
Nel giugno 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha disposto, con la circolare n. 3392, il divieto di utilizzo degli smartphone nelle scuole secondarie di secondo grado durante l’intero orario scolastico. La decisione nasce dalla crescente preoccupazione per gli effetti dell’iperconnessione sul benessere degli studenti, sempre più esposti al cosiddetto tecnostress.
Per molti adolescenti lo smartphone non è solo uno strumento, ma una presenza costante. Notifiche continue, messaggi nei gruppi, social network e contenuti in tempo reale creano una pressione invisibile ma persistente: la necessità di controllare, rispondere, non restare indietro. Questo stato di allerta permanente riduce la capacità di concentrazione, aumenta l’affaticamento mentale e rende più difficile mantenere l’attenzione durante le lezioni. In ambito scolastico, il problema non riguarda soltanto la distrazione. L’uso continuo del telefono frammenta l’apprendimento, interrompe i tempi di riflessione e limita le interazioni dirette tra compagni e insegnanti. Non a caso, diverse ricerche collegano l’uso eccessivo dei dispositivi digitali a livelli più elevati di ansia, disturbi del sonno e calo del rendimento.
Il divieto introdotto dal Ministero non rappresenta una chiusura verso la tecnologia, che resta centrale nella didattica attraverso computer, tablet e piattaforme digitali, ma si tratta di un tentativo di ristabilire un equilibrio: meno connessione impulsiva, più attenzione consapevole: la sfida, oggi, non è eliminare la tecnologia dalla scuola, ma insegnare a gestirla e a renderla funzionale alla vita degli studenti. Saper utilizzare gli strumenti digitali senza diventarne dipendenti e senza mettere a rischio la propria salute è un obiettivo educativo fondamentale, soprattutto in un’epoca in cui la connessione continua rischia di trasformarsi, per molti studenti, in una fonte quotidiana di stress.
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