Browsing articles in "Normativa"

Documenti e ricerche sullo stress lavoro-correlato dalla campagna di formazione VIVERSICURA

L’Assessorato alle Politiche della Formazione della Regione Veneto a avviato la campagna straordinaria di formazione VIVERSICURA, con l’obiettivo di diffondere la cultura della sicurezza sul posto di lavoro.

Riprendo dal loro sito una serie di documenti abbastanza recenti relativi al tema dello stress lavoro correlato. Si tratta prevalentemente di documenti ‘Riepilogativi’; cpos’è lo stress, come si crea, come si manifesta, che problemi crea sul luogo di lavoro, le normative, eccetera.

Ad ogni modo, si tratta di buoni documenti che, oltre ad offrire un po’ di ripasso sull’argomento, definiscono la situazione attuale della valutazione del rischio stress lavoro correlato.

I rischi da stress lavoro-correlato
dottoressa Elena Padovan

I rischi da stress lavoro-correlato
dottoressa Elena Bertoni

Il lento consolidamento del giusto concetto di stress lavoro – correlato in ottica di organizzazione del lavoro
dottoressa Cinzia Frascheri

Lo stress da lavoro correlato, normative e sistemi di prevenzione e tutela del lavoratore
dottor Paolo Campanini

Parliamo di Stress lavoro-correlato
VIVERSICURA

Valutazione dei rischi psicosociali: stress lavoro correlato
dottor Gianluca Celeste

Per scaricare i documenti cliccate sul titolo.

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Gen 14, 2011

Stress da computer? Dimostrami l’evento causativo! Lo dice il TAR del Lazio.

Il Tar del Lazio, con la sentenza numero 35028 del 2 dicembre 2010, ha risposto ad alcuni dipendenti pubblici che affermavano di essere stati sottoposti ad un’esposizione prolungata alle onde elettromagnetiche del computer.

Da tale esposizione i lavoratori dichiaravano di aver ricevuto dei danni irreversibili alla vista, al sistema nervoso e delle alterazioni psicosomatiche.

Tuttavia i giudici del TAR hanno respinto il ricorso presentato dai lavoratori sostenendo che, nonostante i loro legali avessero presentato studi e documentazioni riguardanti le conseguenze provocate dall’esposizione prolungata davanti al computer, i documenti da loro presentati:

“non appaiono sufficienti a provare il danno che ciascun ricorrente possa avere tratto dalla adibizione a videoterminali e PC, dal momento che affronta la problematica in generale, laddove la prova del danno passa, secondo i principi civilistici in materia, per la dimostrazione anzitutto dell’evento causativo, del nesso di causa e dell’elemento soggettivo presente in chi tale danno avrebbe prodotto”.

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Ott 11, 2010

Video-anticipazioni sulle linee guida per la valutazione del rischio stress.

Si è svolta in questi giorni a Roma l’ottava Conferenza internazionale IOHA su “Salute, sicurezza ambientale e lavoro”. In questa sede Lorenzo Fantini, dirigente delle divisioni Salute e sicurezza del Ministero del Lavoro, ha preannunciato il prossimo arrivo, entro dicembre, delle linee guida della Commissione consultiva in tema di valutazione stress lavoro correlato.

Queste linee guida devono essere realizzate dalla Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro e servono a fare chiarezza sulle metodologie e i criteri per assolvere all’obbligo di valutare i rischi da stress posto dal Decreto Legislativo 81/2008. Ma queste linee guida sono finora assenti con le conseguenti, continue proroghe all’entrata in vigore dell’obbligo stesso (l’ultimo rinvio è al prossimo 31 dicembre).

L’attesa è grande grande, le indiscrezioni sono continue, il riserbo è massimo.
Cosa contengono queste indicazioni? Quali sono gli strumenti corretti per svolgere la valutazione?

Nella cornice della Convention “Ambiente Lavoro” 2010 PuntoSicuro, nota rivista online dedicata all’informazione sulla sicurezza sul lavoro, è riuscita ad avere alcune anticipazioni su questo tema intervistando la D.ssa Cinzia Frascheri, Responsabile nazionale CISL, salute e sicurezza sul lavoro e della Responsabilità Sociale delle Imprese, una dei componenti del Comitato 6, il comitato della Commissione consultiva che ha il compito effettivo di elaborare le indicazioni sul rischio stress lavoro-correlato.

Bravi, ottimo lavoro di video-giornalismo.
Vedetelo di seguito suddiviso in due parti.

Condividi l'articolo nei tuoi Social

ULTIMAORA: in arrivo il rinvio della valutazione del rischio stress per tutte le tipologie di aziende?

Come già segnalato in un altro post di questo blog, il Governo ha collocato all’interno del decreto legge 78/2010 (manovra economica) il seguente articolo che rinvia al 31.12.2010 della valutazione del rischio stress lavoro correlato per le Amministrazioni Pubbliche:

“Art. 8 – Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche
12. Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche di cui all’art. 1, comma 2 del Decreto Legislativo n. 165 del 2001, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010.“

La grande novità è che qualche giorno fa, in data 24 giugno 2010, la Commissione Bilancio del Senato della Repubblica ha approvato i l’Emendamento n. 8.67 che potrebbe modificare questo articolo estendendo il rinvio a tutte le tipologie di aziende.

Tecnicamente, l’Emendamento n. 8.67 propone un modifica al comma 12, dove dopo le parole: «decreto legislativo n. 165 del 2001» sono aggiunte le seguenti: «e dei datori di lavoro del settore privato». La modifica dell’articolo 8 sarebbe quindi la seguente:

“Art. 8 – Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche
12. Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche di cui all’at. 1, comma 2 del Decreto Legislativo n. 165 del 2001 e dei datori di lavoro del settore privato, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010.

Dal quel che si capisce (ma è abbastanza chiaro), verrà creato un catalogo imprese che rispettano o meno queste normative e, se il disegno di legge contenente l’emendamento sarà approvato in questa forma dall’Aula del Senato e della Camera dei Deputati sarà esteso a tutte le tipologie di aziende il differimento al 31 dicembre 2010 dell’obbligo di valutazione del rischio stress lavoro correlato.

Stiamo a vedere cosa succede …

Condividi l'articolo nei tuoi Social

Stress nella Pubblica Amministrazione? No grazie, fino al 1 gennaio 2011

All’interno del Decreto Legge pubblicato il 31 maggio 2010, n. 78, titolato “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” e relativo alla finanziaria attualmente in approvazione al Parlamento ci sono due articoli interessanti.

L’articolo 8 – Razionalizzazione e risparmi di spesa delle amministrazioni pubbliche – al comma 12 dice testualmente:

“Al fine di adottare le opportune misure organizzative, nei confronti delle Amministrazioni Pubbliche di cui all’art. 1, comma 2 del Decreto Legislativo n.  165 del 2001, il termine di applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 28 e 29 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di rischio da stress lavoro-correlato, è differito al 31 dicembre 2010.”

Mica male come mossa! Il Governo, sotto l’ombrello di presunte ‘misure organizzative’ e con la scusa di ‘razionalizzazione e risparmi di spesa’ rinvia con tre righe a dicembre la valutazione del rischio stress lavoro-correlato nelle amministrazioni pubbliche. Così, come in altre cose, la legge non è più uguale per tutti. Avanti prima le aziende private a camminare sul campo minato dello stress da lavoro …

E non è finita qui. Appena un articolo prima, al 7, si parla di ‘Soppressione ed incorporazione di enti ed organismi pubblici; riduzione dei contributi a favore di enti.”. Bellissimo tema, c’è un sacco da tagliare. Solo che l’articolo è scritto così:

“1. Con effetto dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e il coordinamento stabile delle attività delle attività previste dall’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l’IPSEMA e l’ISPESL sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all’INAIL, sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute; l’INAIL succede in tutti i rapporti attivi e passivi.”

Quindi, via l’ISPESL, Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza sul Lavoro, un istituto che svolge ricerche e studi molto significativi nel suo settore e che spesso ho utilizzato come fonte in questo blog.

Naturalmente, l’ISPESL fa notare che Paese europeo le ragioni della crisi hanno portato allo scioglimento degli enti di ricerca che si occupano di salute e sicurezza sul lavoro e della riduzione delle tutele sociali, ha sospeso le attività istituzionali ed è in stato di agitazione permanente. Ha anche aperto una pagina web per sottoscrivere un appello a sostegno dell’Istituto.

Ricordo che il Decreto Legge che comprende queste norme è in vigore dal 31 maggio, ma non è ancora definitivo perché dovrà essere convertito in Legge entro 60 giorni dalla pubblicazione. Altrimenti decadrà, cioè perderà efficacia sin dall’inizio. Ma lo convertiranno … vedrete che lo convertiranno alla svelta …

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Pagine:«123»