Browsing articles tagged with "Information Overload | TECNOSTRESS - Part 2"

Internet Addiction Disorder: Facebook is like a cake!

Al’interno della Internet Addiction Disorder (IAD) – la sindrome identificata nel 1995 dallo psichiatra americano Ivan Goldberg per identificare quell’ampia varietà di comportamenti che implicano problemi psicologici nel controllo degli impulsi ad utilizzare internet e difficoltà nel regolare gli stati emotivi dell’esperienza on-line – la Social Addiction (cioè la dipendenza dai social network e il bisogno di mantenere/verificare/aggiornare la propria presenza all’interno di ambienti ‘sociali’ in modo continuativo e ossessivo) era già ben presente.

Da allora, i social network sono cresciuti in modo impressionante. con centinaia di milioni di utilizzatori e decine di miliardi di ore dedicate dagli utilizzatori a seguire la propria presenza in questi ambienti internet. Figuratevi quindi quanto è aumentata la Social Syndrom fra le genti di tutto il mondo. Basta guardarsi intorno per vedere quanto tempo, risorse e emozioni succhino alle persone i vari Facebook, YouTube, Wikipedia, Twitter, Myspace …

La verità è che ci sono oggi milioni di persone dipendenti dai Social Network che con le loro ‘patologie’ specifiche, spesso compresenti, alimentano la vita le piattaforme social procurandosi un’infinita serie di problemi alle loro.

Le ricerche più recenti finalizzate a stabilire il tipo di rapporto che un individuo instaura con il social network, valutandone così l’eventuale rischio dipendenza (Developement of a Facebook Addiction Scale 1,2) dimostrano che i social network – e Facebook in particolare – sono assimilabili alla droga come tipologia di dipendenza.

Di seguito, potete vedere una interessante infografica (realizzata da BestMasterPsycology.com) che presenta i numeri e gli effetti dell’Internet Addiction Disorder, con particolare riferimento a Facebook.

Sembra incredibile, ma su Facebook c’è addirittura una pagina dedicata alla ‘Sindrome compulsiva da Facebook‘ che ha 10.031 “Mi piace”.

Sarà (anche) per questi motivi che Facebook è intervenuto in modo ultra-light su questi argomenti postando nei giorni scorsi nel proprio profilo ufficiale un’immagine di una torta con i colori classici del brand dove è stata mangiata un’unica, piccola fetta, come a voler indicare l’assenza di una sola porzione è abbastanza eloquente per spiegare che trascorrere troppe ore sulla timeline può essere un’attività che nuoce alla salute.

Lo slogan è ‘Le torte sono come facebook‘ e il messaggio è: “Le torte di compleanno servono a far stare insieme la gente. Danno agli amici un posto dove trovarsi e festeggiare. Ma troppa torta, probabilmente, non fa bene alla salute. Perciò le torte di compleanno sono un po’ come Facebook.”

Con questo post il social network mette in guardia gli utenti sui rischi connessi all’uso protratto che generare effetti negativi, tra cui alienazione e erosione delle relazioni offline.

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Giu 11, 2012

10 Consigli per alleviare l’Information Overload

Ritorniamo in questo breve articolo sul tema dell’information overload per presentare la traduzione italiana dei 10 consigli che Jonathan Spira offre nel suo libro “Overload-How Too Much Information is Hazardous to Your Organization” finalizzati ottenere un miglior controllo nell’utilizzo di alcune tecnologie nella vita lavorativa.

  1. Non mandate una email a qualcuno, e poi fate immediatamente un follow-up con un messaggio istantaneo, una telefonata o un tweet. Sprecate il vostro tempo e interrompete il vostro interlocutore, magari mentre sta cercando di ottenere una risposta.
  2. Non combinate più temi o più domande in una singola email. E’ troppo difficile per il vostro interlocutore capire esattamente quello che volete e se memorizza le informazioni da qualche parte è molto difficile che possa ritrovarle.
  3. Accertatevi che il soggetto della tua email dica il più esattamente possibile qual è la vostra richiesta o il contenuto delle informazioni che trasmettete.
  4. Leggete l’email aggiustandone il tono e rendendola il più chiara possibile prima di inviarla. Una email scritta male rischia di avvia un thread più o meno lungo di spiegazioni. Fatela bene già alla prima volta.
  5. Non gravate eccessivamente sui vostri interlocutori con delle risposte inutili come “OK!” e “Grazie”. E per amor del cielo non rispondete a tutti se non tutti hanno bisogno di sapere.
  6. Non siate impazienti se il vostro interlocutore non risponde subito. Anche gli altri possono essere occupati.
  7. Mantenete aggiornato il vostro stato su IM e posta elettronica. Se siete fuori ufficio e non siete reperibile è meglio farlo sapere ai vostri interlocutori in modo che non vi cerchino.
  8. Prendete atto che il destinatario dell’e-mail o di un messaggio non è in grado di leggervi nella mente. Prendetevi il tempo necessario per dare tutte le informazioni su chi siete, cosa volete e ciò che hanno bisogno di sapere. Ciò vi consentirà di evitare richieste multiple.
  9. Riconoscete che le parole digitate possono essere fuorvianti sia nel tono, sia negli intenti. Impegnatevi per fare delle comunicazioni semplici e chiare. Possiamo anche perdonare un emoticon o due se servono a impostare il tono giusto.
  10. Capite quanto il sovraccarico informativo può essere sconvolgente per voi non è facile per nessuno. Fate la vostra parte per rendere la vostra vita nel team di lavoro più facile.
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Mag 14, 2012

Information Overload – Sovraccarico Informativo – OVERLOAD! il libro

Come sappiamo, moltissime attività professionali – non solo quelle di alcuni settori della finanza e del terziario avanzato – sono oggi caratterizzate dal continuo flusso informativo indirizzato verso il lavoratore, che deve elaborare queste informazioni e ‘scartarle’ o ‘lavorarle’ di conseguenza. Questo flusso è costituito da infinite e-mail, dai social media, dagli sms, da tutta una serie di servizi e di strumenti di ricerca che producono un drammatico aumento nella produzione di informazione.

Succede così gli stessi strumenti impiegati per rendere più efficienti i lavoratori della conoscenza li bombardano di così tante informazioni che offuscano i loro sensi e ostacolano la loro capacità di innovare e produrre. Le informazioni diventano ‘eccessive’ il lavoratore non è pià in grado di ‘interpretarle’ con lucidità e velocità; si trova in una condizione psicologica di sovraccarico informativo, una delle principali cause di tecnostress nei luoghi di lavoro.

Jonathan Spira, esperto del settore tecnologico, ha scritto ‘OVERLOAD!’, un libro dove racconta storia e manifestazioni del sovraccarico informativo sui luoghi di lavoro, e presenta consigli e strategie per limitare le conseguenze  e i costi. Ricco di utili, consigli pragmatici, OVERLOAD! fornisce informazioni, suggerimenti e strategie impiegati da importanti organizzazioni mondiali, tra cui IBM, Intel, Morgan Stanley, e US Air Force.

Ecco le statistiche impressionanti di tempo e denaro perso a causa del sovraccarico informativo, presentate da Spira:

  • Ci sono 78,6 milioni di lavoratori della conoscenza nei soli Stati Uniti
  • Il sovraccarico informativo costa all’economia americana quasi $ 1 trilione 2010
  • Un minimo di 28 miliardi di ore si perde ogni anno per sovraccarico informativo negli Stati Uniti.
  • La lettura e l’elaborazione di soli 100 messaggi di posta elettronica può occupare più della metà della giornata di un lavoratore.
  • Ci vogliono cinque minuti per tornare in pista dopo una interruzione di 30 secondi.
  • Per ogni 100 persone che sono inutilmente in copia su una e-mail, si sono perse otto ore.
  • Il 58 per cento dei lavoratori statali passa metà giornata lavorativa al deposito, l’eliminazione o la selezione delle informazioni, ad un costo di quasi 31 miliardi di dollari di dollari.
  • Il 66 per cento dei lavoratori della conoscenza sentono di non avere abbastanza tempo per svolgere tutto il ​​loro lavoro
  • Il 94 per cento degli intervistati si sono sentiti sopraffatti dalle informazioni al punto da non essere in grado di decidere.
  • Una delle principali compagni del Fortune 500 società stima che il sovraccarico informativo incide sui prori costi per la somma di 1 miliardo di dollari l’anno.
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Ott 10, 2011

Costituito negli USA il gruppo di ricerca IORG: Information Overload Research Group

Con lo slogan “Reducing Information Pollution” si è costituito negli USA è e ha iniziato i suo lavori lo IORG, un nuovo gruppo  di ricerca dedicato alla problematica dell’information overload.

A IORG possono aderire tutti coloro che cercano dati, idee e soluzioni contro l’Information Overload, tra cui ricercatori, imprenditori, operatori del settore, docenti universitari, consulenti, fornitori di soluzioni e individui interessati.

Di seguito, ecco una veloce traduzione dalla presentazione di IORG:

Chi siamo:
Siamo un gruppo di ricercatori, professionisti e tecnici provenienti da mondo accademico, aziende, fornitori di soluzioni e consulenze. Siamo impegnati a ridurre il sovraccarico di informazioni, un problema che diminuisce la produttività e la qualità della vita dei lavoratori della conoscenza in tutto il mondo. Il nostro insieme eterogeneo di membri e le specifiche competenze ci consentono di accedere a idee e soluzioni all’avanguardia e di promuovere la collaborazione tra industria e mondo accademico er aiutarli a sviluppare la scienza della lotta al sovraccarico di informazioni.

La nostra missione:
IORG riunisce di ricerca, soluzioni e persone per aiutare a ridurre l’impatto del sovraccarico di informazioni.

IORG raggiunge questo scopo:
• Cercando di capire gli effetti di sovraccarico di informazioni nella società, tra cui for-profit, senza fini di lucro, e istituzioni governative.
• Facilitando le conversazioni, la collaborazione e il networking tra le persone nel mondo che soffrono di sovraccarico di informazioni, che studiano le persone che vivono questa esperienza, e che stanno sviluppando soluzioni formali e informali, per affrontare il problema.
• Educando le organizzazioni e gli individui circa i costi economici e sociali del sovraccarico di informazioni e sul costo-efficacia delle contromisure.
• Diffondendo soluzioni basate sulla ricerca, comprese le migliori pratiche e tecnologie.

Per visitare il sito di IORG clicca qui.

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