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Gen 11, 2017

Stop alle email e messaggi di lavoro fuori dall’orario di lavoro: dal primo gennaio in Francia è legge il «diritto di disconnessione»

Mutter und Kind bei der Arbeit Serienbild 7

Dopo un periodo sperimentale di cui avevo dato conto in questo articolo, dal primo gennaio in Francia è legge il «diritto di disconnessione».

La norma, contenuta nell’articolo 55 della Loi Travail introdotta dal ministro del Lavoro Myriam El Khomri, impone alle aziende con più di 50 dipendenti di negoziare con i lavoratori il diritto a non rispondere a mail e telefonate al di fuori degli orari di lavoro.

La norma è pensata per stabilire un confine tra la flessibilità del lavoro e l’onnipresenza della tecnologia che consente di essere sempre connessi, e per garantire una vita “offline” ai lavoratori.

Ricordo che in Italia non c’è oggi una norma specifica. È però all’esame del Parlamento il cosiddetto Jobs Act del lavoro autonomo e dello smart working (o lavoro agile, che prevede che la prestazione dello smart worker venga eseguita senza la rigida determinazione di tempo e luogo). Nel testo approvato al Senato e ora all’esame della Camera si riconosce espressamente il diritto alla disconnessione, ma «nel rispetto degli obiettivi concordati». Sia in Italia sia in Francia diventa dirimente il ruolo della contrattazione collettiva o degli accordi individuali. Stiamo a vedere …

Di seguito, due immagini dalla campagna stampa del sindacato franceseCGT/UGICT, una vignetta e una rassegna stampa sul tema.

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Travail: vous avez désormais le droit de vous déconnecter

Le droit à la déconnexion, entré en vigueur le 1er janvier dans le cadre de la loi Travail, vise à assurer le respect des temps de repos et de congés ainsi que l’équilibre entre vie professionnelle et vie privée.

Niente mail fuori ufficio: in Francia è entrato in vigore il “diritto di disconnessione”. E in Italia?

La norma della nuova legge sul lavoro dà ai dipendenti il diritto di non rispondere a mail e telefonate fuori dall’orario di lavoro

In Francia il diritto di ‘staccare’, niente mail fuori lavoro – Internet e Social

ROMA – Basta smartphone e tablet sempre accessi con gli occhi pronti a intercettare l’ultima mail di lavoro. Da ieri in Francia è scattato il ‘diritto di disconnessione’, una norma – prevista dalla nuova legge sul lavoro – che regala ai dipendenti la possibilità di non tenersi sempre aggiornati, 24 ore su 24, riconoscendo loro il diritto di ‘staccare’.

“Basta email fuori dall’ufficio”. In Francia disconnettersi è un diritto – QuotidianoNet

Roma, 4 gennaio 2017 – L’aspirazione di Brunello Cucinelli (“Basta mail inutili, solo telefonate e per tutti una vita privata che vada oltre il lavoro”) è diventata realtà in Francia dal primo gennaio scorso.

Lavoro, il diritto alla disconnessione è ora legge in Francia

“IO VOGLIO stare sempre su internet” recitava Ilary Blasi da un’assolata spiaggia estiva in una pubblicità di qualche anno fa. Ma se allora, in piena diffusione degli smartphone la connessione a internet ovunque era molto appetibile per gli scopi più vari, lavoro compreso, oggi di fatto ci sta impedendo di “staccare” davvero dal lavoro, con inevitabili consequenze sulla salute e sulla resa stessa del lavoro.

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Diritto alla disconnessione per limitare email ed sms di lavoro fuori ufficio: in Francia sta per diventare legge nel nuovo Codice del Lavoro.

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Il tecnostress perseguita il lavoratore non solo sul luogo  di lavoro, ma anche a casa e per tutto il suo tempo libero. Al punto  che non si capisce più dove finisce il lavoro. E se finisce mai …

Per evitare il rischio che la perenne reperibilità consentita dall’uso dei cellulari e la diffusione del wi-fi aumentino a dismisura l’orario di lavoro, in Francia – già nell’aprile 2014 e dopo un accordo raggiunto dai sindacati (in particolare Cfdt e Cgt) con la Confindustria francese – è stato introdotto per  un milione di impiegati nei settori della tecnologia e dei servizi legali un “obbligo di disconnessione dei mezzi di comunicazione a distanza” per consentire agli impiegati di non sentirsi in obbligo di rispondere alle telefonate dei capi al termine dell’orario d’ufficio.

Quell’accordo tra le parti prende in questi giorni un aspetto ‘governativo’.

In vista della riforma del Codice del Lavoro, un gruppo di esperti guidati da Bruno Mettling – vicedirettore di Orange e incaricato dall’esecutivo a studiare il fenomeno del lavoro digitale – ha elaborato e presentato al Ministro del Lavoro francese un rapporto sugli effetti della rivoluzione digitale sulle condizioni di lavoro, sull’organizzazione del lavoro e sul management intitolato “Transformation numérique et vie au travail” (Trasformazione digitale e vita lavorativa).

Il rapporto – in lingua francese che potete scaricare cliccando qui – fornisce una visione di insieme e ben documentata sugli effetti della tecnologia digitale sul lavoro lavoro; parte da un inquadramento generale del fenomeno e si concentra sulle sfide della progressiva digitalizzazione del lavoro, in particolare sul contratto di lavoro e sulla qualità della vita. Il suo obiettivo è di fornire idee per regolamentare meglio la consultazione di email e sms nell’orario di lavoro e, in generale, l’attività lavorativa su piattaforme digitali, tablet e smartphone.

Tra le 36 raccomandazioni contenute nel rapporto, una in particolare è quella oggetto dell’accordo tra Sindacati e Confindustria: si tratta del diritto/dovere alla disconnessione, per cui il lavoratore ha il diritto/è tenuto ad essere offline per cose di lavoro fuori dalle mura del proprio ufficio.

Il rapporto sottolinea come “esiste un rischio di sovraccarico cognitivo ed emozionale, con una sensazione di fatica e di eccitazione. Si pone quindi la questione dei rischi psico-sociali e della concorrenza del tempo di attenzione disponibile. L’azienda deve incoraggiare la disconnessione con accordi interni, configurazione limitata degli strumenti di lavoro, esemplarità dei dirigenti”.

Il concetto, quindi, è che quando si è fuori dall’orario di lavoro bisogna limitare le comunicazioni su dispositivi mobili, come sms ed email  che, seppure facciano parte del lavoro, non vengono computate e retribuite come tali. Deve quindi essere posto un limite alle comunicazioni su dispositivi mobili quando si è fuori ufficio o durante i giorni festivi.

La palla ora passa al ministro del Lavoro francese Myriam El Khomri,  che deciderà come includere le raccomandazioni del rapporto nel disegno di legge che presenterà tra la fine del 2015 e il 2016.

A livello aziendale, il diritto/dovere alla disconnessione in alcune aziende europee è già realtà.

Sempre in Francia, gli ingegneri del Syndicat des sociétés d’ingénierie et de conseil et des bureaux d’études hanno raggiunto l’anno scorso un accordo per evitare i messaggi dopo le 18 e durante i weekend. In Germania, Volkswagen ha deciso di sospendere le comunicazioni sugli smartphone professionali tra le 18.15 e le 7 del mattino, e Bmw conteggia il tempo speso alle prese con le e-mail di fuori dell’orario tramutandolo in uno sconto di ore lavorate. Da Daimler, addirittura, le mail arrivate dopo un certo orario si distruggono. In Gran Bretagna Price Minister ha instaurato una mezza giornata al mese senza email per favorire gli scambi verbali tra i dipendenti.

Proprio utilizzando la  stessa tecnologia che permette ai dipendenti di essere connessi ventiquattr’ore ore su ventiquattro, le imprese possono anche assicurare che gli impiegati prendano pause adeguate in modo da garantirne la massima efficienza e produttività.

Alcune già impediscono l’accesso alla posta elettronica dei dipendenti dopo l’orario lavorativo con tecnologie come AirWatch o “recinti geografici” che impediscono l’accesso alla posta elettronica e ad altre risorse, o consentendo l’accesso ai dati aziendali all’interno del container per un periodo di tempo specifico o solo in luoghi determinati.

L’idea di “Diritto alla disconnessione” è un primo importante passo per cercare di trovare un equilibro tra serenità individuale e produttività professionale.

Il dibattito su quando termini davvero il lavoro veicolato dalle piattaforme digitali è quindi aperto ad ogni soluzione. Come vanno le cose in Italia sul diritto alla disconnessione e per capire cosa comporta un’eccessiva connessione alla rete ce lo racconta Marco Gui, Sociologo dei media dell’Università di Milano-Bicocca nella puntata del 7 ottobre 2015 del programma Geo di RaiTre.

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