Mag 16, 2010

Ispesl: Indicazioni operative per la valutazione del rischio stress

Sempre dall’Ispesl – a cura del Network Nazionale per la Prevenzione del Disagio Psicosociale nei Luoghi di Lavoro – sempre in dirittura per l’avvio di legge della valutazione di rischio stress lavoro-correlato prevista per il 1 agosto 2010, eccovi la loro “Proposta metodologica per la valutazione dello stress lavoro-correlato”.

Si tratta di una metodologia il cui obiettivo principale è quello di creare una rete informativa per supportare le imprese, affinché la info-formazione di tutti i soggetti coinvolti (lavoratori, dirigenti, preposti) possa creare un clima di ”interesse comune” per affrontare la “tematica” con la consapevolezza che una buona valutazione rappresenta un valore aggiunto per l’impresa in termini di migliore clima organizzativo, di sana competitività, di qualità dei prodotti o servizi erogati.

Per scaricare gratuitamente la proposta metodologica per la valutazione dello stress lavoro-correlato occorre registrarsi.

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Mag 11, 2010

Metodologia Ispesl-HSE per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato

Mentre ci avviciniamo al termine previsto per l’entrata in vigore dell’obbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato – e sempre in attesa che la Commissione Consultiva permanente per la salute sicurezza del lavoro elabori le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato” – succede che ognuno dei grandi soggetti istituzionali coinvolti su questo tema si porta avanti e si fa il suo modello di valutazione.

E’ di questi giorni la pubblicazione da parte dell’Ispesl – L’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro del documento “La valutazione e la gestione dello stress lavoro-correlato”, una monografia che propone un approccio integrato secondo il modello Management standard HSE e alla luce del D.Lgs. 81/2008 alla gestione e valutazione dello stress lavoro-correlato.

Ricordiamo che il modello Management Standards è approntato dall’Health and Safety Executive ed è validato nel Regno Unito e nella Repubblica Irlandese su più di 26.000 lavoratori, mentre il nuovo modello proposto (metodologia ISPESL- HSE) “è in corso di validazione in Italia (termine previsto entro il 2010) su circa 6.000 lavoratori di aziende afferenti ai diversi settori produttivi”.

Il modello ISPEL-HSE è un documento molto interessante, che consiste in un approccio per fasi al processo di valutazione basato su sei dimensioni organizzative chiave, che sono aree di potenziali fattori di rischio stress lavoro-correlato, e nella metodologia per la valutazione e gestione del rischio di stress lavoro-correlato.

Scarica il documento: Ispesl – Dipartimento di Medicina del Lavoro, “La valutazione e la gestione dello stress lavoro-correlato: approccio integrato secondo il modello Management standard HSE” (formato PDF, 256 kB).

Mag 10, 2010

Rischi emergenti e nuove forme di prevenzione in un mondo del lavoro che cambia

In vista dell’entrata in vigore dal 1 agosto 2010 dell’obbligo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato, la CGIL ha tradotto in italiano il testo “Emerging risks and new patterns of prevention in a changing world of work.” (Rischi emergenti e nuove forme di prevenzione in un mondo del lavoro che cambia), presentato il 28 aprile dall’ILO in occasione della giornata mondiale della sicurezza sul lavoro.

Di particolare attenzione per il tema del Tecnostress il punto dove si parla dei rischi derivanti dall’utilizzo di nuove tecnologie, che riporto testualmente:

Le nuove tecnologie

Esiste una preoccupazione a livello mondiale circa i rischi, precedentemente sconosciuti, causati dalle nuove tecnologie, dai nuovi processi operativi e dai cambiamenti strutturali. Di solito le nuove scoperte avvengono e vengono applicate all’industria prima che siano ben chiari i loro effetti sulla salute e la sicurezza. Con la diffusione internazionale della catena della fornitura e la crescita della produzione nei Paesi in via di sviluppo, i cambiamenti tecnologici interessano i Paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo contemporaneamente. Ad esempio, i processi di produzione moderni che fanno uso di nanotecnologie e biotecnologie sono sempre più di diffusi in tutto il mondo.

Documento completo: “Rischi emergenti e nuove forme di prevenzione in un mondo del lavoro che cambia” (formato PDF, 106 kB).

5 giorni senza PC = 438 email in casella!

Piccola storiella segno dei tempi, dell’invasione tecnologica e di quanto è facile cadere vittime del tecnostress.

Sono stato via per qualche giorno in vacanza, e non ho mai sentito la necessità di leggere la posta o di navigare sul web. Cinque giorni di relax completamente sconnesso dalla rete e dalle sue attività.

Sabato sono rientrato. E ho scaricato la posta. Con sgomento, ho visto che mi sono arrivati – in cinque giorni – 438 email, 87,6 al giorno, 3,65 email all’0ra, compreso di notte.

Di queste 438 email, 241 sono pertinenti alle caselle e 197 (!!!) sono di puro spam, finite direttamente nella casella ‘indesiderata’ ed eliminate con un solo click. Ho quindi affrontato le 241 email nelle caselle, che erano più o meno così ripartite:

  • 100 provenivano dall’ufficio dove avevo in corso il lancio di un nuovo sito;
  • 100 erano indirizzate a me personalmente, e di queste oltre 70 erano informazioni commerciali o news o addirittura spam non riconosciuto;
  • 40 erano indirizzate a un sito che gestisco, e di queste 12 erano messaggi utili, i rimanenti erano news e altre informazioni.

Ho processato tutte le email – eliminato quelle inutili e risposto o svolto azioni per quelle utili – in circa un’ora di lavoro. Meno male che sono rientrato sabato e avevo la domenica libera, se no mi tornava subito il tecnostress.

Apr 16, 2010

Stress da tempi d’attesa del PC:
è la Hourglass Syndrome!

Avete presente la clessidra (o la rotellina che gira sui Mac) che vi accompagna durante numerose operazioni quotidiane che effettuate sul vostro PC, specialmente se è un po’ vecchio?

Proprio quei momenti dove siete li, in attesa, come surgelati davanti a uno schermo che sembra surgelato pure lui, senza segni di vita se non la piccola clessidra che gira, e gira, e gira senza fine … Proprio quei momenti dove l’attesa è indefinita, forse sta finendo forse no e non si sa a fare cosa, e l’attesa può diventare frustrazione, a volte rabbia, spesso stress ….

Negli Usa questo fenomeno è talmente diffuso da aver dato il nome a una patologia: la Hourglass Syndrome – in italiano Sindrome della Clessidra – quindi, per capire quei momenti li, la Intel ha fatto svolgere alla Harris Poll, una società specializzata in sondaggi, un’inchiesta su come gli utenti vivano i tempi di aggiornamento e download dei propri personal computer.

La ricerca è stata realizzata su un campione di 2.135 cittadini statunitensi intervistati e i risultati mostrano una diffusa insofferenza per la lentezza dei computer.
Più nello specifico, il 66 per cento degli intervistati si definisce stressato dai tempi di attesa; il 23 per cento si dichiara estremamente esasperato dalle prolungate attese e una piccola quota del 4 per cento ha riferito di ritrovarsi ad aspettare, nel corso delle proprie attività al computer, da una a tre ore. Il dato più rilevante evidenzia che l’utente medio statunitense trascorre 13 minuti al giorno in tempi di attesa di fronte al proprio computer, pari a tre giorni interi di attesa all’anno.

Per diffondere la conoscenza e alcune basi di prevenzione di questa “Hourglass Syndrome” Intel ha prodotto il bel video di due minuti che potete vedere in apertura dell’articolo e ha lanciato su Facebook il suo Hourglass Syndrome quiz.

La notizia della ricerca è già stata ampiamente diffusa da tutti i principali media internazionali, come si può vedere da questa ricerca su google per la keyword “Intel hourglass syndrome”

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