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L’uso di smartphone provoca allergie e dermatiti (in particolare ai bambini).

bambini e cellulari

In questo mese di agosto rilancio alcuni articoli rlevati dalla stampa nei mesi scorsi, conservati nelle bozze e mai pubblicati sul sito. Questi articoli sono rilanciati con i testi originali, parzialmente ridotti.

Questo articolo riporta di una ricerca che dimostra che l’uso di smartphone provoca allergie e dermatiti, in modo particolare ai bambini.

Secondo i risultati di uno studio pubblicato di recente sulla rivista Pediatric Allergy, Immunology, and Pulmonology, molti smartphone in commercio rilascerebbero dosi – piccole ma non trascurabili – di metallo, nickel e cromo, cause principali di allergie da contatto e dermatiti allergiche.

Jacob Thyssen dell’università di Copenaghen e dell’ospedale Gentofte – tra gli autori del lavoro svolto – ha spiegato che questo tipo di sintomatologie allergiche si sta diffondendo soprattutto tra i più piccoli: circa il 33 per cento dei cosiddetti nativi digitali sarebbe vittima della stessa tecnologia. E dall’analisi è emersa proprio l’evidente associazione tra le dermatiti e l’uso di cellulari.

Secondo la ricerca The net children go mobile, oggigiorno quasi la metà di bambini e teenager possiede uno smartphone e lo usa quotidianamente per navigare in internet e quasi 3 giovani su 4 se sono dipendenti. Facile dunque intuire quanto proprio i minori siano i soggetti più a rischio.

I pediatri hanno diagnosticato l’aumento di sfoghi sulle mani, sul collo e anche sul viso – tutte parti maggiormente a contatto con il cellulare – e hanno evidenziato la possibilità che tali reazioni siano dovute proprio alle fibre metalliche contenute negli apparecchi di ultima generazione.

Feb 26, 2014

Generazione digitale: un popolo di informatissimi idioti. 12 pagine da leggere assolutamente.

Sabato 25 gennaio 2014, il prof. Franco Ferrarotti (uno dei più importanti sociologi italiani, autore di alcuni libri ‘critici’ su internet, l’ultimo dei quali  è Un popolo di frenetici informatissimi idioti), ha parlato a lungo di Internet e delle sue conseguenze sulla società, in particolare per i ‘nativi digitali’, alla conferenza “Nuove dipendenze” organizzata dal Centro di psicoanalisi romano.

Il testo è una fotografia di tutti noi come agire sociale – ma dove possiamo facilmente ritrovarci uno per uno – in quest’epoca di tecnologie digitali e in questo mondo in cui ci siamo avvolti della comunicazione e relazione con tecnologie e servizi baati su internet.

Riporto brevemente alcuni passi dell’intervento, e alcune frai estrapolate dal testo, ma invito a scaricare e leggere il testo completo cliccando qui.

L’oggetto di ricerca è l’Homo sociologicus contemporaneo, cioè “quell’«agente sociale» in base alle prescrizioni di ruolo, fondate su valori e norme collettivamente condivisi” definito dalla sociologia del novecento, che sembra oggi “aver ceduto il passo a un attore sociale che persegue, in primo luogo, un suo personale progetto esistenziale. Il sociale resta solo come «vincolo allentato», richiamo evocativo o «cornice», anziché come luogo delle risorse da cui attingere i «materiali» essenziali per la costruzione delle méte individuali e collettive.”

La ricerca su questo nuovo tipo di “agire sociale” incrocia obbligatoriamente “la comunicazione elettronica e la rivoluzione digitale che investono direttamente le anime degli uomini, ne trasformano le percezioni, ricreano la realtà, la ridefiniscono e la re-inventano come realtà virtuale”.

Questi effetti sono particolarmente evidenti nella “generazione che abbiamo davanti è quella cresciuta con i mezzi di comunicazione di massa, con la televisione, con il computer, con Internet.”

“Internet sta cambiando non solo la comunicazione politica, ma la fonte stessa dell’obbligazione che lega e tiene insieme la società, consentendo ad essa di funzionare come un insieme di parti distinte ed anche in contrasto, ma tendenzialmente congruenti. … Internet sta sostituendosi al costume della società tradizionale, all’autorità dell’eterno ieri. È il nuovo, imprevisto ed inedito fattore integrativo. Ma integra veramente?”

“Se non già oggi, quasi certamente domani, saremo probabilmente messi di fronte ad un popolo di informatissimi idioti” ci avvisa Ferrarotti, “La logica dell’audiovisivo … informa, ma nello stesso tempo frastorna; informa, ma anche deforma; informa con una straordinaria abbondanza di stimoli e di dati non-mediati, ma non concede i margini di tempo necessari al filtro selettivo della ragione e della memoria; ossia informa, ma non forma.”

“Liberati dalla placenta protettiva e inibente del costume tradizionale, delusi dalle grandi ideologie onni-includenti, consegnati alla contingenza del caso e alla sua crudeltà distratta, privi di scuse o giustificazioni valide per i nostri insuccessi, ridotti a vivere a modo nostro, a «realizzarci», ma privati nello stesso tempo di orientamenti, paghiamo la libertà con l’imbarazzo paralizzante di scelte tanto numerose quanto insignificanti. La mitologia del libero mercato ha penetrato e imbevuto di sé la trama dell’esistenza. L’ordine sociale che pesava sugli individui e ne dettava le condizioni di vita si è liquefatto. Siamo passati dall’eteronomia delle grandi tradizioni all’autonomia relativa dell’individuo kantiano, infine alla ricerca dell’identità soggettiva, puramente personale, alla valorizzazione estrema della spontaneità come preziosa, imprevedibile e irriducibile espressione del singolo. I comportamenti espressivi sopravanzano quelli logico- strumentali. …. Ciò predispone adolescenti, giovani adulti e adulti alla dipendenza dai nuovi mezzi elettronici. Nelle condizioni odierne, sembrano affermarsi nuove forme di idolatria. Si sta verificando l’obsolescenza del principio di non contraddizione e della consecutio temporum. Si è schiacciati sull’immediato …

“La cultura del libro si sta trasformando in cultura del monitor”.

“La tecnologia riproduce se stessa all’infinito e non va incontro a nessuna esigenza autoespressiva e libera degli individui. L’ultimo ritrovato è tanto tecnicamente scintillante quanto umanamente inutile”.

“Sta prevalendo la socialità come comunicazione fine a se stessa. Ma si tratta di rumore”.

“Più del 30% di dirigenti, imprenditori e neo-laureati non ha letto neanche un libro nel corso degli ultimi 12 mesi”.

E qui mi fermo ma, come vi ho detto, se volete capire un po’ di più chi siamo (o chi siamo diventati) come attori sociali in questi ultimi vent’anni di tecnologie digitali scaricate e leggete l’intervento completo cliccando qui.

unpopolodifrenetici

​Effetti della dipendenza da Smartphone – Effects Of Smartphone Addiction – Infografica

L’infografica è un moderno e ottimo modo per rendere immediatamente compresibili dati e concetti.

Abbiamo già pubblicato alcuni articoli con infografiche sul tema ‘smartphone’ alle quali oggi aggiungiamo questa bella infografica che spiega per parole e immagini cause ed effetti della dipendenza dai moderni telefoni cellulari.

Feb 16, 2013

Sei dipendente dal tuo telefonino? Nove segni per capire se sei drogato di SmartPhone! – Infografica

“Non vi è quasi nulla che lo smartphone non possa fare … ma la mania dei cellulari si trasforma in dipendenza per molti individui. E di questi tempi ci sono molte persone dipendenti da Smartphone in modo patologico. Scopri se lo sei anche tu!”

E’ questo il senso dell’infografica presente in questo articolo, che propone i dati di recenti ricerche USA sul tema della dipendenza da telefono cellulare, un argomento che abbiamo già visto in questa pagina.

Le affermazioni di partenza sono sono retoricamente semplici, ma guardando l’infografica spiccano dei dati incredibili su specifici argomenti:

1. Non spegni mai il telefonino, anche mentre guidi o dormi.
l’83% degli intervistati dorme con il telefono vicino e il 35% di loro, quando si sveglia, lo usa subito per app o social; 3 persone su 4 lo usano guidando.

2. Scrivi messaggi di testo mentre cammini.
Il 42 % dei teen dice che può scrivere messaggi da bendato, e l’11% dice che manda più di 200 messaggi al giorno.

3. Ti viene da telefonare anche quando sei in luoghi riservati, come cinema o biblioteche.
Il 42% delle persone, quando si annoia, tira fuori il telefono per giocare o intrettenimento.

4. Ricevi e fai chiamate casa/lavoro miste, anche in vacanza.
il 30% delle persone fanno e ricevono chiamate personali sul cellulare durante l’orario di lavoro, ma vengono anche chiamata dal lavoro mentre sono a casa o in vacanza.

5. Utilizzi siti social durante le riunioni di lavoro.
Si. Lo fa chiunque sia a una riunione, abbia un cellulare in mano e si annoi. Vedi punto 3.

6. Utilizzi il cellulare quando sei in bagno.
Il 40% delle persone usa il telefono cellulare mentre è sul cesso!

7. Usi il telefono anche durante un incontro sociale.
Il 15% delle persone ammette che estrae e utilizza o finge di utilizzare il telefono cellulare durante feste o incontri sociali per limitare la possibilità di relazioni dirette con sconosciuti;  oltre il 50% preferisce cmunicare ‘digitalmente’ piuttosto che faccia a facca; il 60% delle persone utilizza il proprio telefono anche mentre sta socializzando direttamente.

8. Preferisci usare il cellulare per guardare la TV.
Sempre di più.

9. Ti svegli nel cuore della notte per controllare Facebook o Twitter.
Il 15% di persone dichiara di aver interrotto un rapporto sessuale per rispondere al telefono cellulare.

Ecco l’infografica “Are you addicted to your mobile phone?

Nomofobia dilagante! Crescono paura e ansia di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile.

Abbiamo già visto in questo articolo quali sono le cause, i sintomi e le abitudini patologiche di coloro che vivono un rapporto continuativo con il proprio telefono cellulare.

Abbiamo oggi anche un nuovo termine per identificare questa categoria di persone, si tratta di nomofobici – ovvero affetti da nomofobia (nomophobia nel mondo anglosassone) parola composta dall’inglese no mobile, senza telefono mobile, e dal greco phobos, paura) che designa la paura incontrollata di rimanere sconnessi dal contatto con la rete di telefonia mobile.

Il soggetto nomofobico mostra diversi sintomi, spesso compresenti: paura di smarrire il dispositivo personale, di danneggiarlo, di rimanere senza batteria o senza credito. Fissazione continua sull’apparecchio e sulle attività online, impossibilità di non utilizzare il proprio apparecchio, anche per pochissimo tempo, per controllare cosa succede sul display dello smartphone, chi risponde ai post su facebook e ai tweet, quanto viene apprezzata una foto su Facebook, Pinterest o Instagram.

In questi atteggiamenti, i più recenti studi su soggetti fortemente nomofobici mostrano un livello di dipendenza molto da vicino quelli di dipendenze da sostanze.

Il nomofobico non posa mai lo smartphone, lo utilizza in ogni contesto senza preoccuparsi di dove sia. Generalmente l’afflitto da questa dipendenza è giovane tra i 18 e i  34 anni. La Nomofobia può apparire un problema di lieve entità, ma, dato l’ampissimo bacino di persone che coinvolge – si tratta in realtà di una questione sociale rilevante.

Di seguito, un video prodotto da Mashable sull’argomento Nomofobia.

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