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Disponibile la pubblicazione INAIL “ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoro”

L’INAIL s’è desto sul tema delle ICT nel lavoro e dei potenziali rischi di queste tecnologie per i lavoratori!

E’ infatti disponibile da qualche giorno sul sito dell’Ente la corposa pubblicazione (113 pagine) “ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoro“, (Inail 2017, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, coordinamento scientifico: Sergio Iavicoli, Benedetta Persechino, Autori: Sara Stabile, Rosina Bentivenga, Emma Pietrafesa, in collaborazione con Monica Ghelli).

Il senso di questa pubblicazione è ben spiegato nell’introduzione di Sergio Iavicoli (direttore del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale INAIL):

“Con il nuovo Piano delle attività di ricerca obbligatoria e discrezionale 2016 – 2018, l’attività istituzionale di ricerca è orientata anche all’analisi e allo studio dei cambiamenti apportati dalla digital transformation, che interessano il mondo del lavoro e le organizzazioni.

In particolare, l’analisi dell’impatto dell’information and communication technology (ICT) sul benessere dei lavoratori è uno dei focus di ricerca su cui si concentra l’attività del Laboratorio rischi psicosociali e tutela dei lavoratori vulnerabili del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale.

In considerazione delle trasformazioni introdotte sul lavoro dallo sviluppo delle ICT, in termini economico-produttivi e di qualità del lavoro, l’obiettivo è quello di contribuire alla valutazione dell’impatto di tali tecnologie sul benessere dei lavoratori, anche mediante la costruzione di specifici strumenti di indagine, alla definizione di misure di prevenzione e di gestione dei rischi legati all’utilizzo delle stesse e allo sviluppo di modelli di trasferimento per un adeguato ed efficace impiego delle ICT, che tenga anche conto delle diversità dei lavoratori, nell’ottica del miglioramento dell’inclusione lavorativa.”

Il presente volume mette in luce elementi utili per fornire spunti di riflessione per potere affrontare i cambiamenti che l’innovazione digitale sta apportando nella società e nei luoghi di lavoro, evidenziando non solo i possibili rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma anche le opportunità offerte in termini di sviluppo di nuove modalità di lavoro, professionalità e competenze nonché di nuove modalità di apprendimento e di comunicazione.”.

Ho letto la pubblicazione nei giorni scorsi. Si tratta di uno studio – molto documentato e ben fatto, complimenti agli autori – essenzialmente volto ad identificare l’oggetto di studio e a definire le conseguenze sulla sicurezza sul lavoro dovute alla presenza massiccia delle nuove tecnologie informatiche, d’informazione e comunicazione.

Attenzione! Non troverete nelle tante pagine del testo le “Linee guida Inail sicurezza ITC nei luoghi di lavoro (o delle linee d’indirizzo metodologico …) come  viene erroneamente detto in altri siti che lo presentano, semplicemente perché non ci sono.

Lo studio – come ho detto – è una prima e seria ricerca INAIL che mette a fuoco la problematica e propone uno scenario di riferimento e delle opportunità d’azione, senza però arrivare a proporre un percorso operativo per l’identificazione e la valutazione del rischio, né a fornire qualche strumento metodologico ‘certificato’.

E’, ad ogni modo, una pubblicazione ‘importante’ perché, con un impegno editoriale e un taglio autorevole e ‘ufficiale’, INAIL (per la prima volta) definisce in modo chiaro e sistematico la presenza, i problemi e le opportunità delle ICT nel mondo di lavoro.

Questo l’indice della pubblicazione:

Introduzione

Cambiamenti nel mondo del lavoro
Digital transformation
Cambiamenti in atto
New digital capabilities e nuove professionalità
Possibili sviluppi
Trasformazione digitale e ricadute sul mondo del lavoro
Ruolo delle competenze
Industry 4.0
Contesto italiano
Internet of things



Evoluzione della normativa
Aspetti legali
Codice dell’amministrazione digitale
Smart working
Privacy e controlli con dispositivi elettronici sul lavoro

Social media nei luoghi di lavoro
Utenti di Intenet nel nostro Paese
Divulgazione delle informazioni e interazione umana
Social media
Policy d’uso
Come mitigare i rischi nell’uso improprio e inconsapevole
Linee guida e policy
Uso dei social media nella promozione della salute
Esempio di buona pratica in SSL

Benessere dei lavoratori
Rischi psicosociali e technostress
ICT e potenziali fattori di rischio
Proposte di intervento
Rischi emergenti, molestie e violenza sul lavoro

Apprendimento nei luoghi di lavoro
Caratteristiche innovative della formazione
Effetti dei social media sull’apprendimento legato al lavoro
Apprendimento in SSL

Valutazione dell’impatto sui lavoratori: strumenti e survey
Questionari
Ricerche sociali

Scenari futuri
Bibliografia

Riguardo al Tecnostress

Nella pubblicazione, si parla di Tecnostress nel capitolo ‘Benessere dei lavoratori’ (pp. 49-56), ma non è una parte molto entusiasmante.

C’è un riepilogo storico delle ricerche sul tema tecnostress (o technology stress, o technostress). Poi si identificano mediante abbondante letteratura scientifica i potenziali fattori di rischio e li si fa corrispondere ai sei stati/condizioni ideali da conseguire per il successo organizzativo: domanda, controllo, supporto, relazioni, ruolo e cambiamento (Modello Management standards approntato dall’Health and safety executive – Hse).

Infine, nelle ‘Proposte di intervento’ si dice:

“Come nel caso dei fattori di rischio stress lavoro-correlati le strategie di intervento possono essere applicate a livello individuale e a livello organizzativo. A livello individuale generalmente le strategie che funzionano meglio sono quelle in cui il lavoratore mette in atto comportamenti (o strategie attive) per cambiare la situazione, sia che mirino a cambiare fattori quali technoanxiety o technofatigue (es. tecniche di rilassamento muscolare) sia che cerchino di eliminare il problema (es. richiedere condizioni migliori di utilizzo o aumentare l’auto-efficacia attraverso formazione specifica)

Per quanto riguarda le strategie a livello organizzativo, bisogna prevedere le potenziali ripercussioni a seguito dell’introduzione delle ICT, stabilire meccanismi e strategie per evitare le conseguenze dannose e progettare percorsi di adattamento graduale.

La misure di prevenzione e di protezione, non possono comunque prescindere da un’adeguata valutazione dei rischi relativi all’introduzione delle nuove tecnologie in ambito lavorativo. In letteratura sono stati individuati diversi strumenti di indagine che focalizzano la loro attenzione sul technostress e sui fattori di rischio incidenti e inibenti e quelli ritenuti di maggior interesse sono riportati nel capitolo Valutazione dell’impatto sui lavoratori: strumenti e survey.”.

In realtà, nel capitolo indicato, vengono riportati gli studi scientifici e le principali ricerche sociali condotti per valutare l’impatto delle ICT sul mondo del lavoro e sul benessere dei lavoratori – alcune già presentate in questo sito. Sono tutte ricerche rivolte a diversi oggetti di studio e che utilizzano metodologie molto differenti, gli item dei questionari indagano aspetti diversi con approcci particolati, sono quindi estremamente adatti agli specifici casi e disomogenei tra di loro.

Qui avrei voluto trovare, a conclusione dei tanti, un piccolo strumentino INAIL – tipo una check-list, anche di ‘test’ – immediatamente usabile da parte dei professionisti e delle aziende per dei primi ‘monitoraggi’ sul rischio tecnostress tra i lavoratori digitali.

Ma tant’è, non si può avere tutto in un colpo solo, quindi ben venga questa prima pubblicazione che mette solide basi alla questione, resto in attesa di vedere pù pratici sviluppi in futuro.

 

Scarica la pubblicazione ICT e lavoro: nuove prospettive di analisi per la salute e la sicurezza sul lavoroINAIL 2017, pdf 1,4 MB

Set 24, 2016

Ricerca sul tecnostress nei lavoratori “Exploring Technostress: Results of a Large Sample Factor Analysis”

tecnostress-ricerca

Frugando in rete in questi gorni di fine estate ho trovato questa bella ricerca “Exploring Technostress: Results of a Large Sample Factor Analysis” di Steponas Jonušauskas (Business Management School Mykolas Romeris University, Vilnius, Lithuania) e Agota Giedre Raisiene (Faculty of Politics and Management, Mykolas Romeris University, Vilnius, Lithuania).

La ricerca, progettata sulla base dell’analisi fattoriale, è stata svolta su di un campione composto da 1013 individui che fanno uso di ICT nel loro lavoro quotidiano, con un questionario di 68 domande finalizzate a identificare cause e conseguenze del tecnostress.

L’approfondita costruzione delle domande. suddivise in elementi chiave del tecnostress, possono essere utili a coloro che vogliono progettare modelli di valutazione e/o scale di misurazione del tecnostress.

Exploring Technostress: Results of a Large Sample Factor Analysis
Steponas Jonušauskas, Agota Giedre Raisiene

Abstract
With reference to the results of a large sample factor analysis, the article aims to propose the frame examining technostress in a population.

The survey and principal component analysis of the sample consisting of 1013 individuals who use ICT in their everyday work was implemented in the research. 13 factors combine 68 questions and explain 59.13 per cent of the answers dispersion.

Based on the factor analysis, questionnaire was reframed and prepared to reasonably analyze the respondents’ answers, revealing technostress causes and consequences as well as technostress prevalence in the population in a statistically validated pattern.

A key elements of technostress based on factor analysis can serve for the construction of technostress measurement scales in further research.

Clicca qui per scaricare il testo completo della ricerca in pdf

Mar 14, 2016

Tecnostress-Technostress: review delle più recenti ricerche internazionali sul tema.

multitasking

E’ un lavoro sporco – questo della ricerca e pubblicazione delle ultime ricerche disponibili in rete sul tema Tecnostress – ma qualcuno lo deve fare.

E lo faccio io, cercando pazientemente e pubblicando sulle pagine di questo sito titoli e link ai documenti dei più recenti studi internazionali sul tecnostress/technostress.

Eccovi una review di questi ultimi mesi.


An Empirical Analysis of Correlation Between Technostress and Job Satisfaction: A Case of KPK, Pakistan.
Asad Khan, Department of Library and Information Science, University of Peshawar; Hamid Rehman, Department of Library and Information Science, University of Peshawar; Dr. Shafiq-ur-Rehman, Department of Library and Information Science, University of the Punjab Lahore.

Challenges in Technostress Research: Guiding Future Work Emergent Research Forum papers
Stefan Tams, Department of Information Technologies HEC Montréal, QC, Canada

Assessing Technostress Among Open and Distance Learning Practitioners: A Comparative Study.
Jane-Frances Agbu, National Open University of Nigeria

Assessing the Relationship between Technical Affinity, Stress and Notifications on Smartphones.
Tilo Westermann, Quality and Usability Lab, Telekom Innovation Laboratories, TU Berlin; Ina Wechsung, Quality and Usability Lab, Telekom Innovation Laboratories, TU Berlin; Sebastian Moller, Quality and Usability Lab, Telekom Innovation Laboratories, TU Berlin.

Challenges in Technostress Research: Guiding Future Work
Emergent Research Forum papers.
Stefan Tams, Department of Information Technologies HEC Montréal, QC, Canada.

Do Technostress creators influence employee innovation?
Shalini Chandra, Assistant Professor, S P Jain School of Global Management, Singapore; Shirish C. Srivastava, Associate Professor, HEC, Paris, France; Anuragini Shirish, Doctoral Candidate, Telecom Ecole de Management (Institut Mines Télécom), Evry Cedex, France.

Impact of Technostress on Job Satisfaction and Organizational Commitment.
Wei Qiu, Thesis presented for the degree of Master of Management (Management) at Massey University, Auckland, New Zealand.

MyStress: Unobtrusive Smartphone-based Stress Detection.
Gimpel Henner, FIM Research Center, University of Augsburg, Universitaetsstr. 12, 86159 Augsburg, Germany; Regal Christian, FIM Research Center, University of Augsburg, Universitaetsstr. 12, 86159 Augsburg, Germany; Schmidt Marco, FIM Research Center, University of Augsburg, Universitaetsstr. 12, 86159 Augsburg, Germany.

Techno-stress among library professionals at the workplace in ICT era: An overview.
Ranjna, Assistant Librarian Department of Anthropology, Panjab University, Chandigarh, India.

Technostress among educator: a revisit of social cognitive perpective
Khairunnisa Harahap and Tri Effiyanti, State University of Medan, Medan, Indonesia.

Technostress and Personality Traits – Are they Associated? Evidence from Indian Bankers.
Dr. Dhiraj Sharma and Tavleen Kaur Gill, School of Management Studies, Punjabi University, Patiala, Punjab, India.

Technostress and Technology Induced State Anxiety: Scale Development and Implications – Research in Progress Paper.
David Agogo, Operations and Information Management Department, University of Massachusetts; Traci J. Hess, Operations and Information Management Department, University of Massachusetts.

Technostress effect on technology acceptance by nurse faculty.
A dissertation submitted in partial fulfillment of the requirements for the degree of Doctorate of Philosophy in Nursing Department of Nursing, Tyler University, Texas.

Technostressors and the Coping Mechanism of Academic Librarians in Davao City, Philippines.
Briccio M. Merced, Jr., University of the Philippines Mindanao, Mintal, Tugbok District, Davao City, Philippines; Merliza T. Franco, University of Mindanao, Davao City, Philippines.

The dimensions of Technostress among academic librarians of universities medical sciences in Mazandaran Province.
Afsaneh Shahrabi, M.A. Student of Knowledge and Information Science, Babol Branch, Islamic Azad University, Mazandaran, Iran; Mitra Ghiasi and Safiyeh Tahmasebi, Department of Knowledge and Information Science, Babol Branch, Islamic Azad University, Mazandaran, Iran.

Theorizing Technostress in Organizations: A Cybernetic Approach.
Thomas Fischer, University of Applied Sciences Upper Austria, Steyr, Austria; René Riedl, University of Linz, Linz, Austria.

Ago 17, 2014

Report “Net Children Go Mobile: Cross-national comparisons report” sull’accesso e l’uso di internet da piattaforme mobili da parte dei ragazzi europei

Net Children Go Mobile

E’ stato recentemente presentato il report “Net Children Go Mobile: cross-national comparisons report” realizzato all’interno del progetto di ricerca Net children go mobile , finanziato dal Safer Internet Programme.

Il Report analizza dove, da quali piattaforme, a che età i ragazzi di sette paesi europei (Belgio, Danimarca, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Romania) usano internet e cosa fanno online. Il report fa parte di una più ampia ricerca della durata di due anni, condotta sia con questionari a 3.500 ragazzi utenti internet tra i 9 e i 16 anni, sia con Interviste e focus group a ragazzi, genitori e altri adulti.

Dalla ricerca europea risulta che gli smartphone sono i devices più utilizzati fuori casa e in movimento, con il 26% dei ragazzi di tutti i paesi che li usa ogni giorno per andare online soprattutto in casa, ma anche durante gli spostamenti quotidiani.

Rispetto ai dati del 2010 di Eu Kids Online sulle attività più popolari tra i ragazzi in rete, i dati della ricerca Net Children Go Mobile mostrano un netto incremento dell’uso dei social network e altre piattaforme di condivisione mediale (come YouTube e Instagram). I ragazzi che usano anche uno smartphone o un tablet per andare online, visitano i social network e i social media in misura maggiore rispetto ai coetanei che non li usano, con una evidente correlazione fra uso di dispostivi mobili e uso dei social media.

Riguardo ai dati italiani, Giovanna Mascheroni (ricercatrice Oss Com-Centro di ricerca sui Media e la Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano e coordinatrice di Net Children Go Mobile) commenta:

«In Italia il 42% dei ragazzi che usano internet accede alla rete quotidianamente dallo smartphone o da un cellulare abilitato. Di questi, il 51% si connette a internet sia attraverso reti wifi che usando il 3g, il 28% usa solo le reti wifi, e solo il 7% dei ragazzi italiani ha un cellulare che non permette la connessione a internet.»

Altri dati qualitativi di questo report sono attesi nei prossimi mesi, fino al report finale con considerazioni e consigli previsto per l’ottobre 2014.

Clicca qui per scaricare il report completo della ricerca “Net Children Go Mobile: cross-national comparisons report“,(D3.3), Mascheroni, G., & Ólafsson, K., (2014) Milano– July 2014

E questi sono gli altri report già pubblicati della ricerca (scaricabili dal sito originale):

Full findings report – May 2014 (with new data from Belgium and Portugal)
Mascheroni, G. and Ólafsson, K. (2014). Net Children Go Mobile: risks and opportunities. Second edition. Milano: Educatt.

Full findings report – February 2014
Mascheroni, G. and Ólafsson, K. (2014). Net Children Go Mobile: risks and opportunities. Milano: Educatt.

1st Report of Initial Findings
Mascheroni, G. & Ólafsson, K. (2013). Mobile internet access and use among European children. Initial findings of the Net Children Go Mobile project. Milano: Educatt.

Esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro: manuale per lavoratori e aziende.

Ginnastica-ufficio

Com’è noto, l’attività fisica svolta regolarmente aiuta a mantenersi in buona salute e – riducendo i livelli di stress, ansia e depressione – favorirsce il benessere psicologico. In particolare, in ambito aziendale, la promozione di uno stile di vita sano  è un ottimo investimento di prevenzione per la salute fisica e psichica dei lavoratori.

Ritengo quindi importante rilanciare le informazioni e le pratiche proposte dal manuale “Esperienze e strumenti per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro”, realizzato dalla Rete Attività fisica Piemonte e il Centro regionale di Documentazione per la Promozione della Salute nell’ambito del Piano regionale piemontese della prevenzione 2013.

Il manuale propone indicazioni per aziende e lavoratori per la promozione dell’attività fisica nei luoghi di lavoro e suggerisce degli interventi di promozione nel tragitto casa-lavoro, sul posto di lavoro e nel tempo libero. Riassumo brevemente i punti fondamentali:

Postulato di partenza

Scegliere di muoversi regolarmente, tutte le volte che se ne ha l’opportunità: “camminare, andare in bicicletta, salire le scale sono alcuni modi spontanei per aumentare i livelli di attività fisica e contrastare la sedentarietà”. E’ quindi necessario “facilitare la pratica dell’attività fisica negli ambienti di vita che si frequentano tutti i giorni”. Il luogo di lavoro “dovrebbe essere tra i principali ambienti in cui attivamente si promuove la salute e il benessere di quanti vi si recano. È qui, infatti, che un’ampia fascia della popolazione adulta trascorre buona parte della giornata e della settimana”.

Dove svolgere gli interventi di promozione

nel tragitto casa-lavoro-casa: facilitare il lavoratore nel recarsi sul posto di lavoro con mezzi attivi mettendo a sua disposizione, all’interno dell’azienda, alcune risorse utili.

sul posto di lavoro: promuovere iniziative per stimolare, durante la giornata lavorativa, la pausa pranzo o a fine servizio, i lavoratori a interrompere lo svolgimento di mansioni sedentarie e a muoversi.

nel tempo libero: incoraggiare la pratica dell’attività fisica anche nel tempo libero facendosi promotrice di iniziative rivolte ai lavoratori e alle loro famiglie oppure facendo loro conoscere quelle organizzate dal territorio.

Cosa può fare la direzione per promuovere uno stile di vita attivo dei lavoratori

in relazione al tragitto casa-lavoro-casa: rendere disponibile all’interno dell’azienda un parcheggio per le biciclette e uno spazio adibito al cambiarsi d’abito. Il miglior intervento consiste garantire in azienda una zona con docce e con spogliatoi per i lavoratori che si recano al lavoro a piedi e/o in bicicletta o per coloro che frequentano un corso di attività fisica strutturata o partecipano a un gruppo di cammino. È importante garantire la cura e la manutenzione dei locali dedicati.

in relazione alla promozione dell’attività fisica sul posto di lavoro: promuovere l’uso delle scale: “si affiggono poster e/o banner in prossimità degli ascensori, dei locali della mensa, vicino alle bacheche informative, ai distributori automatici di cibo e bevande. Sui cartelli esposti i contenuti dei messaggi dovrebbero mirare a promuovere la salute, sensibilizzare al controllo del proprio peso corporeo e motivare al cambiamento dei comportamenti non salutari. Si può anche programmare l’ascensore in modo che si fermi una volta ogni tre piani (skip-stop). Si può abbellire la tromba delle scale ritinteggiando le pareti, organizzando in questo vano l’esposizione di quadri oppure trasmettendo musica. Si consiglia di integrare questo intervento con altre azioni volte a fornire informazioni corrette e a modificare comportamenti scorretti. È un intervento adatto in quegli edifici in cui il vano-scale è vicino agli ascensori ed è ben visibile”. Autorizzare l’affissione, in punti strategici, di poster e di cartelli con messaggi motivazionali; la distribuzione di materiale informativo (come opuscoli, newsletter); utilizzare canali di comunicazione aziendale (posta elettronica, newsletter, sito web/intranet, tovagliette della mensa, messaggi inseriti in busta paga,…); fare pause lavorative di almeno 10 minuti per fare attività fisica e contrastare le mansioni sedentarie; prevedere la distribuzione di contapassi ai lavoratori; favorire l’organizzazione di gruppi di cammino che praticano fit o nordic walking, corsi di ginnastica o altre attività motorie; stipulare convenzioni per ingressi/abbonamenti dai prezzi competitivi per i lavoratori in palestre/piscine limitrofe all’azienda o per l’acquisto di attrezzature sportive; predisporre uno spazio all’interno dell’azienda per svolgere i corsi oppure adibire una vera e propria palestra, docce e spogliatoi.

per il tempo libero: autorizzare l’utilizzo di canali di comunicazione aziendale (posta elettronica, newsletter, sito web/intranet, tovagliette della mensa, messaggi inseriti in busta paga, …) per far conoscere ai lavoratori le iniziative di promozione dell’attività fisica promosse sul territorio.

Cosa può fare il lavoratore per migliorare il suo stile di vita

in relazione al tragitto casa-lavoro-casa: percorrere il tragitto, o una parte di esso, a piedi o in bicicletta o usando mezzi di trasporto che permettano di fare esercizio fisico (ad esempio autobus, tram, metropolitana);

riguardo al posto di lavoro: usare le scale al posto dell’ascensore; fare delle pause di 10-15 minuti in cui seguire esercizi esercizi specifici per ovviare alle posture scorrette e ai problemi muscolo/scheletrici, fare brevi passeggiate, percorrere a piedi brevi tragitti, partecipare a gruppi di cammino che praticano fit o nordic walking; frequentare i corsi proposti dall’azienda (per esempio, di ginnastica, di pilates, yoga,…); frequentare la palestra/piscina aziendale o convenzionata, seguire un programma di esercizi per la salute cardiovascolare. Si consiglia di allestire e/o organizzare un percorso da percorrere a piedi che possa collegare luoghi diversi all’interno dell’azienda oppure un percorso a essa limitrofo.

riguardo al tempo libero: partecipare a gruppi di cammino che praticano fit o nordic walking; partecipare a manifestazioni sportive quali ad esempio tornei, marce non competitive, biciclettate coinvolgendo, laddove è possibile, anche le famiglie.

Clicca qui per scaricare il manuale “L’attività fisica nei luoghi di lavoro: dalle raccomandazioni alla pratica” (formato PDF, 363 kB) della Regione Piemonte.

 

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