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Mag 10, 2010

Rischi emergenti e nuove forme di prevenzione in un mondo del lavoro che cambia

In vista dell’entrata in vigore dal 1 agosto 2010 dell’obbligo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato, la CGIL ha tradotto in italiano il testo “Emerging risks and new patterns of prevention in a changing world of work.” (Rischi emergenti e nuove forme di prevenzione in un mondo del lavoro che cambia), presentato il 28 aprile dall’ILO in occasione della giornata mondiale della sicurezza sul lavoro.

Di particolare attenzione per il tema del Tecnostress il punto dove si parla dei rischi derivanti dall’utilizzo di nuove tecnologie, che riporto testualmente:

Le nuove tecnologie

Esiste una preoccupazione a livello mondiale circa i rischi, precedentemente sconosciuti, causati dalle nuove tecnologie, dai nuovi processi operativi e dai cambiamenti strutturali. Di solito le nuove scoperte avvengono e vengono applicate all’industria prima che siano ben chiari i loro effetti sulla salute e la sicurezza. Con la diffusione internazionale della catena della fornitura e la crescita della produzione nei Paesi in via di sviluppo, i cambiamenti tecnologici interessano i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo contemporaneamente. Ad esempio, i processi di produzione moderni che fanno uso di nanotecnologie e biotecnologie sono sempre più di diffusi in tutto il mondo.

Documento completo: “Rischi emergenti e nuove forme di prevenzione in un mondo del lavoro che cambia” (formato PDF, 106 kB).

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5 giorni senza PC = 438 email in casella!

Piccola storiella segno dei tempi, dell’invasione tecnologica e di quanto è facile cadere vittime del tecnostress.

Sono stato via per qualche giorno in vacanza, e non ho mai sentito la necessità di leggere la posta o di navigare sul web. Cinque giorni di relax completamente sconnesso dalla rete e dalle sue attività.

Sabato sono rientrato. E ho scaricato la posta. Con sgomento, ho visto che mi sono arrivati – in cinque giorni – 438 email, 87,6 al giorno, 3,65 email all’0ra, compreso di notte.

Di queste 438 email, 241 sono pertinenti alle caselle e 197 (!!!) sono di puro spam, finite direttamente nella casella ‘indesiderata’ ed eliminate con un solo click. Ho quindi affrontato le 241 email nelle caselle, che erano più o meno così ripartite:

  • 100 provenivano dall’ufficio dove avevo in corso il lancio di un nuovo sito;
  • 100 erano indirizzate a me personalmente, e di queste oltre 70 erano informazioni commerciali o news o addirittura spam non riconosciuto;
  • 40 erano indirizzate a un sito che gestisco, e di queste 12 erano messaggi utili, i rimanenti erano news e altre informazioni.

Ho processato tutte le email – eliminato quelle inutili e risposto o svolto azioni per quelle utili – in circa un’ora di lavoro. Meno male che sono rientrato sabato e avevo la domenica libera, se no mi tornava subito il tecnostress.

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