Stress nella Pubblica Amministrazione? No grazie, fino al 1 gennaio 2011

All’interno del Decreto Legge pubblicato il 31 maggio 2010, n. 78, titolato “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” e relativo alla finanziaria attualmente in approvazione al Parlamento ci sono due articoli interessanti.

L’articolo 8 – Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche – al comma 12 dice testualmente:

“Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche di cui all’art. 1, comma 2 del Decreto Legislativo n.  165 del 2001, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010.”

Mica male come mossa! Il Governo, sotto l’ombrello di presunte ‘misure organizzative’ e con la scusa di ‘razionalizzazione e risparmi di spesa’ rinvia con tre righe a dicembre la valutazione del rischio stress lavoro-correlato nelle amministrazioni pubbliche. Così, come in altre cose, la legge non è più uguale per tutti. Avanti prima le aziende private a camminare sul campo minato dello stress da lavoro …

E non è finita qui. Appena un articolo prima, al 7, si parla di ‘Soppressione ed incorporazione di enti ed organismi pubblici; riduzione dei contributi a favore di enti.”. Bellissimo tema, c’è un sacco da tagliare. Solo che l’articolo è scritto così:

“1. Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e il coordinamento stabile delle attività delle attività previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’IPSEMA e l’ISPESL sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute; l’INAIL succede in tutti i rapporti attivi e passivi.”

Quindi, via l’ISPESL, Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, un istituto che svolge ricerche e studi molto significativi nel suo settore e che spesso ho utilizzato come fonte in questo blog.

Naturalmente, l’ISPESL fa notare che Paese europeo le ragioni della crisi hanno portato allo scioglimento degli enti di ricerca che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro e della riduzione delle tutele sociali, ha sospeso le attività istituzionali ed è in stato di agitazione permanente. Ha anche aperto una pagina web per sottoscrivere un appello a sostegno dell’Istituto.

Ricordo che il Decreto Legge che comprende queste norme è in vigore dal 31 maggio, ma non è ancora definitivo perché dovrà essere convertito in Legge entro 60 giorni dalla pubblicazione. Altrimenti decadrà, cioè perderà efficacia sin dall’inizio. Ma lo convertiranno … vedrete che lo convertiranno alla svelta …

Videoterminali: effetti sulla salute e misure di prevenzione

I videoterminali sono ovunque. Prima solo nei TV, nei videogiochi e nei computer, poi sui telefoni cellulari e ora, prossima frontiera, su tablet e ipad. Sempre più l’informazione viene fruita da videoterminali e sempre più tempo è dedicato al lavoro e all’utilizzo di videoterminali.

Come per tutte le apparecchiature di lavoro anche in questo caso ci sono avvertenze d’uso che, se non rispettate, possono determinare disturbi per la salute.

Una recente indagine italiana ha valutato oltre 30.000 lavoratori di cui 20.000 adibiti a lavoro con VDT per almeno quattro ore al giorno (per la legge è videoterminalista il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali dedotte le interruzioni previste). E’ emerso che tra gli operatori a VDT i disturbi oculari sono stati segnalati da più della metà dei lavoratori, contro solo il 30% circa dell’altro gruppo di lavoratori. Inoltre si sono rilevate differenze tra i due gruppi attorno al 15% per disturbi alla schiena, al collo, mal di testa, ansia.

I problemi relativi all’uso intensivo di videoterminali in senso lato (quindi indifferentemente dalla mole e dal contenuto informativo che veicolano) sono noti da tempo: affaticamento visivo (astenopia) dovuto alla fissità dello sguardo sul monitor e alle radiazioni; disturbi muscolo-scheletrici, dovuti all’ergonomia del lavoro e alla postura del soggetto; stress.

Il Servizio Prevenzione e Protezione dell’Azienda L’Azienda Ospedaliera S.Orsola Malpighi di Bologna ha realizzato la “Scheda tecnica n°17: la postazione di lavoro al videoterminale“, una scheda informativa per una miglior conoscenza e prevenzione dei disturbi correlati all’uso di videoterminali (VDT). In questa scheda sono riepilogati i principali rischi per i lavoratori che operano con videoterminali; gli effetti noti ed accertati sulla salute; le ricerche relative ai disturbi e alle radiazioni; le principali misure di prevenzione; una check-list per il corretto ambiente di lavoro.

Per scaricare la scheda (pdf, 1,01 Mb) cliccare qui.

Mag 31, 2010

Valutazione Stress dal 1° agosto 2010

Come tutti sapete dal 1 agosto 2010 diventa obbligatoria la valutazione all’interno della valutazione di tutti i rischi aziendali del rischio stress lavoro-correlato.

In queste settimane cresce quindi l’interesse delle aziende, o perlomeno dei soggetti che all’interno delle aziende sono deputati ai ruoli della sicurezza, sulle modalità e le conoscenze per svolgere questa parte di valutazione.

In alcuni post precedenti ho raccolto le linee guida e le metodologie che alcuni soggetti, in vista di tale data, si sono apprestati a sviluppare e rendere pubbliche sul web. In questo post ricapitolo brevemente questi punti salienti che ogni soggetto interessato deve prendere in considerazione per affrontare questo aspetto della valutazione dei rischi:

• Leggete l’accordo quadro europeo recepito nel Giugno 2008 dalle parti sociali, che si configura come il pilastro concettuale per l’identificazione e la valutazione del ischio stress lavoro-correlato;

• Approfondite la conoscenza sullo stress: cos’è, come si manifesta, che sintomi provoca a medio e lungo termine, eccetera.

• Studiare una delle Guide operative o delle Linee guida per la “Valutazione e Gestione del rischio da stress lavoro correlato” che diversi enti hanno realizzato e proposto in questi ultimi mesi (Regione Lombardia; Ispesl; Ispesl-HSE).

• Immaginare come applicare operativamente in azienda la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, ovvero identificare il modo tecnicamente migliore e normativamente più corretto per svolgere la valutazione di questa tipologia di rischio.

La data si avvicina, preparatevi …

Mag 24, 2010

Segnali di stress in agguato

Una recente ricerca pubblicata dall’ ISPESL (l’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro) evidenzia i più comuni sintomi dello stress negativo in ambiente di lavoro che vanno riconosciuti ed evidenziati come segnali di una situazione di disequilibrio.

Se la maggior parte dei sintomi elencati qui sotto si ripete da più di un mese e tende ad aumentare, senza alcuna giustificazione di patologie organiche, è opportuno riconoscere di avere una situazione di ‘sovraccarico’ psicologico che va affrontata.

Ecco i sintomi che l’ ISPESL consiglia di tenere in considerazione per poter riconoscere, e quindi curare lo stress da lavoro:

  • Gola stretta o bocca secca
  • Viso contratto, corrugato o teso; mascelle serrate
  • Lineamenti tirati, occhiaie
  • Difficoltà a digerire, dolori allo stomaco
  • Diarrea, crampi intestinali; stitichezza
  • Dolori alla schiena, testa, collo
  • Eccessiva sudorazione, soprattutto alle mani
  • Battiti veloci e/o irregolari del cuore
  • Rigidità, tensioni e tremori muscolari
  • Respirazione corta, a scatti, limitata, rapida
  • Sensazione di mancanza di tempo
  • Movimenti accellerati, irrequietezza
  • Minor pazienza e maggior irritabilità
  • Stanchezza cronica
  • Maggiore aggressività
  • Maggiore confusione
  • Ansia e preoccupazione
  • Maggior pessimismo
  • Crisi di pianto frequenti
  • Disturbi del sonno
  • Maggiore distrazione e memoria più debole
  • Cattivo controllo delle proprie reazioni, dell’umore e del comportamento
  • Frequenti atti maldestri (inciampare, fare gaffes, perdere oggetti, etc.)
Mag 24, 2010

Altro che Tecnostress, nel call center c’è la frusta …

Riporto la notizia che come fatto di cronaca ha destato molto interesse e che, in un certo senso, dimostra come certe situazioni di lavoro non solo siano lontane dalla consapevolezza di rischi specifici relativi agli strumenti di lavoro e alla pressione informativa, ma addirittura regrediscono la gestione del lavoro e dei dipendenti ad un’epoca pre-sindacale, o a una condizione di laboratorio cinese.

Altro che tecnostress, qui c’è la frusta se produci poco !

A Firenze, una decina di ex centraliniste e ex venditori del call center Italcarone hanno fatto denuncia per maltrattamenti.

I maltrattamenti dichiarati consistono in:

  • divieto di alzarsi per andare in bagno se non avevano già fatto un certo numero di chiamate e trovato gli appuntamenti ai venditori
  • umilianti richiami davanti a tutti per chi non raggiungeva gli obiettivi stabiliti
  • frustino picchiato sulle gambe a qualche telefonista che nel call center batteva la fiacca

Da notare anche alcune incredibili ‘abitudini’ da osservare sul posto di lavoro:

  • La mattina dei dipendenti cominciava sulle note dell’inno nazionale tenendosi per mano o intonando slogan motivazionali.
  • veniva consigliato di ‘puntare’ all’inizio a parenti e amici, persone più facili da convincere all’acquisto
  • i turni di lavoro erano massacranti (fino a 14 ore al giorno nella postazione telefonica)
  • i dipendenti venivano sottoposti a vessazioni psicologiche e fisiche

L’inchiesta aperta dalla Procura sulla base delle denunce dei dipendenti ha portato all’arresto di cinque persone ai vertici della Italcaronec con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla frode fiscale per vendite in nero per quasi quattro milioni e mezzo di euro.

Per leggere tutta la notizia clicca qui.

leggere i commenti per avere uno spaccato di queste situazioni di lavoro reale!

Pagine:«1...39404142434445...53»