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Ago 13, 2010

Intervista Fox News al dott. Larry Rosen sul Tecnostress

Il dott. Larry Rosen (USA) – già autore con Michelle M. Weil nel 1998 del libro “TechnoStress: Coping With Technology @Work @Home @Play” e di numerose ricerche negli anni a seguire relative all’impatto dell’information technology nella società odierna – è uno dei maggiori esperti internazionali riconosciuti sul tema del tecnostress e della relazione con le moderne tecnologie. Recentemente, ha pubblicato “Me, My Space e I: parents e Net Generation” (genitori e generazione della Rete), dove presenta le sue ricerche sull’influenza delle tecnologie e di internet sui giovani.

Di qualche hanno fa è questa sua intervista per Fox News Channel dove lo studioso presenta le sue considerazioni sul ‘problema’ tecnostress (o Technostress, all’americana) e sulle possibili tecniche per ridurlo e contenerlo, sia sul lavoro, sua nella vita privata.

Lug 30, 2010

E’ UFFICIALE: VALUTAZIONE RISCHIO STRESS RINVIATA AL 31 DICEMBRE 2010.

La valutazione del rischio stress lavoro-correlato è stata rinviata al 31 dicembre 2010, ma solo per le imprese private. La Pubblica Amministrazione e tutto l’apparato statale rinviano la valutazione di tre anni.

Come previsto, dopo l’approvazione del Senato, la manovra è stata approvata anche alla Camera con 329 voti a favore e 275 contrari. Il governo ha posto la fiducia sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, del disegno di legge di conversione della manovra nel testo della Commissione identico a quello approvato dal Senato.

Quello approvato dal Senato – il 15 luglio scorso con 170 voti favorevoli e 136 contrari sempre con fodo di fiducia – era il maxiemendamento, interamente sostitutivo del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”.

Ecco il nuovo punto normativo, per quanto attiene alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato:

– Conferma del rinvio al 31 dicembre 2010 dell’obbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato. Il comma 12 dell’art. 8 del decreto legge 78/2010 è stato modificato in questo modo:

“D.Lgs. 78/2010, Art. 8 – Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche
12. Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche di cui all’at. 1, comma 2 del Decreto Legislativo n. 165 del 2001 e dei datori di lavoro del settore privato, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato , è differito al 31 dicembre 2010 e quello di cui all’articolo 3, comma 2, primo periodo, del medesimo decreto legislativo è differito di 12 mesi”.

– Differimento di 12 mesi del termine di applicazione di cui all’art. 3, comma 2, primo periodo del D.lgs. 81/08 , che consiste nel differire al 15 maggio 2011 le disposizioni del D.lgs. 81/08 nei riguardi di Forze armate, Università, scuole, eccetera. Ora quindi i “ventiquattro mesi” sono diventati 36. Ecco come è stato modificato l’art. 3:

“D.Lgs. 81/2008, Art. 3, comma 2
Nei riguardi delle Forze armate e di Polizia, del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, dei servizi di protezione civile, nonché nell’ambito delle strutture giudiziarie, penitenziarie, di quelle destinate per finalità istituzionali alle attività degli organi con compiti in materia di ordine e sicurezza pubblica, delle università, degli istituti di istruzione universitaria, delle istituzioni dell’alta formazione artistica e coreutica, degli istituti di istruzione ed educazione di ogni ordine e grado, degli uffici all’estero di cui all’articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e dei mezzi di trasporto aerei e marittimi, le disposizioni del presente decreto legislativo sono applicate tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato o alle peculiarità organizzative ivi comprese quelle per la tutela della salute e sicurezza del personale nel corso di operazioni ed attività condotte dalla Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri, nonché dalle altre Forze di polizia e dal Corpo dei vigili del fuoco, nonchè dal Dipartimento della protezione civile fuori dal territorio nazionale, individuate entro e non oltre ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo con decreti emanati, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, dai Ministri competenti di concerto con i Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della salute e per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale nonché, relativamente agli schemi di decreti di interesse delle Forze armate, compresa l’Arma dei carabinieri ed il Corpo della Guardia di finanza, gli organismi a livello nazionale rappresentativi del personale militare; analogamente si provvede per quanto riguarda gli archivi, le biblioteche e i musei solo nel caso siano sottoposti a particolari vincoli di tutela dei beni artistici storici e culturali.”

Per le prime interessanti riflessioni su questo rinvio annunciato e realizzato e sul suo significato rimando all’articolo di Alessandro Claudio Orefice pubblicato su PuntoSicuro.

Per scaricare il Maxiemendamento cliccare qui (pdf 2.72 MB)

Giu 20, 2010

Principali effetti sulla salute connessi con il lavoro al VDT

Dalla “Scheda tecnica n°17: la postazione di lavoro al videoterminale” ho tratto il riepilogo dei principali effetti sulla salute connessi con il lavoro al VDT:

    Affaticamento visivo – Astenopia

    Sintomi: bruciore, bulbi oculari pesanti, fastidio alla luce, visione annebbiata, visione sfuocata, lacrimazione)

    Principali cause della sindrome da fatica visiva (astenopia):

    • condizioni sfavorevoli di illuminazione (luce diretta proveniente dalle finestre o da fonti artificiali non adeguatamente schermate; eccesso o insufficienza di illuminazione generale; eccessiva vicinanza ed esposizione a lampade non sufficentemente schermate; presenza di riflessi da superfici lucide; presenza di superfici di colore estremo);
    • impegno visivo ravvicinato e protratto (distanza dagli occhi dell’oggetto inferiore ad un metro; oggetto fissato per lungo tempo);
    • condizioni ambientali sfavorevoli (inquinamento dell’aria indoor: fumo, polveri, emissioni da fotocopiatrici, emissioni di sostanze da rivestimenti ed arredi; secchezza dell’aria);
    • utilizzo di schermi con caratteri poco nitidi, sfarfallanti e con contrasti troppo o poco marcati;
    • difetti visivi non corretti o mal corretti; strabismi manifesti o latenti.

    I disturbi muscolo-scheletrici

    Spesso conseguenza della degenerazione dei dischi della colonna vertebrale, dell’affaticamento muscolare o dell’infiammazione delle strutture tendinee, questi disturbi possono dipendere da diverse cause, ad esempio:

    • posizioni di lavoro inadeguate per l’errata scelta e disposizione degli arredi e del VDT;
    • posizioni di lavoro fisse e mantenute per tempi prolungati anche in presenza di posti di lavoro ben strutturati;
    • movimenti rapidi e ripetitivi delle mani: digitazione o uso del mouse per lunghi periodi.

    Il prolungato mantenimento di posizioni fisse, determina una serie di disturbi che possono essere prevenuti con i seguenti accorgimenti:

    • tenere una corretta posizione del corpo
    • evitare di rimanere per lunghi tempi nella medesima posizione
    • alternare il lavoro al VDT con altri lavori

    Stress

    Lo stress lavorativo  si determina quando le capacità di una persona non sono adeguate al tipo e al livello delle richieste lavorative. All’insorgenza dei disturbi, di tipo psicologico e psicosomatico, correlati allo stress possono contribuire:

    • fattori dipendenti dal lavoro: organizzazione del lavoro, rapporti conflittuali con colleghi o superiori, complessità e responsabilità del lavoro, monotonia e ripetitività, rumori disturbanti;
    • fattori indipendenti dal lavoro: comuni preoccupazioni legate alla vita familiare e sociale.

    Radiazioni

    In passato sono state diffuse preoccupazioni per la presenza di radiazioni nei posti di lavoro con VDT e per i conseguenti possibili effetti sulla gravidanza (aborti, parti prematuri, malformazioni congenite) e sull’apparato visivo (cataratta). Tuttavia la revisione degli studi qualificati sull’argomento non ha confermato la presenza di tali rischi. E in particolare:

    • nei posti attrezzati con VDT le radiazioni ionizzanti (raggi X) si mantengono allo stesso livello dell’ambiente esterno;
    • nei posti di lavoro con VDT più recenti le radiazioni non ionizzanti (campi elettromagnetici) si mantengono al di sotto dei limiti raccomandati;
    • negli operatori a VDT non è stato registrato alcun significativo aumento per la salute e la funzione riproduttiva dovuta alle radiazioni.

    Per scaricare la scheda (pdf, 1,01 Mb) cliccare qui.

    Mag 31, 2010

    Valutazione Stress dal 1° agosto 2010

    Come tutti sapete dal 1 agosto 2010 diventa obbligatoria la valutazione all’interno della valutazione di tutti i rischi aziendali del rischio stress lavoro-correlato.

    In queste settimane cresce quindi l’interesse delle aziende, o perlomeno dei soggetti che all’interno delle aziende sono deputati ai ruoli della sicurezza, sulle modalità e le conoscenze per svolgere questa parte di valutazione.

    In alcuni post precedenti ho raccolto le linee guida e le metodologie che alcuni soggetti, in vista di tale data, si sono apprestati a sviluppare e rendere pubbliche sul web. In questo post ricapitolo brevemente questi punti salienti che ogni soggetto interessato deve prendere in considerazione per affrontare questo aspetto della valutazione dei rischi:

    • Leggete l’accordo quadro europeo recepito nel Giugno 2008 dalle parti sociali, che si configura come il pilastro concettuale per l’identificazione e la valutazione del ischio stress lavoro-correlato;

    • Approfondite la conoscenza sullo stress: cos’è, come si manifesta, che sintomi provoca a medio e lungo termine, eccetera.

    • Studiare una delle Guide operative o delle Linee guida per la “Valutazione e Gestione del rischio da stress lavoro correlato” che diversi enti hanno realizzato e proposto in questi ultimi mesi (Regione Lombardia; Ispesl; Ispesl-HSE).

    • Immaginare come applicare operativamente in azienda la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, ovvero identificare il modo tecnicamente migliore e normativamente più corretto per svolgere la valutazione di questa tipologia di rischio.

    La data si avvicina, preparatevi …

    Mag 16, 2010

    Ispesl: Indicazioni operative per la valutazione del rischio stress

    Sempre dall’Ispesl – a cura del Network Nazionale per la Prevenzione del Disagio Psicosociale nei Luoghi di Lavoro – sempre in dirittura per l’avvio di legge della valutazione di rischio stress lavoro-correlato prevista per il 1 agosto 2010, eccovi la loro “Proposta metodologica per la valutazione dello stress lavoro-correlato”.

    Si tratta di una metodologia il cui obiettivo principale è quello di creare una rete informativa per supportare le imprese, affinché la info-formazione di tutti i soggetti coinvolti (lavoratori, dirigenti, preposti) possa creare un clima di ”interesse comune” per affrontare la “tematica” con la consapevolezza che una buona valutazione rappresenta un valore aggiunto per l’impresa in termini di migliore clima organizzativo, di sana competitività, di qualità dei prodotti o servizi erogati.

    Per scaricare gratuitamente la proposta metodologica per la valutazione dello stress lavoro-correlato occorre registrarsi.

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