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Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato: campagna europea biennale 2014/2015 dell’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)

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La diffusione dello stress lavoro-correlato in Europa è allarmante. L’ultimo sondaggio d’opinione paneuropeo dell’EU-OSHA (qui il report completo in inglese, e qui il report dati Italia) ha rivelato che il 51% dei lavoratori riferisce che lo stress lavoro correlato è comune nel proprio luogo di lavoro e quattro lavoratori su dieci pensano che lo stress non venga gestito adeguatamente all’interno della loro organizzazione. Tuttavia, insieme i datori di lavoro e i lavoratori possono gestire e prevenire con successo lo stress lavoro-correlato e i rischi psicosociali; la campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri mira ad aiutare le aziende a fare proprio questo.

Ieri 7 aprile a Bruxelles, l’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha lanciato una campagna biennale 2014/2015 a livello europeo: “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”.

Il compito principale della campagna è sensibilizzare sulla tematica dello stress e dei rischi psicosociali sul posto di lavoro e incoraggiare i datori di lavoro, i dirigenti, i lavoratori e i loro rappresentanti a collaborare per la gestione di queste tipologie di rischi.

La campagna è supportata con uno specifico website (in tutte le lingue della comunità!) che trovate in italiano a questo indirizzo, eccezionalmente ricco di documenti e di strumenti.

l documento principale è sicuramente la guida alla campagna, che ne illustra i principi e gli obiettivi principali, riporta le definizioni di stress e rischi psicosociali e contiene fatti e cifre utili a sostegno delle attività di sensibilizzazione.

Una gestione efficace dei rischi psicosociali crea un ambiente di lavoro sano e sicuro, migliora il benessere dei lavoratori e le prestazioni dell’azienda. Per promuovere questi risultati, la campagna è prevalentemente incentrata sui seguenti aspetti:

  • sensibilizzare circa il problema crescente dello stress lavoro-correlato e dei rischi psicosociali;
  • fornire e promuovere l’uso di strumenti semplici e pratici per la gestione dei rischi psicosociali e dello stress nel luogo di lavoro;
  • evidenziare gli effetti positivi della gestione dei rischi psicosociali e dello stress lavoro-correlato, compresi i vantaggi economici.

La guida alla campagna spiega il quadro generale del problema e le motivazioni per cui è così importante affrontarlo. Illustra i segnali di allerta e le modalità di prevenzione e gestione dei rischi psicosociali, fornendo informazioni sulle risorse disponibili. Infine, poiché la partecipazione è fondamentale per il successo della campagna, la guida contiene numerosi spunti di ispirazione e idee su come partecipare.

Oltre ai contenuti divulgativi della sezione ‘Stress lavoro-correlato e rischi psicosociali’ segnalo, in particolare, gli ‘Strumenti Pratici‘ presenti nella sezione  ‘Strumenti e Risorse’. Molti di questi strumenti sono particolarmente utili per le piccole imprese, perché consentono loro di adempiere agli obblighi di legge e di migliorare le prestazioni dell’organizzazione. Gli strumenti mostrano come avviene la valutazione dei rischi psicosociali e come attuare le azioni rivolte all’eliminazione o alla riduzione di tali rischi, anche con limitate risorse a disposizione.

Sempre in questa sezione, da tenere d’occhio il futuro rilascio in lingua italiana della “Guida elettronica ai rischi psicosociali“, rivolta in modo particolare ai dipendenti di microimprese e piccole imprese, che offre informazioni sulla gestione dello stress lavoro-correlato e i rischi psicosociali sul luogo di lavoro, con l’obiettivo di favorire la comprensione generale e sensibilizzare i luoghi di lavoro su questi problemi.

Dalla sezione ‘Centro Stampa’ vi propongo anche il video ufficiale della campagna:

E le tre belle infografiche sul rischio stress lavoro correlato:

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Per ultimo, segnalo che c’è una specifica sezione per partecipare direttamente alla campagna:

  • divulgando e pubblicizzando il materiale della campagna;
  • organizzando eventi e attività quali seminari e workshop;
  • utilizzando e promuovendo gli strumenti pratici disponibili per la gestione dello stress lavoro-correlato e dei rischi psicosociali;
  • partecipando al concorso europeo Premio per le buone prassi;
  • partecipando alla Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro;
  • diventando partner ufficiale della campagna;
  • diventando media partner.

Oltre a questo sito specificamente dedicato alla campagna biennale, maggiori informazioni sullo stress lavoro-correlato e sulla gestione dei rischi psicosociali sul lavoro sono disponibili sul sito dell’EU-OSHA.

 

Quanti sono i lavoratori italiani a rischio Tecnostress? Scoprilo nella tabella …

tabella lavoratori rischio tecnostress

Tabella realizzata da Netdipendenza Onlus 2013

Ott 21, 2013

Dipendenza da Internet: Reportage dal Policlinico Gemelli di Roma

IAD addict

Sull’edizione online di Huffington Post Italia del 16 ottobre 2013 è presente un reportage firmato da Antonio Laterza relativo alla dipendenza da Internet e alle cure svolte dal Dott. Tonioni al Policlinico Gemelli di Roma. Clicca qui per andare direttamente a leggere l’articolo completo, oppure io ho fatto di seguito un breve riassunto dei passi più significativi:

Al Policlinico Gemelli di Roma, un’equipe di psicologi e psicoterapeuti coordinata dal Dott. Federico Tonioni si occupa di dipendenze da Internet da ormai 4 anni in modo decisamente continuo, con l’ambulatorio aperto dalle 9 del mattino alle 18 del pomeriggio e una terapia di gruppo settimanale di spiegazioni e sostegno per i genitori dei soggetti dipendenti dalla rete.

La dipendenza da Internet (IAD, Internet Addiction Disorder) è una patologia studiata di recente e di cui se ne sa ancora poco, ma è abbastanza diffusa in Italia, ma sono già più di 600 le persone passate dall’Ambulatorio da quando è aperto.

Secondo i dati a disposizione del dott. Tonioni, i ragazzi assuefatti alla rete sono l’80% dell’utenza del Day Hospital di Psichiatria del Gemelli, e per lo più sono di sesso maschile. Il restante 20% sono adulti dipendenti dal gioco d’azzardo online e dai siti porno.

Nei casi più acuti i giovani passano fino a 18 ore al giorno di fronte ad uno schermo, in un flusso continuo di informazioni ed emozioni. Le conseguenze principali sono perdita il sonno e concezione dilatata e distorta del tempo e dello spazio.

Gli effetti di un eccesso di internet sul comportamento mostrano un aumentano di aggressività e disinibizione sessuale, specialmente laddove si tende già a relazionarsi con gli altri e soprattutto con gli adulti tramite la forza.

I social network, in particolare, danno l’illusione di gestire le emozioni a proprio piacimento, ma le parole e gli atti virtuali acquisiscono nella vita quotidiana una loro concretezzaa, come nel caso delle azioni di cyberbullismo.

La terapia finora utilizzate sono differenti da luogo a luogo: Negli Usa i pazienti sono obbligati a curare una gallina: un animale ipercinetico. In Cina sono picchiati, ci sono stati anche due morti. In Olanda si portano a passeggiare nella natura.

Al Gemelli la terapia consiste in due appuntamenti settimanali: una seduta individuale ed una di gruppo. Negli incontri collettivi si agisce sul sintomo che, nel caso degli adulti, sono le ore di connessione mentre per gli adolescenti sono il rapporto con le emozioni.

Per lo stesso motivo, in terapia per IAD , vanno prima le mamme e poi – se si riesce ad intercettarli – i giovani internet addicted.

La IAD come spia di problemi familiari più complessi. Quando i genitori si presentano dalla psicologa, capita sovente di rendersi conto che alla base dell’assuefazione dei figli ci sono questioni irrisolte fra i due genitori e gli incontri diventano un’occasione per affrontare anche quelle.

Quando le ore passate su Internet diventano però 10-12 e perfino 18 nei casi più gravi, il rendimento scolastico e le amicizie, non possono che risentirne, culminando talvolta nel ritiro definitivo dalla scuola. “Ci sono capitati ragazzi che al mattino dovevano essere vestiti dai genitori perché non si staccavano più dallo schermo”. Quando si parla di ragazzi, si intende una maggioranza fra i 13 e i 17 anni ma in terapia ci sono anche mamma e papà di un trentenne che a causa della sua dipendenza non riesce a trovare lavoro.

Fra i ragazzi bisogna poi distinguere fra dipendenti dal web “antisociali”e “non-sociali” (psicotici)”. Se i primi si caratterizzano per l’aggressività ed utilizzano questo comportamento come ritorsione nei confronti del controllo dei genitori, i secondi sono spesso persone fragili, che prima dell’avvento di Internet si sarebbero rifugiate a casa e per i quali la rete è una manna dal cielo. La mancanza del fattore imprevedibilità (balbettii, rossori, movimenti goffi, eccetera) e la possibilità di dimenticarsi totalmente della dimensione corporale, offre ai ragazzi psicotici le uniche relazioni possibili.

leggi l’articolo originale cliccando qui.

 

Tecnostress/Technostress: Review delle recenti ricerche internazionali.

Ho fatto un giro sulla rete alla ricerca di qualche studio recente relativo al tecnostress.

Non ho trovato molte cose ‘fresche’ – giacché questo sito ha già pubblicato periodicamente tutte le principali ricerche e studi relativi all’argomento – ma integro con alcune ricerce su aspetti estremamente differenti del tecnostress che potete leggere di seguito con l’abstract in lingua originale.

Facendo questa ricognizione sono emersi due dati: il primo è che alcune ricerche e articoli scientifici sul tecnostress sono rilasciati solo a pagamento (il link rimanda direttamente alla pagina di presentazione e vendita dell’articolo); il secondo è che la ricerca sul tecnostress è oramai svolta a livello mondiale.


A Conceptual Model of Technology Features and Technostress in Telemedicine Communication
Ziyu Yan, (City University of Hong Kong), Xitong Guo, (Harbin Institute of Technology), Matthew K.O. Lee, (City University of Hong Kong), Douglas Vogel, (City University of Hong Kong)
This paper aims to provide systemic understanding with regard to the adoption of computer mediated communication (CMC) technology and its impact on technostress levels. Based on the theoretical lens rooted in the psychology literature and emerging problems observed through engagement with organizations in our field research, we propose a conceptual model that articulates technology characteristics in telemedicine communication. The model defines both the antecedents and outcomes of technostress, emphasizing investigation of the underlying mechanisms of the overall process in regard to fit between users and adopted technologies. The proposed model identifies the antecedents of technostressors in regard to the use of telemedicine technologies, and provides the means to examine the process systematically. It could be useful for administrators to constitute organizational strategy to alleviate stress levels, thus improving work performance and quality of working life. Articolo a pagamento.

The Dimensions of Technostress among Academic Librarians
Ungku Norulkamar Ungku Ahmad – Salmiah Mohamad Amin
Faculty of Management and Human Resource Development, Universiti Teknologi Malaysia, 81310 Johor BahruCampus, Malaysia
This paper examines the level of technostress among academic librarians in the Malaysian public universities. The highly automated workplace environment causes technostress to become a common phenomenon among academic librarians. Based on related technostress theories, five dimensions of technostress were determined. A total of 162 academic librarians from nine public universities of West Malaysia were chosen as respondents for this study. A cross-sectional survey was carried out and data were collected using online self-administered survey. The results of the descriptive analysis indicate that, in general, the academic librarians experienced moderate level of technostress in their workplace. With regards to the technostress dimensions, the respondents were found to experience high level of techno-uncertainty and moderate level of techno-overload and techno-complexity. The findings, however, show that the respondents were only experiencing minimum level of techno-invasion and techno-insecurity. Ottima bibliografia specifica in chiaro. Articolo a pagamento.

Technostress in the office: a distributed cognition perspective on human–technology interaction
Charlott Sellberg – Tarja Susi
Technology is a mobile and integral part of many work places, and computers and other information and communication technology have made many users’ work life easier, but technology can also contribute to problems in the cognitive work environment and, over time, create technostress. Much previous research on technostress has focused on the use of digital technology and its effects, measured by questionnaires, but in order to further examine how technostress arises in the modern workplace, a wider perspective on interactions between people and technology is needed. This paper applies a distributed cognition perspective to human–technology interaction, investigated through an observational field study. Distributed cognition focuses on the organisation of cognitive systems, and technostress in this perspective becomes an emergent phenomenon within a complex and dynamic socio-technical system. A well-established questionnaire was also used (for a limited sample), to gain a frame of reference for the results from the qualitative part of the study. The implications are that common questionnaire-based approaches very well can and should be complemented with a broader perspective to study causes of technostress. Based on the present study, a redefinition of technostress is also proposed.
Ottima bibliografia specifica in chiaro nel tab ‘References’. Articolo a pagamento.

The consequences of technostress for end users in organizations: conceptual development and empirical validation
Ragu-nathan, T. S. and Tarafdar, M. and Ragu-nathan, B. S. and Tu
Lancaster University Management School
The research reported in this paper studies the phenomenon of technostress, that is, stress experienced by end users of Information and Communication Technologies (ICTs), and examines its influence on their job satisfaction, commitment to the organization, and intention to stay. Drawing from the Transaction-Based Model of stress and prior research on the effects of ICTs on end users, we first conceptually build a nomological net for technostress to understand the influence of technostress on three variables relating to end users of ICTs: job satisfaction, and organizational and continuance commitment. Because there are no prior instruments to measure constructs related to technostress, we develop and empirically validate two second order constructs: technostress creators (i.e., factors that create stress from the use of ICTs) and technostress inhibitors (i.e., organizational mechanisms that reduce stress from the use of ICTs). We test our conceptual model using data from the responses of 608 end users of ICTs from multiple organizations to a survey questionnaire. Our results, based on structural equation modeling (SEM), show that technostress creators decrease job satisfaction, leading to decreased organizational and continuance commitment, while Technostress inhibitors increase job satisfaction and organizational and continuance commitment. We also find that age, gender, education, and computer confidence influence technostress. The implications of these results and future research directions are discussed. Login con password obbligatorio.

Coping with the Dynamic Process of Technostress, Appraisal and Adaptation
Connolly, Amy J. (University of South Florida), Bhattacherjee, Anol
Despite its importance, the process of technostress remains significantly unstudied in MIS research. Here we reviewthe relevant literature on technostress and synthesize the coping model of user adaptation (Beaudry andPinsonneault, 2005) with transaction based models of technostress to align these theories with referent models ofstress, appraisal and adaptation. We posit that technostress should be studied as a dynamic, unfolding process, not asan assumed, static black box. We present a dynamic process model of technostress as it was intended by Caro andSethi (1985), which reconciles technostress with more than 60 years of stress research.
Articolo a pagamento.

Investigating Technostress in situ: Understanding the Day and the Life of a Knowledge Worker Using Heart Rate Variability
Stefan Schellhammer, Russell Haines, Stefan Klein
International Conference on System Sciences (HICSS)
The proliferation of information and communication technology (ICT) throughout workplace and home life is thought to increase feelings of being overloaded, drained, and/or burned out. This phenomenon is termed “technostress.” In this relatively new line of research, scholars have employed predominantly questionnaire surveys and experiments to investigate the phenomenon. This paper argues for an interpretive, theory building approach for studying techno stress, motivated by two shortcomings of these data collection techniques: questionnaire surveys rely on potentially imperfect participant recall, while experiments cannot find root causes of techno stress during the course of a normal work day. Linking periods of bodily-experienced stress measured by heart rate variability with qualitative data enables an interpretive, theory building approach that allows for a richer understanding of whether and how ICT contributes to stress.
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Work Values, Achievement Motivation and Technostress as Determinants of Job Burnout among Library Personnel in Automated Federal University Libraries in Nigeria
Olalude Oluwole Francis
Emmanuel Alayande Collage Education Oyo
This descriptive study examined work values, achievement motivation and technostress as determinants of job burnout among the library personnel in federal universities in Nigeria. The study adopted a descriptive survey research design and 646 library personnel from 18 automated federal university libraries participated in the study. The sampling technique used was single stage random sampling technique. Five instruments were used for this study namely: work values, achievement motivation, job burnout and technostress scales synchronized into a questionnaire titled (WVAMJOBTS) and structured interview checklist. Each of the research instruments was validated with a reliability coefficient of 0.90, 0.82, 0.82, 0.95 and 0.62 for work values, achievement motivation, job burnout, technostress and structured interview checklist respectively using Cronbach-alpha method. Data collected were analysed using percentages, mean, standard deviation, product moment correlation and multiple regression analysis. Research questions were answered and research hypotheses tested at 0.05 level of significance. The results of these analyses revealed that the respondents had moderate level of work values and achievement motivation and high level of technostress and job burnout, work values and achievement motivation of the respondents were inversely related to job burnout, whereas technostress was positively related to job burnout. Technostress was found to have the highest relative contribution among the independent variables to the problem of job burnout. Based on the findings, recommendation were made to solve the problem of job burnout among the library personnel in federal universities in Nigeria.
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Psychological Character of Computer-related TECHNOSTRESS
Etienne Erasmus
Manpower Development Department Chemicals Business, Sasol Polymers Sasolburg – South Africa
The strain experienced by computer-users due to the rapid developing computer environment, known as technostress, is often ignored seeing that it is not seen as a real type of psychological stress such as post-traumatic stress etc.
This paper is concerned with showing that there is theoretical congruence between computer-related technostress and psychological stress. This is accomplished by examining the onset and nature of psychological stress and comparing it with the characteristics of computer related technostressat the hand of a well-recognised psychological stress model. The resulting finding made is that strong theoretical congruence exists.
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Mar 30, 2013

Tecnostress: recenti ricerce internazionali – Technostress: recent international researches

Di seguito, trovate le ultime ricerche internazionali che ho recuperato sulla rete relative all’argomento Tecnostress. Segnalo un grande fermento sul tema in India, dl qualle arrivano due delle ricerche presentate. Come sempre, le ricerche sono disponibili in file pdf scaricabili.


Exploring Themes of Technostress for End Users Working with Hardware and Software Technology
Ronald Bradshaw and John A. Zelano, Ph.D. School for Advanced Studies University of Phoenix, Phoenix, Arizona, USA

Abstract
La tecnologia sul posto di lavoro è molto diffusa durante l’organizzazione e la condurre di operazioni commerciali di routine. La tecnologia consente all’utente finale di sperimentare il sovraccarico di lavoro, prendendosi in carico di molti progetti e di molte interruzione del lavoro da computer mal configurati, dispositivi obsoleti e interruzioni di rete. Il sovraccarico di lavoro (tecno-sovraccarico) e il blocco a causa della tecnologia hanno definito un nuovo termine nello stress lavoro-correlato, definito technostress.

Questo studio ha esplorato i sentimenti degli utenti finali durante il lavoro in un ambiente tecnologico e il conseguente technostress creato. Venticinque i partecipanti, tra cui cinque partecipanti al progetto pilota, hanno condiviso le esperienze vissute prodotte dal lavoro con sistemi tecnologici nei loro ambienti di lavoro, come i leader dell’organizzazione vangano aiutati dalle tecnologie nella realizzazione degli obiettivi dei progetti, e come le esigenze della tecnologia hanno influenzato la cultura del lavoro.

L’analisi dei dati delle interviste faccia a faccia è stata condotta utilizzando il software NVivo 9 con risultati in sei temi principali. Il tema “la leadership e la comunicazione” ha esplorato come gli utenti finali sentono il supporto leadership. Il tema “costruire utenti di computer in grado di gestire gli aggiornamenti semplici” ha esplorato come gli utenti finali sentono la mancanza di controllo sulla gestione delle tecnologie. Il tema “la cultura organizzativa e l’esperienza di lavoro” ha esplorato la cultura organizzativa nelle diverse imprese. Il tema “la dipendenza dalla tecnologia” ha esplorato la dipendenza dalla tecnologia rilevata dalla forza lavoro, un fattore inesistente alcuni decenni fa. Il tema “la sottomissione alle politiche in materia di tecnologie sul luogo di lavoro” ha esplorato come i rigorosi criteri del computer hanno effetti sui sentimenti degli utenti finali. Il tema “la dominanza creata dalla finalità del design della tecnologia” ha esplorato i sentimenti di accettazione dell’utente finale in ambienti di lavoro creati con l’esigenza di protezione dalle risorse tecnologiche.

La comprensione di questi temi è in grado di guidare gli sviluppatori di tecnologia leader e organizzative per creare e migliorare l’ambiente di lavoro organizzativo producendo un ambiente di lavoro più user-friendly che ispira i lavoratori e il lavoro aumenta l’efficienza. I risultati e le raccomandazioni di questo studio per quanto riguarda il technostress sugli utenti finali sono grado di guidare il futuro sviluppo organizzativo, la gestione della leadership per creare un ambiente di lavoro ottimale per gli utenti di tecnologia hardware e software.

Lo scopo di questo, studio qualitativo e fenomenologico è stato quello di sviluppare una comprensione degli effetti del technostress basati sulle tecnologie e il grado di soddisfazione degli utenti finali che ha usato i sistemi Hardware e Software per completare le attività di lavoro. Lo scopo dello studio è stato quello di cercare di comprendere il technostress corrente ulteriore composto di tecno-complessità, techno-insicurezza, techno-invasione, techno-sovraccarico, e techno-incertezza.

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Impact of Technology on Physical and Mental Health of Library Professionals in Engineering Colleges of Anna University, Tamilnadu
K.Mahalakshmi, Librarian, Faculty of Engineering , Avinashilingam University, Thadagam P.O., Coimbatore- 641108.Tamilnadu,India
S.Ally Sornam, Associate Prof., & Head, PG Dept of Lib.& Infn. Sc., Bishop Heber College,Tiruchy-620 017, Tamilnadu, India

Abstract
Studio è condotto per identificare l’impatto della tecnologia sui professionisti delle biblioteche impiegati nelle scuole di ingegneria di Anna University, Tamilnadu.

Un questionario è stato distribuito ai professionisti delle biblioteche e consiste di dati demografici, effetti fisici, fisici e sintomi psicologici della tecnologia sui professionisti delle biblioteche. Si è constatato che il 46,70% degli intervistati sono nella fascia di età 25-34, il 40,06% degli intervistati soffre di ipertensione e i professionisti delle biblioteche femminili sono soggetti a effetti fisici come l’obesità, il diabete mellito, le malattie cardiache, disturbi muscoloscheletrici e l’ipertensione.

Anche i dati demografici quali lo stato civile, l’esperienza e il reddito mensile degli intervistati hanno un’influenza significativa sugli effetti fisici.

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Psychological Character of Computer-related Technostress
Etienne Erasmus, Manpower Development Department Chemicals Business, Sasol Polymers Sasolburg RSA

Abstract
Lo sforzo sperimentato dagli utilizzatori di computer dovuti al rapido sviluppo dell’ambiente tecnologico, noto come technostress, viene spesso ignorato, dato che non è riconosciuto come un vero tipo di stress psicologico, come lo stress post-traumatico, eccetera.

Questo articolo si occupa di dimostrare che c’è una congruenza teorica tra technostress indotto dai computer e stress psicologico. Questo si ottiene esaminando l’insorgenza e la natura dello stress psicologico e confrontandola con le caratteristiche dei ‘technostressati’ favorito dai computer connessi la mano di un modello ben riconosciuto di stress psicologico. La constatazione derivante fatto è che la forte congruenza teorica esiste.

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Psychological Factors of Technostress: Empirical Evidence from Indian Organizations
Chandranshu Sinha D.Phil. in Psychology (Corresponding Author) . Assistant Professor, Amity Business School, Amity University Campus, F3 Block, Sector 125, Post Box – 503, Noida 201303
Ruchi Sinha . D.Phil. in Psychology – Assistant Professor, Galgotias Business School, 1, Knowledge Park, Phase II, Greater Noida 201306, Uttar Pradesh, India

Abstract
Lo studio esplora e cerca di identificare i fattori psicologici di technostress nelle organizzazioni. I dati sono stati raccolti da 100 dipendenti in possesso di medie posizioni manageriali in diverse organizzazioni IT, con sede in India.

La Cronbach’s alpha del questionario è risultata essere 0,786 e la correlazione di Pearson del 0,912 (p <0,001). L’analisi fattoriale della componente “fattori psicologici di technostress” ha portato all’estrazione di tre fattori indicati di seguito da varie organizzazioni.

I tre fattori emergenti sono rispettivamente: “tecno-cognitivo-task-preoccupazione”, “techno-invasiva-emozionali-differenze”, “techno-invasiva-task-disaccordo”. I risultati indicano che questi fattori sono fonte importante di problemi cognitivi, emotivi e interpersonali a livello psicologico che i dipendenti a medio livello manageriale percepiscono e sperimentano sul posto di lavoro nel contesto indiano a causa del technostress.

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The Effect of Private IT Use on Work Performance – Towards an IT Consumerization Theory
Björn Niehaves, Hertie School of Governance, E-Governance and Innovation, Berlin, Germany
Sebastian Köffer e Kevin Ortbach, University of Münster, European Research Center for Information Systems, Münster, Germany

Abstract
Consumerizzazione IT – definita come l’uso privato di tecnologie IT per per motivi di lavoro è in costante crescita, creando così nuove opportunità per le imprese. Mentre numerosi studi suggeriscono un effetto positivo di questa tendenza sulle prestazioni dei dipendenti di lavoro, la ricerca non ha ancora una comprensione sistematica delle forze alla base di questo rapporto.

Per colmare questo divario nella ricerca, deriviamo tre effetti principali della consumerizzazione IT nei dipendenti: 1) un maggiore carico di lavoro 2) l’elevata autonomia e 3) un più alto livello di competenza. Sulla base del modello di stress cognitivo e l’autodeterminazione teoria, sviluppiamo un modello innovativo teorico delle relazioni tra IT consumerizzazione e la prestazione lavorativa.

Abbiamo poi condurre una incorporato singolo caso di studio, al fine di valutare i costrutti e le relazioni del nostro modello strutturale per mezzo di ricerca qualitativa. Successivamente, sono affrontate le implicazioni per l’organizzazione e la pratica della consumerizzazione, e sono proposti dei suggerimenti su un ulteriore sviluppo di questo studio.

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The struggle for ‘appropriateness’ – new sources of (techno-)stress
Stefan Schellhammer, Westfaelische Wilhelms-Universitat Munster, Germany
Russell Haines, Old Dominion University, USA
Stefan Klein, University of Munster, Germany

Abstract
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono impiegate in ogni aspetto della vita contemporanea. Facilitate dall’ICT, molte innovazioni nell’organizzazione del lavoro hanno preso piede. Gli effetti di questi sviluppi sulla qualità della vita sono controversi.

Con riferimento al fenomeno della technostress, gli studiosi mettono in guardia contro gli effetti potenzialmente nocivi delle ICT sulla salute dei lavoratori. Questa linea relativamente nuova di ricerca vede le fonti di stress per l’individuo nelle caratteristiche delle ICT.

Il presente lavoro è motivata dalla constatazione che le ICT si radicano nei rapporti sociali. Il modo in cui vengono utilizzate è fortemente influenzato dalle norme sociali e di creazione di senso. Sulla base di ciò, questo studio teorizza nuove fonti di stress provenienti dalla sfera sociale abilitata e facilitata dalle ICT. In particolare, il lavoro analizza la nozione di adeguatezza come blocco per la costruzione teorica di una comprensione più complessa dello stress nei luoghi di lavoro attuali.

In tal modo, il documento mira a stabilire un nuovo quadro teorico in grado di indagare nuove fonti di stress a livello teorico e empirico.

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