, creare nella propria città un gruppo “Run for tecnostress” e dopo l’orario d’ufficio darsi appuntamento per passeggiare, correre, partecipare a escursioni e iniziative benessere.

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