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Tecnostress e Multitasking: se ne parlerà alla fiera Ambiente Lavoro di Bologna

Si parlerà parecchio di Tecnostress alla prossima fiera Ambiente Lavoro di Bologna, dal 15 al 17 ottobre. E’ stata resa nota la lista dei convegni dove, per quanto mi riguarda, spiccano:

“Cyber Security e tecnostress: come il cybercrime ha influenza sulla salute nei luoghi di lavoro” che si svolgerà il 16 ottobre 2019, dalle ore 9,15 alle ore 11,15 presso Sala Wagner Centro Servizi Blocco C del quartiere fieristico. L’incontro è organizzato da PuntoSicuro e finalizzato ad aiutare le aziende e gli operatori a migliorare la protezione dei dati e a prevenire gli attacchi informatici e il tecnostress. Il seminario è rivolto a ASPP, Consulente, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Medico del Lavoro, Preposto, Psicologo del Lavoro, Resp. risorse umane, RLS e RLST, RSPP, Tecnico della Prevenzione , responsabile IT, e consente l’ottenimento di n. 2 crediti per l’aggiornamento di ASPP e RSPP.

Riporto parte del redazionale informativo sull’evento: “Si stima che solo in Italia i danni causati dal cybercrime raggiungano ormai i 10 miliardi di euro. E, al contrario di quanto spesso si crede, tutte le aziende che trattano dati possono essere vittime di crimini informatici e di perdita di dati. Per questo motivo la protezione dei dati e la cyber security – quell’insieme di tecnologie e comportamenti messi in atto per proteggere i sistemi informatici da accessi non autorizzati – sono diventate per ogni azienda un aspetto essenziale del proprio business.
 Inoltre in relazione sia all’uso sempre più massivo delle tecnologie informatiche, sia alle eventuali conseguenze di attacchi di cyber crime, è bene ricordare un rischio sempre più diffuso nei luoghi di lavoro: il tecnostress … E la sindrome da tecnostress può colpire le persone non solo sul piano fisico e sul piano psichico, ma può anche produrre gravi danni produttivi, organizzativi ed economici alle imprese … Durante l’incontro si mostrerà non solo come il cybercrime causa perdite economiche dirette e danni indiretti, come la perdita di reputazione e danni alla salute psicofisica dei lavoratori, ma ci si soffermerà in particolare sul fatto che uno dei fattori che permette gli attacchi informatici è l’errore umano: la partecipazione attiva dei lavoratori è quindi fondamentale per difendersi. Comportamenti adeguati possono prevenire gli attacchi informatici e, viceversa, comportamenti disattenti possono permettere gli attacchi e causare anche danni alla salute delle persone coinvolte: un lavoratore inconsapevole delle misure di prevenzione può essere esposto a una continua tensione per l’incapacità di far fronte alle minacce, oppure, nel caso sia vittima di un attacco, può essere esposto a un forte stress, sia per la consapevolezza di aver causato l’attacco sia per l’incapacità di farvi fronte”.

Il programma dell’incontro prevede lintroduzione di Luigi Matteo Meroni (Direttore PuntoSicuro e CEO Mega Italia Media); l’intervento “I fattori causali nel coinvolgimento dei dipendenti nelle violazioni informatiche”,dell’Ing. Adalberto Biasiotti (esperto di security e privacy, docente e autore di varie pubblicazioni sull’argomento); l’intervento “Sovraccarico cognitivo ed errore umano” del Dott. Massimo Servadio (Psicologo del Lavoro e delle organizzazioni).


“Dallo Stress al Technostress: comprendere, analizzare e prevenire il rischio” si svolgerà il 15 ottobre 2019 dalle ore 14,30 alle ore 16:30 presso la saletta EPC Editore del quartiere fieristico.
L’incontro è organizzato da EPC INFORMA in collaborazione con: Università degli Studi ROMA TRE ed è valido come corso di Aggiornamento per RSPP, ASPP, Datori di Lavoro, Dirigenti, Preposti, Formatori e Coordinatori per la progettazione e l’esecuzione dei lavori (D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) e consente anche l’ottenimento di n. 2 crediti per l’aggiornamento di ASPP e RSPP.
Il seminario è rivolto a Addetto Organismi di vigilanza, ASPP, Consulente, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Medico del Lavoro, Preposto, Psicologo del Lavoro, RLS e RLST, RSPP, Tecnico della Prevenzione.
Dalla presentazione dell’incontro: “Con il termine “Technostress” si fa riferimento ad un disturbo causato dall’uso scorretto ed eccessivo di tecnologie dell’informazione ed apparecchi informatici e digitali. L’evoluzione tecnologica ormai inarrestabile, quindi, se da un lato ha favorito nuovi ed efficienti modelli di organizzazione del lavoro, dall’altro sta mettendo in luce modelli comportamentali sempre più caratterizzati da livelli di stress originati dalla necessità di adattarsi ai continui e rapidi processi tecnologici”.Relatore del seminario è Massimo Servadio. Psicoterapeuta sistemico relazionale e Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, è esperto in Psicologia della Salute Organizzativa e in Psicologia della Sicurezza Lavorativa.


L’incontro “MINDFULNESS: una nuova attenzione alla sicurezza” si svolgerà il 16 ottobre dalle ore 14 alle ore 15,30 presso la saletta Tecnologie d’Impresa.
L’incontro è organizzato da Tecnologie d’impresa ed è rivolto a ASPP, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Preposto, Resp. risorse umane, Responsabile Ambiente, RLS e RLST, RSPP
Dalla presentazione del seminario: “Mindfulness o Consapevolezza consiste in un particolare atteggiamento mentale che deve essere allenato e sviluppato attraverso una continua pratica meditativa incentrata sulle proprie sensazioni, stati d’animo e pensieri con la finalità di porre attenzione alla nostra quotidianità e alla vita che ci scorre attorno. Esercitarsi ad entrare in contatto con noi stessi, diventa pertanto fondamentale nel ritrovare la concentrazione e l’attenzione su quello che stiamo facendo, combattendo gli automatismi e le abitudini quotidiane, utili per risparmiare energie fisiche e mentali, ma spesso considerati fautori di infortuni e incidenti.”.


L’incontro “I segreti posturali per star bene lavorando” si svolgerà il 16 ottobre dalle ore 14 alle ore 15 presso la saletta AIAS. Il seminario intende accompagnare dipendenti e professionisti a prendere consapevolezza delle proprie esigenze e li motiva ad agire per il proprio benessere con azioni concrete sul lavoro e al di fuori di esso. L’incontro è organizzato da AIAS – Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza, fornisce n1 credito RSPP/ASPP ed è rivolto a: ASPP, Consulente, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Medico del Lavoro, Psicologo del Lavoro, Responsabili risorse umane, RLS e RLST, RSPP, Studenti.


L’incontro “Multitasking valore o rischio per il lavoratore?” si svolgerà il 17 ottobre dalle ore 9,15 alle ore 11,15 presso la Sala Allegretto al Centro Servizi Blocco C del quartiere fieristico. L’incontro è organizzato da: AiFOS – Ass. Italiana Formatori ed operatori della Sicurezza sul Lavoro. A tutti i partecipanti al workshop verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 2 crediti per Formatori area tematica n. 3 comunicazione
Rivolto a: Consulente, Coordinatore della Sicurezza, Datore di lavoro, Dirigente, HSE Manager, Preposto, Psicologo del Lavoro, RLS e RLST, RSPP, Studente, Tecnico della Prevenzione
Dalla presentazione del seminario: “Le persone devono sviluppare rituali per poter svolgere con fluidità e velocità il proprio lavoro. Il valore dell’esperienza si concretizza anche con lo stabilizzarsi di azioni automatiche che ci danno l’illusione del multitasking. Non sempre le consuetudini lavorative facilitano i risultati in termini di salute e sicurezza rischiando, allo stesso tempo, di aumentare la probabilità di infortuni proprio legati alla distrazione o all’overconfidence. Il workshop analizza come nascono le worst practices ed evidenzia, attraverso esercizi metaforici, alcune modalità per arginare le attività limitanti/negative così da poterle sostituirle con quelle positive e coerenti per promuovere operativamente il miglioramento della salute e sicurezza nel proprio contesto lavorativo.”.

Per tutti questi seminari l’ingresso è gratuito (il pagamento della quota d’ingresso alla Sessione Convegni di Ambiente Lavoro consente di partecipare ai convegni e seminari in programma) previa registrazione obbligatoria fino ad esaurimento posti partendo da questo link.

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Feb 13, 2016

Tecnostress: esperienze europee e pausa digitale nella riflessione del sindacato Fim-Cisl

tecnostress_ufficio

Nei giorni scorso il sito di RS-Ergonomia ha reso disponibile due documenti pdf con l’intervento di Gianni Alioti, responsabile Ambiente-Salute e Sicurezza Fim-Cisl nazionale al convegno “ D.lgs 81 – Tecnostress e Internet dipendenza, i nuovi rischi professionali nel lavoro moderno”, svolto il 27 marzo 2014 a Zelarino, Venezia.

Partendo dalla considerazione che uno dei rischi che si sta diffondendo sempre più nel mondo del lavoro è legato all’invasione della  tecnologia informatica e al  sovraccarico di informazioni, Alioti riporta nel suo intervento le misure messe in atto in molte aziende europee per porre un freno al tecnostress da sovraccarico d’informazioni e da multitasking nei luoghi di lavoro e propone un’idea operativa sugli esempi esteri con l’introduzione di una cosiddetta “pausa digitale”.

Già in questo sito ho parlato delle esperienze delle aziende di altre nazioni europee per limitare il tecnostress nelle proprie organizzazioni di lavoro.

Propongo per intero il documento come testimonianza di riflessione ul tema del Tecnostress da parte delle organizzazioni sindacali, e di identificazione di un’idea di lavoro.

“Il tecnostress in azienda e nei luoghi di lavoro è, tuttora, una patologia non presa in giusta considerazione nella valutazione dei rischi e, di conseguenza, nell’adozione di misure di prevenzione e tutela dei lavoratori esposti all’uso eccessivo e simultaneo di tecnologie informatiche.

È, paradossalmente, una patologia quasi sconosciuta in ambito sindacale, poco analizzata e, forse in modo inconsapevole, rimossa. I sindacalisti sono tra le categorie più sottoposte al tecnostress da sovraccarico d’informazioni e da multitasking.

E, non si può continuare a “far finta di essere sani”, come cantava Giorgio Gaber. Per tutelare, quindi, la propria salute psicofisica e quella dei propri rappresentati, bisogna – per prima cosa – riconoscere di essere “malati di tecnostress”. Significa saper staccare la spina a computer, tablet e, soprattutto, spegnere cellulari e smartphone tutte le volte che la capacità di ascolto e la relazione con gli altri è molto più importante.

Come ci ha dimostrato il dott. Enzo Di Frenna i lavoratori digitali sono in forte aumento. Secondo i dati del Politecnico di Milano e Assinform “in Italia ci sono 22 milioni di “mobile surfer” e 7,3 milioni di “mobile workers“. L’utilizzo delle tecnologie informatiche per lo svolgimento di attività lavorative comporta sia rischi normati come quelli muscolo-scheletrici e osteo-articolari (problemi alle dita, ai polsi, al collo, alle spalle, alla schiena), sia rischi emergenti di natura psicosociale dovuti all’aumento del carico cognitivo e alla dilatazione dei tempi di lavoro all’interno della propria vita privata.

Nelle imprese transnazionali con sedi operative nei diversi continenti, sono sempre di più i manager, i quadri e i tecnici aziendali che devono interagire con colleghi di altri paesi per l’intero arco della giornata per la differenza del fuso orario.

È un elemento emerso, ad esempio, nei corsi di formazione su salute e sicurezza realizzati congiuntamente da sindacati e azienda nelle unità produttive di Fiat Chrysler Automobiles – FCA e nella CNH Industrial, dove le persone vivono sempre connessi per comunicare dall’Italia verso il resto del mondo.

La conseguenza è un aumento della prestazione professionale – quasi mai retribuita oltre al normale stipendio – e una contrazione del tempo libero individuale.

Uno dei rischi principali di questo modo di lavorare è l’insonnia. Un altro rischio correlato è la perdita di lucidità durante la giornata lavorativa. Oppure, si posso manifestare altri sintomi tipici del tecnostress: calo della concentrazione, mal di testa, ipertensione, stanchezza cronica.

Per ridurre l’impatto di questo specifico aspetto dell’attività professionale una strada possibile è l’introduzione della “pausa digitale”, come avvenuto in alcuni casi aziendali in America attraverso la contrattazione collettiva.

Si tratta di programmare alcuni periodi in un anno o un giorno la settimana, oppure brevi periodi durante la giornata lavorativa nei quali escludere l’uso di tecnologie informatiche.  Ne beneficerebbe, oltre la salute delle persone, anche la qualità del lavoro e l’organizzazione aziendale.

Il rapporto – commissionato nel 2012 dalla Confederazione Sindacale Olandese FNV all’Università di Amsterdam – ha evidenziato, infatti, come l’uso di lavoro delle nuove tecnologie di comunicazione se non controllate – invece di favorire l’aumento di efficienza e produttività – determinano un disturbo continuo dello svolgimento del lavoro. Ad esempio, le interruzioni frequenti per rispondere alle email in arrivo comportano una rottura nella concentrazione del lavoro in corso e compromettono la qualità stessa del lavoro.

Per evitare questo problema la Volkswagen in Germania, sin dal 2011, ha deciso di limitare la gestione delle e-mail fuori dagli orari d’ufficio. I server sono spenti mezz’ora dopo la fine dei turni e riaccesi trenta minuti prima dell’inizio. La regola finora vale solo per i dipendenti con un cellulare di servizio e un certo tipo di contratto, circa 3.500 lavoratori.

Anche i giganti della chimica e dell’energia Bayer e E.On si sono mossi per porre un freno al tecnostress, stabilendo ufficialmente che nel tempo libero nessuno debba ricevere mail di lavoro.  Alla Henkel, è stato l’amministratore delegato Kasper Rorsted, che ha dichiarato il sabato come giorno «mail-free».

La Daimler, è arrivata ad una misura ancora più drastica. Dall’anno scorso ha decretato che tutta la posta elettronica in arrivo – dopo aver attivato la risposta automatica in cui s’informa della propria assenza temporanea dall’ufficio – sia cancellata.

Come ha dichiarato l’esperto di salute e sicurezza sul lavoro della FNV olandese “E’ tempo per i sindacati di avviare negoziati per identificare chiaramente qual è il ‘tempo di lavoro effettivo’ considerando i continui ‘start and stop’ dovuti all’utilizzo delle comunicazioni mobili. Non bisogna pensare di aspettarsi che i dipendenti siano disponibili a lavorare per tutte le ore del giorno senza nessun guadagno extra”.

La sollecitazione del sindacato olandese è stata raccolta dal presidente del sindacato Ig Metall, Detlef Wetzel che, sull’argomento, ha chiesto una normativa che regoli l’uso di sms e mail aziendali nel tempo libero.

Richiesta che è stata negoziata sindacalmente alla Bmw. L’accordo stipulato nel febbraio di quest’anno prevede che gli impiegati possano stabilire con i propri capi le ore di reperibilità extra ufficio e, soprattutto, che quei preziosi minuti sottratti al tempo libero debbano essere considerati straordinari, da recuperare nel corso della settimana lavorativa. È un forte deterrente per quei capi abituati a disturbare i lavoratori alle due di notte o di domenica. Per Manfred Schoch, presidente del Comitato Aziendale dei dipendenti si è trattato di ottenere «un diritto all’irreperibilità» per i dipendenti di Bmw.

In pratica nel conteggio dell’orario di lavoro rientra anche il tempo passato dai dipendenti, fuori dall’azienda, a lavorare col computer portatile e/o lo smartphone, inviando e-mail o sms. Significa che se un dipendente Bmw ha un orario settimanale di 35 o 40 ore e poi però nel corso della settimana ne passa altre dieci fuori azienda (in casa o in viaggio) lavorando col computer portatile, lo smartphone o altri mezzi elettronici della tecnologia digitale, quelle ore andranno computate nel totale delle ore lavorate. Il dipendente avrà, pertanto, il diritto di recuperi compensativi sulle ore lavorate in azienda a parità di salario.

È una rivoluzione concettuale e di fatto dell’organizzazione del lavoro, dell’orario e del calcolo della retribuzione, conquistata dall’IG Metall (il sindacato dei metalmeccanici tedeschi, il più forte del mondo). Toccherà al management della Bmw organizzare il lavoro in modo da assicurarsi la stessa produttività, efficienza e qualità necessarie a competere su scala globale.”.

Scarica i due contributi in pdf
La nuova rivoluzione delle macchine, tecno-stress e dintorni …

Tecnostress: il punto di vista del sindacato


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