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Tecnostress e calo del desiderio sessuale: ampissima diffusione di una notizia su questo tema

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Ecco ci siamo! I media italiani si sono accorti del tecnostress!
Ma qual è finalmente il motivo di tanta attenzione?

E’ successo che all’inizio di ottobre l’associazione Netdipendenza Onlus facesse circolare tra le principali testate on-line un comunicato relativo a una ricerca che segnalava il rapporto diretto tra tecnostress e calo del desiderio sessuale.

E’ bastata quindi la presenza della parola magica “sesso” che tutti i media si sono buttati sulla notizia, pubblicandola o rilanciandola. In realtà, la ‘notizia’ non è proprio tale.

Netdipendenza Onlus ha estratto dei dati già raccolti in sue precedenti ricerche e già raccolti in una recente pubblicazione sul tecnostress (dove è risultata una stima di circa 2 milioni le persone in Italia – soprattutto maschi – che devono fare i conti con ansia, calo del desiderio, problemi sessuali e disturbi del sonno con anche insonnia), li ha mixati con dati di ricerche estere (un questionario diffuso un anno fa dal sito Broadbandchoises, pubblicato dal New York Daily News, sull’uso dei gadget tecnologici dove emerge che il 15% delle persone intervistate aveva confessato di avere meno rapporti sessuali per colpa di notebook e tablet, spesso portati a letto; una recente ricerca americana, pubblicata sul Journal of American Medical Association dove si evidenzia che il 16% degli uomini che naviga soffre di totale assenza di stimoli sessuali nei confronti della partner per via del troppo tempo passato a postare e twittare; un’indagine 2013 di Mobile Consumer Habits che segnala che 1 americano su 10 non rinuncia a usare lo smartphone anche durante un rapporto sessuale) e con pareri terzi (Carlo Molinari, urologo Ospedale San Camillo di Roma, espone il suo parere su come prevenire il Tecnostress  e le complicanze legate al benessere sessuale della coppia), e li ha ‘confezionati’ perbene, centrando essenzialmente il focus di questa “notizia” sul rischio tecnostress correlato agli effetti di astenia sessuale, il calo del desiderio dovuto all’abbassamento del livello di testosterone, l’ormone responsabile della libido maschile.

In questo sito, abbiamo già dedicato spazio a questo argomento, evidenziando come il calo del desiderio e altri problemi sessuali e di relazione sono solo alcuni dei sintomi dei soggetti tecnostressati.

Ma quando si parla di sesso tutti stanno sull’attenti, come dimostra la vasta e repentina diffusione di questa notizia su una grande quantità di testate d’informazione, che per la prima volta hanno diffuso ampiamente un’informazione riguardo al rischio tecnostress (tra l’altro, leggendo i diversi articoli, ho la certezza che alcuni giornalisti hanno guardato parecchio questo sito, dal quale hanno anche ‘prelevato’ dei contenuti ..).

Vi propongo quindi un riepilogo – peraltro parziale – dei siti che hanno pubblicato questa notizia, più nella logica di mostrare la grande capacità di diffusione di una notizia di questo tipo, che per invitarvi a leggere i diversi contenuti della stessa sui diversi media, contenuti, peraltro, che i lettori di questo sito conoscono già da tempo.

AGI – Sesso: attenti a Internet, ‘tecnostress’ provoca calo libido

REPUBBLICA – Sesso, calo desiderio e ansia per 2 milioni di italiani ‘tecnostressati’

ITALIA24ORE – ‘Tecnostress’, la tecnologia che distrugge il desiderio sessuale

NOIGIOVANI – Sesso e social network: 2 milioni di italiani colpiti dal tecnostress

WAKEUPNEWS – Poco sesso? Colpa di Facebook e Twitter: ecco il ‘tecnostress’

INTERNATIONAL BUSINESS TIME – Problemi a letto? Forse è colpa del “tecnostress”

MARIECLAIRE – ll tecnostress uccide la libido

VELVETBODY – Sesso, italiani stressati dalle tecnologie: calo del desiderio in agguato

DIREGIOVANI – Sesso a rischio. Tutta colpa del tecnostress

OGGISALUTE – “Tecnostress”, due milioni di italiani rinunciano al sesso per la tecnologia

LIBERO – Sesso a rischio. Tutta colpa del ‘tecnostress’

CENTROMETEOITALIANO – Tecnostress, la libido sessuale cala grazie ad internet

NEXTME – Tecnostress: provoca insonnia e calo del desiderio

ASSODIGITALE – Quando cala il desiderio sessuale la colpa è del tecnostress

WEBISLAND – È colpa del “tecnostress” se facciamo poco sesso

ITALIASALUTE – Sesso: il tecnostress nuoce all’amore

THEGLAMOURGEEKGIRL – Siamo tutti Tecnostressati?

TELEMEDITALIA – La “malattia” del terzo millennio: il Tecnostress. Sotto accusa anche i Social Network      

COMUNICAREPENSANDO – Tecnostress, troppa tecnologia nuoce gravemente alla libido

OGGINOTIZIE – Tecnostress, se Facebook e Twitter uccidono la libido sessuale

POPBUZZ – Sesso e desiderio diminuiscono con i social network

LEIDONNAWEB – Tecnostress, cala la libido dei maschi italiani: la colpa è di Facebook e Twitter

BLOGBENESSERE – Tecnostress, la tecnologia contro la vita intima di 2 milioni di italiani

INFORMAZIONE – Sesso a rischio. Tutta colpa del tecnostress

MEDITERRANEWS – Tecnostress e difficolta di coppia ecco alcuni dati scientifici

I-DOME – Sondaggio on line: il tecnostress toglie tempo al sesso?

DEABYDAY – Come difendersi dal tecnostress: lo stress digitale

WDONNA – Sesso in calo: la tecnologia inibisce il rapporto

PAPERBLOG – Tecnostress e difficoltà di coppia

QOOP – Sesso a rischio. Tutta colpa del tecnostress

GAIANEWS – Ansia e problemi sessuali? E’ il tecnostress

BENESSEREBLOG – Tecnostress, la tecnologia contro la vita intima di 2 milioni di italiani

PIANETADONNA – Aiuto il mio uomo è un tecnostressato

INTOPIC – Tecnostress: via libera a calo del desiderio, ansia, insonnia…

VANITYFAIR – Meno sesso per tutti: fra un tweet e un link s’inabissa il quid

URBANPOST – Uomini e sesso, troppa tecnologia fa calare il desiderio

DATAMANAGER – Tecnostress: quando la tecnologia uccide la libido

LADISCUSSIONE – Tecnostress, ecco come ci distrugge

CLANDESTINOWEB – Tecnostress: due milioni di italiani hanno un calo del desiderio a causa delle nuove tecnologie

NOTIZIE GUIDONE – Tecnostress: causa e disturbi, tra tutti il calo del desiderio sessuale

BITCITY – Problemi di coppia? E’colpa del tecnostress

PSICOTECNOLOGIE – Tecnostress e libido: nuovi fattori di rischio per il benessere sessuale

CHICCHEINFORMATICHE – Il tecnostress causa astenia e calo del desiderio sessuale!

MONDO24 – Tecnostress: un nuovo disturbo minaccia gli uomini italiani

STATEOFMIND – Tecnostress: quando nella coppia si è in 3

e la lista non è certamente completa, anzi … continuate la visione con questa ricerca.

 

Ott 13, 2013

I pareri più importanti nel libro “Tecnostress in azienda e sicurezza sul lavoro”

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E’ recentemente uscito il libro “Tecnostress in azienda e sicurezza sul lavoro” di Enzo di Frenna, di cui abbiamo parlato in questo articolo . All’inizio del volume c’è una sezione intitolata “Tecnostress, coinvolgere istituzioni e aziende” dove sono raccolti molti autorevoli pareri sul rischio tecnostress da importanti personalità che stanno ragionando sull’argomento.

In particolare, di grande importanza le parole di Lorenzo Fantini – dirigente Ministero del Lavoro: … il Ministero del Lavoro si impegnerà per inserire tale problematica nelle linee guida dello “Stress lavoro correlato”  …” e del giudice Guariniello “Se un’azienda deve redarre il documento di Valutazione Rischio Stress lavoro-correlato e lavoro, ad esempio, nel settore dell’Information Technology o nel settore editoriale dove si usano molte nuove tecnologie, deve includere sicuramente il rischio tecnostress …”.

Per completezza d’informazione, ho compilato un breve digest dei principali concetti espressi espressi nei loro interventi:

Tecnostress: la malattia professionale e il primo corso di formazione in Italia
Enzo di Frenna e Tania Melchionna, presidente e direttore generale Netdipendenze Onlus
Netdipendenza Onlus ha scelto di essere all’avanguardia su questo tema, occupandosi dal 2007 di tecnostress e videodipendenze come “nuove patologie” della società informatizzata che colpisce la nuova categoria dei lavoratori digitali. … presentiamo anche il primo corso di formazione in Italia sul tecnostress lavoro correlato, progettato da netdipendenza Onlus e riconosciuto dall’Aifos.

L’impegno del Ministero del Lavoro per prevenire il tecnostress
Lorenzo Fantini, dirigente Ministero del Lavoro
Il tecnostress è un nuovo rischio per la salute dei lavoratori moderni e il Ministero del Lavoro si impegnerà per inserire tale problematica nelle linee guida dello “Stress lavoro correlato”, di cui all’art. 28 del testo unico 81 del 2008.

Il parlamento adotti nuove misure per prevenire il tecnostress nei luoghi di lavoro
Antonio Boccuzzi, parlamentare PD
Ritengo sia importante affrontare il problema del tecnostress …Il parlamento dovrebbe adottare iniziative in tal senso ed estendere il concetto di rischio psicosociale … Il miglior modo per prevenire il tecnostress è rendere obbligatoria la valutazione del rischio all’interno delle aziende.

INAIL è in prima linea per prevenire le nuove malattie professionai come il tecnostress lavoro correlato
Giuseppe Lucibello, direttore generale INAIL
Lo stress lavoro correlato e il tecnostress rappresentino in qualche modo “l’amianto del futuro“, cioè una condizione diffusa e ad alto rischio per la salute dei lavoratori.

La richiesta di formazione adeguata per la prevenzione del tecnostress
Rocco Vitale e Francesco Naviglio, Presidente e segretario generale AIFOS
L’esigenza di valutare il nuovo rischio del tecnostress in azienda è quanto mai reale … Solo puntando sull’a formazione e sull’organizzazione aziendale, la valutazione dei rischi stress e tecnostress si trasformerà da “obbligo” in “opportunità” per le aziende  … presto anche il legislatore possa adeguare la normativa ed includere il tecnostress tra i rischi da valutare obbligatoriamente nelle aziende moderne, che fanno largo uso di nuove tecnologie.

Il rischio tecnostress va valutato, altrimenti si applica la violazione della norma che prevede l’arresto o l’ammenda
Raffaele Guariniello, Pubblico Ministero Procura di Torino
L’informazione digitale è oggi presente in modo massiccio e si possono verificare nuovi casi di tecnostress. Ciò rientra nei nuovi rischi professionali che bisogna valutare, come prevede la normativa. …. Se un’azienda deve redarre il documento di Valutazione Rischio Stress lavoro-correlato e lavoro, ad esempio, nel settore dell’Information Technology o nel settore editoriale dove si usano molte nuove tecnologie, deve includere sicuramente il rischio tecnostress…. Si applica, in sostanza, il testo unico 81/2008, articoli 28 e 29 sulla valutazione dei rischi sanzionata con la pena dell’arresto e dell’ammenda, 3 36 e 37 sull’informazione e formazione dei lavoratori … Se in conseguenza delle condotte colpose il lavoratore subisce un danno, una lesione, una patologia, allora può emergere un’ipotesi di reato che è la “lesione personale colposa” …

Operatori di contact center e tecnostress, un problema che affrontiamo con impegno dal 2008
Alberto Zunino, direttore generale ASSOCONTACT
L’evoluzione tecnologia tuttavia ci impone di mantenere alta l’attenzione su questo tema e di aggiornarci costantemente, per individuare in maniera più specifica il rischio tecnostress nei luoghi di lavoro.

Commercialisti e tecnostress, un rischio serio da prevenire
Mario Civetta, Presidente Ordine Dottori Commercialisti e Esperti Contabili Roma
La categoria dei Commercialisti e degli Esperti Contabili costituisce una di quelle maggiormente esposte ai rischi da tecnostress … Il commercialista per supplire alle carenze del sistema è costretto a una connettività illimitata e alla ricerca permanente dell’esatto quadro normativo di riferimento … Come Istituzione siamo impegnati in generale nella formazione professionale dei nostri Iscritti che dovrà inevitabilmente estendersi anche ai temi del tecnostress …

Il tecnotress si previene intervenendo sul carico di lavoro
Paolo Angelucci, Presidente ASSINFORM (Associazione Italiana per L’information Technology)
Angelucci – Occorre sicuramente una formazione adeguata per imparare a gestire in maniera efficace il carico di lavoro associato all’uso dei video-schermi.

Tecnostress, i giornalisti sempre connessi sono esposti al nuovo rischio e i contratto dovrebbbe prevedere le pause
Orazio Carabini, giornalista e vicedirettore “L’Espresso”
Nel mestiere di giornalista … la connessione perenne ha creato un problema di sovrautilizzo del proprio potenziale … non mi stupisce che sia in atto una richiesta da parte dei lavoratori digitali di vivere periodi di isolamento dalla connessione, anche contrattualizzata … credo che la “pausa digitale” andrebbe inserita nel Contratto nazionale dei Giornalisti. Il problema del tecnostress associato alla professione giornalistica sta nella produzione elevata di adrenalina … Anche nelle redazioni dei giornali, quindi, sarebbe necessaria un’adeguata formazione per un uso più consapevole e attento dei nuovi media digitali.

I pubblicitari vivono semore connessi. E la patologia del tecnostress è in agguato
Mario Modica, direttore generale Associazione Italiana pubblicitari Professionisti
I pubblicitari professionisti sono tra le categorie più esposte al rischio tecnostress. L’Associazione italiana Pubblicitari Professionisti prende in seria considerazione il problema e valuteremo nei prossimi mesi la necessità di proporre la prevenzione del tecnostress ai nostri associati.

Sindacato Networkers, informazione e formazione contro il tecnostress
Giuseppe Di Paoli, responsabile sindacato Networkers – UIL
Il tecnostress, una nuova malattia professionale che coinvolge in modo particolare i lavoratori dell’ICT … Sindacato Networkers si muove per prevenire e contrastare il fenomeno delle tecno dipendenze. Diamo molta importanza all’informazione sul tema … insistiamo infine sul discorso della formazione.

L’impegno di CISCO Italia per prevenire lo stress legato alle nuove tecnologie
Agostino Santoni, amministratore delegato CISCO Italia
L’onnipresenza della connettività, la mobilità, il proliferare delle piattaforme e servizi rischiamo di sovraccaricare le persone l’ella loro giornata lavorativa: un rischio che si può evitare scegliendo di considerare la tecnologia un’opportunità per migliorare la qualità della vita, anche quando si lavora, e introducendo buone pratiche che aiutino a correggere eventuali squilibri e ad individuare per tempo potenziali difficoltà. …Inoltre, può essere utile favorire momenti di pausa, situazioni di relax anche nel contesto della giornata lavorativa.

Per prevenire il tecnostress bisogna saper guidare le nuove tecnologie
Davide Draghi, amministratore delegato SONY Italia
La tecnologia, se utilizzata in positivo, rappresenta un’opportunità per sfruttare al meglio i propri tempi di lavoro. … la tecnologia può aiutare ad incrementare produttività , efficienza e rendimento nel lavoro: il segreto sta nelle capacità dei singoli individui di guidarla secondo le proprie esigenze, invecchi subirne l’invasiva presenza.

 

Set 19, 2013

Randstad Wormonitor 2012: italiani sempre più stressati dalla tecnologia …

randstad

Il Randstad Wormonitor 2012 è un’analisi relativa all’andamento del mercato del lavoro svolta dalla multinazionale Olandese in 29 nazioni.

L’edizione 2012 di Randstad Wormonitor si è concentrata sulle dinamiche generate nel lavoro dai dispositivi tecnologici, in particolare quelli dedicati alla comunicazione.

La ricerca è stata condotta attraverso interviste online tra lavoratori di età compresa tra 18 e 65 anni che hanno lavorato almeno 24 ore a settimana in un lavoro dipendente (esclusi i lavoratori autonomi). La ricerca è stata condotta tra il 20 Gennaio e il 14 Febbraio in: Argentina, Cile Germania Italia, Nuova Zelanda, Spagna, Regno Unito, Australia, Cina, Grecia, Giappone, Norvegia, Svezia, Stati Uniti, Belgio, Repubblica Ceca, Hong Kong, Lussemburgo, Polonia, Svizzera, Brasile, Danimarca, Ungheria, Messico, Singapore, Olanda, Canada, Francia, India, Malaysia, Slovacchia e Turchia.

Riguardo ai dati italiani:

– il 75% dei lavoratori italiani dispone di un accesso in rete sul luogo di lavoro, a un quarto del totale il datore di lavoro ha fornito uno smartphone con accesso alla rete, mentre circa la metà del campione dispone di uno smartphone personale con accesso a internet.

– il 39% dei datori di lavoro pretendono una reperibilità 24 ore al giorno 7 giorni su 7.

– il 31% dei lavoratori sono convinti che telefono, mail e internet riducano concentrazione e produttività.

– i lavoratori italiani sono più sensibili (32%) rispetto ai colleghi stranieri alle sollecitazioni, e quindi alle distrazioni, che arrivano quotidianamente da telefono e mail e, in particolare, sono i più convinti (30% degli intervistati) che l’accesso alla rete sia un fattore in grado di far diminuire la propria produttività lavorativa.

–  il 63% del campione ammette di aver ricevuto telefonate o mail al di fuori dell’orario di lavoro o, il 52%, durante le vacanze.

– il 63% degli italiani dichiara di aver avuto impegni di lavoro in luoghi privati, solo il 33% degli intervistati ha provato a controbilanciare il “trend” occupandosi di questioni private sul luogo di lavoro.

– il 41% dei lavoratori afferma di ricevere quotidianamente più informazioni di quante ne riesca a gestire,

– per il 75% degli italiani internet è ormai diventato uno strumento di lavoro scontato e largamente diffuso utilizzato quotidianamente.

– il 73% degli italiani afferma ancora di preferire la relazione diretta a testimonianza, malgrado la ricca disponibilità di strumenti virtuali che agevolano la comunicazione fra le persone.

In sintesi, il Work Monitor Randstad 2012 mette in luce l’assenza di una regola chiara e condivisa o di un confine normativo nell’utilizzo degli strumenti tecnologici, che oltre a generare difficoltà nell’individuo, influenza a volte negativamente lo svolgimento del lavoro quotidiano. Il rischio è che gli strumenti adottati per migliorare l’operatività e qualificare la produttività producano risultati opposti.

Leggi la presentazione integrale della ricerca a questo link.

Qual è il tuo stress quotidiano in ufficio?
Risultati della ricerca de ‘Il sole 24 Ore”

Qualche mese fa il sole 24 ore ha svolto un sondaggio on-line fra i propri visitatori per identificare quale condizione o situazione provoca più stress durante la giornata lavorativa. Di seguito, potete vedere il grafico con i risultati, di cui riassumo brevemente i risultati.

Al vertice dell’insofferenza e delle cause di stress quotidiano c’è l’open space, il grande ufficio comune, che non piace per la confusione che può generare, il continuo contatto con i colleghi, il fatto di doversi misurare in continuazione con la pressante giornata lavorativa.

Segue al secondo posto, ma con la metà delle segnalazioni del primo, l’aria condizionata direzionata male, con contorno di cervicali e di mal di testa, e al terzo posto troviamo le riunioni troppo lunghe che obbligano a dover poi recuperare in fretta il lavoro accantonato.

Ai posti quattro, cinque e sei della classifica dello stress lavorativo ecco alcune situazioni riferibili al tecnostress – come il fastidio per le suonerie personalizzate dei cellulari, per le telefonate personali dei colleghi, per la stampante inceppata o a cui manca la carta.

Più avanti, in ordine, troviamo situazioni che attengono l’organizzazione del lavoro, come la reperibilità, e  la contrattazione del piano ferie con i colleghi, e questioni alimentari, come i colleghi che mangiano alla scrivania o la fila alle macchinette del caffè.

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