
Con l’aggiornamento della metodologia per la valutazione dello Stress Lavoro-correlato, introdotto nell’aprile 2025, l’INAIL ha compiuto un passo decisivo verso l’integrazione dei rischi psicosociali emergenti legati alla trasformazione digitale del lavoro. Il nuovo modulo rappresenta un’evoluzione sostanziale rispetto alla metodologia del 2017, rispondendo concretamente ai cambiamenti organizzativi legati al lavoro da remoto, all’iperconnessione e all’adozione diffusa delle tecnologie digitali.
Questa integrazione nasce da un processo articolato, che ha incluso un’analisi approfondita della letteratura scientifica, interviste e focus group con professionisti della prevenzione aziendale, e una fase sperimentale che ha coinvolto oltre 19.000 lavoratori del terziario avanzato.
Tra le principali novità rispetto al protocollo 2017 spiccano:
- Una lista di controllo integrata per la valutazione preliminare, con 7 nuovi indicatori dedicati alla gestione del lavoro da remoto e all’innovazione tecnologica, che trattano, tra le altre cose, i temi della dotazione tecnologica, della formazione sull’uso degli strumenti, del coordinamento a distanza e del diritto alla disconnessione.
- L’aggiornamento del QSI (Questionario Strumento Indicatore), arricchito da 27 item aggiuntivi strutturati in tre diverse aree: lavoro da remoto, innovazione tecnologica e bilanciamento vita-lavoro. Tra le nuove dimensioni valutate figurano il carico cognitivo dovuto alle tecnologie, la complessità percepita, l’invasività degli strumenti digitali e il conflitto casa-lavoro.
- Un sistema di calcolo indipendente che consente di integrare questi nuovi indicatori senza alterare il punteggio complessivo della valutazione standard, offrendo comunque cut-off specifici per ciascuna dimensione, conformemente ai sistemi di punteggio in uso per le altre dimensioni degli strumenti.
L’INAIL sostiene le aziende anche nella fase di gestione del rischio, fornendo schede operative per la conduzione dei focus group e strumenti di supporto per il gruppo di gestione. Questi strumenti facilitano l’analisi partecipata delle criticità emerse e la progettazione di interventi correttivi mirati, tenendo conto di fattori come le risorse disponibili, la priorità d’intervento e la fattibilità delle misure proposte.
Pur non costituendo un obbligo normativo autonomo, l’adozione degli strumenti integrativi rappresenta un’opportunità preziosa per le aziende che vogliono aggiornare la propria valutazione del rischio SLC ai reali scenari organizzativi. Grazie a questo aggiornamento, il modello INAIL 2025 dimostra di riconoscere esplicitamente il tecnostress come rischio concreto, da non sottovalutare all’interno delle organizzazioni.