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Il rischio stress e l’organizzazione temporale del lavoro nella norma UNI EN ISO 10075-3

benessere

Da PuntoSicuro, segnalo questa relazione di Paola Cenni (Commissione Ergonomia UNI) sulle indicazioni tratte da UNI EN ISO 10075-3 per la valutazione del carico di lavoro mentale.

Si tratta di un estratto del Convegno “L’importanza della normazione tecnica volontaria per capire e valutare il livello di benessere psicofisico, sicurezza sul lavoro e performance produttiva. Norme ergonomiche UNI EN ISO e buone prassi sul problema del carico mentale e dello stress lavoro-correlato”, organizzato dall’Ente Italiano di Normazione (UNI), per richiamare l’attenzione dei principali stakeholders italiani (economici e istituzionali) sulla normazione tecnica volontaria e sulla sua influenza nella politica economica nazionale.

Alla fine dell’articolo potete anche scaricare il documento della relazione.

Il rischio stress e l’organizzazione temporale del lavoro

Le indicazioni tratte da UNI EN ISO 10075-3 per la valutazione del carico di lavoro mentale: i rischi da fatica mentale, monotonia, ridotta vigilanza e saturazione mentale. Pubblichiamo un estratto del Convegno “L’importanza della normazione tecnica volontaria per capire e valutare il livello di benessere psicofisico, sicurezza sul lavoro e performance produttiva.

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Lug 10, 2016

Allarme Tecnostress per i medici e i lavoratori della sanità

Alle tante cause che si annoverano come scatenanti e motivo di stress nel settore sanitario, adesso se ne aggiunge una nuova: la tecnologia.

Secondo un studio americano, la maggior parte dei medici che fanno uso di cartelle cliniche elettroniche e software di registrazione delle prenotazioni, tendono nel tempo, ad essere insoddisfatti, perché costretti a passare troppo tempo in mansioni di segreteria piuttosto che al “capezzale” del paziente.

Leggi gli articoli direttamente da quotidianosanità.it e infermieristicamente.it

Stress in corsia. E se fosse colpa anche della tecnologia?

01 LUG – (Reuters Health) – Secondo quanto emerge da un recente studio statunitense, la maggior parte dei medici che fanno uso di cartelle cliniche elettroniche e di software di registrazione delle prenotazioni, tendono ad essere meno soddisfatti a causa del tempo, troppo, che spendono nelle mansioni di segreteria e -sempre secondo lo studio – sono a più alto rischio di burnout rispetto ad altri sanitari che utilizzano le tradizionali modalità cartacee.

Tecnologia in corsia: secondo uno studio americano è causa di stress e burnout

Lo stress in corsia non è di certo un fenomeno nuovo; tutte le figure professionali che hanno a che fare con persone che hanno bisogno di aiuto, sono a rischio stress lavoro correlato e a rischio burnout. Alle tante cause che si annoverano come scatenanti e motivo di stress, adesso sembra aggiungersene una nuova: la tecnologia.

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Una nuova prospettiva sullo stress lavoro-correlato: “Lavori o Scleri?! Teoria e Pratica del mal-essere per scelta”

Qualche mese fa lo psicologo del lavoro Andrea Cirincione* ha pubblicato un ebook in pdf dedicato allo stress lavoro-correlato intitolato “Lavori o Scleri?! Teoria e Pratica del mal-essere per scelta”.

Il testo, con un linguaggio semplice, ironico e diretto, ci presenta le esperienze di lavoro che hanno portato Cirincione a occuparsi della qualità di vita degli individui di organizzazioni pubbliche e private di ogni tipo e dimensione, e al tempo stesso ci fa riflettere sul nostra conoscenza e sul nostro approccio allo stress nel mondo del lavoro.

Lavori o scleri 2

La lettura è molto divertente; tra storie vere e immaginarie, precisazioni medico scientifiche, spunti giuridici e psicologici, il lettore attraversa un percorso nel concetto di “stress” per comprendere al meglio come funziona e come si cura il proprio benessere psicologico.

Ogni capitolo si chiude con il ‘paletto fondamentale’, costituito dalla Legge dello sclero (dalla parola sclerare: verbo intransitivo popolare, nel gergo giovanile, sragionare, andar fuori di testa: l’hanno bocciato e ha sclerato! – Treccani online) e dalla regola del lavoro.

Eccovi quindi i 10 paletti, ma la lettura di tutti i capitoli di questo divertente e istruttivo testo è la cosa migliore da fare. Il libro in formato pdf è in vendita direttamente dal sito del dott. Cirincione a questa pagina.

– 1^ legge dello sclero: l’organismo va automaticamente in tensione reagendo a eventi sgradevoli o percepiti come tali;
– 1^ regola del lavoro: non si possono cambiare gli eventi, mentre si può modificare il modo di percepirli.

– 2^ legge dello sclero: l’essere umano è sotto stress quando non riesce, o pensa di non riuscire, ad agire attivamente e/o intenzionalmente a fronte di pressioni ambientali prolungate nel tempo.
– 2^ regola del lavoro: lo stress da sovrappressione si previene:
1) aziendalmente: riducendone l’entità e/o il tempo di esposizione;
2) personalmente: migliorando le proprie performance e/o la propria percezione di poterle migliorare.

– 3^ legge dello sclero: l’organismo si stressa anche a causa del carattere dell’individuo;
– 3^ regola del lavoro: il carattere è la base sui costruire una personalità di ruolo adattiva e potenzialmente efficace.

– 4^ legge dello sclero: l’organismo rischia l’esaurimento fisico, ed anche psichico, quando il peso dello stress risulta emotivamente insopportabile.
– 4^ regole del lavoro: per non cedere di fronte alle situazioni avverse è necessario mantenere una buona stabilità emotiva, e per questo è essenziale avere un buon equilibrio affettivo nella vita personale.

– 5^ legge dello sclero: l’organismo può cedere allo stress per scarsa resistenza, per insufficiente adattamento, per carenze energetiche o per limiti psicofisici.
– 5^ regola del lavoro: l’individuo previene il cedimento da stress coltivando una mentalità elastica, aggiornandosi, curando la propria alimentazione e sapendosi fermare.

– 6^ legge dello sclero: l’individuo è in stato di calma fino a che uno stressor non ne alteri l’equilibrio.
– 6^ regola del lavoro: la gestione dello stress consiste nel ricostruire un equilibrio anche in condizioni alterate.

– 7^ legge dello sclero: il rischio che un individuo soffra di stress è funzione della probabilità che non riesca a gestire la transizione omeostatica nell’arco temporale di durata dello stimolo stressogeno.
– 7^ legge dello sclero: l’abbassamento della probabilità di rischio stress coincide con tempi di esposizione tollerabili (bisogna sapere o potere dire ìbasta!î). Quando i tempi non sono controllabili è essenziale puntare sull’elaborazione dell’evento perturbativo.

– 8^ legge dello sclero: lo stress è frutto di un’azione combinata (=‘transazione’) tra forza stressogena ed elemento stressato, caratterizzata da un’influenza bidirezionale.
– 8^ regola del lavoro: non bisogna mai considerare le cause di stress come totalmente esterne e indipendenti da noi stessi.

– 9^ legge dello sclero:  lo stress genera strain quando l’impegno lavorativo è eccessivo e incongruente, non c’è modo né di incrementare le proprie competenze nè di controllare la situazione, né possibilità di ricevere aiuto.
– 9^ regola del lavoro:  per la propria salute è bene coltivare alcune regole:
1) curare la propria forma psico-fisica
2) non smettere mai di formarsi ed imparare
3) avere una rete relazionale efficace

– 10^ legge dello sclero: lo stress può provocare tanto più strain quanto minore è la resilienza della risposta (più cala la speranza meno ce la si fa).
– 10^ regola del lavoro: è essenziale imparare dai propri errori ed esercitarsi nell’arte del problem solving individuale.

* Andrea Cirincione è formatore e consulente aziendale, interprete eclettico della sua professione di Psicologo del Lavoro, impegnato da molti anni sul tema del clima aziendale e del benessere organizzativo. E’ autore di uno dei più originali e validi metodi di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato.

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Gen 19, 2015

“Rischio TecnoStress lavoro-correlato per formatori” nuova edizione del corso per professionisti della sicurezza

aula formazione

Che differenza esiste tra il tecnostress e lo stress lavoro-correlato? Come si valuta questo nuovo rischio? Come si tutelano i lavoratori dal sovraccarico informativo?

Il 25 gennaio partirà il nuovo corso “Rischio TecnoStress lavoro-correlato per formatori” tenuto da Enzo Di Frenna, formatore e direttore tecnico del Centro di Formazione AiFOS Netdipendenza.

Nel corso, rivolto ai professionisti della sicurezza (RSPP, ASPP, RLS, Medici competenti e Psicologi), si risponderà a queste domande fornendo gli strumenti idonei alla valutazione e prevenzione del tecnostress lavoro-correlato, tenendo conto delle ultime indicazioni emanate da Ministeri e Regioni, nonché delle linee guida di Inail e altri organismi. In particolare si analizzeranno gli strumenti per la valutazione dello stress lavoro correlato e la compilazione del Documento di Valutazione del Rischio da stress lavoro torrelato.

Questa edizione del corso della durata di 32 ore (Roma) prevede un numero massimo di 15 partecipanti e si svolge in due step da 16 ore l’uno: il primo incontro sarà sabato 24 e domenica 25 gennaio 2015, il secondo incontro è in data da definirsi. Il corso vale come aggiornamento per RSPP/ASPP con 16 crediti formativi, il consto del corso è di 960 euro + IVA per i soci AIFOS e 1.100 euro + IVA per i non soci AIFOS.

I contenuti proposti dal corso sono i seguenti:

  • Che cos’è il tecnostress? Storia del rischio
  • Tecnostress e Testo Unico 81 08: aspetti normativi
  • L’uso eccessivo di nuove tecnologie: information overload, multitasking, email addiction, internet addiction, smartphone e tablet addiction, social addiction
  • Tecnostress e tecnologia touch screen: evoluzione del rischio
  • I principali fattori potenziali di stress lavoro correlati e tecnostress in azienda
  • Il corpo umano: connessione mente e spirito nella visione olistica
  • Le malattie del tecnostress: cause e prevenzione
  • Tecnostress, tensioni corporee e rischio patologie correlate
  • Tecnostress, micro-apnee respiratorie e rilascio emozionale
  • La fisiologia del soggetto a rischio tecnostress
  • Il ruolo della internet information nel tecnostress
  • Il sovraccarico informativo e cognitivo: cosa determina nell’individuo
  • La dipendenza psichica dai device digitali e la rete di connessione dati
  • Il multitasking come fattore di affaticamento mentale
  • L’email addiction e la gestione efficace della posta elettronica
  • Cellulare e tablet: l rischio dipendenza nel lavoro digitale
  • Tecnostress ed esposizione ai campi elettromagnetici: correlazioni dei sintomi
  • Internet addiction disorder (IAD): il percorso evolutivo del rischio
  • IAD, sintomi ed effetti sulla salute
  • Relazione tra IAD e tecnostress
  • Socialmedia: commistione tra lavoro e vita privata
  • Il ruolo della internet information nel tecnostress
  • Mappe mentali, memorie interne, gestione delle informazioni con la PNL
  • Onde cerebrali, internet information e alterazione del sonno
  • Tecnostress e il “fattore ipnotico” degli schermi
  • Tecnostress e nuove professioni digitali
  • Conoscenze informatiche per l’analisi del tecnostress
  • Il rapporto tra tempo e quantità dei device digitali
  • Organizzazione del lavoro e carico informativo
  • Il lavoro del domani: scenari touch screen e tecnostress
  • L’uso consapevole del telefono cellulare
  • Relazione tra corpo, psiche e telefono cellulare
  • Tecnostress e lavoro in modalità “mobile”
  • Misure organizzative atte a prevenire e/o ridurre il rischio da tecnostress lavoro correlato
  • Creare un ambiente lavorativo più rilassante, intervenendo sui fattori bio-architettonici

Per scaricare la scheda di iscrizione del corso clicca qui

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STRESSNOSTRESS: sito svizzero per la valutazione individuale dello stress sul lavoro.

stressnostress

Chi si occupa professionalente di sicurezza sul lavoro conosce certamente l’attività di SUVA, l’ente svizzero per la sicurezza sul lavoro, e gli innumerevoli e ben fatti materiali informativi sui più diversi argomenti prodotti da quest’ente.

Recentemente, SUVA – sulla scia delle attività europee della campagna “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlati” di cui abbiamo già parlato in questo articolo – ha aperto il nuovo sito STRESSNOSTRESS:
uno strumento pratico per la gestione dello stress e dei rischi psicosociali (disponibile anche in lingua italiana) che contiene indicazioni, misure di riduzione e check list (lavoratori e dirigenti) per la gestione dello stress e dei rischi psicosociali nei luoghi di lavoro.

Il tema del sito è lo stress sul lavoro in senso ampio, non viene affrontato nello specifico il tema ‘tecnostress’, ma ci sono innumerevoli informazioni e idee che possono essere utili anche in casi di tecnostress.

Sul sito, i lavoratori possono valutare individualmente il loro livello di stress e capire come si collocano rispetto agli altri occupati e quali sono i fattori scatenanti una situazione di stress. Sulla base del risultato, la persona troverà informazioni utili su come ridurre lo stress. Una lista di controllo consente invece ai superiori di individuare tempestivamente segnali e cause di stress e di adottare le misure più adeguate. In pratica, il sito è un vero e proprio programma rivolto a collaboratori, imprenditori, quadri dirigenti e responsabili del personale nelle organizzazioni del lavoro di tutte le dimensioni con tre obiettivi:

  • informare e sensibilizzare gli utenti sul tema “stress”, in particolare su come riconoscere per tempo i segnali di stress e identificare le cause dello stress.
  • fornire agli utenti le prime misure per ridurre e prevenire con successo lo stress sul lavoro.
  • indicare altre possibilità per sviluppare “fattori positivi di motivazione nei lavoratori”.

L’indice del sito è il seguente:

  • Lo stress (cos’è lo stress, segnali di stress, cause di stress condizonate dal lavoro, cause generali e private, dall’osservazione alle misure)
  • Misure aziendali (Indicazioni, misure, prima di continuare, casi d’esempio)
  • misure individuali (indicazioni, misure)
  • Check List (Check list personale, Check list dirigenti)
  • Consulenza (consulenza individuale, consulenza aziendale)
  • Ritratto (obiettivi, l’associazone, basi, statuto, domande e risposte)

Particolarmente interessati sono le misure presentate su Stressnostress, sia di carattere aziendale, sia di carattere individuale.

Le misure aziendali sono divise in misure situazionali e di responsabilità della direzione (controllo/rielaborazione delle discussioni dei compiti/delle funzioni;
 revisione degli obiettivi attuali;
 colloquio per definire nuovi obiettivi motivanti e non generatori di stress;
 valutazione e definizione dei potenziali); misure di organizzazione del personale (controllo dell’opportunità e del senso delle direttive e delle indicazioni esistenti in azienda;
 abbandono dei regolamenti  affidando maggiori competenze e responsabilità in settori chiaramente definiti;
 dirigere soprattutto ricorrendo ad accordi sugli obiettivi piuttosto che incarichi limitati;
 dare la possibilità di svolgere compiti diversi;
 esigere maggiore partecipazione e iniziativa, senso di responsabilità;
 fare coaching/assistere i dipendenti nello sfruttare i nuovi margini di manovra); misure sul volume di lavoro (pianificazione realistica del lavoro e della tempistica;
 critica dei termini temporali già al momento di attribuire il lavoro/fissare gli obiettivi;
 colloqui regolari di controllo per verificare i progressi nel lavoro;
 controlli regolari e ottimizzazione dell’organizzazione, dei processi di lavoro, degli strumenti di lavoro e delle tecniche di lavoro); misure per la suddivisione del lavoro (arricchimento/ampliamento dei compiti (job enrichement) a livello individuale, con relativo aumento delle competenze e delle responsabilità; creazione/impiego di gruppi di lavoro autonomi pienamente responsabili per tutti i processi di elaborazione;
 collaborazione: introduzione/rafforzamento di processi di lavoro orientati sullo spirito di gruppo; promozione mirata e coerente della collaborazione; dichiarazione dei fattori di disturbo della collaborazione come compito direttivo prioritario;
 direzione: selezione mirata dei dirigenti con profilo chiaramente definito; formazione continua/evoluzione permanente; coaching con una tematica antistress specifica; politica di avanzamento e promozione su base pluridimensionale).

Le misure comportamentali, di cui è responsabile ogni singolo collaboratore: “permettono ad ogni individuo di gestire meglio e più efficientemente il proprio stress”.
 Conviene sempre “cercare nelle situazioni di stress non soltanto le cause nell’individuo e indicare misure d’ordine comportamentale”, ma  contemporaneamente si deve sempre “anche verificare se esistano altri fattori, al di fuori del settore di competenza del singolo, nel lavoro e nell’ambiente di lavoro, responsabili per lo stress e quindi sia necessario prendere delle misure situazionali”. E se si rilevano forti tensioni negative, forti stress per un lungo periodo di tempo, non bisogna indugiare a rivolgersi ad un medico o a un terapeuta. Alcune delle misure comportamentali presentate sono:
 autoesame;
 priorità nell’evoluzione/nell’apprendimento;
 assistenza di altre persone;
 tecniche di respirazione;
 rilassamento muscolare;
 ottimizzare il rapporto con il tempo;
 darsi automotivazione;
 movimento e attività fisica;
 programma di alimentazione.

A completamento del sito ci sono numerosi documenti (pratici, come gli svizzeri sanno fare) scaricabili, come il semplice programma antistress quotidiano personale, la Check list per i dipendenti, la check list per i dirigenti, le misure per diminuire e prevenire lo stress.

Visita il sito di STRESSNOSTRESS

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