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Dic 28, 2013

Tecnostess e buona educazione: corso e volume per imparare la Netiquette sui luoghi di lavoro

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L’utilizzo intenso della tecnologia – soprattutto negli individui più giovani – danneggia la produttività e i nostri rapporti, e si esprime con comunicazioni ad alto contenuto di maleducazione tecnologica. E’ questo il risultato di un sondaggio condotto su oltre un migliaio di dirigenti aziendali sui rapporti dei loro dipendenti con la tecnologia e le conseguenti efficienza e socialità.

Il 77 per cento degli intervistati pensa che le abilità sociali, intese come relazioni e rapporti interpersonali, siano peggiorate nell’arco degli ultimi vent’anni; per  il 72 per cento degli amministratori aziendali vede nei cellulari nel loro uso smodato la prima causa di maleducazione in ambito lavorativo; il 65 per cento riconosce invece una sorta di ossessione, soprattutto nei lavoratori più giovani, per il web con un inevitabile effetto negativo sulle relazioni ‘faccia a faccia’; il 4 per cento lamenta l’incapacità di alcuni dipendenti di scrivere una lettera con penna e foglio, senza usare tastiera e schermo.

Nella pratica quotidiana, questa ‘maleducazione’ si esprime in numerose forme che tutti conosciamo e subiamo: suonerie troppo alte; briefing e meeting dove i presenti sono distratti da Sms e tablet; email di lavoro infarcite di abbreviazioni e pupazzetti animati; email con errori di grammatica e di sintassi, con un cattivo uso del CC e degli allegati; persone che twittano e condividono sui social network mentre il capo parla; persone che scrivono sms e email ignorando chi gli sta di fronte (fare phubbing = incrocio tra phone e snubbing); persone impegnate in conversazioni Skype gestite in viva voce senza auricolari; persone che usano sms per parlare ad un capo o per comunicare brutte notizie; persone incapaci di presentarsi peronalmente e di stringere correttamente una mano; e via di questo passo.

Per portare un po’ di educazione sulla comunicazione in rete la Debrett’s – la scuola simbolo di etichetta londinese che dal 1779 istruisce la nobiltà inglese – propone un nuovo corso sulla Netiquette (incrocio di parole tra net e etiquette) per insegnare un comportamento corretto nell’uso delle nuove tecnologie.

“L’educazione britannica è rinomata nel mondo ma le tecnologie, stando a questi dati, sono una minaccia per il comportamento. Per questo abbiamo pensato che queste buone maniere come le altre andassero insegnate”,

dice Louise Ruel, direttrice del corso sulla netiquette, aperto ad una fascia d’età compresa tra i 21 e i 30 anni al costo di mille sterline (però!) per un fine settimana “full immersion” nelle buone maniere tecnologiche.

Oltre ai corsi specifici, la Debrett’s  ha anche pubblicato un volume di 64 pagine al costo di £ 7,99 intitotalo “Debrett’s Netiquette” e venduto in questa pagina, dove riassume tutti i consigli principali del corso.

Ma se andate a questa pagina, potete già trovare alcuni preziosi suggerimenti suddivisi per attività: Email, Online Dating Etiquette, Top Tips for Online Dating, Social Netiquette, Top Tips for Social Networking, Online Manners.

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Dic 15, 2013

Nasce in Francia la “Carta per l’equilibrio dei tempi della vita”: mai più riunioni aziendale prima delle 9 o dopo le 18!

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In questi giorni, in Francia, il Ministero per i Diritti delle Donne e l’ Osservatorio per la genitorialità nelle imprese (a cui aderiscono oltre 500 aziende con oltre 4 milioni di dipendenti) hanno presentato la “Carta per l’equilibrio dei tempi della vita“, una serie di norme aziendali che hanno l’obiettivo di migliorare la conciliazione tra vita professionale e famigliare.

Fra le cose più significative, il testo vieta le riunioni aziendali prima delle ore 9 e dopo le ore 18; vieta, salvo urgenze, di mandare email o sms fuori dall’ orario d’ ufficio; vieta  le comunicazioni professionali durante i weekend.

La Carta incita i dirigenti d’impresa ad assumersi 15 impegni per favorire l’equilibrio tra lavoro e famiglia. Il dirigente deve:

1 – Incarnare lo spirito d’èquipe
2 – Facilitare la conciliazione tra lavoro e famiglia
3 – Considerare le pecularità di ognuno per vigilare sulla coesione del gruppo
4 – Preservare orari di lavoro ragionevoli
5 – Comunicare con anticipo i rinvii dei congedi e delle ferie
6 – Evitare di convocare i lavoratori il weekend , la sera o durante le ferie salvo eventi eccezionali
7 – Prendersi le ferie e salvaguardare le ferie dei lavoratori
8 – Pianificare le riunioni tra le 9 e le 18 salvo urgenze
9 – Evitare le ruiunioni quando qualcuno dei partecipanti non possono essere presenti
10 – Favorire l’uso di audio e video conferenze e privilegiare le riunioni brevi
11 – Non considerare tutte le riuninoni obbligatorie, ma delegare
12 – Organizzare le rionioni in maniera efficace
13 – Non cedere all’instantaneità dei messaggi email
14 – Limitare l’invio delle email fuori dagli  orari di lavoro e nei weekend
15 – Essere brevi nelle email e non meytrere in copia persone non direttamente interessate

Di particolare rilievo il fatto che già 16 grandi gruppi  – Bnp Paribas, Carrefour, Capgemini, Bouygues Telecom, Caf de Paris, Allianz France, Axa, Caisse de Dèpot, Casino, Coca-Cola France, Hsbc, Lvmh, Michelin, Orange, Orangina-Schweppes, Randstad  – hanno sottoscritto il testo che dovrà essere rispettato dai dipendenti.

 

Nov 25, 2013

La meditazione è efficace contro lo stress da multitasking: nuova ricerca USA

meditazione anti stress

Un nuovo studio svolto da David Levy e Jacob Wobbrock dell’Università di Washington di Seattle (Usa) in collaborazione con Marilyn Ostergren e Alfred Kaszniak dell’University of Arizona (Usa) ha evidenziato che la pratica della meditazione rappresenta una soluzione efficace contro lo stress nei luoghi di lavoro, in particolare se si tratta di persone che ricoprono ruoli importanti, di responsabilità e manageriali e lo stress in questione è da multitasking.

Spiega Levy: «A nostra memoria, questo è il primo studio che va a indagare come la meditazione possa influire sulle capacità di multitasking in un ambiente di lavoro realistico».

Ma cos’è lo stress da multitasking?

È un tipo di stress che colpisce chi è portato a svolgere più attività contemporaneamente. Pensiamo ad esempio a coloro che in ufficio devono gestire mail, chat e telefonate mentre sbrigano le proprie pratiche… oltretutto la tecnologia permette di essere sempre reperibili attraverso dispositivi mobile collegati al web per cui ritagliarsi dei momenti di relax diviene, soprattutto per le figure manageriali, quasi impossibile. (ne abbiamo già parlato in questo articolo, in questo articolo e anche in questo articolo).

I ricercatori hanno sottoposto alcuni partecipanti allo studio a un corso di otto settimane di meditazione, mentre ad altri è stato fatto seguire un training di rilassamento per il corpo della stessa durata. Imponendo loro di utilizzare email, calendario, messaggi di testo e telefono allo stesso momento, i partecipanti sono stati valutati, prima e dopo ogni periodo di training, circa le loro capacità di resistere allo stress e di essere multitasking.

I ricercatori hanno misurato la velocità e la precisione con cui hanno adempiuto ai loro compiti, ed è emerso che solo il gruppo della meditazione ha riportato livelli di stress più bassi e livelli più alti di capacità multitasking.

«Mentre vi è una crescente evidenza scientifica che certe forme di  meditazione accrescono la concentrazione e riducono lo stress e gli sbalzi umorali finora c’è stata poca evidenza diretta che la meditazione può impartire tali benefici anche a chi si trova in ambienti ad alta intensità informativa e altamente stressanti».

Scarica lo studio sullo stress da multitasking in formato PDF: The Effects of Mindfulness Meditation Training on Multitasking in a High-Stress Information Environment

Tecnostress e calo del desiderio sessuale: ampissima diffusione di una notizia su questo tema

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Ecco ci siamo! I media italiani si sono accorti del tecnostress!
Ma qual è finalmente il motivo di tanta attenzione?

E’ successo che all’inizio di ottobre l’associazione Netdipendenza Onlus facesse circolare tra le principali testate on-line un comunicato relativo a una ricerca che segnalava il rapporto diretto tra tecnostress e calo del desiderio sessuale.

E’ bastata quindi la presenza della parola magica “sesso” che tutti i media si sono buttati sulla notizia, pubblicandola o rilanciandola. In realtà, la ‘notizia’ non è proprio tale.

Netdipendenza Onlus ha estratto dei dati già raccolti in sue precedenti ricerche e già raccolti in una recente pubblicazione sul tecnostress (dove è risultata una stima di circa 2 milioni le persone in Italia – soprattutto maschi – che devono fare i conti con ansia, calo del desiderio, problemi sessuali e disturbi del sonno con anche insonnia), li ha mixati con dati di ricerche estere (un questionario diffuso un anno fa dal sito Broadbandchoises, pubblicato dal New York Daily News, sull’uso dei gadget tecnologici dove emerge che il 15% delle persone intervistate aveva confessato di avere meno rapporti sessuali per colpa di notebook e tablet, spesso portati a letto; una recente ricerca americana, pubblicata sul Journal of American Medical Association dove si evidenzia che il 16% degli uomini che naviga soffre di totale assenza di stimoli sessuali nei confronti della partner per via del troppo tempo passato a postare e twittare; un’indagine 2013 di Mobile Consumer Habits che segnala che 1 americano su 10 non rinuncia a usare lo smartphone anche durante un rapporto sessuale) e con pareri terzi (Carlo Molinari, urologo Ospedale San Camillo di Roma, espone il suo parere su come prevenire il Tecnostress  e le complicanze legate al benessere sessuale della coppia), e li ha ‘confezionati’ perbene, centrando essenzialmente il focus di questa “notizia” sul rischio tecnostress correlato agli effetti di astenia sessuale, il calo del desiderio dovuto all’abbassamento del livello di testosterone, l’ormone responsabile della libido maschile.

In questo sito, abbiamo già dedicato spazio a questo argomento, evidenziando come il calo del desiderio e altri problemi sessuali e di relazione sono solo alcuni dei sintomi dei soggetti tecnostressati.

Ma quando si parla di sesso tutti stanno sull’attenti, come dimostra la vasta e repentina diffusione di questa notizia su una grande quantità di testate d’informazione, che per la prima volta hanno diffuso ampiamente un’informazione riguardo al rischio tecnostress (tra l’altro, leggendo i diversi articoli, ho la certezza che alcuni giornalisti hanno guardato parecchio questo sito, dal quale hanno anche ‘prelevato’ dei contenuti ..).

Vi propongo quindi un riepilogo – peraltro parziale – dei siti che hanno pubblicato questa notizia, più nella logica di mostrare la grande capacità di diffusione di una notizia di questo tipo, che per invitarvi a leggere i diversi contenuti della stessa sui diversi media, contenuti, peraltro, che i lettori di questo sito conoscono già da tempo.

AGI – Sesso: attenti a Internet, ‘tecnostress’ provoca calo libido

REPUBBLICA – Sesso, calo desiderio e ansia per 2 milioni di italiani ‘tecnostressati’

ITALIA24ORE – ‘Tecnostress’, la tecnologia che distrugge il desiderio sessuale

NOIGIOVANI – Sesso e social network: 2 milioni di italiani colpiti dal tecnostress

WAKEUPNEWS – Poco sesso? Colpa di Facebook e Twitter: ecco il ‘tecnostress’

INTERNATIONAL BUSINESS TIME – Problemi a letto? Forse è colpa del “tecnostress”

MARIECLAIRE – ll tecnostress uccide la libido

VELVETBODY – Sesso, italiani stressati dalle tecnologie: calo del desiderio in agguato

DIREGIOVANI – Sesso a rischio. Tutta colpa del tecnostress

OGGISALUTE – “Tecnostress”, due milioni di italiani rinunciano al sesso per la tecnologia

LIBERO – Sesso a rischio. Tutta colpa del ‘tecnostress’

CENTROMETEOITALIANO – Tecnostress, la libido sessuale cala grazie ad internet

NEXTME – Tecnostress: provoca insonnia e calo del desiderio

ASSODIGITALE – Quando cala il desiderio sessuale la colpa è del tecnostress

WEBISLAND – È colpa del “tecnostress” se facciamo poco sesso

ITALIASALUTE – Sesso: il tecnostress nuoce all’amore

THEGLAMOURGEEKGIRL – Siamo tutti Tecnostressati?

TELEMEDITALIA – La “malattia” del terzo millennio: il Tecnostress. Sotto accusa anche i Social Network      

COMUNICAREPENSANDO – Tecnostress, troppa tecnologia nuoce gravemente alla libido

OGGINOTIZIE – Tecnostress, se Facebook e Twitter uccidono la libido sessuale

POPBUZZ – Sesso e desiderio diminuiscono con i social network

LEIDONNAWEB – Tecnostress, cala la libido dei maschi italiani: la colpa è di Facebook e Twitter

BLOGBENESSERE – Tecnostress, la tecnologia contro la vita intima di 2 milioni di italiani

INFORMAZIONE – Sesso a rischio. Tutta colpa del tecnostress

MEDITERRANEWS – Tecnostress e difficolta di coppia ecco alcuni dati scientifici

I-DOME – Sondaggio on line: il tecnostress toglie tempo al sesso?

DEABYDAY – Come difendersi dal tecnostress: lo stress digitale

WDONNA – Sesso in calo: la tecnologia inibisce il rapporto

PAPERBLOG – Tecnostress e difficoltà di coppia

QOOP – Sesso a rischio. Tutta colpa del tecnostress

GAIANEWS – Ansia e problemi sessuali? E’ il tecnostress

BENESSEREBLOG – Tecnostress, la tecnologia contro la vita intima di 2 milioni di italiani

PIANETADONNA – Aiuto il mio uomo è un tecnostressato

INTOPIC – Tecnostress: via libera a calo del desiderio, ansia, insonnia…

VANITYFAIR – Meno sesso per tutti: fra un tweet e un link s’inabissa il quid

URBANPOST – Uomini e sesso, troppa tecnologia fa calare il desiderio

DATAMANAGER – Tecnostress: quando la tecnologia uccide la libido

LADISCUSSIONE – Tecnostress, ecco come ci distrugge

CLANDESTINOWEB – Tecnostress: due milioni di italiani hanno un calo del desiderio a causa delle nuove tecnologie

NOTIZIE GUIDONE – Tecnostress: causa e disturbi, tra tutti il calo del desiderio sessuale

BITCITY – Problemi di coppia? E’colpa del tecnostress

PSICOTECNOLOGIE – Tecnostress e libido: nuovi fattori di rischio per il benessere sessuale

CHICCHEINFORMATICHE – Il tecnostress causa astenia e calo del desiderio sessuale!

MONDO24 – Tecnostress: un nuovo disturbo minaccia gli uomini italiani

STATEOFMIND – Tecnostress: quando nella coppia si è in 3

e la lista non è certamente completa, anzi … continuate la visione con questa ricerca.

 

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