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Lug 12, 2010

Tecnostress collabora con PuntoSicuro per la prima indagine sulla percezione del rischio Tecnostress

Tecnostress.it, in collaborazione con PuntoSicuro.it – il quotidiano di informazione sui temi della sicurezza sul lavoro, ha avviato una ricerca volta a disegnare la percezione del rischio tecnostress nei luoghi di lavoro.

Questa la pagina di PuntoSicuro che presentava la ricerca ai propri lettori e li invitava a partecipare al questionario.

Apr 11, 2010

L’intervento del medico competente
nei casi di stress occupazionale

La presenza e il ruolo del medico competente nel processo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato non sono oggi ben chiari. Per fare chiarezza rimando a questo articolo di PuntoSicuro che approfondisce un contributo apparso sul numero di Luglio-Settembre 2009 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, intitolato: “L’approccio clinico del medico competente al lavoratore esposto a stress occupazionale”, scritto da Maria Grazia Cassitto (Fondazione IRCCS Policlinico Mangiagalli Regina Elena, Clinica del Lavoro “L. Devoto”).

Oltre a definire il nuovo ruolo del medico competente riguardo ai  fattori psicosociali, dove “si troverà a valutare fattori di disagio del lavoratore sia come individuo, con la sua personalità e caratteristiche peculiari, sia nella sua relazione con l’organizzazione creata dal datore di lavoro”, e al lavoro di vigilanza e di prevenzione della salute psicologica con un intervento “costruttivo del medico del lavoro nella fase di esordio del disagio potrà in molti casi evitare lo svilupparsi di disfunzionalità maggiori”; lo studio presenta anche le tre tipologie di problemi che i lavoratori possono portare al medico.

Questi problemi, che riprendo integralmente dall’articolo di PuntoSicuro perché costituiscono delle buone categorie, sono:

– un disagio stress correlato:  il lavoratore stressato “non ce la fa più” a svolgere adeguatamente il suo lavoro e lamenta una “ridotta capacità di gestire gli impegni quotidiani, la paura di non riuscire a rispondere alle proprie responsabilità e mantenere le scadenze, la consapevolezza di una ridotta efficienza con rischio di errori, di incidenti, di un’aumentata insofferenza e ridotta disponibilità a collaborare con gli altri”. Nel soggetto stressato non è dominante la reazione depressiva,  più frequentemente si osserva un problema di ansia. Questi lavoratori chiedono “un aiuto per riuscire a far fronte agli impegni che non riescono più a gestire, recuperare il sonno, sedare l’ansia, controllare il mal di stomaco, il mal di testa, la pressione”. Sono comunque ancorati alla loro realtà di lavoro e “principalmente chiedono ascolto e farmaci, quasi mai periodi di malattia”.

– una sofferenza da burnout: le disfunzionalità organizzative sono spesso, ma non completamente, responsabili di uno “stato di esaurimento delle risorse”.  C’è la paura di incorrere in errori che – trattandosi spesso di professioni d’aiuto – possano “determinare disastri”. Spesso c’è  la “volontà di fuga, di prendere le distanze dall’ambiente, dai problemi e dalle persone che creano insofferenza, irritabilità ed esasperazione”. Le disfunzionalità psicofisiche “sono sostanzialmente le stesse della tipologia precedente ma con in più vissuti di sofferenza”. I soggetti con sindrome da burnout “portano la sofferenza della sconfitta e la richiesta di un cambiamento”: spesso mettono in discussione la propria identità professionale, “vorrebbero abbandonare il campo e fare un lavoro con livelli di responsabilità più contenuti”.

– una patologia mobbing-correlata: a differenza delle due tipologie precedenti “questi soggetti sono in una situazione di sostanziale impotenza, in balia dell’ambiente”, in particolare dei responsabili della violenza morale “che determinano il clima e il quotidiano che queste persone devono affrontare”. Le disfunzionalità psicofisiche sono “più importanti e più invasive poiché lo stato di impotenza e di isolamento in cui si trovano impedisce altri meccanismi che non siano il coinvolgimento somatico”. Questi lavoratori chiedono certamente “un’attenzione ed un coinvolgimento assai più impegnativo”: non solo il “riconoscimento della loro sofferenza, dei torti subiti e il bisogno di giustizia”, “auspicano un intervento che in qualche modo fermi il meccanismo che li sta stritolando”.

Lo studio si dedica poi  presentare i possibili interventi del medico competente per affrontare queste tipologie di problemi, principalmente incentrati sull’ascolto acritico e sulla creazione di empatia, che vi invito a leggere nel documento originale.

Come si vede, si tratta di un contributo che propone delle linee generali d’azione, senza però entrare “operativamente” nella definizione dei rischi specifici e nel processo di valutazione.

Dal nostro punto di vista, identifichiamo il rischio Tecnostress come facente parte del primo gruppo di problemi, quelli relativi al disagio stress correlato, dove i sintomi e le reazioni sono perfettamente identici. Rimaniamo in attesa di qualche studio specialistico che svisceri meglio il peso e il costo del rischio tecnostress all’interno di questo gruppo di problemi.

Clicca qui per leggere l’articolo di PuntoSicuro.

Clicca sul link per scaricare  “L’approccio clinico del medico competente al lavoratore esposto a stress occupazionale”, M.G. Cassitto (Fondazione IRCSS Policlinico Mangiagalli Regina Elena, Dipartimento Di Medicina Preventiva, del Lavoro e dell’Ambiente – Stress e Disadattamento Lavorativo, Clinica del Lavoro), in Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, Volume XXXI n°3, luglio-settembre 2009 (formato PDF, 24 kB)

Atti del congresso “Rischio da stress lavoro-correlato: Il progetto dell’area vasta Toscana Nord-Ovest”

Un paio di giorni fa Punto Sicuro ha pubblicato un interessante articolo sullo Stress lavoro-correlato, pubblicando gli atti del convegno regionale “Rischio da stress lavoro-correlato: Il progetto dell’area vasta Toscana Nord-Ovest”, organizzato dall’Azienda USL 1 di Massa e Carrara e dall’Ufficio Formazione Permanente Area Vasta Nord Ovest che si è tenuto  alla fine di settembre 2009 a Marina di Massa.

Durante il convegno – che tra i propri obiettivi primari ha la definizione di prime linee di indirizzo per la valutazione e la gestione del rischio da stress nei luoghi di lavoro – sono stati presentati numerosi atti di grande interesse per l’approfondimento dell’argomento ‘stress’ nell’ambito della sicurezza sul lavoro.

Questa la lista completa
(clicca sul titolo dell’atto per andare al sito di punto sicuro dove scaricare il pdf):

– “Il metodo VIS per la valutazione dello stress: come si migliorano i processi lavorativi?
tratto da Ambiente & Sicurezza del Sole 24 ore
a cura di F. Sarto, L. Vianello,D. Zanella, N. A. De Carlo, A. Falco, L. Dal Corso e G.B. Bartolucci

– “Dibattiti sui rischi psicosociali in Europa. Commenti sulla prima proposta di linee di indirizzo in Toscana
M. Velázquez – Capo dell’Ispettorato del Lavoro e della Previdenza Sociale a Bilbao

– “L’esperienza della Usl 5 di Pisa per il benessere organizzativo
Dott.sa G. Smorto

– “Questionario: Sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro
RLS/RLSSA Ineos, RSPP Ineos, Medico Competente e con la partecipazione di AUSL n°6

– “Evoluzione regionale dell’esperienza dell’Area Vasta Nord Ovest
Dott. D. Sallese: Direttore U.O. Igiene e Salute Luoghi di Lavoro, ASL 8 Arezzo

– “I focus group
A. Possemato: psicologo e sociologo, collaboratore del progetto di AV

– “Gruppo di lavoro e indicatori nella valutazione organizzativa
Dott. Muto, Hirelia

–  “Lo stress in Europa: unità di osservazione dei rischi
Malgorzata Milczarek: European Agency for Safety and Health at Work

–  “I bisogni formativi in materia di valutazione dei rischi stress-correlati
Dott.ssa M.G. Leoni (U.O. Igiene e Salute Luoghi di Lavoro, ASL 6 Livorno) e Dott.ssa Susanna Battaglia (U.O. Igiene e Salute Luoghi di Lavoro, ASL 5 Pisa)

– “Metodologia di valutazione dei rischi stress-correlati. Il metodo elaborato nell’ambito del progetto di Area Vasta
Dott. G. Galli: U.O. Igiene e Salute Luoghi di Lavoro, ASL 1 Massa Carrara

– “Rischi psico-sociali nei luoghi di lavoro. Progetto obiettivo Area Vasta Toscana Nord Ovest
Dott. F. Franco: Direttore U.O. Igiene e Salute Luoghi di Lavoro, ASL 1 MS

– “Attività del Network Nazionale per la Prevenzione del Disagio Psicosociale nei Luoghi di Lavoro
E. Fattorini: ISPESL, Lab. di Psicologia e Sociologia del Lavoro

– “Rischio da stress lavoro correlato: la sperimentazione del metodo
F. Fani: Psicologa, borsista del progetto di Area vasta

–  “Valutazione del rischio da stress lavoro – correlato. Prima proposta di linee di indirizzo
AVNO, Regione Toscana

– “Il Centro per lo Studio del Disadattamento Lavorativo dell’AOUP: Storia dell’esperienza, attività, rete territoriale e prospettive
A. Cristaudo: Direttore U.O. Medicina Preventiva del Lavoro, AOU Pisana

– “L’esperienza del Centro Stress e Disadattamento di Milano: l’evoluzione dell’esperienza assistenziale in tema di patologie da disadattamento lavorativo
Dott.essa M.G. Cassitto: Clinica del Lavoro “L. Devoto”, Milano

– “L’ambulatorio per il disadattamento lavorativo dell’AOUP: il protocollo diagnostico, gli strumenti clinici, la formazione e la consulenza
Dott. R. Buselli: U.O. Medicina Preventiva del Lavoro, AOU Pisana

– “La valutazione dello stress lavoro correlato: una proposta metodologica
Network Nazionale per la Prevenzione del Disagio Piscosociale nei Luoghi di Lavoro

Notizia riportata da Punto Sicuro numero 2276 di venerdì 06 novembre 2009

Valutazione dei rischi stress: modifiche del correttivo 106/2009

In un articolo di PuntoSicuro l’avvocato Rolando Dubini interpreta le modifiche del Decreto_legislativo_106/2009, in relazione all’articolo 28 del Testo Unico e alla valutazione dei rischi, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, e fa il punto sullo stato della normativa specifica dell’argomento stress, almeno fino a che non arrivano le ‘linee guida’ dalla Commissione …

Riporto per intero:

Ma veniamo all’articolo 28 secondo le modifiche apportate dal D.Lgs. 106/2009 (e indicate in grassetto):

Articolo 28 – Oggetto della valutazione dei rischi

1. La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’ accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. 1-bis. La valutazione dello stress lavoro-correlato di cui al comma 1 é effettuata nel rispetto delle indicazioni di cui all’articolo 6, comma 8, lettera m-quater), e il relativo obbligo decorre dalla elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto di tale elaborazione, a fare data dal 1° agosto 2010.

Riguardo ai rischi relativi allo stress Dubini sottolinea che “lo stress lavoro-correlato non è un rischio aggiunto”, è un rischio “che c’è all’origine dal ’94” e “già doveva essere valutato”. “Tanto è vero che se andate a vedere la definizione di obblighi del datori di lavoro verso i videoterminalisti, già nel 626 – l’articolo non è cambiato – bisogna valutare l’affaticamento mentale del videoterminalista. E cos’è  l’affaticamento mentale del videoterminalista? È lo stress lavoro-correlato”.

Ma cosa cambia con il decreto correttivo? Il comma 1-bis fa riferimento all’articolo 6, comma 8, lettera m-quater) dove si indica che la “Commissione consultiva permanente elaborerà una linea guida su come fare la valutazione dello stress lavoro correlato”. Dunque “l’obbligo della valutazione decorre da quando verranno elaborate queste linee guida e comunque entro il primo agosto 2010”.

Siamo perciò di fronte ad un rinvio ma “questo rinvio dello stress lavoro-correlato potrebbe creare dei problemi” perché se qualcuno facesse un ricorso alla commissione europea, la Corte di Giustizia potrebbe condannare l’Italia proprio per la violazione dell’articolo 5 della direttiva comunitaria 89/391/CEE.

L’Italia può solo rinviare l’entrata in vigore di un metodo di misura, ma non prevedere che un rischio non venga valutato. Pensate l’importanza dello stress lavoro-correlato in certe attività: i controllori di volo, quelli che controllano il traffico ferroviario. Il rischio stress può incidere pesantemente, può togliere lucidità e attenzione e quindi influire sulla sicurezza non solo dei lavoratori ma anche per coloro che vengono coinvolti dalle azioni di chi è stressato nell’attività lavorativa”.

“Quello che consiglio alle aziende”, continua sempre Dubini, “è di adottare comunque dei regolamenti che prevengano lo stress, delle misure antistress, della formazione che spieghi ai dirigenti, ai preposti, ai lavoratori il modo corretto di interagire, di comunicare,… Quello che conta non è la valutazione, sono le misure. Tanti anni fa ho fatto a Torino un convegno con Guariniello e lui dichiarava che quello che gli interessava di più è che ci fossero le misure. Se poi la valutazione non è esatta dal punto di vista tecnico, ma l’azienda ha adottato ed è arrivata la misura – per caso, per fortuna, per eccesso di prudenza – va bene lo stesso”.

fonte: PuntoSicuro numero 2248 di martedì 29 settembre 2009

Malattie da stress lavoro-correlato

Avete attacchi di ansia, paura, ossessione, ipocondria, isteria, paranoia, cinismo, depressione, aggressività, psico-astenia, bassa autostima?

Avete problemi di ipertensione arteriosa, aritmie cardiache, gastrite, ulcera gastrica, discinesie colicistiche, colite ulcerosa?

Sulla pelle vi vengono eruzioni cutanee aspecifiche, dermatite seborroica, psoriasi, alopecia areata e perdita di capelli?

Avete dolori alla schiena e al collo, in particolare dolori del rachide, periartrite scapolo-omerale, tensioni muscolari del cingolo scapolo-omerale?

Bene, se avete risposto si ad almeno tre di queste aree di problemi fisici avete una sindrome da stress lavoro-correlato, con tutti i sintomi che ne conseguono.

Per saperne di più sulle malattie originate da stress lavoro correlato c’è questo articolo di PuntoSicuro realizzato da F. Gota e O. Righello, a cura della Direzione Sanità, Prevenzione Sanitaria ambienti di vita e di lavoro della Regione Piemonte.

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