AI e salute mentale: uno studio sul ruolo del tecnostress

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Un recente studio pubblicato su Frontiers in Psychology (Lițan, 2025) analizza in modo sistematico il legame tra l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) e la salute mentale. La ricerca ha coinvolto 217 partecipanti rumeni, ai quali sono stati somministrati due questionari per misurare livelli di ansia, depressione e tecnostress percepito.

I risultati hanno confermato le due ipotesi centrali alla base dello studio: il tecnostress derivante dall’adozione dell’IA è associato in modo significativo sia ai sintomi di ansia sia a quelli depressivi. In particolare, i fattori più impattanti sono risultati essere il techno-overload (il sovraccarico di lavoro imposto dalla tecnologia) e la techno-invasion (la sensazione che la tecnologia invada la sfera privata). Altri elementi come l’insicurezza lavorativa legata all’automazione (techno-insecurity) e la difficoltà nell’adattarsi alle novità tecnologiche (techno-complexity) hanno mostrato anch’essi correlazioni moderate ma significative con ansia e depressione.

L’autrice ha evidenziato come questi effetti siano più accentuati nei giovani adulti e nelle donne, suggerendo una vulnerabilità maggiore in termini di percezione e adattamento al cambiamento tecnologico.

Lo studio invita a riflettere sull’impatto psicologico delle trasformazioni digitali e sulla necessità di interventi mirati, sempre più urgenti in un modo soggetto ad una continua evoluzione tecnologica.