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Gen 16, 2013

Movimento Slow Communication: equilibrare il rapporto che abbiamo con la comunicazione sul web, gli strumenti del Web 2.0 e i social network

Segnalo con grande piacere l’esistenza di Slow Communication, un movimento che punta a equilibrare, per quanto a promuovere, il rapporto che abbiamo con la comunicazione sul web con gli strumenti del Web 2.0 e i social network.

Nato dall’intuizione e dal lavoro di Andrea Ferrazzi, (Giornalista, consulente politico, esperto di strategie di comunicazione), Slow Communication si ispira alla filosofia di Slow Food e Cittàslow e individua nei rapporti umani, nella conoscenza del mondo reale e nel mantenimento di uno spirito critico l’essenza stessa della convivenza civile.

Negli USA, l’idea di ‘slow communication” circola già dal 2009, quando il saggista John Freeman pubblicò nel sul Wall Street Journal l’articolo Not So Fast. Sending and receiving at breakneck speed can make life queasy; a manifesto for slow communication dove affermava:

«I nostri giorni sono limitati, le nostre ore sono preziose. Dobbiamo decidere che cosa vogliamo fare, che cosa vogliamo dire, di che cosa e di chi dobbiamo prenderci cura. Bisogna pensare come vogliamo ripartire il nostro tempo in base a queste domande. Dobbiamo rallentare».

ll Movimento “Slow Communication” riprende, amplia e contestualizza queste riflessioni per:

“diffondere anche in Italia una nuova cultura digitale, una nuova alfabetizzazione mediatica e una nuova etica intellettuale fondata sulla ricerca di un equilibrio sostenibile tra la velocità e l’immediatezza del web e il pensiero lento, lineare e approfondito che utilizziamo per seguire una lunga narrazione e un’argomentazione complessa oppure per riflettere sulle esperienze della nostra esistenza.

Slow Communication non intende affatto condannare la funzione e il ruolo di internet nelle società post-moderne (…) Mira, piuttosto, a promuovere una prospettiva diversa, evitando di cadere nel pessimismo culturale e partendo invece dalla necessità di imparare a utilizzare il web 2.0 con più moderazione e meno dipendenza. In modo più responsabile e consapevole. Senza ignorare le conseguenze che la rete esercita su ognuno di noi, sul nostro modo di essere e di pensare, sui nostri atteggiamenti e sui nostri comportamenti. Finanche sulle nostre menti.

Dobbiamo riappropriarci del tempo, sganciando la nostra idea di progresso dalla velocità, che non sempre porta a risultati soddisfacenti e a relazioni sostenibili. Dobbiamo abbandonare l’utopia dell’efficienza perfetta, per evitare di tornare ad essere dei meri decodificatori di informazioni, acritici e superficiali. Dobbiamo imparare a scollegare la nostra mente da internet per riconquistare lo spazio della riflessione. Dobbiamo, insomma, riscoprire la lentezza per acquistare una rinnovata sintonia con il mondo reale che ci circonda.

Il Movimento Slow Communication si propone di promuovere un consumo responsabile dei nuovi strumenti di comunicazione”.

Visita il sito di Slow Communication per maggiori informazioni.

Cos’è Slow Communication? Lo racconta Andrea Ferrazzi in questa intervista.

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