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Ago 17, 2014

Report “Net Children Go Mobile: Cross-national comparisons report” sull’accesso e l’uso di internet da piattaforme mobili da parte dei ragazzi europei

Net Children Go Mobile

E’ stato recentemente presentato il report “Net Children Go Mobile: cross-national comparisons report” realizzato all’interno del progetto di ricerca Net children go mobile , finanziato dal Safer Internet Programme.

Il Report analizza dove, da quali piattaforme, a che età i ragazzi di sette paesi europei (Belgio, Danimarca, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Romania) usano internet e cosa fanno online. Il report fa parte di una più ampia ricerca della durata di due anni, condotta sia con questionari a 3.500 ragazzi utenti internet tra i 9 e i 16 anni, sia con Interviste e focus group a ragazzi, genitori e altri adulti.

Dalla ricerca europea risulta che gli smartphone sono i devices più utilizzati fuori casa e in movimento, con il 26% dei ragazzi di tutti i paesi che li usa ogni giorno per andare online soprattutto in casa, ma anche durante gli spostamenti quotidiani.

Rispetto ai dati del 2010 di Eu Kids Online sulle attività più popolari tra i ragazzi in rete, i dati della ricerca Net Children Go Mobile mostrano un netto incremento dell’uso dei social network e altre piattaforme di condivisione mediale (come YouTube e Instagram). I ragazzi che usano anche uno smartphone o un tablet per andare online, visitano i social network e i social media in misura maggiore rispetto ai coetanei che non li usano, con una evidente correlazione fra uso di dispostivi mobili e uso dei social media.

Riguardo ai dati italiani, Giovanna Mascheroni (ricercatrice Oss Com-Centro di ricerca sui Media e la Comunicazione dell’Università Cattolica di Milano e coordinatrice di Net Children Go Mobile) commenta:

«In Italia il 42% dei ragazzi che usano internet accede alla rete quotidianamente dallo smartphone o da un cellulare abilitato. Di questi, il 51% si connette a internet sia attraverso reti wifi che usando il 3g, il 28% usa solo le reti wifi, e solo il 7% dei ragazzi italiani ha un cellulare che non permette la connessione a internet.»

Altri dati qualitativi di questo report sono attesi nei prossimi mesi, fino al report finale con considerazioni e consigli previsto per l’ottobre 2014.

Clicca qui per scaricare il report completo della ricerca “Net Children Go Mobile: cross-national comparisons report“,(D3.3), Mascheroni, G., & Ólafsson, K., (2014) Milano– July 2014

E questi sono gli altri report già pubblicati della ricerca (scaricabili dal sito originale):

Full findings report – May 2014 (with new data from Belgium and Portugal)
Mascheroni, G. and Ólafsson, K. (2014). Net Children Go Mobile: risks and opportunities. Second edition. Milano: Educatt.

Full findings report – February 2014
Mascheroni, G. and Ólafsson, K. (2014). Net Children Go Mobile: risks and opportunities. Milano: Educatt.

1st Report of Initial Findings
Mascheroni, G. & Ólafsson, K. (2013). Mobile internet access and use among European children. Initial findings of the Net Children Go Mobile project. Milano: Educatt.

Ago 14, 2014

Tecnostress e Internet Addiction Disorder: ampliamento bibliografia sull’argomento

bibliografia

Girando sul web in questi giorni ho scovato il sito del dottor Ettore Zinzi, psicologo clinico e di comunità, che dedica parte del suo impegno professionale alla ricerca sui temi del Tecnostress e della Internet addiction. Gli articoli da lui pubblicati riguardano:

L’ultimo link rimanda a un’ampia sezione bibliografica, che mi permetto di riprendere direttamente anche qui sotto, al fine di integrare l’ampia bibliografia sul Tecnostress e argomenti affini già presente in questo sito.

BIBLIOGRAFIA (psicologia on-line)

  • Aguglia E.et al., Computer:un’alternativa al dolore ed alla solitudine. Alghos-Pathos nella filogenesi dell’uomo,Veroli,16-19.5,1996.
  • APA (1995), DSM-IV, Masson, Milano 1996.
  • Baumeister, R.F. (1999), the Nature and Structure of the Self An Overview, in R.F.Baumeister (ed), the Self in Social Psychology, Cleveland, OH: Case Western Re-serve University, pp.1-20.
  • Bikson, T.K., Eveland, J.D., Gutek, B.A., (1989). “Flexibile interactive technologies for multi-person tasks: current problems and future prospects”. In: M.H. Olson (ed.), Technological support for work-group collaboration, Erlbaum, Hillsdale, NJ.
  • Boczkowski,P. (1999)Mutual shaping of users and technologies in a national virtual community. Journal of communication, Spring, pp86-108.
  • Cantelmi T., A. D’ Andrea(2000), Fenomeni psicopatologici Internet-corrèlati: osservazioni cliniche, in T. Cantelmi, M. Talli, A. D’ Andrea,C. Del Miglio, La mente in Internet. Psicopatologie delle condotte on-line, Padova, Piccin.
  • Cantelmi T.,M.Talli, C.Del Miglio, A.D’Andrea, La mente in internet, psicopatologie delle condotte on-line. Padova, Piccin,2000.
  • Cantelmi T.,L.Giardina Grifo, La mente virtuale. L’affascinante ragnatela di internet,Milano,ed. S. Paolo,2002.
  • Tonino Cantelmi, Simonetta Putti, Massimo Talli, @psychotherapy. Risultati preliminari di una ricerca sperimentale italiana, Roma, Edizioni Universitarie Romane, 2001.
  • Cantelmi T., M.Talli , A. D’Andrea, Comunicazione virtuale e cyberpsicoterapie: problematiche psicopatologiche e note critiche,Formazione Psichiatrica, n. 1-2, 1998.
  • Caretti V., Psicodinamica della trance da videoterminale, in T. Cantelmi, M. Talli, A. D’ Andrea, C. Del Miglio, La mente in Internet. Psicopatologie delle condotte on-Iine, op. cit.
  • Craig Brod, “Technostress: the uman cost of computer revolution”edito nel 1984 da Addison Wesley
  • Galimberti U., Dizionario di Psicologia, UTET, Torino 1992.
  • Giuliano, L. (1997), I padroni della menzogna. Il gioco delle identità e dei mondi virtuali, Roma: Melterni.
  • Goffman, E. (1988). Il Rituale dell’Interazione, Il Mulino, Bologna.
  • Goffman, E. (1959), The Presentation of Self in Everyday Life, Harmondsworth: Penguin Books.
  • Griffiths M.D., Nicotine, tobacco and addiction, Nature, 384, 18,1996.
  • Griffiths M.D., Psychology of computer use: XLIII. Some comments on ‘ Addictive use of the Internet’ by Young, Psychological Reports,80,81-82,1997.
  • Griffiths M.D., Technological addictions, Clinical Psychology Forum,76,14-19,1995.
  • Young K. S., Presi nella rete. Intossicazione e dipendenza da Internet, Calderoni,edizioni, Bologna, Milano, Roma, 2000.
  • Young K.S., Psychology of computer use: XL. Addictive use of the Internet: a case that breaksthe stereotype, Psychol. Rep. n. 79, pp, 899-902, 1996.
  • Levy P. ( 1998) , Cybercultura, Feltrinelli Editore, Milano, 1999.
  • Lea, M. (ed.), Contexts of Computer-Mediated-Communication. Hemel Hempstead, Harvester Weatsheaf, 1992
  • Lea, M., Spears, R. (1991). Computer-Mediated-Communication, de-individuation and group decision-making. In: International Journal of Man-Machine Studies, 34, pp.283-301.
  • Marshall McLuhan, La Galassia Gutemberg, Armando, 1991.
  • Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, 1967.
  • Mininni e Ligorio, Costrutti identitari e interazioni virtuali nella comunicazione via MOO,Sistemi intelligenti,IX;3,pp.417-443. 1997.
  • Mininni G.;Virtuale.com,La parola spiazzata,Idelson-Gnocchi, Sorbona, 2002.
  • Mantovani, G. New communication environments. From everyday to virtual. London, Taylor and Francis, 1996.
  • McGuire, W.J. (1983). A contextualist theory of knowledge. In: Berkowitz, L. (ed.), Advances in experimental social psychology, 16, Academic Press, New York.
  • Patricia Wallace, “La psicologia di Internet”, Raffaello, Cortina editore, 2001.
  • Pezzullo, L. (1998). Internet per Psicologi, Unipress, Padova.
  • Poole,M.S; DeSanctis,G., Understanding the use of group decision support systems: The theory of adaptive structuration, in J.Fulk;C.W.Steinfield, Organizations and communication technology, newbury park,CA: Sage, pp.173-193.
  • Rice, R.R.(1993), Media Appropiateness-using social presence theory to compare traditional and new organizational media, human communication research,19,pp.451-484.
  • Stone A., R., Desiderio e tecnologia, il problema dell’ Identità nell’era di
  • Internet, Feltrìnellì. Editore, Milano 1997.
  • Sherry Turkle, Il secondo io. Milano, Frassinelli, 1985.
  • Sherry Turkle, La vita sullo schermo. Nuove identità e relazioni sociali nell’ epoca di Internet. Milano, Apogeo, 1997.
  • Sproull, L., Kiesler, S., Connections: New ways of working in the networked organizations. MIT Press, Cambridge, MA.., 1991.
  • Watzlavick P., Beavin J. H., Jackson D. D., Pragmatica della comunicazione umana, Astrolabio, Roma, 1971.
 
SITOGRAFIA (N.d.A. del 17 agosto 2014 – I link della sitografia sono stati cancellati perché rimandavano a pagine inesistenti, viote o traferite ad altro url)
 
EMEROGRAFIA
  • Laura Kiss, “Con i blog in rete i giornali<fai da te>”7/7/03 “Affari e finanza” inserto del lunedi’ de La Repubblica.
  • Holland, N. The Internet Regression, Psychomedia Telematic Review, 1996.
  • Young K.S., Psychology ofcomputer use: XL. Additive use of the In ternet: a case that breaks the stereotype, Psychologlcal Reports 1996;1. 79: 899-902.
  • Steuer, J. Defining Virtual Reality: Dimensions determining Telepresence, Journal of communication, 1992. 42(4),pp.73-93.
  • Cantelmi T. e Talli M., Fenomeni correlati all’Internet Addiction Disorder: prime esperienze in Italia, aspetti clinici e note critiche, Psicologia Contemporanea, Novembre, 1998.
  • Cantelmi T., Talli M. e Putti S.,Nuove frontiere della psicoterapia, il paziente on-line, Psicologia Contemporanea, Luglio-Agosto, 2000.
  • Talli M.,D’ Andrea A., Cantelmi T ., Strumenti per la valutazione della IAD-PCU: review on-line, Formazione Psichiatrica, n. 1-2, pp. 77-84,1998.
  • Bricolo F., Marconi P.L., Conte G.L. Oi Giannantonio M., Oe Risio S.,Internet Addiction Oisorder: una nuova dipendenza? Studio su un campione di giovani utenti, Società Italiana di Psichiatria: Bollettino, Scientifico e di Informazione, n. 1-2, anno IV, marzo-luglio, 1997.
  • Ainsworth M.,Grohol J., Credential check, ,1997. Disponibile all’ indirizzo http//www.cmhc.corn/check

 

L’uso di smartphone provoca allergie e dermatiti (in particolare ai bambini).

bambini e cellulari

In questo mese di agosto rilancio alcuni articoli rlevati dalla stampa nei mesi scorsi, conservati nelle bozze e mai pubblicati sul sito. Questi articoli sono rilanciati con i testi originali, parzialmente ridotti.

Questo articolo riporta di una ricerca che dimostra che l’uso di smartphone provoca allergie e dermatiti, in modo particolare ai bambini.

Secondo i risultati di uno studio pubblicato di recente sulla rivista Pediatric Allergy, Immunology, and Pulmonology, molti smartphone in commercio rilascerebbero dosi – piccole ma non trascurabili – di metallo, nickel e cromo, cause principali di allergie da contatto e dermatiti allergiche.

Jacob Thyssen dell’università di Copenaghen e dell’ospedale Gentofte – tra gli autori del lavoro svolto – ha spiegato che questo tipo di sintomatologie allergiche si sta diffondendo soprattutto tra i più piccoli: circa il 33 per cento dei cosiddetti nativi digitali sarebbe vittima della stessa tecnologia. E dall’analisi è emersa proprio l’evidente associazione tra le dermatiti e l’uso di cellulari.

Secondo la ricerca The net children go mobile, oggigiorno quasi la metà di bambini e teenager possiede uno smartphone e lo usa quotidianamente per navigare in internet e quasi 3 giovani su 4 se sono dipendenti. Facile dunque intuire quanto proprio i minori siano i soggetti più a rischio.

I pediatri hanno diagnosticato l’aumento di sfoghi sulle mani, sul collo e anche sul viso – tutte parti maggiormente a contatto con il cellulare – e hanno evidenziato la possibilità che tali reazioni siano dovute proprio alle fibre metalliche contenute negli apparecchi di ultima generazione.

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