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Set 15, 2010

Documenti Ispesl sulla valutazione del rischio stress lavoro-correlato.

In questo clima di lento naufragare, dopo il rinvio dell’avvio della valutazione del rischio stress lavoro-correlato – ho messo ho messo un po’ a posto le cose nel computer. Fra le cartelle sparse ho trovato questo documento Ispesl (pure lui naufragato, e quasi morto) che completa il quadro presente nel sito di strumenti e metodologie per la valutazione di questa tipologia di rischio.

Si chiama “a “Indicazioni operative per la valutazione del rischio stress” ed è una “proposta metodologica per la valutazione dello stress lavoro-correlato con i requisiti minimi necessari per una valutazione affidabile”. Il documento – che sul sito Ispesl è possibile scaricare solo dopo la registrazione obbligatoria, ma che qui potete scaricare direttamente – è costituito da una documento vero e proprio e da un documento excel che contabilizza tutti i valori immessi. che potete scaricare cliccando qui.

Inoltre ho trovato un interessante articolo di N. Magnavita sugli “Strumenti per la valutazione dei rischi psicosociali sul lavoro“, pubblicato dal Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia Supplemento A, Psicologia dell’Istituto di Medicina del Lavoro, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma 2008.

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Giu 28, 2010

Microclima e stress termico da temperatura

PuntoSicuro segnala che si è svolto nei giorni scorsi a Rovigo il seminario “Microclima e stress termico da temperatura”, organizzato da Polistudio, dedicato ad approfondire un argomento ancora poco discusso e affrontato: il microclima come fonte di rischio negli ambienti di lavoro.

Ricordo che il microclima é l’insieme dei fattori (es. temperatura, umidità, velocità dell’aria, agenti fisici) che regolano le condizioni climatiche di un ambiente chiuso o semi-chiuso, come ad esempio un ambiente di lavoro. Considerando che la maggior parte della popolazione urbana trascorre il 75-80% del tempo all’interno di edifici chiusi, è facilmente intuibile quale importanza rivesta la qualità del microclima per il benessere del lavoratore. E’ dimostrato che un microclima errato può essere causa di un “semplice discomfort”, ma in alcuni casi può essere causa di disfunzioni che compromettono la salute e l’efficienza del lavoratore. Il microclima è quindi ascrivibile fra i rischi presenti nei luoghi di lavoro ed è un agente potenzialmente stressogeno, va quindi valutato con esattezza . Per approfondire il microclima pubblico il documento “Microclima, aerazione e illuminazione nei luoghi di lavoro: Requisiti e standard – Indicazioni operative e progettuali – Linee Guida”, a cura del Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e provincie autonome. (Per scaricarlo cliccare qui).

Nel seminario, l’intervento del Dr. Francesco Tapparo (consulente in tecnologie di monitoraggio ambientale) dal titolo “Microclima Termico”, fa il punto sulla situazione normativa e sulle norme tecniche per la valutazione di questa tipologia di rischio. Brevemente, i contenuti sono questi:

– Panoramica sulla normativa vigente: allegato IV (Requisiti dei luoghi di lavoro) in relazione alla temperatura dei locali e art. 181 del D.Lgs 81/2008.

– Normative tecniche – indici microclimatici di comfort e/o di stress: UNI-EN-ISO 7730 1997 (determinazione degli indici PMV e PPD e specifiche per le condizioni di benessere termico); ISO CD7730, ISO/TC159/SC5 N201 Ott.2001 (ambienti termici moderati e discomfort locali); UNI EN 27243 29/02/96 (valutazione dello stress termico per l’uomo negli ambienti di lavoro, basata sull’indice WBGT).

– comfort termico (condizione necessaria è che l’energia interna del corpo umano non aumenti né diminuisca, ovvero che nell’equazione di bilancio termico il termine accumulo sia nullo) e indici di discomfort globale: PMV (Predicted Mean Vote) indice di sensazione; ET (New Effective Temperature), indice di temperatura; PPD (Predicted Percentage Dissatisfied), indice che rappresenta la percentuale prevista di insoddisfatti.

– gli ambienti severi “ambienti dove non essendo perseguibile il comfort termoigrometrico, bisogna occuparsi della salvaguardia della salute”.

Per scaricare il documento “Microclima, aerazione e illuminazione nei luoghi di lavoro: Requisiti e standard – Indicazioni operative e progettuali – Linee Guida” cliccare qui.

Per leggere più dettagliatamente questo report nell’articolo di Punto Sicuro cliccare qui.

Per scaricare l’intervento al seminario del Dr. Francesco Tapparo, dal titolo “Microclima e stress termico da temperatura” (in formato PDF, 5.84 MB) cliccare qui.

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Giu 20, 2010

Behavior-Based Safety (B-BS) e Stress lavoro-correlato

A Venezia dal 14 al 16 aprile 2010 si è tenuto il quarto Congresso Europeo di “Behavior-Based Safety (B-BS) Behavior-Based Safety: coniugare produttività e sicurezza comportamentale”.

All’interno del Congresso è stato realizzato un simposio dal titolo “Stress lavoro correlato ed ergonomia: metodi scientifici per la valutazione e l’intervento nelle imprese con diversi interventi.

Nel primo intervento “Stress e lavoro” viene affrontato il tema dello stress individuando e analizzando i due principali fattori in gioco: il comportamento degli individui e il contesto organizzativo e ambientale in cui svolgono il proprio lavoro.

Il secondo intervento “L’assessment preliminare del protocollo B-BS come ausilio alla raccolta di dati sintomatici dello stress lavoro-correlato e all’individuazione delle contingenze che li sostengono: un metodo operativo in via di sperimentazione nelle sedi INAIL” è molto più specifico e finalizzato al protocollo B-BS e propone un modello per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato applicabile soprattutto dalle piccole e medie imprese.

Il terzo intervento  del simposio “B-BS ed ergonomia: sinergie per la prevenzione dei rischi sul lavoro” mette a confronto le potenzialità dell’Ergonomia e della B-BS (Behavior-Based Safety) in relazione alla prevenzione dei fattori di rischio che possono concorrere al determinarsi degli infortuni, evidenziando le differenze che le caratterizzano ma anche i possibili punti di contatto.

Cliccare qui per scaricare gli atti di questo congresso in formato PDF, 248 kB(pubblicati nel supplemento del numero di gennaio/marzo 2010 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, Volume XXXII – N. 1/suppl.A, Psicologia, gennaio/marzo 2010).

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Videoterminali: effetti sulla salute e misure di prevenzione

I videoterminali sono ovunque. Prima solo nei TV, nei videogiochi e nei computer, poi sui telefoni cellulari e ora, prossima frontiera, su tablet e ipad. Sempre più l’informazione viene fruita da videoterminali e sempre più tempo è dedicato al lavoro e all’utilizzo di videoterminali.

Come per tutte le apparecchiature di lavoro anche in questo caso ci sono avvertenze d’uso che, se non rispettate, possono determinare disturbi per la salute.

Una recente indagine italiana ha valutato oltre 30.000 lavoratori di cui 20.000 adibiti a lavoro con VDT per almeno quattro ore al giorno (per la legge è videoterminalista il lavoratore che utilizza un’attrezzatura munita di videoterminali, in modo sistematico o abituale, per venti ore settimanali dedotte le interruzioni previste). E’ emerso che tra gli operatori a VDT i disturbi oculari sono stati segnalati da più della metà dei lavoratori, contro solo il 30% circa dell’altro gruppo di lavoratori. Inoltre si sono rilevate differenze tra i due gruppi attorno al 15% per disturbi alla schiena, al collo, mal di testa, ansia.

I problemi relativi all’uso intensivo di videoterminali in senso lato (quindi indifferentemente dalla mole e dal contenuto informativo che veicolano) sono noti da tempo: affaticamento visivo (astenopia) dovuto alla fissità dello sguardo sul monitor e alle radiazioni; disturbi muscolo-scheletrici, dovuti all’ergonomia del lavoro e alla postura del soggetto; stress.

Il Servizio Prevenzione e Protezione dell’Azienda L’Azienda Ospedaliera S.Orsola Malpighi di Bologna ha realizzato la “Scheda tecnica n°17: la postazione di lavoro al videoterminale“, una scheda informativa per una miglior conoscenza e prevenzione dei disturbi correlati all’uso di videoterminali (VDT). In questa scheda sono riepilogati i principali rischi per i lavoratori che operano con videoterminali; gli effetti noti ed accertati sulla salute; le ricerche relative ai disturbi e alle radiazioni; le principali misure di prevenzione; una check-list per il corretto ambiente di lavoro.

Per scaricare la scheda (pdf, 1,01 Mb) cliccare qui.

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Mag 24, 2010

Altro che Tecnostress, nel call center c’è la frusta …

Riporto la notizia che come fatto di cronaca ha destato molto interesse e che, in un certo senso, dimostra come certe situazioni di lavoro non solo siano lontane dalla consapevolezza di rischi specifici relativi agli strumenti di lavoro e alla pressione informativa, ma addirittura regrediscono la gestione del lavoro e dei dipendenti ad un’epoca pre-sindacale, o a una condizione di laboratorio cinese.

Altro che tecnostress, qui c’è la frusta se produci poco !

A Firenze, una decina di ex centraliniste e ex venditori del call center Italcarone hanno fatto denuncia per maltrattamenti.

I maltrattamenti dichiarati consistono in:

  • divieto di alzarsi per andare in bagno se non avevano già fatto un certo numero di chiamate e trovato gli appuntamenti ai venditori
  • umilianti richiami davanti a tutti per chi non raggiungeva gli obiettivi stabiliti
  • frustino picchiato sulle gambe a qualche telefonista che nel call center batteva la fiacca

Da notare anche alcune incredibili ‘abitudini’ da osservare sul posto di lavoro:

  • La mattina dei dipendenti cominciava sulle note dell’inno nazionale tenendosi per mano o intonando slogan motivazionali.
  • veniva consigliato di ‘puntare’ all’inizio a parenti e amici, persone più facili da convincere all’acquisto
  • i turni di lavoro erano massacranti (fino a 14 ore al giorno nella postazione telefonica)
  • i dipendenti venivano sottoposti a vessazioni psicologiche e fisiche

L’inchiesta aperta dalla Procura sulla base delle denunce dei dipendenti ha portato all’arresto di cinque persone ai vertici della Italcaronec con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio e alla frode fiscale per vendite in nero per quasi quattro milioni e mezzo di euro.

Per leggere tutta la notizia clicca qui.

leggere i commenti per avere uno spaccato di queste situazioni di lavoro reale!

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