Tecnostress e Multitasking: se ne parlerà alla fiera Ambiente Lavoro di Bologna

Si parlerà parecchio di Tecnostress alla prossima fiera Ambiente Lavoro di Bologna, dal 15 al 17 ottobre. E’ stata resa nota la lista dei convegni dove, per quanto mi riguarda, spiccano:

“Cyber Security e tecnostress: come il cybercrime ha influenza sulla salute nei luoghi di lavoro” che si svolgerà il 16 ottobre 2019, dalle ore 9,15 alle ore 11,15 presso Sala Wagner Centro Servizi Blocco C del quartiere fieristico. L’incontro è organizzato da PuntoSicuro e finalizzato ad aiutare le aziende e gli operatori a migliorare la protezione dei dati e a prevenire gli attacchi informatici e il tecnostress. Il seminario è rivolto a ASPP, Consulente, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Medico del Lavoro, Preposto, Psicologo del Lavoro, Resp. risorse umane, RLS e RLST, RSPP, Tecnico della Prevenzione , responsabile IT, e consente l’ottenimento di n. 2 crediti per l’aggiornamento di ASPP e RSPP.

Riporto parte del redazionale informativo sull’evento: “Si stima che solo in Italia i danni causati dal cybercrime raggiungano ormai i 10 miliardi di euro. E, al contrario di quanto spesso si crede, tutte le aziende che trattano dati possono essere vittime di crimini informatici e di perdita di dati. Per questo motivo la protezione dei dati e la cyber security – quell’insieme di tecnologie e comportamenti messi in atto per proteggere i sistemi informatici da accessi non autorizzati – sono diventate per ogni azienda un aspetto essenziale del proprio business.
 Inoltre in relazione sia all’uso sempre più massivo delle tecnologie informatiche, sia alle eventuali conseguenze di attacchi di cyber crime, è bene ricordare un rischio sempre più diffuso nei luoghi di lavoro: il tecnostress … E la sindrome da tecnostress può colpire le persone non solo sul piano fisico e sul piano psichico, ma può anche produrre gravi danni produttivi, organizzativi ed economici alle imprese … Durante l’incontro si mostrerà non solo come il cybercrime causa perdite economiche dirette e danni indiretti, come la perdita di reputazione e danni alla salute psicofisica dei lavoratori, ma ci si soffermerà in particolare sul fatto che uno dei fattori che permette gli attacchi informatici è l’errore umano: la partecipazione attiva dei lavoratori è quindi fondamentale per difendersi. Comportamenti adeguati possono prevenire gli attacchi informatici e, viceversa, comportamenti disattenti possono permettere gli attacchi e causare anche danni alla salute delle persone coinvolte: un lavoratore inconsapevole delle misure di prevenzione può essere esposto a una continua tensione per l’incapacità di far fronte alle minacce, oppure, nel caso sia vittima di un attacco, può essere esposto a un forte stress, sia per la consapevolezza di aver causato l’attacco sia per l’incapacità di farvi fronte”.

Il programma dell’incontro prevede lintroduzione di Luigi Matteo Meroni (Direttore PuntoSicuro e CEO Mega Italia Media); l’intervento “I fattori causali nel coinvolgimento dei dipendenti nelle violazioni informatiche”,dell’Ing. Adalberto Biasiotti (esperto di security e privacy, docente e autore di varie pubblicazioni sull’argomento); l’intervento “Sovraccarico cognitivo ed errore umano” del Dott. Massimo Servadio (Psicologo del Lavoro e delle organizzazioni).


“Dallo Stress al Technostress: comprendere, analizzare e prevenire il rischio” si svolgerà il 15 ottobre 2019 dalle ore 14,30 alle ore 16:30 presso la saletta EPC Editore del quartiere fieristico.
L’incontro è organizzato da EPC INFORMA in collaborazione con: Università degli Studi ROMA TRE ed è valido come corso di Aggiornamento per RSPP, ASPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, Preposti, Formatori e Coordinatori per la progettazione e l’esecuzione dei lavori (D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) e consente anche l’ottenimento di n. 2 crediti per l’aggiornamento di ASPP e RSPP.
Il seminario è rivolto a Addetto Organismi di vigilanza, ASPP, Consulente, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Medico del Lavoro, Preposto, Psicologo del Lavoro, RLS e RLST, RSPP, Tecnico della Prevenzione.
Dalla presentazione dell’incontro: “Con il termine “Technostress” si fa riferimento ad un disturbo causato dall’uso scorretto ed eccessivo di tecnologie dell’informazione ed apparecchi informatici e digitali. L’evoluzione tecnologica ormai inarrestabile, quindi, se da un lato ha favorito nuovi ed efficienti modelli di organizzazione del lavoro, dall’altro sta mettendo in luce modelli comportamentali sempre più caratterizzati da livelli di stress originati dalla necessità di adattarsi ai continui e rapidi processi tecnologici”.Relatore del seminario è Massimo Servadio. Psicoterapeuta sistemico relazionale e Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, è esperto in Psicologia della Salute Organizzativa e in Psicologia della Sicurezza Lavorativa.


L’incontro “MINDFULNESS: una nuova attenzione alla sicurezza” si svolgerà il 16 ottobre dalle ore 14 alle ore 15,30 presso la saletta Tecnologie d’Impresa.
L’incontro è organizzato da Tecnologie d’impresa ed è rivolto a ASPP, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Preposto, Resp. risorse umane, Responsabile Ambiente, RLS e RLST, RSPP
Dalla presentazione del seminario: “Mindfulness o Consapevolezza consiste in un particolare atteggiamento mentale che deve essere allenato e sviluppato attraverso una continua pratica meditativa incentrata sulle proprie sensazioni, stati d’animo e pensieri con la finalità di porre attenzione alla nostra quotidianità e alla vita che ci scorre attorno. Esercitarsi ad entrare in contatto con noi stessi, diventa pertanto fondamentale nel ritrovare la concentrazione e l’attenzione su quello che stiamo facendo, combattendo gli automatismi e le abitudini quotidiane, utili per risparmiare energie fisiche e mentali, ma spesso considerati fautori di infortuni e incidenti.”.


L’incontro “I segreti posturali per star bene lavorando” si svolgerà il 16 ottobre dalle ore 14 alle ore 15 presso la saletta AIAS. Il seminario intende accompagnare dipendenti e professionisti a prendere consapevolezza delle proprie esigenze e li motiva ad agire per il proprio benessere con azioni concrete sul lavoro e al di fuori di esso. L’incontro è organizzato da AIAS – Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza, fornisce n1 credito RSPP/ASPP ed è rivolto a: ASPP, Consulente, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Medico del Lavoro, Psicologo del Lavoro, Responsabili risorse umane, RLS e RLST, RSPP, Studenti.


L’incontro “Multitasking valore o rischio per il lavoratore?” si svolgerà il 17 ottobre dalle ore 9,15 alle ore 11,15 presso la Sala Allegretto al Centro Servizi Blocco C del quartiere fieristico. L’incontro è organizzato da: AiFOS – Ass. Italiana Formatori ed operatori della Sicurezza sul Lavoro. A tutti i partecipanti al workshop verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 2 crediti per Formatori area tematica n. 3 comunicazione
Rivolto a: Consulente, Coordinatore della Sicurezza, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Preposto, Psicologo del Lavoro, RLS e RLST, RSPP, Studente, Tecnico della Prevenzione
Dalla presentazione del seminario: “Le persone devono sviluppare rituali per poter svolgere con fluidità e velocità il proprio lavoro. Il valore dell’esperienza si concretizza anche con lo stabilizzarsi di azioni automatiche che ci danno l’illusione del multitasking. Non sempre le consuetudini lavorative facilitano i risultati in termini di salute e sicurezza rischiando, allo stesso tempo, di aumentare la probabilità di infortuni proprio legati alla distrazione o all’overconfidence. Il workshop analizza come nascono le worst practices ed evidenzia, attraverso esercizi metaforici, alcune modalità per arginare le attività limitanti/negative così da poterle sostituirle con quelle positive e coerenti per promuovere operativamente il miglioramento della salute e sicurezza nel proprio contesto lavorativo.”.

Per tutti questi seminari l’ingresso è gratuito (il pagamento della quota d’ingresso alla Sessione Convegni di Ambiente Lavoro consente di partecipare ai convegni e seminari in programma) previa registrazione obbligatoria fino ad esaurimento posti partendo da questo link.

Qualche soluzione attuabile per il Digital Detox in azienda – Video

Ho trovato su YouTube questo interessante video dell’aprile 2018 relativo al convegno dal titolo: “Digital Detox in azienda; quali soluzioni per una digitalizzazione sostenibile?“, organizzato presso l’Università degli Studi Milano-Bicocca di Milano dal Gruppo MaUnimib.

Il convegno muoveva dal presupposto che il processo di digitalizzazione nelle organizzazioni rischia di portare con sé alcuni effetti collaterali, come il tecnostress e l’eccessiva frammentazione dei tempi di lavoro, che possono tradursi in minor produttività aziendale e insoddisfazione dei lavoratori.

Il video che segue riporta l’intervento di Gianluigi Bonanomi – autore, giornalista e formatore – dal titolo “Soluzioni tecniche, cognitive e culturali per ridurre il tecnostress in azienda“.

Nel video, l’autore presenta le slide utilizzate nel convegno, proponendo alcune soluzioni tecnologiche individuali o collettive (aziendali) per prendere consapevolezza dell’uso eccessivo e dispersivo degli strumenti elettronici, per imparare a gestire le priorità, per organizzare l’uso delle tecnologie in azienda.

Il convegno ha visto anche la partecipazione di Marco Gui (Ricercatore, Università degli Studi di Milano Bicocca), Marco Fasoli (Assegnista di Ricerca, Università degli Studi di Milano Bicocca) e Samanta Gubellini (Manager Area People&Change, SCS Consulting). Peccato non poter condividere anche i loro interventi …

Lug 15, 2019

Liberati dal tecnostress (tuo e degli altri) con la prigione per smartphone

Notizie leggere come l’estate …

I colleghi di lavoro ti disturbano e ti distraggono con il loro continuo flusso di messaggi? Gli amici ti ignorano mentre gli stai parlando per guardare nonsisacosa sui loro cellulari? La donna della tua vita non ascolta il tuo amore perché sta chattando (e con chi?) Ti senti solo quando guardi i tuoi figli a cena che guardano Facebook, Instagram, o YouTube, naturalmente ognuno il suo?

Ecco la soluzione che ti ridarà il dialogo e la relazione nella tua casa e nel tuo ufficio! Usa la Prigione per smartphone sequestrare la causa della loro distrazione.

  • Gadget per eliminare ogni tentazione social per evitare che gli amici si distraggano
  • Prima di iniziare qualunque attività sequestrate gli smartphone
  • A attività terminata aprite la prigione e restituite gli smartphone
  • Ottima idea anche per fare periodi personali di digital detox

Con la Prigione per smartphone potrete sequestrare a tutti i vostri ospiti gli smartphone e rinchiuderli in un’apposita prigione fino a fine serata.

In questo modo se state cenando potrete passare la serata chiacchierando, come è normale che sia, evitando i tristi silenzi causati da un uso eccessivo degli smartphone.

Lo stesso vale se amate i giochi da tavolo o i giochi di ruolo. Prima di iniziare la partita si procede con il sequestro di quei gadget diabolici. Solo a fine serata, a divertimento concluso, tutti potranno ricevere di nuovo il loro amato smartphone.

La Prigione per smartphone è un’idea regalo divertente ma al tempo stesso molto utile. Una soluzione d’altri tempi a un grosso problema moderno.

E costa solo 12,90 € + spese di spedizione a questo link

Combattere il Tecnostress: ecco le 7 migliori tecniche di sopravvivenza nell’infolavoro

Enzo di Frenna si occupa da anni di tecnostress e del suo lavoro ne ho parlato abbondantemente in questo blog.

Torno però a parlarne oggi perché ho trovato un suo articolo dove – andando oltre le consuete e oramai note informazioni sul fenomeno – propone delle soluzioni pratiche al problema Tecnostress, con sette tecniche ‘olistiche’ per sopravvivere allo stress tecnologico sul lavoro, in particolare nelle attività – dipendenti o professionali – basate esclusivamente sull’info-lavoro.

La sua considerazione di partenza è che “la tecnologia ti ruba il tempo. Non ti aiuta a vivere con serenità. Ti aiuta sicuramente a produrre. Consumare. Comprare. Ma vivere è un’altra cosa. La tecnologia aiuta a fare molte cose in meno tempo, ma ruba anche il tuo tempo”.

Le tecniche che propone hanno quindi come obiettivo quello di aiutare gli info-lavoratori a recuperare il controllo del proprio tempo.

Le ripropongo brevemente, e rimando alla lettura completa del suo articolo per ulteriori approfondimenti.

1 – La tecnica del Tempo Bloccato

Quando hai un compito importante, decidi il tempo che vuoi dedicarci. Scrivilo su un pezzo di carta … Scriverlo ti aiuta a mantenere l’orologio mentale. Sai meglio quanto tempo ti serve per completare ogni compito importante. E poi, ogni volta, blocca questo tempo. Cioè: spegni il cellulare e non accedere a nessun altro dispositivo e/o software o pagina web. Fai solo quello. Immagina di avere un cartello sulla porta del tuo ufficio dove c’è scritto: “Non disturbare”. Concentrati su una sola cosa e blocca quel tempo. In breve, ti accorgerai che aumenta il tuo potere di focus mentale.

2- La tecnica del Respiro Profondo

Quando non hai tempo ti manca il respiro … Quando ti sembra di non aver tempo, fai un profondo respiro 1-2-3 volte. Non forzare la respirazione. Devi solo portare l’attenzione sul meraviglioso processo del respiro. Tre volte è il minimo. Ma puoi respirare profondamente anche per 3-5 minuti … il respiro consapevole e calmo è la strada maestra per recuperare la tua forza mentale e gestire meglio il tuo tempo nell’infolavoro. È un’azione semplice (tu respiri già), ma la differenza la fa la consapevolezza.

3 – La tecnica dello Stop

Quando sono preso da molti impegni, sopratutto mentre utilizzo il computer e internet, mi fermo di colpo … Do uno stop al mio corpo. Ovunque sia. Qualunque cosa stia facendo. Mi fermo per 2-3 minuti … Mi fermo di colpo e respiro … Osservo il corpo immobile … Fermarsi di colpo, come bloccati da un ghiaccio interno, è anormale. La mente lo registra come un fatto anomalo. Ha bisogno di tempo per capire perché il corpo si è fermato di colpo. Ma quella piccola frazione di tempo serve a te per recuperare energia e “tempo mentale”. Ti aiuta a centrarti. Ti fa respirare. Ti ricorda che puoi fermarti.

4 – La tecnica del Rallentare

E’ una variante della tecnica Stop … Sono tutti abituati a usare la tecnologia con una certa velocità. Le dita corrono veloci sullo schermo touch o sul trackpad. Oppure la mano muove rapidamente il mouse del computer. Ormai sono gesti automatici. Meccanici. Rallentare questi gesti abituali nell’infolavoro significa risvegliare la consapevolezza e respirare “tempo” … Mentre stai lavorando al computer, oppure usi l’iPad o il telefono cellulare, rallenta in modo notevole i movimenti. Continua a fare ciò che fai abitualmente, ma fallo  lentissimamente.

5 – La tecnica del bere molta acqua

L’acqua è vita … l’acqua è un hard disk naturale: possiede la capacità di memorizzare informazioni … Quindi se fai una pausa durante il tuo infolavoro e bevi molta acqua immetti nel tuo corpo energia liquida di grande valore … Se bevi molta acqua … ti prenderai del tempo per te stesso e allungherai il tuo “tempo mentale” in un processo naturale di ricarica energetica.

6 – La tecnica del Potere Sonoro

Il Suono è frequenza, energia, vibrazione … Il tuo pensiero è un flusso di suoni e quando “pensi troppo” a causa del sovraccarico informativo digitale, produci Tecnostress nel tuo organismo e perdi la concentrazione. Ciò facilita la dispersione e la perdita di tempo … Inoltre, la mente piena, cioè che “scoppia” di suoni-pensieri, si stanca e indebolisce anche il corpo … Scegli il tuo Suono di Potere e ripetilo ad alta voce per 2-3 minuti, oppure mentalmente se sei in compagnia di altri colleghi in ufficio … Qualunque parola-suono che scegli devi pronunciarla ad alta voce o mentalmente per almeno 2-3 minuti. Meglio ancora se per un tempo più lungo. Quando reciti un suono-parola la tua mente è costretta a focalizzarsi. Non può fare altro. Questo “trucco” interrompe e chiude tutte le altre finestre mentali.

7 – La tecnica del Rimanere nel Presente

La tecnologia ti ruba il tempo se tu sei mentalmente nel futuro. Se cioè pensi continuamente a quello che devi fare, alle scadenze dei progetti, agli impegni che ti aspettano (e per cui ti sembra di non avere tempo a sufficienza) sei sbilanciato verso il futuro … Ricordati di spostare la tua consapevolezza nel Presente. Rimani attento al Qui e Ora … Se ti ricordi che hai solo il presente come momento disponibile, sei consapevole che puoi fare il meglio solo nell’istante che stai vivendo … Rimani nel Presente e avrai più Forza e Tempo.

A questo link puoi leggere l’articolo completo.

La tecnologia ti ruba il tempo? Ecco le 7 migliori tecniche di sopravvivenza nell’infolavoro – Enzo Di Frenna

Nessuno ha tempo sufficiente. Non basta mai il tempo nella società di oggi. Corri, fai mille cose, controlli la posta elettronica più volte al giorno e ogni email è una richiesta di azione, una telefonata da fare, un messaggio da mandare, e la stessa cosa succede quando controlli continuamente il tuo stato sui social network, …

Mag 13, 2019

Technostress: le nuove ricerche disponibili

Rassegna periodica delle ricerche in tema di tecnostress (o technostress, all’inglese) che ho recuperato nell’ultimo mese.

Le ricerche presentate provengono da tutto il mondo, sono tutte in lingua inglese e indagano diversi aspetti del tecnostress: neurobiologico, psicologico, uso dei media e dei social, impatto sulla produttività, eccetera.

Come sempre, presento titolo della ricerca, autori e un breve abstract (se disponibile); è possibile scaricare le ricerche complete in pdf cliccando sul link nel titolo della ricerca.


Technostress from a Neurobiological Perspective: System Breakdown Increases the Stress Hormone Cortisol in Computer Users

René Riedl, Johannes Kepler University Linz & University of Applied Sciences Upper Austria
Harald Kindermann, Fachhochschule Oberösterreich
Andreas Auinger, Fachhochschule Oberösterreich
Andrija Javor, Biogen International

Abstract

Despite the positive impact of information and communication technology (ICT) on an individual, organizational, and societal level (e.g., increased access to information, as well as enhanced performance and productivity), both scientific research and anecdotal evidence indicate that human-machine interaction, both in a private and organizational context, may lead to notable stress perceptions in users.

This type of stress is referred to as technostress. A review of the literature shows that most studies used questionnaires to investigate the nature, antecedents, and consequences of technostress. Despite the value of the vast amount of questionnaire-based technostress research, we draw upon a different conceptual perspective, namely neurobiology.

Specifically, we report on a laboratory experiment in which we investigated the effects of system breakdown on changes in users’ levels of cortisol, which is a major stress hormone in humans. The results of our study show that cortisol levels increase significantly as a consequence of system breakdown in a human-computer interaction task.

In demonstrating this effect, our study has major implications for ICT research, development, management, and health policy. We confirm the value of a category of research heretofore largely neglected in ICT-related disciplines (particularly in business and information systems engineering, BISE, as well as information systems research, ISR), and argue that future research investigating human-machine interactions should consider the neurobiological perspective as a valuable complement to traditional concepts.


The Impact of Technostress on Role Stress and Productivity (link site, no PDF)

Monideepa Tarafdar – Qiang Tu, Rochester Institute of Technology
Bhanu S. Ragu-Nathan – T. S. Ragu-Nathan, University of Toledo

Abstract

Based on empirical survey data, this paper uses concepts from sociotechnical theory and role theory to explore the effects of stress created by information and computer technology (ICT)-that is, “technostress”-on role stress and on individual productivity.

We first explain different ways in which ICTs can create stress in users and identify factors that create technostress. We next propose three hypotheses: (1) technostress is inversely related to individual productivity, (2) role stress is inversely related to individual productivity, and (3) technostress is directly related to role stress.

We then use structural equation modeling on survey data from ICT users in 223 organizations to test the hypotheses. The results show support for them. Theoretically, the paper contributes in three ways. First, the different dimensions of technostress identified here add to existing concepts on stress experienced by individuals in organizations.

Second, by showing that technostress inversely affects productivity, the paper reinforces that failure to manage the effects of ICT-induced stress can offset expected increases in productivity. Third, validation of the positive relationship between technostress and role stress adds a new conceptual thread to literature analyzing the relationship between technology and organizational roles and structure. In the practical domain, the paper proposes a diagnostic tool to evaluate the extent to which technostress is present in an organization and suggests that the adverse effects of technostress can be partly countered by strategies that reduce role conflict and role overload.


Psychological Factors of Technostress: Empirical Evidence from Indian Organizations

Chandranshu Sinha, Amity University

Abstract

The study explores to identify the psychological factors of technostress in organizations. The data was collected from 100 employees holding middle managerial positions in various IT organizations, based in India. The Cronbach ” s alpha of the questionnaire was found to be 0.786 & Pearson correlation was 0.912 (p<0.001).

The factor analysis of the component ” psychological factors of technostress ” led to the extraction of three below mentioned factors from various organizations. The three emerging factors were ” techno-cognitive-task-concern ” , ” techno-invasive-emotional-differences ” , ” techno-invasive-task-disagreement ” respectively.

The results indicate that these factors are major source of cognitive, emotional and interpersonal issues at psychological level which the employees at middle managerial level perceive and experience at work due to technostress in the Indian context.


Prevalence and Correlates of Technostress among Academic Staff at the University of Jos, Nigeria

Kingsley Mayowa Okonoda, University of Jos
Yetunde Tagurum, University of Jos
Bawo Onesirosan James, Federal Neuro-Psychiatric Hospital, Benin-City

Abstract

Background: Technostress is one aspect of stress on the job which in turn is increasingly recognized as a major organizational problem. The considerable amount of time spent on the computer and electronic gadgets by academic staff portends significant increase in levels of psychological and physical stress capable of interfering with their performance at work leading to less efficiency.

The aim of this study was to find out the level of awareness, prevalence and correlates of technostress among academic staff of University of Jos. Materials and Methods: A cross sectional study was undertaken. Multistage sampling method was used to select academic staff in the 12 faculties of the University of Jos, Nigeria. Data Collection was with the use of a semi-structured self-administered questionnaire

Results: Almost half (48.6%) of the respondents had no idea of what technostress was, while only 31.3% of respondents knew what it was and had understanding of it. The prevalence of technostresswas 54.2%, and the respondents who have over 20years work experience are at least 3 times more likely not to report technostress compared to those less than 10years. Slow internet network, increased workload, pressure to stay up to date and work efficiently with the latest technology, lack of technical support and unreliability of technology were other factors contributing to technostress in increasing frequency. However, no statistically significant relationship (p > 0.05) was found to exist between technostress and respondents’ age group, gender, attendance of technology related training, average number of hours spent per day on technological devices, years of using computer gadgets (p=0.05).

Conclusions: There is a low level of awareness of technostress among academic staff of University of Jos. The prevalence of technostress among respondent was slightly above half. In general, the respondents had a moderate level of technostress. The more the work experience and the lesser the likelihood of experiencing technostress and the lower the levels of it experienced.

However, the age and gender of academic staff as well as the number of hours spent per day on a technological device, attendance of technology-related training as well as years of computer gadgets use did not significantly affect their experience of technostress.


Personality and espoused cultural differences in technostress creators

Satish Krishnan, Indian Institute of Management, Kozhikode

Abstract

This study examines the individual differences in ‘technostress creators’—defined as the factors that cause technostress for employees

Drawing on the Five-Factor model of personality and Hofstede’s cultural values framework, this study proposes that the Big-Five personality traits and the espoused cultural values explain variation in technostress creators beyond the traditional antecedent measures of age, gender, education, and computer confidence.

Further, in line with the insights from extant behavioral studies on “personality–culture” interaction, this study posits that the Big-Five personality traits can be linked to technostress creators more closely when each of them is accompanied by the espoused cultural value of long-term orientation than when without it.

Analyzing data from an online survey of 322 full-time employees in India, results indicated that (1) the personality traits of agreeableness, neuroticism and openness to experience, and the espoused cultural values of masculinity and power distance are the key predictors of technostress creators; and (2) the relationships of agreeableness, conscientiousness and extraversion with technostress creators are contingent on espoused long-term orientation.

Findings of this study contribute to the knowledge base of technostress by understanding the linkages of (and among) personality and culture with technostress creators.


Technostress Research: A Nurturing Ground for Measurement Pluralism?

Thomas Fischer, Fachhochschule Oberösterreich
René Riedl, Johannes Kepler University Linz

Abstract

Because technostress research is multidisciplinary in nature and therefore benefits from insights gained from various research disciplines, we expected a high degree of measurement pluralism in technostress studies published in the Information Systems (IS) literature.

However, because IS research, in general, mostly relies on self-report measures, there is also reason to assume that multi-method research designs have been largely neglected in technostress research. To assess the status quo of technostress research with respect to the application of multi-method approaches, we analyzed 103 empirical studies.

Specifically, we analyzed the types of data collection methods used and the investigated components of the technostress process (person, environment, stressors, strains, and coping). The results indicate that multi-method research is more prevalent in the IS technostress literature (approximately 37% of reviewed studies) than in the general IS literature (approximately 20% as reported in previous reviews).

However, our findings also show that IS technostress studies significantly rely on self-report measures. We argue that technostress research constitutes a nurturing ground for the application of multi-method approaches and multidisciplinary collaboration.


Understanding teleworkers’ technostress and its influence on job satisfaction (link site, no pdf)

Ayoung Suh, City University of Hong Kong
Jumin Lee

Abstract

Purpose: The purpose of this paper is to develop and test a theoretical model that predicts a teleworker’s job satisfaction.

Design/methodology/approach: By drawing on the technostress model and job characteristics theory, this study proposed a theoretical model. The proposed model was tested through a survey of 258 teleworkers from two global IT companies that have adopted telework programs.

Findings: The results show that technology and job characteristics jointly induce teleworkers’ technostress, which in turn reduces their job satisfaction. The results also indicate that the manner in which technology and job characteristics influence teleworkers’ technostress varies depending on the intensity of teleworking (IOT). Interestingly, this study finds that teleworkers with a low IOT are more vulnerable to technostress than those with a high IOT.

Research limitations/implications: By discussing the magnitude of the different factors that determine teleworkers’ technostress and job satisfaction, this study contributes to a more nuanced understanding of teleworkers’ challenges. The study provides insights and prescriptive guidelines that will help managers and companies develop strategies to maximize the benefits of teleworking implementation.

Practical implications: This study provides insights and prescriptive guidelines for managers or companies to develop strategies to maximize the benefits of teleworking implementation.

Originality/value: This paper is one of the first to develop and empirically test an integrated model of technostress and job characteristics. The paper outlines relevant research avenues for researchers investigating remote work and virtual collaboration.


Media use and Technostress

Rita Berger, University of Barcelona
Marina Romeo, University of Barcelona
Gerd Gidion, Karlsruhe Institute of Technology
Luis Poyato

Abstract

Technology is reaching all areas of our lives. The fact that technology is already part of our daily routine causes that people have to adapt to these changes quickly, and to keep up with these fast advances of the ICT’s, people have to update their knowledge and skills, and it can produce technostress.

Studies have found that technostress has a negative impact on both the health of people and their productivity. The present work aims to identify the emergence of technostress among administrative staff. 294 administrative employees from the University of Barcelona answered the standardized Media Use questionnaire that measures usage frequency, media skills, technostress, socio-demographic factors and feelings on media usage.

The socio-demographic variables age, gender, and skills were analyzed to find out whether these variables, as some previous literature had suggested, had some influence on the technostress perception. The results in our case showed that there is no significant difference in perceiving technostress between men and women.

At the same time, we found that older people perceive more technostress than young people and that with increasing level of IT skills the participants perceived less technostress. The results are an important piece of information for the human resources departments. They indicate possible ways to fight technostress such as to invest into courses or trainings for the employees, to the older ones in the first place.


How Much Digitalization Can a Human Tolerate? (link site, no pdf)

Lisa Fritz

Abstract

This research studies the creators and outcomes of technostress due to smartphone usage and how users cope with it. There is little research about the negative consequences of smartphone usage, so at first, recent studies on overload of information and communication systems will be presented and discussed.

The transactional model of stress by Lazarus serves as the theoretical basis of this thesis to understand the origin of stress and especially of technostress. To examine smartphone user behavior and user’s feelings regarding smartphones, eight semistructured interviews will be conducted.

The results show that smartphones have occupied an important place in our society and have become indispensable. Mobile phones are constant companions and are used up to several hours a day. Above all, this intensive use, the constant connectivity and the urge to multitask are creating technostress.

As a result of constantly checking the phone other activities are interrupted. This leads to less concentration, productivity and overall satisfaction. The subliminal use of the smartphone can even lead to dependency.

Furthermore, the frequent use causes interpersonal conflicts and can change one’s social behavior. To reduce or to avoid technostress, the smartphone usage and/or the interruptions need to be minimized.


Social media-induced technostress: Its impact on the job performance of it professionals and the moderating role of job characteristics

https://www.researchgate.net/publication/307997676_Social_media-induced_technostress_Its_impact_on_the_job_performance_of_it_professionals_and_the_moderating_role_of_job_characteristics

Stoney Brooks, Middle Tennessee State University
Christopher B Califf, Western Washington University

Abstract

Using social media during work hours for non-work-related reasons is becoming commonplace. Organizations are therefore challenged with identifying and overcoming the consequences of such use.

Social media-induced technostress has been identified as an important unintended consequence of using social media at work, as it could negatively impact job performance. This study draws on Person-Environment Fit to investigate the relationship between social media-induced technostress and job performance in IT professionals, and the moderating effect of job characteristics on this relationship.

The results indicate that social media-induced technostress is negatively related to job performance and the negative impact of social media-induced technostress is intensified when the job characteristics are low.

This work extends the literature on job-stress, social media, technostress, and job characteristics.


THE MODERATING ROLES OF TECHNO-SAVVY AND PROACTIVE PERSONALITY
Extending research on Technostress: Exploring the Moderating Effects of Techno-savvy and the Proactive Personality on the relationship between technostress and job satisfaction and stress

Qian Ye, Master of Science in Industrial/Organizational Psychology, University of Canterbury

Abstract

Technostress experienced by individuals at workplaces has increased in last ten years. Exploring technostress in depth is crucial. The present study extended technostress research by focusing on the moderating roles of techno-savvy and the proactive personality.

Techno-savvy and the proactive personality were proposed to moderate the relationships between the five techno- dimensions (techno-overload, techno-invasion, techno-complexity, techno-insecurity and techno- uncertainty) and job satisfaction.

They were also proposed to moderate the relationships between the five techno-dimensions and job stress. An online survey was adopted to recruit participants. There were 140 participants agreed to participate the survey. However, there were 112 participants completed the online survey without missing any questions. The multiple moderation regression analysis was conducted.

The result suggested that for individuals who were more techno-savvy, their job satisfaction was shown to be less affected by techno-overload and techno-insecurity than those who were less techno-savvy. The result also suggested that for those who were more techno- savvy, their job stress was shown to be more affected by techno-invasion than those who were less techno-savvy.

The proposed moderating role of the proactive personality was not found in the study. The present study can be extended by exploring other techno-dimensions, such as techno- change, techno-addiction and techno-reliability.

Keywords: Technostress, Techno-overload, Techno-insecurity, Techno-invasion, Techno- complexity, Techno-uncertainty, Techno-savvy, Proactive personality trait, job satisfaction, and job stress


THE EFFECTS OF TECHNOSTRESS ON INFORMATION TECHNOLOGY ACCEPTANCE

Kyoungjune Kim, Senior Research Fellow, Global Business Academy, Incheon National University, Yeonsu-gu, Incheon, Korea
Hyunjun Park (Corresponding author, Assistant Professor, Department of Business Administration, Incheon National University, Yeonsu-gu, Incheon, Korea

Abstract

Recent information technology is developing rapidly enough to provide new insights beyond human intuition. However, due to incidents such as job loss and privacy invasion, individuals are exposed to stress such as fear and pressure.

The stress caused by such information technology may have a negative impact on the acceptance of new technology or productivity, and understanding this in practice is a critical task in modern society.

The purpose of this research is to investigate the direct and indirect effects of technostress on the level of the individual in accepting new information technology.

We developed a research model with innovation resistance as a mediating variable and conducted empirical analysis through 190 questionnaire responses. As a result, there were influences of the pace of change, reliability, connectivity, and complexity on the characteristics of information technology that induces individual technostress.

Also, technostress has been proven to influence the acceptance of information technology only indirectly through innovation resistance. This study will provide meaningful insights and implications for the technostresses and consequences raised in the information system field through innovation resistance.

Keywords: Technostress, Innovation Resistance, Technology Acceptance, Techno-Strain, P-E Fit theory


ELECTRONIC COMMUNICATION IN THE WORKPLACE: BOON OR BANE?

Jean-François Stich, ICN Business School, CEREFIGE, Nancy, France
Monideepa Tarafdar, Lancaster University Management School, Lancaster University, Lancaster, UK
Cary L. Cooper, Alliance Manchester Business School, University of Manchester, Manchester, UK

Abstract

Purpose – The purpose of this paper is to review technostress related challenges arising out of workplace communication, for employees and organizations, and to provide suggestions for taking these challenges on.

Design/methodology/approach – The paper presents an overview of current research and practice in the area of technostress related challenges workplace communication.

Findings – Employees face technostress challenges relating to workplace communication in the form of technology overload, interruptions and work-home interferences. Organizations have to strike a balance between giving employees the technology they want and protecting them from these

Practical implications – The paper gives practitioners an accessible overview of current research and practice in the area of technostress from workplace communication such as email. A number of practical interventions are reviewed and commented on, which could help employees tackle such challenges.

Originality/value – Although this paper reviews state-of-the-art research, it is written in an accessible and practitioner-oriented style, which should be found valuable by readers with limited time but urgency to deal with technostress challenges arising out of workplace communication.

Keywords: Information and Communication Technology (ICT), Workplace communication, Email, Stress, Technostress.


Understanding the Consequences of Technostress: A Non-Linear Perspective

Issa, Helmi, ESC Rennes, France
Bahli, Bouchaib, Ryerson University, Toronto, Canada

Abstract

Despite the rise in technostress research, two significant gaps have been overlooked.

First, although studies on stress proposed curvilinear relationships, such interactions have rarely been examined in the technostress literature.

Second, despite stress being multi-disciplinary and theoretically related to emotions, past technostress studies have rarely adopted transdisciplinary approaches.

This paper aims to address these knowledge gaps by adopting the triphasic stress model, the appraisal theory of emotions, and the activation theory to investigate and explain the presence of curvilinear relationships within a mediated and moderated model.

Data were collected and analyzed by surveying 215 employees from four different medium-sized US organizations. Our findings suggest that antecedents such as ICT-self-efficacy and presenteeism significantly relate to technostressors through cubic S-shaped interactions, while technostressors exhibit a quadratic U-shaped relation with technoexhaustion, whereas technoexhaustion shows a positive linear relationship with discontinuous usage intention.

Furthermore, our results partially support the moderating influence of negative affectivity and mediation effects of technoexhaustion.

Through this study, we offer a different theoretical perspective and an innovative understanding of the true nature of the technology and stressors. It also offers insights on designing effective organizational ICT tools.

Keywords: technostress, curvilinear, triphasic stress model, activation theory.

Pagine:1234567...52»