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Ott 25, 2015

Non di sole radiazioni uccide lo smartphone: dal cellulare al volante al divieto di Selfie, al pericolo dei Selfie-Stick

Non di sole radiazioni uccide il telefonino. Ma anche di incidenti stradali (prima causa di incidenti in Italia), di selfie sconsiderati in luoghi e situazioni pericolosi, di teste infilzate con selfie stick  in prestigiosi musei.

Cellulari e guida stradale

Per inviare un breve messaggio tramite sms (o con  Whatsapp) è necessario prendere il cellulare (ovunque sia), sbloccarlo, aprire l’applicazione prescelta, scrivere il testo e infine inviarlo selezionando il destinatario.

Si tratta di operazioni che in media richiedono un tempo minimo intorno ai 10 secondi, lo stesso lasso di tempo durante il quale si riescono a percorre circa 300 metri, tralasciando così tutte le attenzioni che richiede la strada.

Non è un caso se l’uso del cellulare alla guida è diventato la prima causa di incidente stradale in Italia. Nel 2014, tale utilizzo durante la guida ha superato, come causa di incidenti, l’eccesso di velocità e la guida in stato di ebbrezza.

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La distrazione del conducente, impegnato nell’utilizzo del cellulare, impugnando con la mano il dispositivo a discapito di una solida presa del volante, fa sì che i movimenti necessari per poter effettuare o rispondere ad una chiamata distolgano inevitabilmente l’attenzione dalla strada per alcuni secondi che, in molti casi, possono rivelarsi fatali.

La distrazione correlata all’uso di smartphone e telefoni cellulari ha prodotto, secondo un recente studio Aci/Istat, il 20,1% del totale degli scontri automobilistici registrati in Italia nel corso dell’ultimo anno.

Cellulari e Selfie

Per scattarsi invece il cosiddetto “selfie”, fenomeno che sta diventando di gran moda anche dal sedile di guida dell’auto, il guidatore si distrae per un tempo medio di 14 secondi, causando pericoli  persino maggiori.

Al punto che in Russia – dove dall’inizio dell’anno ci sono stati 10 vittime e 100 incidenti gravi in conseuenza a ’selfie’ – è vietato per legge scattarsi Selfie non solo alla guida dell’auto, ma in numerose situazioni: sui tetti, sui piloni dell’elettricità, sui binari della ferrovia  o davanti alla gabbia di un animale selvaggio.

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La campagna «Un selfie figo può costarvi la vita» promossa dal ministero dell’Interno russo e ispirata alla segnaletica stradale. ha l’obiettivo di invitare i cittadini prestare più attenzione ai pericoli circostanti mentre sono impegnati a farsi l’ennesimo autoscatto.

Contro il dilagare dei ‘selfie’, ci sono numerose località o attività turistiche che hanno introdotto dei severi divieti all’attività di auto-scattarsi fotografie.

Le più famose sono il Lago Tahoe, USA (attenzione, ci sono gli orsi); New York, USA (motivi di sicurezza); Spiaggia di Garoupe, Francia (salute pubblica” e rispetto ambientale); Van Gogh Museum, Amsterdam, Olanda (tutelare il visitatore, non disturbare la concentrazione); La Mecca, Arabia Saudita (per la componente più integralista la moda dello scatto va contro il principio musulmano della modestia).

Cellulari e Selfie Stick

Ma più del ‘Selfie’ i divieti nel mondo occidentale riguardano l’accessorio ‘Selfie Stick’, l’asta telescopica che permette di fare autoscatti a distanza.

Agli Uffizi di Firenze la norma “anti selfie stick” è in vigore dall’ottobre 2014. Negli Usa il Moma a New York, il Getty Center di Los Angeles, l’Hirshhorn Museum parte del grande complesso museale Smithsonian a Washington e anche il Giardino delle Sculture nella capitale Usa, sono tra le maggiori istituzioni che dicono ‘no’ all’accessorio. La National Gallery di Londra li ha banditi dalle sue sale e presto potrebbero seguirla altre istituzioni della cultura nel Regno, a partire dal British Museum.

L’elenco delle istituzioni culturali che hanno introdotto il bando è infatti sempre più lungo, la più aggiornata è la seguente, utile sia per coloro che possiedono il selfie stick, sia per coloro che vogliono visitare i musei senza il rischio di essere infilzati nella testa o disturbati nella visione:

– The National Gallery, London
– The Montreal Museum of Fine Arts
– Pointe-à-Callière Archaeology Museum
– The Colosseum in Rome
– The Palace of Versailles, Paris
– 19 Smithsonian museums and galleries
– The Museum of Modern Art, New York
– The Cooper Hewitt Museum, New York
– The Metropolitan Museum of Art, New York
– The Guggenheim Museum, New York
– The Frick Museum, New York
– The Brooklyn Museum
– The Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington
– The Museum of Fine Arts, Houston
– The Art Institute of Chicago
– The Detroit Institute of the Arts
– The Albertina museum in Vienna, Austria
– Brazilian soccer stadiums
– Soccer stadiums for Arsenal and Tottenham in England
– The Seattle Art Museum
– The Getty Center, Los Angeles
– The Museum of Fine Arts, Boston
– Wembley Stadium, London
– The Carnegie Museums of Pittsburgh
– The Frick Pittsburgh
– Music venues O2 Academy Brixton and O2 Arena, England
– Cleveland Museum of Art
– The Perot Museum of Nature and Science, Dallas
– The Dallas Museum of Art
– Blanton Museum of Art, Austin, Texas
– The MTS Centre, a sports arena in Winnipeg
– The National Gallery of Victoria, Australia
– The National Gallery of Australia in Canberra
– The National Portrait Gallery, Australia
– The Canadian Museum for Human Rights
– The Sugarmill nightclub, England
– The 2015 Ultra Music Festival, Miami, Florida
– The Soundwave Music Festival, Australia
– The Qantas Credit Union Arena, Sydney
– Etihad Stadium in Melbourne
– Domain Stadium in Western Australia
- Perth Arena
– Suncorp stadium in Brisbane
– The Hermitage in Amsterdam
– The Kentucky Derby
– Wimbledon
– Disney World
– Lake Winnepesaukah
– Comic-Con
– Six Flags

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Mag 10, 2013

Lavorare con gli smartphones e il tablets: il sindacato olandese FNV pubblica una ricerca sui rischi per i lavoratori di smartphones e tablets.

smartphone-cellulare-al lavoro

Come ben sappiamo, l’utilizzo di smartphones e tablet aziendali per lo svolgimento di attività lavorative comporta sia la presenza di rischi ben noti per la salute (prevalentemente rischi psicosociali e rischi muscolo-scheletrici e osteo-articolari), sia la dilatazione dei tempi di lavoro all’interno dei tempi di vita privata, con un significativo aumento delle attività lavorative – quasi mai retribuite oltre al nrmale stipendio – e una contrazione del tempo libero individuale.

Su questo tema sta ragionando il FNV, un sindacato olandese che ha commissionato all’Università di Amsterdam una ricerca sui rischi per i lavoratori di smartphones e tablets. La ricerca è in in lingua olandese e potete scaricarla integralmente al termine di questo articolo, il comunicato stampa di presentazione della ricerca è presente a questa pagina ed è in inglese. L’ho tradotta per voi e potete leggerla di seguito.

Smartphone sul lavoro: sindacati olandesi sollevano timori per la salute (ricerca)

Più di 800.000 smartphone e tablet sono stati venduti nel 2012 – non tutti per uso privato. Un numero crescente di datori di lavoro hanno fornito al loro personale queste tecnologie, specialmente nel “knowledge business”. La Confederazione Sindacale Olandese FNV – preoccupata per l’impatto potenziale sulla salute dei lavoratori di un uso eccessivo di questi nuovi strumenti di lavoro,  ha commissionato un rapporto all’Università di Amsterdam che è stato pubblicato a fine dicembre 2012.

Il rapporto si intitola “Techno-Stress” e fa il punto su rischi emergenti da uso eccessivo di smartphone e tablet passando in rassegna la letteratura scientifica sulle minacce per la salute – principalmente rischi psicosociali  e disturbi muscoloscheletrici.

Dato che non è ancorara stata fatta nessun lavoro di indagine epidemiologica, l’autore del rapporto Jan Popma si basa principalmente sui dati di una ricerca svolta tra giovani utenti ancora in formazione, arricchita dai risultati di un sondaggio online a cui hanno preso parte 250 membri FNV.

La relazione si concentra principalmente sui rischi psicosociali derivanti dall’uso sul lavoro di smartphone e tablet in termini di “tecno-stress” (“ogni impatto negativo sugli atteggiamenti, pensieri, comportamenti o fisiologia del corpo che è causato direttamente o indirettamente dalla tecnologia”) , “tecno-dipendenza” (uso compulsivo continuo, anche quando l’attività è manifestamente dannosa) e “techno-invasione” (situazioni in cui il confine tra lavoro e vita privata è eliminato).

L’autore cita un sondaggio 2011 fatto tra 3.700 dipendenti. Uno su otto dei partecipanti di età compresa tra 22 e i 34 anni controllano il proprio cellulare più di dieci volte all’ora durante il loro tempo libero (“tempi morti”), e uno su tre controlla la propria e-mail subito dopo il risveglio, anche prima di vestirsi o la prima colazione, mentre il 29% dei “lavoratori mobili” che hanno preso parte (in tutte le categorie di età) ammette che il loro utilizzo della tecnologia mobile ha creato tensioni nelle loro relazioni personali, soprattutto con il partner.

Questo rapporto evidenzia anche alcuni risultati ‘controintuitivi’ presenti nell’uso di lavoro delle nuove tecnologie di comunicazione. Anche se lo scopo della presenza tecnologica è di aumentare l’efficienza e la produttività, la possibilità di azione incontrollata sulle tecnologie stesse favorisce un distrubo continuo dello svolgimento del lavoro. Ad esempio le interruzioni per rispondere alle email in arrivo comportano una significativa rottura nella concentrazione del lavoro in corso e compromettono la qualità stessa del lavoro.

Dove la salute fisica è interessato, il rapporto individua il rischio di problemi alle dita, ai polsi, al collo e alle spalle. Il famoso “Blackberry Thumb”, il pollice da Blackberry (un cenno al precursore dello smartphone) è diventato stenografia comune. “Le condizioni ergonomiche in cui i lavoratori mobili lavorano probabilmente non raggiungono  i requisiti delle leggi dell’ambiente di lavoro”, avverte l’autore.

Le raccomandazioni dell’autore includono la limitazione delle e-mail al di fuori degli orari di ufficio. Egli indica la recente decisione di Volkswagen Germania di vietare e-mail a un dipendente di telefonia mobile  oltre i 30 minuti dopo aver terminato il lavoro.

“E ‘tempo per i sindacati di avviare negoziati per identificare chiaramente qual è il ‘tempo di lavoro effettivo‘ considerando i continui ‘start and stop’ dovuti all’utilizzo delle comunicazioni mobili.Non bisogna pensare di aspettarsi che i dipendenti siano disponibili per lavoro per tutte le ore dei giorno senza nessun guadagn extra” dice l’esperto di salute e sicurezza sul lavoro FNV Wim Van Veelen.

Scarica questa ricerca (in lingua olandese!) “Popma J. (2012) Techno-stress. Verkenning van een risico in opkomst (pdf 855 Kb)
, Universiteit van Amsterdam- Hugo Sinzheimer Instituut” cliccando qui

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​Effetti della dipendenza da Smartphone – Effects Of Smartphone Addiction – Infografica

L’infografica è un moderno e ottimo modo per rendere immediatamente compresibili dati e concetti.

Abbiamo già pubblicato alcuni articoli con infografiche sul tema ‘smartphone’ alle quali oggi aggiungiamo questa bella infografica che spiega per parole e immagini cause ed effetti della dipendenza dai moderni telefoni cellulari.

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Feb 16, 2013

Sei dipendente dal tuo telefonino? Nove segni per capire se sei drogato di SmartPhone! – Infografica

“Non vi è quasi nulla che lo smartphone non possa fare … ma la mania dei cellulari si trasforma in dipendenza per molti individui. E di questi tempi ci sono molte persone dipendenti da Smartphone in modo patologico. Scopri se lo sei anche tu!”

E’ questo il senso dell’infografica presente in questo articolo, che propone i dati di recenti ricerche USA sul tema della dipendenza da telefono cellulare, un argomento che abbiamo già visto in questa pagina.

Le affermazioni di partenza sono sono retoricamente semplici, ma guardando l’infografica spiccano dei dati incredibili su specifici argomenti:

1. Non spegni mai il telefonino, anche mentre guidi o dormi.
l’83% degli intervistati dorme con il telefono vicino e il 35% di loro, quando si sveglia, lo usa subito per app o social; 3 persone su 4 lo usano guidando.

2. Scrivi messaggi di testo mentre cammini.
Il 42 % dei teen dice che può scrivere messaggi da bendato, e l’11% dice che manda più di 200 messaggi al giorno.

3. Ti viene da telefonare anche quando sei in luoghi riservati, come cinema o biblioteche.
Il 42% delle persone, quando si annoia, tira fuori il telefono per giocare o intrettenimento.

4. Ricevi e fai chiamate casa/lavoro miste, anche in vacanza.
il 30% delle persone fanno e ricevono chiamate personali sul cellulare durante l’orario di lavoro, ma vengono anche chiamata dal lavoro mentre sono a casa o in vacanza.

5. Utilizzi siti social durante le riunioni di lavoro.
Si. Lo fa chiunque sia a una riunione, abbia un cellulare in mano e si annoi. Vedi punto 3.

6. Utilizzi il cellulare quando sei in bagno.
Il 40% delle persone usa il telefono cellulare mentre è sul cesso!

7. Usi il telefono anche durante un incontro sociale.
Il 15% delle persone ammette che estrae e utilizza o finge di utilizzare il telefono cellulare durante feste o incontri sociali per limitare la possibilità di relazioni dirette con sconosciuti;  oltre il 50% preferisce cmunicare ‘digitalmente’ piuttosto che faccia a facca; il 60% delle persone utilizza il proprio telefono anche mentre sta socializzando direttamente.

8. Preferisci usare il cellulare per guardare la TV.
Sempre di più.

9. Ti svegli nel cuore della notte per controllare Facebook o Twitter.
Il 15% di persone dichiara di aver interrotto un rapporto sessuale per rispondere al telefono cellulare.

Ecco l’infografica “Are you addicted to your mobile phone?

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Dic 17, 2012

Smartphone Addiction: cause, sintomi e abitudini patologiche in infografica.

I telefoni smartphone sono arrivati da poco e, oltre ad avere già eliminato dagli scaffali tutti gli apparecchi di ‘generazione’ precedente, hanno anche già infettato le persone con il virus della dipendenza. Come ci testimononia la cronaca, come affermano le ricerche, ma anche come vediamo in giro tutti i giorni, sempre più persone mostrano problemi psicologici nel loro rapporto con l’apparecchio e, ormai da più parti, si parla di vera e propria dipendenza tecnologica.

Quali sono i dati relativi alle abitudini d’uso che dimostrano questa ‘Smartphones Addiction“?

La società LookOut Mobile Security ha recentemente diffuso una ricerca tesa a capire quanto le nostre relazioni, le emozioni e i comportamenti siano orientati dall’uso del telefono cellulare per cercare di fotografare il nuovo ‘mobile mindset’ degli utilizzatori: i modi con i quali ci ‘relazioniamo’ con i nostri telefoni e le abitudini e comportamenti che ne scaturiscono.

Questi sono gli interessanti risultati dello studio (in infografica):

Clicca qui per scaricare il report completo di Lookout Mobile Mindset Study – june 2012 (pdf, 569 kb)


Altri dati interessanti presentati in infografica riguardo alla smartphone addiction sono quelli raccolti e diffusi da Onlinecollages:

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