Browsing articles tagged with "Mobbing | TECNOSTRESS"
Set 18, 2012

Disconnect: un film di Henry-Alex Rubin che parla di internet e di net addiction

Giudizi contrastanti per questo film di Henry-Alex Rubin: Disconnect, presentato fuori concorso alla 69a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La storia, brevemente, è questa:

Un ragazzo viene indotto con uno stratagemma dai suoi coetanei poco responsabili a pubblicare su internet una sua foto nudo, una coppia subisce sul web un furto di identità che provoca il prosciugamento del loro conto corrente bancario, una giornalista cerca di tirar fuori un giovane dal giro dei siti che “vendono” sesso informatico. Le vicende di questi soggetti sono legate una all’altra e alla fine troveranno una composizione in maniera, per loro, imprevedibile.

Quindi si parla di Internet e, nell’idea del regista, di una società nella quale un eccesso di comunicazione informatica ha completamente distrutto il tessuto delle relazioni umane e collettive. Un lungo excursus su come la tecnologia stia cambiando la società attuale: i social network, le chat, tutti espedienti che in teoria dovrebbero favorire la comunicazione e l’interazione tra individui, ma che in realtà ci separano, ci disconnettono più che mai.

Sul flyer ufficiale del film c’è scritto

“Disconnect fonde molteplici storie che parlano di persone alla ricerca di legami umani nel mondo sempre connesso di oggi. Intense, strazianti e toccanti, le storie si intersecano con colpi di scena, che mettono a nudo una realtà scioccante nel nostro uso quotidiano della tecnologia che, facendo da mediatrice, definisce i nostri rapporti e, in fin dei conti, le nostre vite”.

“Volevo raccontare il paradosso di questi tempi, quanto siamo vicini eppure più distanti che mai – spiega Rubin – ho usato un approccio familiare, dando ad ogni attore la possibilità di avvalersi di un’interfaccia, persone che nella vita reale avevano avuto un percorso simile a quello del personaggio. Quello che mi interessava era riprodurre la naturalezza dell’assurdo e per la prima volta ero eccitato all’idea di essere libero, non alla mercé della docu-realtà”.

Come ho detto, i commenti critici sono stati di tutti i tenori, a qualcuno la pellicola è particolarmente piaciuta e l’ha definita da ‘sorprendente e senza troppi virtuosismi’, mentre altri hanno parlato di un “film banale e senza senso” … “di assoluta prevedibilità sul piano della struttura narrativa” che “non propone a chi guarda nulla, se non la propria impostazione ultrasemplicistica e furbamente ammiccante nei confronti del pubblico.”.

Viste le diverse opinioni, è quindi molto più sensato che, se a qualcuno interessa, se lo veda al cinema nei prossimi mesi e si faccia personalmente la sua idea.

Scheda del film
Titolo: Disconnect / Regia: Henry-Alex Rubin / Sceneggiatura: Andrew Stern / Fotografia: Ken Seng / Montaggio: Lee Percy, Kevin Tent / Scenografia: Dina Goldman / Musica: Max Richter / Interpreti: Jason Bateman, Hope Davis, Frank Grillo, Michael Nyqvist, Paula Patton / Produzione: LD Entertainment, Wonderful Films / Paese: USA, 2012 / Durata: 110′

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Mag 14, 2012

I rischi psico-sociali emergenti in un saggio Olympus

Recuperiamo da un articolo di PuntoSicuro questo secondo Working paper di Olympus che contiene un saggio dal titolo “La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato ai sensi dell’art.28 del d.lgs. 81/2008″a cura di Marco Peruzzi.

Nel saggio viene affrontato il tema della valutazione del rischio da stress lavoro-correlato ai sensi del Decreto Legislativo 81/2008 e vengono poi presentati i dieci ‘nuovi’ rischi psico-sociali emergenti. Si tratta di un argomento interessante che riprendo per intero:

In relazione ai rischi psico-sociali, che necessitano della mediazione dello stress lavoro-correlato (cd. indirect stress pathway), sono stati identificati dieci ‘nuovi’ rischi psico-sociali emergenti. Laddove per ‘nuovo’ viene inteso “un rischio, precedentemente sconosciuto, causato da nuovi processi, nuove tecnologie, nuove tipologie di luoghi di lavoro e cambiamenti sociali/organizzativi o una problematica a lungo conosciuta che solo ora viene considerata un rischio, per un cambiamento nella percezione sociale ovvero per l’acquisizione di nuove conoscenze medico-scientifiche”.

I dieci rischi emergenti sono classificati all’interno di sei macro-aree:

  • nuove tipologie di contratto di lavoro e precarietà: la nozione di ‘precarietà’ adottata dalla ricerca Osha è ìuna nozione di tipo a-tecnico (OSHA 2007, p. 30). Facendo, in particolare, riferimento al modello costruito da RODGERS e RODGERS (1989), la precarietà del lavoro viene qui individuata sulla base di quattro parametri specifici: l’incertezza sulla continuità dell’impiego, lo scarso controllo individuale o collettivo sul lavoro (condizioni di lavoro, retribuzioni, orario di lavoro), determinato altresì dalla frammentazione delle responsabilità e dalla sottorappresentazione nei comitati salute sicurezza, lo scarso livello di protezione (minor disponibilità dei dispositivi di protezione individuale, protezione sociale, protezione contro la disoccupazione o contro la discriminazione) ed, infine, la vulnerabilità economica. A tali fattori, si possono aggiungere le scarse opportunità di formazione, di apprendimento lungo tutto l’arco della vita e di sviluppo professionale;
  • orario di lavoro irregolare e flessibile: Osha adotta una ‘nozione atecnica’ partendo dalla ìconstatazione che il concetto di orario di lavoro flessibile e/o irregolare include una crescente varietà di modelli e rifugge pertanto una definizione uniforme e comune a tutti i contesti nazionali coinvolti. L’orario viene, in tal senso, definito come irregolare quando varia da giorno a giorno o da settimana a settimana, mentre è qualificato come flessibile quando la sua estensione è modificabile (ai fini dell’individuazione dei rischi psico-sociali rileva, pare evidente, soltanto la modificabilità da parte del datore di lavoro);
  • instabilità del posto di lavoro: riorganizzazioni aziendali, esternalizzazioni, fusioni e acquisizioni sono cambiamenti che implicano, per lo più riduzioni del personale, un’ulteriore fonte emergente di rischi psico-sociali è individuata nell’instabilità del lavoro, intesa come probabilità percepita o paura di perdere il proprio posto di lavoro;
  • intensificazione del ritmo lavorativo: può essere qualificata, adottando la definizione di Thèry, come un complesso, multiforme fenomeno associato ad una moltitudine di vincoli e costrizioni: il passaggio a modelli organizzativi produttivi automatizzati, l’integrazione di vincoli commerciali (scadenze, flessibilità, tempi di reazione, diversificazione), il passaggio nell’organizzazione del lavoro a una maggiore autonomia e a maggiori responsabilità, l’individualizzazione della gestione delle risorse umane e i cambiamenti nella valutazione del lavoro e nei meccanismi di controllo;
  • invecchiamento della forza-lavoro: se non adeguatamente gestito, il fattore età può diventare allíinterno dell’organizzazione aziendale un’ulteriore fonte di rischi psico-sociali. La sua crescente diffusione richiede, pertanto, interventi mirati che consentano ai dipendenti di rimanere nel ciclo produttivo fino all’età pensionabile;
  • violenza, mobbing, bullying: all’interno della ricerca pubblicata dall’Agenzia europea la violenza viene distinta in fisica e psicologica, riconducendosi a quest’ultima categoria quei fenomeni che, a seconda del contesto culturale o geografico, vengono diversamente qualificati come mobbing, bullying o molestie.

Clicca qui per scaricare il saggio “La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato ai sensi dellíart. 28 del d.lgs. 81/2008” a cura di Marco Peruzzi,  Working Papers di Olympus 2-2011 (formato PDF, 348 kB).

 

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Apr 25, 2011

“Stress e mobbing”: pubblicazione Inas Cisl

L’ Inas Cisl ha realizzato una nuova pubblicazione intitolata ” Stress e mobbing” che fa parte della collana “Le Guide”, che chiarisce molti concetti relativi allo stress, al mobbing e al forte legame tra i due fenomeni.

Per quanto riguarda il tecnostress, a pagina 7 della pubblicazione leggiamo:

Di recente una nuova sindrome, verso cui bisogna porre molta attenzione, sta entrando nel mondo del lavoro ed è stata definita TECNOSTRESS; “è il disturbo causato dall’uso scorretto ed eccessivo di tecnologie dell’ informazione ed apparecchi informatici e digitali.” In altre parole tutta quella tecnologia informatica e/o digitale esplosa nel fine secolo e generata per essere d’aiuto come: la telefonia cellulare, il computer, la TV interattiva, ecc.; a cui si dedicano moltissime ore lavorative e non; ha come conseguenza un abnorme flusso di informazioni quali: banner flash, spam, e-mail, mms, sms e quant’altro procurando una vera e propria forma di dipendenza con conseguenze pesantemente stressanti e l’ insorgenza di tutte le possibili patologie stress-correlate.

Indice completo del documento:

– Presentazione
– Lo Stress
– Il Mobbing
– Le ragioni del Mobbing
– Le conseguenze del Mobbing
– Le patologie Mobbing-Stress correlate
– L’INAIL e il Danno Biologico
– Mobbing: cosa dice la legge
– L’impegno del Sindacato
– Il Patronato INAS-CISL
– Lo “sportello d’ascolto nazionale mobbing” INAS-CISL
– La tutela legale del lavoratore
– Suggerimenti orientativi
– Prevenire il mobbing

INAS CISL ” Stress e mobbing“, collana “Le Guide” (PDF 422 kB).

Condividi l'articolo nei tuoi Social

Categorie degli articoli

HTML Editor - Full Version

Scopri DynDevice: la piattaforma e-Learning per creare, erogare e gestire tutta la formazione aziendale online, in aula e blended. DynDevice un LMS facile da utilizzare e completo nelle funzionalità.

error: Content is protected !!