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Set 24, 2016

Ricerca sul tecnostress nei lavoratori “Exploring Technostress: Results of a Large Sample Factor Analysis”

tecnostress-ricerca

Frugando in rete in questi gorni di fine estate ho trovato questa bella ricerca “Exploring Technostress: Results of a Large Sample Factor Analysis” di Steponas Jonušauskas (Business Management School Mykolas Romeris University, Vilnius, Lithuania) e Agota Giedre Raisiene (Faculty of Politics and Management, Mykolas Romeris University, Vilnius, Lithuania).

La ricerca, progettata sulla base dell’analisi fattoriale, è stata svolta su di un campione composto da 1013 individui che fanno uso di ICT nel loro lavoro quotidiano, con un questionario di 68 domande finalizzate a identificare cause e conseguenze del tecnostress.

L’approfondita costruzione delle domande. suddivise in elementi chiave del tecnostress, possono essere utili a coloro che vogliono progettare modelli di valutazione e/o scale di misurazione del tecnostress.

Exploring Technostress: Results of a Large Sample Factor Analysis
Steponas Jonušauskas, Agota Giedre Raisiene

Abstract
With reference to the results of a large sample factor analysis, the article aims to propose the frame examining technostress in a population.

The survey and principal component analysis of the sample consisting of 1013 individuals who use ICT in their everyday work was implemented in the research. 13 factors combine 68 questions and explain 59.13 per cent of the answers dispersion.

Based on the factor analysis, questionnaire was reframed and prepared to reasonably analyze the respondents’ answers, revealing technostress causes and consequences as well as technostress prevalence in the population in a statistically validated pattern.

A key elements of technostress based on factor analysis can serve for the construction of technostress measurement scales in further research.

Clicca qui per scaricare il testo completo della ricerca in pdf

Set 10, 2016

Ricerca: Technostress, theoretical foundation and empirical evidence

TheoreticalIn questi giorni d’estate, facendo delle ricerche su internet, ho trovato questa vasta e bella ricerca di Christian Maier (Università di Bamberg – Germania) che fa il punto sul tecnostress in una serie di Paper dedicati ad aspetti diversi ed estremamente specifici: il tecnostress al lavoro, il tecnostress nella vita privata, il tecnostress e la dipendenza dell’utilizzatore, il tecnostress e la personalità dell’utilizzatore, le reazioni psicopatologiche al tecnostress.

Si tratta di un lavoro molto interessante. Qui sotto l’indice completo della ricerca, per scaricare la ricerca completa clicca sull’immagine, oppure clicca qui.

Indice della ricerca

Introductory Paper – Technostress: Theoretical foundation and empirical evidence

Chapter I: Technostress in work life


Paper I – Christian Maier, Sven Laumer, Andreas Eckhardt, Tim Weitzel; Analyzing the impact of HRIS implementations on HR personnel’s job satisfaction and turnover intention
, The Journal of Strategic Information Systems (22:3)

Paper II – Christian Maier, Sven Laumer, Andreas Eckhardt; Information technology as daily stressor: Pinning down the causes of burnout, Forthcoming in: Journal of Business Economics

Chapter II: Technostress in private life

Paper III – Christian Maier, Sven Laumer, Andreas Eckhardt, Tim Weitzel; Online social networks as a source and symbol of stress: An empirical analysis, Proceedings of the 33rd International Conference on Information Systems (ICIS), Orlando (FL), USA

Paper IV – Christian Maier, Sven Laumer, Andreas Eckhardt, Tim Weitzel; Giving too much social support: Social overload on social networking sites, Forthcoming in: European Journal of Information Systems

Paper V – Christian Maier, Sven Laumer, Andreas Eckhardt, Tim Weitzel; Explaining technical and social stressors in techno-social systems: Theoretical foundation and empirical evidence

Paper VI – Christian Maier, Sven Laumer, Andreas Eckhardt, Tim Weitzel; Should I stay or should I go? Theorizing and analyzing behavior change in technostress research

Chapter III: Technostress and user addiction

Paper VII – Christian Maier, Sven Laumer, Andreas Eckhardt, Tim Weitzel; The duality of the negative side of social networking sites: Theorizing exhaustion and addiction as opposing factors influencing IT non-usage

Chapter IV: Technostress and user personality

Paper VIII – Christian Maier; Personality within information systems research: A literature analysis, Proceedings of the 20th European Conference on Information System (ECIS), Barcelona, Spain

Paper IX – Christian Maier, Sven Laumer, Andreas Eckhardt, Tim Weitzel; Using user personality to explain the intention-behavior gap and changes in beliefs: A longitudinal analysis
, Proceedings of the 33rd International Conference on Information Systems (ICIS), Orlando (FL), USA

Chapter V: Psychophysiological reactions to technostress

Paper X – Andreas Eckhardt, Christian Maier, J. J. Po-An Hsieh, Tim Chuk, Antoni B. Chan, Janet H. Hsiao, Ricardo Buettner
; Objective measures of IS usage behavior under conditions of experience and pressure using eye fixation data, Proceedings of the 34th International Conference on Information Systems (ICIS), Milan, Italy

Mag 25, 2015

Tecnostress in aumento nel lavoro mobile: risultati della nuova ricerca condotta su 1000 lavoratori digitali.

tecnostress mal di testa

Nei giorni scorsi sono stati diffusi i risultati di una ricerca effettuata da Netdipendenza Onlus, in collaborazione con l’Associazione Italiana Formatori Sicurezza sul lavoro (Aifos), condotta su un pubblico di professionisti del settore della sicurezza sul lavoro (imprenditori , formatori, RSPP esterni, professionisti, consulenti) con l’obiettivo di fotograre la diffusione, la penetrazione e i sintomi del tecnostress (in particolare per l’aspetto ‘mobile’) nel loro lavoro è nelle loro vite. Quindi, più che una ricerca, si tratta di un’indagine, alla quale hanno risposto 1.005 lavoratori digitali “mobili”.

Di seguito pubbblico dati della ricerca. La considerazione finale è una sola: il tecnostress aumenta e i sintomi del Tecnostress sono sempre più diffusi. Smartphone, tablet e computer portatili sono oramai strumenti di lavoro abituali, ma l’uso eccessivo può favorire seri rischi alla salute: i sintomi del tecnostress da un lato (come mal di testa, ansia, ipertensione, insonnia, depressione,  disturbi alla memoria, attacchi di panico), e l’elettrosmog dall’altro, cioè l’esposizione prolungata ai campi elettromagnetici emessi dai dispositivi digitali.

enzoL’87,5% dichiara di usare frequentemente dispositivi mobili connessi a Internet per motivi di lavoro. Il 59,5% ritiene che la quantità di informazioni da gestire sia molto aumentata con l’avvento dei dispositivi mobili.  La maggior parte degli interpellati usa un computer connesso alla Rete per 8 ore al giorno (18,4%), ma c’è anche chi arriva a 10 ore (9,8%) e chi lo usa tra le 12 e 16 ore (complessivamente il 6% circa).

Il 64,1% usa lo smartphone un’ora al giorno per conversazioni di lavoro (circa 30 ore al mese), utilizzandolo anche nel week end.  Alcuni lavoratori hanno indicato che arrivano a usare lo smartphone anche “6 ore al giorno, con pause di trenta minuti”.

L’uso del tablet per motivi di lavoro invece non è  ancora molto diffuso. Infatti solo il 36,9% lo usa abitualmente almeno un’ora al giorno, con punte massime di 4 ore.

Gli “always on” non staccano mai la spina e dichiarano di usare computer, smartphone e tablet anche la sera a letto per motivi di lavoro (complessivamente il 66,5% circa) e anche il sabato e la domenica (circa il 90%). Il 65,5% è consapevole dei rischi dei campi elettromagnetici correlati all’uso dei dispositivi mobili, ma non può farne a meno.

L’87% rivela che il carico informativo digitale, che considera in aumento, gli causa affaticamento mentale. Tra questi, l’8,7% indica chiaramente che subisce problemi seri alla salute, mentre il 39,6% rivela che solo in alcuni momenti l’uso dei dispositivi digitali e la internet information gli ha creato problemi alla salute.

Ma quali sono i sintomi più frequenti del tecnostress che i lavoratori digitali denunciano? Al primo posto il mal di testa (44,5%), poi il calo della concentrazione (35,4%), il nervosismo e alterazione dell’umore (33,8%), tensioni neuromuscolari (28,5%), stanchezza cronica (23,3%), insonnia (22,9%), ansia (20.4%), disturbi gastro-intestinali (15,8%), dermatite da stress (6,9%). Tra i sintomi più gravi indicati ci sono invece: alterazioni comportamentali (7,1%), attacchi di panico (2,6%) e depressione (2,1%).

A questi rischi per la salute bisogna aggiungere quelli derivati dall’esposizione eccessiva ai campi elettromagnetici emessi dai smartphone, tablet e stazioni wi-fi. Per la prima volta in Europa la ricerca di Netdipendenza mette in relazione i due problemi. «Molti sintomi dell’elettrosmog sono simili a quelli del tecnostress, come ad esempio il mal di testa, il calo della concentrazione, l’insonnia.

“Bisogna approfondire l’impatto di questi due rischi e valutare correttamente il sovraccarico informativo cognitivo e i livelli di emissioni di campi elettromagnetici. E’ questa la nuova sfida da affrontare per difendere la salute dei lavoratori digitali” spiega Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus.

Un altro dato allarmante è il rischio di dipendenza dalla tecnologia digitale. I “mobile workers” che non possono farne a meno in aumento. Spegnere computer, smartphone e tablet per brevi periodi crea un forte disagio. Infatti, alla domanda “potresti fare a meno della tecnologia digitale?” il 26% non considera affatto l’ipotesi e il 17,5% risponde “mai”. Qualcuno invece dice che può farne a meno per pochi minuti (3,5%) oppure per mezza giornata (16,8%), mentre gli altri sostengono di poter evitare l’uso dei dispositivi digitali per un periodo compreso tra 1 giorno (11,3%) e una settimana (12,7%). Quasi a riprova che disintossicarsi dall’eccesso di informazioni è una esigenza crescente tra i lavoratori.

E sono gli stessi lavoratori che hanno indicato alcune possibili soluzioni. Le parole più usate dai soggetti intervistati sono relax e benessere.

Al primo posto infatti emerge il bisogno di staccarsi fisicamente dai device digitali e fare attività rilassanti, ad esempio passeggiare a contatto con la natura, utilizzare tecniche olistiche di rilassamento come la meditazione, oppure dedicarsi alla pratica di un sport per recuperare la concentrazione e la vitalità.

Al secondo posto c’è il rispetto delle pause per i videoterminalisti previste per legge negli uffici, al terzo posto la richiesta di effettuare una maggiore formazione dei lavoratori sui  rischi del tecnostress e dei campi elettromagnetici, insieme alla riorganizzazione del lavoro e una distribuzione più adeguata del carico informativo.

Giu 17, 2014

Dalla sostenibilità delle interfacce alla sostenibilità della tecnologia: Luca Chittaro a TED parla di tecnostress e di mindfulness.

TedxRoncade

TED è una organizzazione no-profit che ha come obbiettivo quello di diffondere idee che hanno valore. Iniziato come una conferenza di quattro giorni in California 26 anni fa, TED è cresciuta nella sua “mission” attraverso molteplici iniziative. Nella Conferenza annuale di TED i maggiori protagonisti del “pensare” e del “fare” sono invitati a presentare le loro idee in presentazioni di massimo 18 minuti.

Nello spirito di “idee che meritano di essere diffuse” TED ha lanciato un programma, chiamato TEDx, di eventi locali, organizzati in modo indipendente, che si propongono di riunire persone per condividere una esperienza simile a quella che si vive con TED. Le Conferenze di TED forniscono il modello generale per gli eventi TEDx, ma i TEDx locali sono realizzati in modo autonomo.

TEDxRoncade ha pubblicato sul proprio canale YouTube il video del “talk” di Luca Chittaro* “La sostenibilità delle interfacce” in cui, partendo da alcune recenti considerazioni sulla sostenibilità delle interfacce, estende il discorso a diversi aspetti della nostra vita digitale, quali la gestione dell’attenzione, il tecnostress ed i suoi effetti, le tecnologie persuasive, la mindfulness.

* Luca Chittaro è professore ordinario di Interazione Uomo-Macchina all’Università di Udine, dove nel 1998 ha fondato il laboratorio di ricerca HCI Lab di cui è direttore che opera a livello internazionale in progetti sia di ricerca pura che industriali, soprattutto nelle aree dei dispositivi mobili, della realtà virtuale e delle tecnologie persuasive.

E’ autore di oltre 160 pubblicazioni su riviste scientifiche o atti di congressi internazionali, anche in collaborazione con ricercatori stranieri. E’ attualmente PI/PD (Principal Investigator/Project Director) di un progetto di ricerca della Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti, volto ad aumentare la sicurezza dei passeggeri nelle evacuazioni degli aerei di linea. E’ coordinatore della commissione scientifica del GRIN, l’associazione nazionale dei docenti universitari di Informatica. Contribuisce all’inserto settimanale su ricerca, innovazione e creatività (Nòva) del Sole 24 Ore, sia nella versione cartacea che su Web.

Gen 20, 2014

Ricerca sul Tecnostress: L’esposizione a campi elettromagnetici nei servizi di accesso Wi-Fi

wi-fi-pericolo

Abbiamo già parlato in questo articolo dell’esposizione dei lavoratori ai campi elettromagnetici creati dai sempre più diffusi sistemi Wi-Fi: tecnologia basata prevalentemente sulle specifiche dello standard IEEE 802.11 che consente a terminali di utenza di collegarsi tra loro attraverso una rete locale (WLAN) in maniera wireless.

Le reti Wi-Fi sono infrastrutture relativamente economiche e di veloce attivazione e permettono di realizzare sistemi flessibili per la trasmissione di dati usando frequenze radio, estendendo o collegando reti esistenti oppure creandone di nuove. (vedi Report ISPESL a fine pagina) Proprio per la loro versatilità queste tipologie di reti vengono sempre più utilizzate per lo scambio di dati in uffici e strutture aziendali, oppure per creare veri e propri punti di accesso ad internet in scuole, biblioteche, università, aeroporti, ma anche piazze, locali pubblici e private abitazioni.

Ricordiamo che, riguardo alla normativa nazionale vigente di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, l’esposizione ai campi elettromagnetici è oggi disciplinata dal titolo VIII, capo IV del D.Lgs. 81/2008, le cui disposizioni entrano in vigore alla data fissata per il recepimento della direttiva 2004/40/CE (ex art. 306 d.lgs. 81/2008).

Tuttavia il 29 giugno 2013 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la direttiva 2013/35/UE del 26 giugno 2013 (vedi a fine pagina) sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici).

La direttiva, che abroga la precedente direttiva 2004/40/CE, deve essere recepita dagli stati membri entro il 1° luglio 2016 e stabilisce che i riferimenti alla direttiva abrogata si intendono fatti alla 2013/25/UE secondo specifiche tavole di concordanza. Succede quindi che con l’abrogazione della 2004/40/CE e della nuova direttiva 2013/35/UE, l’entrata in vigore delle disposizioni del titolo VIII, capo IV del D.Lgs. 81/2008 è spostata al 1° luglio 2016.

Su questo argomento dell’esposizione da parte dei lavoratori a campi elettromagnetici nei servizi di accesso Wi-Fi, rilancio un articolo pubblicato oggi su PuntoSicuro che presenta una ricerca del 2008  a cura di Giuseppe Anania e prodotta dall’Agenzia regionale per la prevenzione e l´ambiente dell´Emilia-Romagna, intitolata “Misura dell’esposizione ai campi elettromagnetici prodotti da sistemi Wi-Fi” con simulazioni e misure dei livelli di esposizione prodotti dalle reti Wi-fi sia all’interno dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico del  Comune di Bologna, sia sull’area pubblica antistante l’ufficio (Piazza Maggiore).

Le misure sono state effettuate il 17 giugno 2008 con misuratore a larga banda avente le caratteristiche tecniche riportate nel documento e in conformità a quanto prescritto nelle Norme CEI 211-7. Durante tutto il periodo di misura erano presenti circa 20 utenti, tutti collegati, in modo non continuativo, ai due Access Point.

Venendo direttamente alle conclusioni, dalle valutazioni e dalle misure effettuate

“si può affermare che i livelli di campo elettrico emessi da impianti WI-FI risultano di modesta entità e dello stesso ordine di grandezza della sensibilità della strumentazione utilizzata per le misure. Valori più elevati, ma ben inferiori al valore di attenzione, possono essere rilevati in prossimità dell’antenna trasmittente e in condizioni di download continuato e comunque in zone non accessibili alla popolazione” … “come evidenziato anche dalle stime dei volumi di rispetto, l’ubicazione stessa degli apparati assicura che il pubblico non possa accedere all’interno della regione a valori di campo superiori a 6 V/m”.

Clicca qui per scaricare la ricerca
Misura dell’esposizione ai campi elettromagnetici prodotti da sistemi Wi-Fi
Agenzia regionale per la prevenzione e l´ambiente dell´Emilia-Romagna, Consorzio Elettra 2000
Rapporto tecnico 2008 a cura di Giuseppe Anania (formato PDF, 394 kB).

Clicca qui per scaricare il Report
Richi da campi elettromagnetici in ambiente lavorativo
ISPESL, ISS, ELETTRA2000, ASL di Siena, Az.USL di Modena Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Province aut. (formato PDF, 234 kB).

Clicca qui per scaricare la Direttiva 2013/35/UE del 26 giugno 2013 – Parlamento Europeo e Consiglio dell’Unione Europea
Disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che abroga la direttiva 2004/40/CE a decorrere dal 29 giugno 2013

radiazioni elettromagnetiche schema

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