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Mar 24, 2012

Epicondilite e utilizzo del PC fisso e portatile: una ricerca basata sulle evidenze.

Uno studio propone i risultati di un’analisi della letteratura scientifica sull’impatto che l’uso del videoterminale può avere nello sviluppo di epicondilite con particolare riferimento all’uso di dispositivi portatili.

E’ stata pubblicata sul numero di ottobre/dicembre 2010 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia – ed è stata presentata al 73° Congresso Nazionale SIMLII la ricerca “Utilizzo di videoterminale ed epicondilite: approccio basato sull’evidenza”- a cura di M.R. Gigante, I. Martinotti, G. Iadanza, P.E. Cirla (Divisione Medica CIMAL, Centro Italiano Medicina Ambiente Lavoro – Gruppo CIMAL).

In questa ricerca l’attenzione viene posta in particolare sulla sempre maggiore portabilità e miniaturizzazione dei sistemi informatici (che non sempre sono in grado di rispondere agli standard ergonomici tradizionali sufficienti a garantire il mantenimento del benessere del lavoratore), e sulla “possibile insorgenza di sofferenza a carico degli arti superiori con conseguente diagnosi specialistica di epicondilite” in lavoratori che impiegavano videoterminali portatili come strumento principale di lavoro.

Come è abbastanza noto, con il termine “epicondilite”, ci si riferisce ad una “serie di sindromi accomunate dall’insorgenza di sintomatologia dolorosa nella regione epi- ed apofisaria del condilo omerale al gomito”. Questa patologia è comunemente conosciuta con il nome di ‘gomito del tennista’ quando vi è coinvolgimento del condilo radiale (epicondilite laterale), evenienza più frequente, e di ‘gomito del golfista’ per quello ulnare (epicondilite mediale).

Lo scopo della ricerca era di inquadrare, con un’analisi sistematica della letteratura scientifica, la problematica dell’impatto che l’uso del videoterminale può avere nello sviluppo di epicondilite, avvalendosi di un approccio mutuato dall’Evidence Based Medicine (EBM).

Nei risultati dello studio gli autori riportano che “non emergono evidenze che nell’utilizzo di videoterminali (anche con dispositivi portatili) ci si possa trovare in una delle situazioni di sovraccarico correlabili allo sviluppo di affezioni a carico del gomito (movimenti ripetitivi di presa, di prono-supinazione o di flesso-estensione). Possibile, qualora venga utilizzato un videoterminale portatile in assenza di una tastiera ed un dispositivo di puntamento indipendenti, è invece l’assunzione di un appoggio sulla parte inferiore del gomito a generare compressione; tale postura tuttavia non risulta assumere i caratteri dell’abitualità e della continuità”.

Inoltre  “gli studi sperimentali in merito all’insorgenza di sofferenze del nervo ulnare a livello del gomito sono abbastanza limitati, oltre che non particolarmente agevoli da realizzarsi” e gli studi epidemiologici disponibili “non mostrano alcuna evidenza di correlazione tra epicondilite ed utilizzo di videoterminale tradizionale”, mentre non sono disponibili dei dati “relativamente all’uso esclusivo o prevalente di personal computer portatili”.

Nel complesso – continua la comunicazione – “gli studi disponibili relativi alla comparsa di alterazioni alla fisiologia del gomito in utilizzatore di videoterminale appaiono indicare una possibile azione infiammatoria acuta, che si estrinseca più facilmente in soggetti ipersuscettibili”, anche se “non ci sono evidenze disponibili” circa “la possibilità di fenomeni di sovraccarico potenzialmente causa di epicondilite connessi all’utilizzo di videoterminale, anche se portatile” e le eventuali compressioni connesse all’utilizzo di videoterminale portatile capaci di indurre epicondilite “costituiscono un’ipotesi non ancora attualmente dimostrata con sufficiente solidità”.

Il risultato delle evidenze epidemiologiche relative alla connessione tra uso di videoterminale tradizionale ed insorgenza di epicondilite mostra che, ad oggi, “non sono disponibili dati in riferimento all’uso prevalente o esclusivo di dispositivi portatili”, ma che le “eventuali manifestazioni croniche costituiscono al momento ipotesi da approfondire”.

Clicca qui per scaricare la ricerca “Utilizzo di videoterminale ed epicondilite: approccio basato sull’evidenza”, a cura di M.R. Gigante, I. Martinotti, G. Iadanza, P.E. Cirla (Divisione Medica CIMAL, Centro Italiano Medicina Ambiente Lavoro – Gruppo CIMAL), comunicazione al 73° Congresso Nazionale SIMLII “La Medicina del Lavoro quale elemento migliorativo per la tutela e sicurezza del Lavoratore e delle attività dell’Impresa”, pubblicata in Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, Volume XXXII n°4/suppl.2, ottobre/dicembre 2010 (file PDF, 88 kB).

 

Nov 14, 2011

“Linee guida per un uso corretto dei videoterminali” da Università di Pavia

I videoterminali e i computer sono strumenti di uso quotidiano per diverse tipologie di lavoratori, ma il loro utilizzo – come abbiamo visto in questo e in questo articolo – comporta l’insorgere di diversi disturbi fisici (fatica muscolare, visiva o nervosa) che possono portare ad uno stato di stress.

Qualche mese fa l’ Università di Pavia ha prodotto un documento con le principali linee guida per il corretto utilizzo dei videoterminali, con particolare attenzione agli ambienti e alle attrezzature di lavoro, dal titolo “Linee guida per il corretto utilizzo dei videoterminali – Requisiti ambiente di lavoro”.

Gli argomenti sviluppati nel documento sono i seguenti:

  • Schermo
  • Tastiera
  • Piano di lavoro
  • Sedile di lavoro
  • Poggiapiedi
  • Filtri
  • Illuminazione dell’ambiente di lavoro
  • Rumore dell’ambiente di lavoro
  • Microclima dell’ambiente di lavoro
  • Aspetti sanitari connessi all’utilizzo del VDT (disturbi visivi, disturbi all’apparato locomotore, disturbi attribuiti all’irraggiamento)

Per scaricare la ricerca clicca qui.

 

Gen 14, 2011

Stress da computer? Dimostrami l’evento causativo! Lo dice il TAR del Lazio.

Il Tar del Lazio, con la sentenza numero 35028 del 2 dicembre 2010, ha risposto ad alcuni dipendenti pubblici che affermavano di essere stati sottoposti ad un’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche del computer.

Da tale esposizione i lavoratori dichiaravano di aver ricevuto dei danni irreversibili alla vista, al sistema nervoso e delle alterazioni psicosomatiche.

Tuttavia i giudici del TAR hanno respinto il ricorso presentato dai lavoratori sostenendo che, nonostante i loro legali avessero presentato studi e documentazioni riguardanti le conseguenze provocate dall’esposizione prolungata davanti al computer, i documenti da loro presentati:

“non appaiono sufficienti a provare il danno che ciascun ricorrente possa avere tratto dalla adibizione a videoterminali e PC, dal momento che affronta la problematica in generale, laddove la prova del danno passa, secondo i principi civilistici in materia, per la dimostrazione anzitutto dell’evento causativo, del nesso di causa e dell’elemento soggettivo presente in chi tale danno avrebbe prodotto”.

Set 20, 2010

Buone pratiche nel lavoro al videoterminale

Come sapete, lo stress tecnologico è causato anche dalle posizioni che assumiamo lavorando davanti al computer. Già tempo fa, l’Inail realizzò una guida di istruzioni e consiglio sull’utilizzo del videoterminale.

Recentemente l’Inail ha aggiornato questo documento con numerose integrazioni riguardo alle misure di prevenzione e arrichendolo di suggerimenti relativi a software, schermo e postazione di lavoro. In più  alcuni esempi di esercizi di rilassamento e una lista di controllo che consente di valutare il posto di lavoro al videoterminale.

Riporto l’indice del documento:

1. Come evitare i disturbi associati all’uso del videoterminale
2. Videoterminale, tastiera e mouse
3. Condizioni ambientali
4. Il corretto posizionamento del videoterminale
5. Piano di lavoro, sedia, poggiapiedi
6. La postazione di lavoro
7. Uso dei computer portatili
8. I disturbi alla vista
9. Affaticamento mentale
10. Fare prevenzione: esercizi di rilassamento e altre raccomandazioni
11. Lista di controllo

Per scaricare “Il lavoro al videoterminale” – Inail, aggiornamento a cura di Barbara Manfredi cliccare qui (formato pdf, 2 MB).

Lesioni da PC Stress: tecniche preventive

La Chartered Society of Physiotherapy britannica proclama allarmata che nel Regno Unito il numero di persone che soffrono di lesioni da stress ripetuti (RSI) lo scorso anno è aumentato di 50.000 unità e che è prevista una crescita costante anche per i prossimi anni. Anche negli altri paesi, Italia compresa, le lesioni da stress dovuto all’uso eccessivo di PC e telefonini sono in continua crescita.

Dal “pollice da Blackberry” al “gomito da eBay”, i nostri computer stanno cominciando a renderci disabili. Se anche tu passi tutto il giorno davanti a un computer o sei un messaggiatore incallito, fai questi esercizi anche per pochi minuti ma ogni giorno per salvarti muscoli e ossa.

Fai stretching prima di navigare

Per rilassare i muscoli dei polsi e ridurre il dolore sono molto utili due semplici esercizi di stretching per gli avambracci, da eseguire prima di cominciare a scrivere alla tastiera:

  1. Stendi il braccio sinistro in avanti, parallelo a terra e con il palmo in giù. Appoggia la mano destra sulle nocche della sinistra e premi delicatamente verso il basso. Conta fino a 10, poi ripeti con l’altra mano.
  2. Poi, sempre con il braccio sinistro in avanti, afferra il palmo con la mano destra e tiralo delicatamente verso l’alto e verso di te. Conta fino a 10, poi ripeti con l’altra mano.

Distanzia le chiamate

Il “pollice da BlackBerry” si caratterizza da un pulsare o da un intorpidimento della mano dovuti all’uso eccessivo di qualsiasi dispositivo e-mail portatile o dall’invio frequente di SMS. E’ un disturbo riconosciuto di recente come una vera e propria lesione sul lavoro dall’American Physical Therapy Association Per evitare problemi al pollice esegui questo stretching almeno una volta per ogni mezz’ora che dedichi a scrivere sul tuo cellulare: allarga le dita al massimo, tieni per 10 secondi, e ripeti 8 volte.

Sostituisci la scrivania con i manubri

Un’indagine canadese ha determinato che il 50% delle lesioni da stress ripetuto a polsi, mani, spalle e gomiti dipendono dal lavoro al PC. Gli impiegati moderatamente attivi, però, come quelli che camminano 30 minuti al giorno, possono diminuire il rischio. “L’attività fisica migliora la circolazione, che a sua volta facilita la guarigione, portando ai tessuti le sostanze nutritive”, dice il ricercatore Charles Ratzlaff. “Perfino gli sport che sollecitano polsi e braccia come tennis, golf o un workout con i manubri possono contribuire a prevenire la lesione”.

Fai riposare gli occhi

E’ soprattutto la vista e tutta la muscolatura dell’occhio che risente dell’affaticamento dovuto alla necessità di “guardare” lo schermo: è quindi consigliabile effettuare pause molto frequenti, ogni 15 o 20 minuti, per dare all’occhio la possibilità di “guardare lontano”. In queste pause effettua il palming in questo modo: davanti a un tavolo, copri gli occhi con le mani e appoggia tutto il peso del capo sui palmi delle mani. Occhi chiusi, osserva l´oscurità, o immagina scene naturali. Resta così per 2 o 3 minuti. Fallo spesso, molte volte al giorno, per riposare gli occhi.

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