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Tecnostress e Videoterminali: manuale completo linee guida tecniche SUVA e Checklist (+Inail)

foto SUVA VDT

Nonostante la postazione di lavoro al videoterminale abbia subito negli anni un’evoluzione straordinaria dal punto di vista tecnologico, un numero sempre maggiore di lavoratori videoterminalisti accusa problemi di salute.

Come sappiamo (vedi gli articoli correlati riportati a fondo pagina), l’utilizzo del videoterminale, soprattutto se prolungato, può provocare disturbi essenzialmente per l’apparato muscolo-scheletrico e per la vista, o problemi di affaticamento mentale. Ma a seconda della tipologia di lavoro svolto, può anche provocare sindromi diverse correlate allo stress, o generare vere e proprie patologie da tecnostress.

Per affrontare il rischio Videoterminale (e, più in generale, il rischio di utilizzo scorretto del computer), un aiuto lo offre da anni l’opuscolo «Il lavoro al videoterminale» pubblicato per la prima volta dalla Suva nel 1983 e da allora stampato in oltre 400.000 copie. L’opuscolo è stato costantemente aggiornato negli anni, seguendo i continui sviluppi della tecnologia e le novità scientifiche nel settore.

L’ultima edizione disponibile, che potete scaricare in questo articolo, è stata completamente rinnovata sia nella veste grafica, sia nella parte contenutistica, fino a formare un corposo manuale con tante immagini tecniche e simboliche, destinato sia ai tecnici della sicurezza che agli stessi lavoratori.

Il manuale può essere utilizzato dai datori di lavoro per informare correttamente sui rischi a cui sono esposti i lavoratori che utilizzano abitualmente il videoterminale e per spiegare loro come sistemare la postazione di lavoro e usare le apparecchiature in modo corretto.

Per completezza, ho recuperato dalle precedenti edizioni dell’opuscolo, le utilissime chek-list per verificare autonomamente le condizioni di illuminazione e di ergonomia della postazione di lavoro.

E per estrema completezza, dato che SUVA è un ente svizzero con normativa diversa dalla nostra, metto a disposizione  anche l’omologa pubblicazione italiana, il manuale INAIL “Il lavoro al videoterminale“.

Scarica l’opuscolo SUVA “Il lavoro al videoterminale”
Scarica la Check-List SUVA VDT “Ergonomia” e “Illuminazione
Scarica il manuale INAIL “Il lavoro al videoterminale”

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Nov 15, 2014

Stress sul lavoro ed ergonomia del lavoro in Svizzera: documenti informativi

svizzera stress

Due notizie fresche dalla Svizzera riguardo allo stess sui luoghi di lavoro.

Prima notizia: Lo stress e la stanchezza dei lavoratori svizzeri costa alle aziende 5,6 miliardi di franchi.

Considerato che i lavorativi attivi in Svizzera sono 4,9 milioni, di questi, oltre un milione è eccessivamente stressato e due milioni di impiegati soffrono in varia misura di spossatezza. Lo afferma il primo studio Job Stress Index 2014 pubblicato da Promozione Salute Svizzera in collaborazione con l’Università di Berna e l’Università di Scienze applicate di Zurigo.

L’inchiesta si basa su un’indagine rappresentativa condotta online a febbraio di quest’anno: 3.884 lavorativi attivi appartenenti a diverse fasce d’età hanno risposto al questionario dal quale è emerso che la maggior parte dei lavoratori riesce a far fronte ai carichi che derivano dalla loro attività professionale quotidiana. Il 24% degli intervistati si dichiara “tra abbastanza e moltissimo spossato”, mentre il 16,1% afferma di soffrire lo stress in forma lieve.

La Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro della Confederazione Elvetica risponde con la campagna “Consigli pratici per una maggiore sicurezza sul lavoro e la tutela della salute in ufficio”. Questo è l’indice del documento:

– Ergonomia del posto di lavoro (Regolare sedia e scrivania in modo ottimale, Posizionare gli strumenti di lavoro in modo ottimale)
– Disposizione dell’ufficio (Scrivanie da ufficio, Sedie da ufficio, Luci da ufficio)
– Prevenzione infortuni (Fate in modo che il vostro ambiente di lavoro sia sicuro)
– Auto-management (Efficienza e conosci te stesso, Fissare obiettivi e gestione del tempo, Movimento alimentazione e equilibrio)
– Organizzazione del lavoro (Mansioni adeguate e carichi di lavoro realistici,  Cultura aziendale percepita e recepita e progettazione personalizzata del posto di lavoro, Collaborazione non conflittuale, Gestione competente e comunicazione improntata alla valorizzazione)
– Pianificazione dell’ufficio (Libertà di movimento, Illuminazione, rumore e microclima, Sale riunioni e apparecchiature, vie di fuga e vista sull’esterno)
– Manutenzione/Edifici (Porte e scale, Pavimenti e pulizia, Vie di fuga)

Clicca qui per leggere tutto il documento “Consigli pratici per una maggiore sicurezza sul lavoro e la tutela della salute in ufficio”, Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro (Svizzera)


Seconda notizia: L’ergonomia del luogo di lavoro è fondamentale nella prevenzione dello stress fisico dovuto a dolori muscolo-scheletrici e osteo-articolari di origine posturale.

Sempre la Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro della Svizzera sta diffondendo in questo periodo un’altra campagna informativa per migliorare la sicurezza e la salute negli uffici, in particolare in riferimento all’ergonomia della postazione di lavoro (di cui abbiamo già parlato in numerosi articoli) che risulta essere una delle più diffuse cause fisiche di tecnostress.

Infatti, più sono i fattori di disturbo presenti sul posto e nell’ambiente di lavoro, più aumenta lo stress. Possono costituire un problema fattori come un’ illuminazione inadeguata, il rumore, un microclima non favorevole, ma anche difetti di vista non adeguatamente corretti ed elementi di natura psicofisica. Il lavoro d’ufficio, inoltre, viene svolto prevalentemente stando seduti e la tensione statica della muscolatura favorisce l’insorgere di vari disturbi, specie se si assumono posture forzate a causa di postazioni di lavoro non disposte in maniera corretta. Si tratta quasi sempre di problemi muscolari e alla schiena di natura cronica, che eventuali tensioni psicologiche possono ulteriormente incrementare.

Questa campagna informativa è veicolata attraverso lo specifico sito Box CFSL, in modo multimediale e con poche semplici ed essenziali informazioni. Partendo da una specfica checklist denominata “Le 10 domande più frequenti sul tema della postazione di lavoro in ufficio” il sito svizzero propone informazioni e  utili suggerimenti su come regolare sedia e scrivania in modo ottimale, su come posizionare gli strumenti di lavoro e altri utili consigli sulle scrivanie da ufficio. Ecco le dieci domande:

1. Quando e perché il lavoro in ufficio può diventare stressante?
2. Quali sono le principali cause di infortunio e come si possono prevenire?
3. Come regolare sedia e scrivania?
4. Qual è la disposizione migliore di un posto di lavoro al videoterminale?
5. Quali sono i requisiti di una corretta illuminazione?
6. Quanto spazio deve mettermi a disposizione il datore di lavoro?
7. Quali sono le condizioni climatiche più adeguate di un ufficio?
8. Come si può evitare lo stress in ufficio?
9. Quali sono i fattori di disturbo da evitare in ufficio?
10. Quali sono i diritti e i doveri di datori di lavoro e lavoratori?

Clicca qui per scaricare il documento completo e leggere le risposte a “ Le 10 domande più frequenti sul tema della postazione di lavoro in ufficio”, Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro (Svizzera)

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STRESSNOSTRESS: sito svizzero per la valutazione individuale dello stress sul lavoro.

stressnostress

Chi si occupa professionalente di sicurezza sul lavoro conosce certamente l’attività di SUVA, l’ente svizzero per la sicurezza sul lavoro, e gli innumerevoli e ben fatti materiali informativi sui più diversi argomenti prodotti da quest’ente.

Recentemente, SUVA – sulla scia delle attività europee della campagna “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlati” di cui abbiamo già parlato in questo articolo – ha aperto il nuovo sito STRESSNOSTRESS:
uno strumento pratico per la gestione dello stress e dei rischi psicosociali (disponibile anche in lingua italiana) che contiene indicazioni, misure di riduzione e check list (lavoratori e dirigenti) per la gestione dello stress e dei rischi psicosociali nei luoghi di lavoro.

Il tema del sito è lo stress sul lavoro in senso ampio, non viene affrontato nello specifico il tema ‘tecnostress’, ma ci sono innumerevoli informazioni e idee che possono essere utili anche in casi di tecnostress.

Sul sito, i lavoratori possono valutare individualmente il loro livello di stress e capire come si collocano rispetto agli altri occupati e quali sono i fattori scatenanti una situazione di stress. Sulla base del risultato, la persona troverà informazioni utili su come ridurre lo stress. Una lista di controllo consente invece ai superiori di individuare tempestivamente segnali e cause di stress e di adottare le misure più adeguate. In pratica, il sito è un vero e proprio programma rivolto a collaboratori, imprenditori, quadri dirigenti e responsabili del personale nelle organizzazioni del lavoro di tutte le dimensioni con tre obiettivi:

  • informare e sensibilizzare gli utenti sul tema “stress”, in particolare su come riconoscere per tempo i segnali di stress e identificare le cause dello stress.
  • fornire agli utenti le prime misure per ridurre e prevenire con successo lo stress sul lavoro.
  • indicare altre possibilità per sviluppare “fattori positivi di motivazione nei lavoratori”.

L’indice del sito è il seguente:

  • Lo stress (cos’è lo stress, segnali di stress, cause di stress condizonate dal lavoro, cause generali e private, dall’osservazione alle misure)
  • Misure aziendali (Indicazioni, misure, prima di continuare, casi d’esempio)
  • misure individuali (indicazioni, misure)
  • Check List (Check list personale, Check list dirigenti)
  • Consulenza (consulenza individuale, consulenza aziendale)
  • Ritratto (obiettivi, l’associazone, basi, statuto, domande e risposte)

Particolarmente interessati sono le misure presentate su Stressnostress, sia di carattere aziendale, sia di carattere individuale.

Le misure aziendali sono divise in misure situazionali e di responsabilità della direzione (controllo/rielaborazione delle discussioni dei compiti/delle funzioni;
 revisione degli obiettivi attuali;
 colloquio per definire nuovi obiettivi motivanti e non generatori di stress;
 valutazione e definizione dei potenziali); misure di organizzazione del personale (controllo dell’opportunità e del senso delle direttive e delle indicazioni esistenti in azienda;
 abbandono dei regolamenti  affidando maggiori competenze e responsabilità in settori chiaramente definiti;
 dirigere soprattutto ricorrendo ad accordi sugli obiettivi piuttosto che incarichi limitati;
 dare la possibilità di svolgere compiti diversi;
 esigere maggiore partecipazione e iniziativa, senso di responsabilità;
 fare coaching/assistere i dipendenti nello sfruttare i nuovi margini di manovra); misure sul volume di lavoro (pianificazione realistica del lavoro e della tempistica;
 critica dei termini temporali già al momento di attribuire il lavoro/fissare gli obiettivi;
 colloqui regolari di controllo per verificare i progressi nel lavoro;
 controlli regolari e ottimizzazione dell’organizzazione, dei processi di lavoro, degli strumenti di lavoro e delle tecniche di lavoro); misure per la suddivisione del lavoro (arricchimento/ampliamento dei compiti (job enrichement) a livello individuale, con relativo aumento delle competenze e delle responsabilità; creazione/impiego di gruppi di lavoro autonomi pienamente responsabili per tutti i processi di elaborazione;
 collaborazione: introduzione/rafforzamento di processi di lavoro orientati sullo spirito di gruppo; promozione mirata e coerente della collaborazione; dichiarazione dei fattori di disturbo della collaborazione come compito direttivo prioritario;
 direzione: selezione mirata dei dirigenti con profilo chiaramente definito; formazione continua/evoluzione permanente; coaching con una tematica antistress specifica; politica di avanzamento e promozione su base pluridimensionale).

Le misure comportamentali, di cui è responsabile ogni singolo collaboratore: “permettono ad ogni individuo di gestire meglio e più efficientemente il proprio stress”.
 Conviene sempre “cercare nelle situazioni di stress non soltanto le cause nell’individuo e indicare misure d’ordine comportamentale”, ma  contemporaneamente si deve sempre “anche verificare se esistano altri fattori, al di fuori del settore di competenza del singolo, nel lavoro e nell’ambiente di lavoro, responsabili per lo stress e quindi sia necessario prendere delle misure situazionali”. E se si rilevano forti tensioni negative, forti stress per un lungo periodo di tempo, non bisogna indugiare a rivolgersi ad un medico o a un terapeuta. Alcune delle misure comportamentali presentate sono:
 autoesame;
 priorità nell’evoluzione/nell’apprendimento;
 assistenza di altre persone;
 tecniche di respirazione;
 rilassamento muscolare;
 ottimizzare il rapporto con il tempo;
 darsi automotivazione;
 movimento e attività fisica;
 programma di alimentazione.

A completamento del sito ci sono numerosi documenti (pratici, come gli svizzeri sanno fare) scaricabili, come il semplice programma antistress quotidiano personale, la Check list per i dipendenti, la check list per i dirigenti, le misure per diminuire e prevenire lo stress.

Visita il sito di STRESSNOSTRESS

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