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Ricerca European Journal of Social Sciences: “Technostress Levels of Social Network Users Based on ICTs in Turkey”

Sull’European Journal of Social Sciences – Volume 23, Number 2 (2011) è recentemente apparso un saggio intitolato “Technostress Levels of Social Network Users Based on ICTs in Turkey” di Ahmet Naci Coklar (Department of Computer Education and Instructional Technology Ahmet Keleşoğlu Education Faculty, Selcuk University, Konya) e Yusuf Levent Sahin (Department of Computer Education and Instructional Technology Faculty of Education, Anadolu University, Eskis).

La ricerca indaga il livello di tecnostress degli utilizzatori di social network in Turchia. Di seguito, l’abstract di presentazione dello studio:

Abstract

ICTs have become a rapidly renewing and important field. The use of these technologies, which constantly renew themselves in both software and hardware, is a source of pressure for both individual and social health and wellbeing. As a health concern, the pressure caused by intensive use of technology has been coined technostress. This study analyzes the technostress levels of social network users caused by the use of information and communication technologies through several variables. Social network users were chosen based on the assumption that they use and follow information and communication technologies intensively. This research, conducted on 287 participants, used data gathered through an online questionnaire. The study concluded that social networking users have “medium technostress level”, and that the significant contributing factors in technostress were social pressure regarding the use of technology, remembering large quantities of passwords and user names, anxiety regarding data loss, and technology giving shape to professional life. In addition, it was determined that technostress levels vary based on gender, profession and age.

Per scaricare la ricerca completa clicca qui

Set 12, 2011

Technostress Congres 2011 dedicato all’ergonomia – Rotterdam il 4 novembre 2011

Si svolgerà Venerdì 4 Novembre 2011 
presso il World Trade Center di Rotterdam il congresso “Het Nieuwe Werken & Technostress” (Nuovo lavoro & Technostress) dedicato essenzalmente  alle questioni ergonomiche del ‘nuovo lavoro’ che viene svolto con strumenti elettronici e/o telematici.

Dalla presentazione del congresso:

Il nuovo lavoro è completamente integrato nel business. Computer portatili e smartphone, lavoro da casa tramite collegamento online alla rete aziendale, partecipazione a videoconferenze e riunioni: l’uomo del nuovo lavoro vive oggi prevalentemente in un ambiente tecnologico. Da un lato, l’effetto di questo cambiamento è molto positivo per il business: efficienza, accessibilità e velocità. Ma dall’altro lato, che le aziende spesso non guardano, ci sono gli effetti sulle persone reali (dipendenti, colleghi, titolari) di questo lavoro essenzialmente virtuale. Bill Gates ha descritto in “Il nuovo mondo del lavoro” (2005) la sua visione di questo sviluppo. Con il sovraccarico di informazioni digitali e di comunicazioni  l’utente del computer viene sopraffatto, con conseguente stress, anzi technostress. La conferma pratica di questa conclusione è che nel Regno Unito è un terzo di tutte le assenze per malattia sono riferite allo stress.

Le relazioni presentate al congresso da autorevoli relatori ratcconteranno quindi alcuni fatti e i consigli fondamentali che consentono ai partecipanti di approfondire l’importanza del design ergonomico dei posti di lavoro, capire come prevenire e superare il Technostress, aumentare il coinvolgimento dei dipendenti su questo rischio aziendale.

Per vedere tutte le informazione del Congresso, leggere il programma e conoscere i relatori clicca qui.

 

Qual è il tuo stress quotidiano in ufficio?
Risultati della ricerca de ‘Il sole 24 Ore”

Qualche mese fa il sole 24 ore ha svolto un sondaggio on-line fra i propri visitatori per identificare quale condizione o situazione provoca più stress durante la giornata lavorativa. Di seguito, potete vedere il grafico con i risultati, di cui riassumo brevemente i risultati.

Al vertice dell’insofferenza e delle cause di stress quotidiano c’è l’open space, il grande ufficio comune, che non piace per la confusione che può generare, il continuo contatto con i colleghi, il fatto di doversi misurare in continuazione con la pressante giornata lavorativa.

Segue al secondo posto, ma con la metà delle segnalazioni del primo, l’aria condizionata direzionata male, con contorno di cervicali e di mal di testa, e al terzo posto troviamo le riunioni troppo lunghe che obbligano a dover poi recuperare in fretta il lavoro accantonato.

Ai posti quattro, cinque e sei della classifica dello stress lavorativo ecco alcune situazioni riferibili al tecnostress – come il fastidio per le suonerie personalizzate dei cellulari, per le telefonate personali dei colleghi, per la stampante inceppata o a cui manca la carta.

Più avanti, in ordine, troviamo situazioni che attengono l’organizzazione del lavoro, come la reperibilità, e  la contrattazione del piano ferie con i colleghi, e questioni alimentari, come i colleghi che mangiano alla scrivania o la fila alle macchinette del caffè.

Il lato violento del Tecnostress:
la Computer Rage

Uno degli aspetti del tecnostress più evidenti e violenti è la cosiddetta: “Computer Rage”, la rabbia da computer.

Questa patologia si manifesta quando il soggetto si trova di fronte a un inaspettato blocco del computer, come un “crash” della macchina (soprattutto quando provoca una perdita di dati), o l’impossibilità di farla partire perché si è dimenticata la password, o i lunghi tempi di attesa per il caricamento dei programmi o l’elaborazione dei dati.

La “Computer Rage” provoca degli improvvisi attacchi di furore che si esprimono con grande irruenza: c’è chi afferra la tastiera e la sbatte sul tavolo, chi lancia il mouse contro il monitor, chi cerca di infilare il computer nel cestino della carta straccia e chi strappa i cavi dal muro.

Eccovi qualche video-esempio di Computer Rage.

Il ricercatore Morton C. Orman
 ha identificato le principali cause della ‘Computer rage’ in un un report intitolato “Common Causes of Computer Stress”:

1.    Non anticipare i problemi
Virus, crash ed altri disastri non sempre possono essere evitati, ma è possibile almeno attutirne gli effetti. Da quanto tempo non fate un back-up?

2.    Risparmiare a tutti i costi
Modem meno cari, ma più lenti, processori non aggiornati che non fanno girare i nuovi programmi, schede grafiche a poco prezzo e bassa prestazione. Siamo sicuri che il risparmio valga la frustrazione che provocano?

3.    Non chiedere aiuto
Molti neo-utenti si vergognano di chiedere aiuto e consigli, ficcandosi in guai del tutto superflui. Eppure quando si è agli inizi l’appoggio di un esperto è indispensabile.

4.    Non capire le ragioni dello stress
Le radici dello stress da computer sono legate soprattutto al nostro modo di pensare e al nostro comportamento. Invece di incolpare la macchina, si può tentare di capire un po’ meglio se stessi.

5.    Cercare scorciatoie
Con il computer, la strada più breve non è sempre la migliore. Usare un nuovo programma senza leggere il manuale o la guida in linea è un modo sicuro per perder tempo pensando di risparmiarlo.

6.    Aspettarsi troppo dal computer
Gran parte delle frustrazioni provocate dai computer derivano dall’idea che debbano funzionare sempre perfettamente. Ma purtroppo non è sempre così.

7.    Aspettarsi troppo da se stessi
Aspirare alla perfezione è inutile e frustrante. Anche gli informatici più esperti a volte cancellano un file per sbaglio e quando si affrontano programmi complessi gli errori sono comuni.

8.    Entrare in conflitto con gli altri
Dietro ai computer c’è sempre la gente. Lavorare con un calcolatore può dare l’illusione di trovarsi in un mondo isolato, ma non è così. I computer allargano la nostra capacità di interazione sociale, e poiché questa si svolge al di fuori del nostro controllo diretto, ad esempio via Internet, aumentano anche le possibilità di conflitto.

9. Non riuscire a fare il vostro lavoro
Alcune volte non riuscire a fare il proprio lavoro al computer non è colpa dell’operatore o del computer, ma del fatto che il il lavoro non è stato correttamente pianificato nelle sua fasi e che quindi è materialmente difficile o impossibile realizzarlo, vuoi per mancanza di informazioni, voui per carenze tecnologiche.

10. Compromettere l’integrità tua e di altri
Usare software copiato, shareware a gratis, copie di software commerciale, programmi con una licenza su più macchine sono tutti comportamenti illegali che giustifichiamo con il risparmio e la comodità. Ma probabilmente ne pagherete più avanti le ‘conseguenze accidentali’.

Tecnostress lavoro-correlato:
Voi cosa ne pensate?

Una nuova forma di stress poco conosciuta, ma molto diffusa: il tecnostress. Compila il questionario anonimo per esprimere la tua opinione sullo stress dovuto all’uso della tecnologia.

C’è un nuovo rischio che mina la salute dei lavoratori e i costi delle imprese. Si tratta del tecnostress – una sindrome causata dall’uso continuativo e contemporaneo di apparecchi informatici e digitali, dalla gestione di un flusso continuo di informazioni provenienti dalle tecnologie e dalla mancata ergonomia dei luoghi e delle attività di lavoro.

Gli effetti di questa sindrome colpiscono le persone sul piano fisico e sul piano psichico, e contemporaneamente producono anche gravi danni produttivi, organizzativi ed economici alle imprese.

Per definire meglio questo rischio abbiamo realizzato, in collaborazione con PuntoSicuro, la prima ricerca sul rischio tecnostress nei luoghi di lavoro.

Potrete esprimere la vostra opinione sullo stress sul lavoro dovuto alla tecnologia compilando il questionario anonimo.

COMPILA ORA IL QUESTIONARIO

Più risposte ci saranno, più i risultati saranno attendibili e indicativi. Vi chiediamo quindi di far circolare il link a questa ricerca verso colleghi di lavoro e di condividerlo con i vostri contatti nei social network. Raccolto un sufficiente numero di questionari i risultati saranno resi pubblici sia su PuntoSicuro, sia su Tecnostress.it

Grazie per la partecipazione.

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