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Feb 16, 2013

Sei dipendente dal tuo telefonino? Nove segni per capire se sei drogato di SmartPhone! – Infografica

“Non vi è quasi nulla che lo smartphone non possa fare … ma la mania dei cellulari si trasforma in dipendenza per molti individui. E di questi tempi ci sono molte persone dipendenti da Smartphone in modo patologico. Scopri se lo sei anche tu!”

E’ questo il senso dell’infografica presente in questo articolo, che propone i dati di recenti ricerche USA sul tema della dipendenza da telefono cellulare, un argomento che abbiamo già visto in questa pagina.

Le affermazioni di partenza sono sono retoricamente semplici, ma guardando l’infografica spiccano dei dati incredibili su specifici argomenti:

1. Non spegni mai il telefonino, anche mentre guidi o dormi.
l’83% degli intervistati dorme con il telefono vicino e il 35% di loro, quando si sveglia, lo usa subito per app o social; 3 persone su 4 lo usano guidando.

2. Scrivi messaggi di testo mentre cammini.
Il 42 % dei teen dice che può scrivere messaggi da bendato, e l’11% dice che manda più di 200 messaggi al giorno.

3. Ti viene da telefonare anche quando sei in luoghi riservati, come cinema o biblioteche.
Il 42% delle persone, quando si annoia, tira fuori il telefono per giocare o intrettenimento.

4. Ricevi e fai chiamate casa/lavoro miste, anche in vacanza.
il 30% delle persone fanno e ricevono chiamate personali sul cellulare durante l’orario di lavoro, ma vengono anche chiamata dal lavoro mentre sono a casa o in vacanza.

5. Utilizzi siti social durante le riunioni di lavoro.
Si. Lo fa chiunque sia a una riunione, abbia un cellulare in mano e si annoi. Vedi punto 3.

6. Utilizzi il cellulare quando sei in bagno.
Il 40% delle persone usa il telefono cellulare mentre è sul cesso!

7. Usi il telefono anche durante un incontro sociale.
Il 15% delle persone ammette che estrae e utilizza o finge di utilizzare il telefono cellulare durante feste o incontri sociali per limitare la possibilità di relazioni dirette con sconosciuti;  oltre il 50% preferisce cmunicare ‘digitalmente’ piuttosto che faccia a facca; il 60% delle persone utilizza il proprio telefono anche mentre sta socializzando direttamente.

8. Preferisci usare il cellulare per guardare la TV.
Sempre di più.

9. Ti svegli nel cuore della notte per controllare Facebook o Twitter.
Il 15% di persone dichiara di aver interrotto un rapporto sessuale per rispondere al telefono cellulare.

Ecco l’infografica “Are you addicted to your mobile phone?

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Gen 16, 2013

Movimento Slow Communication: equilibrare il rapporto che abbiamo con la comunicazione sul web, gli strumenti del Web 2.0 e i social network

Segnalo con grande piacere l’esistenza di Slow Communication, un movimento che punta a equilibrare, per quanto a promuovere, il rapporto che abbiamo con la comunicazione sul web con gli strumenti del Web 2.0 e i social network.

Nato dall’intuizione e dal lavoro di Andrea Ferrazzi, (Giornalista, consulente politico, esperto di strategie di comunicazione), Slow Communication si ispira alla filosofia di Slow Food e Cittàslow e individua nei rapporti umani, nella conoscenza del mondo reale e nel mantenimento di uno spirito critico l’essenza stessa della convivenza civile.

Negli USA, l’idea di ‘slow communication” circola già dal 2009, quando il saggista John Freeman pubblicò nel sul Wall Street Journal l’articolo Not So Fast. Sending and receiving at breakneck speed can make life queasy; a manifesto for slow communication dove affermava:

«I nostri giorni sono limitati, le nostre ore sono preziose. Dobbiamo decidere che cosa vogliamo fare, che cosa vogliamo dire, di che cosa e di chi dobbiamo prenderci cura. Bisogna pensare come vogliamo ripartire il nostro tempo in base a queste domande. Dobbiamo rallentare».

ll Movimento “Slow Communication” riprende, amplia e contestualizza queste riflessioni per:

“diffondere anche in Italia una nuova cultura digitale, una nuova alfabetizzazione mediatica e una nuova etica intellettuale fondata sulla ricerca di un equilibrio sostenibile tra la velocità e l’immediatezza del web e il pensiero lento, lineare e approfondito che utilizziamo per seguire una lunga narrazione e un’argomentazione complessa oppure per riflettere sulle esperienze della nostra esistenza.

Slow Communication non intende affatto condannare la funzione e il ruolo di internet nelle società post-moderne (…) Mira, piuttosto, a promuovere una prospettiva diversa, evitando di cadere nel pessimismo culturale e partendo invece dalla necessità di imparare a utilizzare il web 2.0 con più moderazione e meno dipendenza. In modo più responsabile e consapevole. Senza ignorare le conseguenze che la rete esercita su ognuno di noi, sul nostro modo di essere e di pensare, sui nostri atteggiamenti e sui nostri comportamenti. Finanche sulle nostre menti.

Dobbiamo riappropriarci del tempo, sganciando la nostra idea di progresso dalla velocità, che non sempre porta a risultati soddisfacenti e a relazioni sostenibili. Dobbiamo abbandonare l’utopia dell’efficienza perfetta, per evitare di tornare ad essere dei meri decodificatori di informazioni, acritici e superficiali. Dobbiamo imparare a scollegare la nostra mente da internet per riconquistare lo spazio della riflessione. Dobbiamo, insomma, riscoprire la lentezza per acquistare una rinnovata sintonia con il mondo reale che ci circonda.

Il Movimento Slow Communication si propone di promuovere un consumo responsabile dei nuovi strumenti di comunicazione”.

Visita il sito di Slow Communication per maggiori informazioni.

Cos’è Slow Communication? Lo racconta Andrea Ferrazzi in questa intervista.

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Dic 17, 2012

Smartphone Addiction: cause, sintomi e abitudini patologiche in infografica.

I telefoni smartphone sono arrivati da poco e, oltre ad avere già eliminato dagli scaffali tutti gli apparecchi di ‘generazione’ precedente, hanno anche già infettato le persone con il virus della dipendenza. Come ci testimononia la cronaca, come affermano le ricerche, ma anche come vediamo in giro tutti i giorni, sempre più persone mostrano problemi psicologici nel loro rapporto con l’apparecchio e, ormai da più parti, si parla di vera e propria dipendenza tecnologica.

Quali sono i dati relativi alle abitudini d’uso che dimostrano questa ‘Smartphones Addiction“?

La società LookOut Mobile Security ha recentemente diffuso una ricerca tesa a capire quanto le nostre relazioni, le emozioni e i comportamenti siano orientati dall’uso del telefono cellulare per cercare di fotografare il nuovo ‘mobile mindset’ degli utilizzatori: i modi con i quali ci ‘relazioniamo’ con i nostri telefoni e le abitudini e comportamenti che ne scaturiscono.

Questi sono gli interessanti risultati dello studio (in infografica):

Clicca qui per scaricare il report completo di Lookout Mobile Mindset Study – june 2012 (pdf, 569 kb)


Altri dati interessanti presentati in infografica riguardo alla smartphone addiction sono quelli raccolti e diffusi da Onlinecollages:

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Nov 10, 2012

Arriva FitDesk™: la cyclette con il porta computer che lavori pedali e dimagrisci!

Per prevenire lo sviluppo di patologie muscolo-scheletriche presso i lavoratori digitali che trascorrono moltissimo tempo seduti alle loro scrivanie esistono moltissime soluzioni che abbiamo già visto in altri articoli di questo sito: sistemare le altezze di mobili e attrezzature;  utilizzare sedie e poltrone con particolari caratteristiche tecniche e con alcuni accorgimenti pratici; fare delle pause almeno ogni due ore di lavoro e – magari – fare dei semplici esercizi fisici; eccetera.

Ancora nessuno, però, si erò preoccupato di cercare una soluzione per prevenire il problema dell’aumento di peso e di sviluppo del grasso corporeo che il lavoro totalmente sedentario dei lavoratori digitali comporta.

Niente paura! Se siete stufi di ingrassare lentamente, giorno dopo giorno, mentre lavorate alla scrivania, da oggi c’è FitDesk ™: un’invenzione unica che permette all’utente di esercitarsi comodamente durante il lavoro con il portatile o la navigazione sul web.

Praticamente, si tratta di una cylette sul cui manubio è montato un sopporto molto solido sul quale collocare il computer portatile e sul quale appoggiarsi durante il lavoro. A sentire i produttori, FitDesk™ è unico:

Il design (in attesa di brevetto) consente di appoggiare i gomiti comodamente su una superficie morbida, mentre si pedala. Questo  permette di sostenere il vostro corpo in movimento, liberando le mani per la digitazione su un computer portatile o per giocare con una consolle come nessun altra cyclette sa fare!

FitDesk è compatto è robusto, ma si ripiega velocemente e facilmente in modo da poter stare in un angolo  di casa o ufficio. Con FitDesk non è necessario costruire un’altra stanza sulla tua casa! Lo pieghi e lo metti via in pochi secondi.

Ecco il video promozionale:

Che dire? Sicuramente un’idea interessante, anche se di design non particolarmente innovativo.

Mi immagino già delle lezioni in palestra, verso le 10 del mattino, piene di manager che mentre fanno spinning, navigano il web, scrivono progetti o relazioni per il consiglio d’amministrazione. Al quale arriveranno in splendida forma fisica …

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Tecnostress da microclima: come ridurre i rischi di stampanti laser, fotocopiatrici e toner

I lavoratori digitali sono quotidanamente immersi in un ecosistema tecnologico che ha, come abbiamo visti in altri articoli, un forte impatto fisico sul microclima dell’ambiente di lavoro.

I luoghi di lavoro basati sulle tecnologie sono continuamente percorsi da campi elettromagnetici di tutte le ampiezze e dagli effetti ancora sconosciuti e la qualità dell’aria è degradata dalla presenza di particelle inquinanti rilasciate dai macchinari in funzione.

Quanti uffici vedete con le stampanti direttamente appoggiate sui tavoli dei lavoratori, magari più di una per stanza, e fotocopiatori in fianco al tavolo che sparano quella piacevole brezza tiepida direttamente sulla faccia del lavoratore? Quella brezza emessa dalle stampanti con tecnologia laser e dalle fotocopiatrici è ricca di polveri di toner che possono causare disturbi delle vie respiratorie superiori e inferiori, soprattutto in soggetti predisposti.

Di inquinamento da toner parliamo oggi, perché quei pragmatici di SUVA (Il principale assicuratore in Svizzera nel campo dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni) hanno recentemente pubblicato il bell’opuscolo “Stampanti laser, fotocopiatrici e toner: pericoli per la salute” relativo ai rischi derivanti da stampanti laser, fotocopiatrici e toner, con tante interessantissime informazioni sui composti organici volatili, la tossicità delle polveri, gli effetti sulla salute e le misure di prevenzione e protezione.

Di seguito, un breve sunto con, tra virgolette, le citazioni originali del testo. Gli eventuali riferimenti legislativi contenuti nell’opuscolo di Suva riguardano la normativa Svizzera, ma l’argomento è svolto così bene dal punto di vista scientifico e di prevenzione che i suggerimenti indicati possono essere comunque di utilità per tutti i lavoratori.

Il documento è molto interessante e riguarda un tema spesso poco considerato in Italia sia a livello di formazione, sia di prevenzione specifica. Se vi interessa, potete scaricarlo per intero dal link a fine pagina.

Tanto per cominciare bene, il documento segnala chiaramente fin dalle prime righe che le stampanti laser e le fotocopiatrici “possono emettere piccole quantità di polvere, composti organici volatili (COV) e ozono”. Queste polveri possono essere sia di carta (la maggior parte), sia di toner (che a sua volta è costituito da piccolissime particelle di materia termoplastica -copolimeri stirolo-acrilici, poliestere – che si fissano sulla carta per fusione.

In alcune sperimentazioni effettuate “è stata rilevata la presenza di aerosol di dimensioni inferiori ai < 100 nm (particelle ultrafini)” durante il funzionamento delle stampanti ed è stato stabilito che la polvere di toner (classificata nella categoria delle polveri granulari biopersistenti senza sostanziale tossicità specifica conosciuta – Granular Bioresistent Particles, GBP) “contiene particelle in grado di penetrare negli alveoli”.

Queste polveri di toner “possono causare disturbi soprattutto nei soggetti con mucose ipersensibili nelle vie respiratorie superiori e inferiori”. In particolare i rapporti finora pubblicati “indicano che le persone con un’iperreattività aspecifica nasale o bronchiale possono sviluppare sintomi come starnuti, muco nasale, tosse e disturbi respiratori. Generalmente, si tratta di reazioni aspecifiche di ipersensibilità dovute agli effetti irritativi delle emissioni” che è possibile prevenire con una migliore igiene del posto di lavoro.

Anche se letteratura scientifica documenta “solo pochissimi casi di allergie delle vie respiratorie provocate dai toner” e gli studi epidemiologici “non hanno stabilito relazioni causali certe fra queste emissioni e le malattie croniche dell’apparato respiratorio o le malattie polmonari interstiziali”, tuttavia “non si esclude che le polveri di toner possano avere un effetto cancerogeno” anche se i dati attualmente disponibili non permettono di trarre delle conclusioni definitive.

Quindi gli svizzeri dedicano un’ampia parte del documento per consiglia idonee misure di protezione generali per ridurre il rischio di esposizione alle polveri di toner e alle particelle ultrafini, e delle specifiche misure per contrastare gli effetti di un’elevata esposizione, ad esempio in caso di guasto dell’apparecchiatura o durante le operazioni di manutenzione e riparazione.

Queste le misure generali proposte:

  • attenersi scrupolosamente alle istruzioni riportate nel manuale d’uso;
  • collocare gli apparecchi in un locale ampio e ben ventilato;
  • installare le apparecchiature di elevata potenza in un locale separato e installare un impianto di aspirazione locale;
  • non direzionare le bocchette di scarico dell’aria verso le persone;
  • eseguire regolarmente la manutenzione delle apparecchiature;
  • optare per sistemi di toner chiusi;
  • sostituire le cartucce del toner secondo le indicazioni del produttore e non forzare l’apertura;
  • rimuovere con un panno umido le tracce di toner; lavare con acqua e sapone le parti di pelle sporche di toner;
  • in caso di contatto con gli occhi, lavare con acqua per 15 minuti; in caso di contatto con la bocca, sciacquare abbondantemente con acqua fredda. Non utilizzare acqua calda o bollente, altrimenti il toner diventa appiccicoso;
  • eliminare con molta cautela i fogli inceppati per non sollevare polvere;
  • utilizzare guanti monouso per ricaricare il toner liquido o in polvere.

Quando è necessario sostituire le cartucce di stampa o si eseguono la pulizia e la manutenzione degli apparecchi, si possono verificare delle brevi emissioni di polvere di toner e le persone che “svolgono frequentemente queste attività sono maggiormente esposte” ai rischi correlati alle polveri. In questo caso devono essere adottare “adeguate precauzioni per ridurre il rischio di inalazione:

  • pulire gli apparecchi con un aspiratore certificato, non usare getti d’aria, evitare di soffiare nell’apparecchio;
  • qualora si tema una notevole emissione di polveri, garantire una buona ventilazione; utilizzare un respiratore antipolvere con livello di protezione FFP2/FFP3 e cambiarlo regolarmente dopo un periodo di poche ore se diventa umido, si danneggia o viene direttamente a contatto con la polvere di toner;
  • indossare gli occhiali di protezione;
- una volta terminata la manutenzione, pulire con un panno umido la zona attorno all’apparecchio;
  • indossare guanti di protezione adeguati, tenendo conto anche del tipo di detergente utilizzato”.

Clicca sul titolo per scaricare il factsheet SUVA “ Stampanti laser, fotocopiatrici e toner: pericoli per la salute“, a cura della Divisione medicina del lavoro, Divisione tutela della salute sul lavoro, Settore chimica, aggiornamento marzo 2012.

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