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Ott 13, 2013

I pareri più importanti nel libro “Tecnostress in azienda e sicurezza sul lavoro”

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E’ recentemente uscito il libro “Tecnostress in azienda e sicurezza sul lavoro” di Enzo di Frenna, di cui abbiamo parlato in questo articolo. All’inizio del volume c’è una sezione intitolata “Tecnostress, coinvolgere istituzioni e aziende” dove sono raccolti molti autorevoli pareri sul rischio tecnostress da importanti personalità che stanno ragionando sull’argomento.

In particolare, di grande importanza le parole di Lorenzo Fantini – dirigente Ministero del Lavoro: … il Ministero del Lavoro si impegnerà per inserire tale problematica nelle linee guida dello “Stress lavoro correlato”  …” e del giudice Guariniello “Se un’azienda deve redarre il documento di Valutazione Rischio Stress lavoro-correlato e lavoro, ad esempio, nel settore dell’Information Technology o nel settore editoriale dove si usano molte nuove tecnologie, deve includere sicuramente il rischio tecnostress …”.

Per completezza d’informazione, ho compilato un breve digest dei principali concetti espressi espressi nei loro interventi:

Tecnostress: la malattia professionale e il primo corso di formazione in Italia
Enzo di Frenna e Tania Melchionna, presidente e direttore generale Netdipendenze Onlus
Netdipendenza Onlus ha scelto di essere all’avanguardia su questo tema, occupandosi dal 2007 di tecnostress e videodipendenze come “nuove patologie” della società informatizzata che colpisce la nuova categoria dei lavoratori digitali. … presentiamo anche il primo corso di formazione in Italia sul tecnostress lavoro correlato, progettato da netdipendenza Onlus e riconosciuto dall’Aifos.

L’impegno del Ministero del Lavoro per prevenire il tecnostress
Lorenzo Fantini, dirigente Ministero del Lavoro
Il tecnostress è un nuovo rischio per la salute dei lavoratori moderni e il Ministero del Lavoro si impegnerà per inserire tale problematica nelle linee guida dello “Stress lavoro correlato”, di cui all’art. 28 del testo unico 81 del 2008.

Il parlamento adotti nuove misure per prevenire il tecnostress nei luoghi di lavoro
Antonio Boccuzzi, parlamentare PD
Ritengo sia importante affrontare il problema del tecnostress …Il parlamento dovrebbe adottare iniziative in tal senso ed estendere il concetto di rischio psicosociale … Il miglior modo per prevenire il tecnostress è rendere obbligatoria la valutazione del rischio all’interno delle aziende.

INAIL è in prima linea per prevenire le nuove malattie professionai come il tecnostress lavoro correlato
Giuseppe Lucibello, direttore generale INAIL
Lo stress lavoro correlato e il tecnostress rappresentino in qualche modo “l’amianto del futuro“, cioè una condizione diffusa e ad alto rischio per la salute dei lavoratori.

La richiesta di formazione adeguata per la prevenzione del tecnostress
Rocco Vitale e Francesco Naviglio, Presidente e segretario generale AIFOS
L’esigenza di valutare il nuovo rischio del tecnostress in azienda è quanto mai reale … Solo puntando sull’a formazione e sull’organizzazione aziendale, la valutazione dei rischi stress e tecnostress si trasformerà da “obbligo” in “opportunità” per le aziende  … presto anche il legislatore possa adeguare la normativa ed includere il tecnostress tra i rischi da valutare obbligatoriamente nelle aziende moderne, che fanno largo uso di nuove tecnologie.

Il rischio tecnostress va valutato, altrimenti si applica la violazione della norma che prevede l’arresto o l’ammenda
Raffaele Guariniello, Pubblico Ministero Procura di Torino
L’informazione digitale è oggi presente in modo massiccio e si possono verificare nuovi casi di tecnostress. Ciò rientra nei nuovi rischi professionali che bisogna valutare, come prevede la normativa. …. Se un’azienda deve redarre il documento di Valutazione Rischio Stress lavoro-correlato e lavoro, ad esempio, nel settore dell’Information Technology o nel settore editoriale dove si usano molte nuove tecnologie, deve includere sicuramente il rischio tecnostress…. Si applica, in sostanza, il testo unico 81/2008, articoli 28 e 29 sulla valutazione dei rischi sanzionata con la pena dell’arresto e dell’ammenda, 3 36 e 37 sull’informazione e formazione dei lavoratori … Se in conseguenza delle condotte colpose il lavoratore subisce un danno, una lesione, una patologia, allora può emergere un’ipotesi di reato che è la “lesione personale colposa” …

Operatori di contact center e tecnostress, un problema che affrontiamo con impegno dal 2008
Alberto Zunino, direttore generale ASSOCONTACT
L’evoluzione tecnologia tuttavia ci impone di mantenere alta l’attenzione su questo tema e di aggiornarci costantemente, per individuare in maniera più specifica il rischio tecnostress nei luoghi di lavoro.

Commercialisti e tecnostress, un rischio serio da prevenire
Mario Civetta, Presidente Ordine Dottori Commercialisti e Esperti Contabili Roma
La categoria dei Commercialisti e degli Esperti Contabili costituisce una di quelle maggiormente esposte ai rischi da tecnostress … Il commercialista per supplire alle carenze del sistema è costretto a una connettività illimitata e alla ricerca permanente dell’esatto quadro normativo di riferimento … Come Istituzione siamo impegnati in generale nella formazione professionale dei nostri Iscritti che dovrà inevitabilmente estendersi anche ai temi del tecnostress …

Il tecnotress si previene intervenendo sul carico di lavoro
Paolo Angelucci, Presidente ASSINFORM (Associazione Italiana per L’information Technology)
Angelucci – Occorre sicuramente una formazione adeguata per imparare a gestire in maniera efficace il carico di lavoro associato all’uso dei video-schermi.

Tecnostress, i giornalisti sempre connessi sono esposti al nuovo rischio e i contratto dovrebbbe prevedere le pause
Orazio Carabini, giornalista e vicedirettore “L’Espresso”
Nel mestiere di giornalista … la connessione perenne ha creato un problema di sovrautilizzo del proprio potenziale … non mi stupisce che sia in atto una richiesta da parte dei lavoratori digitali di vivere periodi di isolamento dalla connessione, anche contrattualizzata … credo che la “pausa digitale” andrebbe inserita nel Contratto nazionale dei Giornalisti. Il problema del tecnostress associato alla professione giornalistica sta nella produzione elevata di adrenalina … Anche nelle redazioni dei giornali, quindi, sarebbe necessaria un’adeguata formazione per un uso più consapevole e attento dei nuovi media digitali.

I pubblicitari vivono semore connessi. E la patologia del tecnostress è in agguato
Mario Modica, direttore generale Associazione Italiana pubblicitari Professionisti
I pubblicitari professionisti sono tra le categorie più esposte al rischio tecnostress. L’Associazione italiana Pubblicitari Professionisti prende in seria considerazione il problema e valuteremo nei prossimi mesi la necessità di proporre la prevenzione del tecnostress ai nostri associati.

Sindacato Networkers, informazione e formazione contro il tecnostress
Giuseppe Di Paoli, responsabile sindacato Networkers – UIL
Il tecnostress, una nuova malattia professionale che coinvolge in modo particolare i lavoratori dell’ICT … Sindacato Networkers si muove per prevenire e contrastare il fenomeno delle tecno dipendenze. Diamo molta importanza all’informazione sul tema … insistiamo infine sul discorso della formazione.

L’impegno di CISCO Italia per prevenire lo stress legato alle nuove tecnologie
Agostino Santoni, amministratore delegato CISCO Italia
L’onnipresenza della connettività, la mobilità, il proliferare delle piattaforme e servizi rischiamo di sovraccaricare le persone l’ella loro giornata lavorativa: un rischio che si può evitare scegliendo di considerare la tecnologia un’opportunità per migliorare la qualità della vita, anche quando si lavora, e introducendo buone pratiche che aiutino a correggere eventuali squilibri e ad individuare per tempo potenziali difficoltà. …Inoltre, può essere utile favorire momenti di pausa, situazioni di relax anche nel contesto della giornata lavorativa.

Per prevenire il tecnostress bisogna saper guidare le nuove tecnologie
Davide Draghi, amministratore delegato SONY Italia
La tecnologia, se utilizzata in positivo, rappresenta un’opportunità per sfruttare al meglio i propri tempi di lavoro. … la tecnologia può aiutare ad incrementare produttività , efficienza e rendimento nel lavoro: il segreto sta nelle capacità dei singoli individui di guidarla secondo le proprie esigenze, invecchi subirne l’invasiva presenza.

 

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Regione Lombardia: Valutazione del rischio stress lavoro-correlato. Indicazioni generali esplicative sulla base degli atti normativi integrati

Il laboratorio “Stress lavoro correlato” della Regione Lombardia ha elaborato nel corso del triennio 2008-2011 il documento “Valutazione del rischio stress lavoro-correlato. Indicazioni generali esplicative sulla base degli atti normativi integrati”.

Lo scopo del documento è consentire l’effettuazione di un buon percorso di valutazione del rischio stress, sulla base delle esperienze pratiche di valutazione fatte dalle aziende nel corso di questo primo anno con specifico riferimento alle indicazioni per la valutazione dello stress lavoro-correlato della Commissione Consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro.

Il documento ha anche altri obiettivi:

  • accompagnare il percorso valutativo in atto presso le imprese chiarendo in particolare le caratteristiche intrinseche della fase di valutazione preliminare e, qualora necessaria, della fase di valutazione approfondita prevista dagli indirizzi della Commissione Consultiva;
  • dare indicazioni per l’applicazione di metodi e strumenti opportuni per il percorso di Valutazione del rischio Stress Lavoro Correlato, evitando quelli che potrebbero risultare inadeguati;
  • fornire utili suggerimenti per un percorso di valutazione e gestione del rischio SLC praticabile e fattibile anche da parte delle piccole imprese;
  • valorizzare il contributo delle Linee di Indirizzo della Regione Lombardia come utile riferimento in termini di ‘metodi’ e ‘criteri’ di approccio al percorso valutativo.

Questo documento è stato approvato dalla Regione il 15 novembre 2011 con Decreto n. 10611 per “ricondurre i riferimenti normativi e le indicazioni metodologiche ad un quadro articolato e quindi non semplicistico, ma sicuramente armonico ed integrato”.

Per scaricare il documento completo “Regione Lombardia – Direzione Generale Sanità – Decreto n. 10611 del 15 novembre 2011 –  Documento Valutazione del rischio stress lavoro-correlato. Indicazioni generali esplicative sulla base degli atti normativi integrati” clicca qui.

 

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Dic 27, 2010

Valutazione Rischio Stress Lavoro Correlato (VRSLC): siete pronti per il 31 dicembre 2010?

Mentre il 31 dicembre 2010 si avvicina rapidamente, riepilogo brevemente per link le quattro questioni fondamentali relative alla valutazione del rischio stress lavoro correlato, utilizzando alcuni articoli d’archivio e alcune nuove informazioni.

Questione numero 1 – l’interpretazione della norma (i Decreti Legislativi 81/08 e 106/09) che definiva questa data come limite per lo svolgimento della valutazione del rischio da stress lavoro correlato e  i successivi ‘slittamenti’ interpretativi promossi dalla Commissione.

Questione numero 2 – Le questioni giurisprudenziali riguardo al documento realizzato dalla Commissione svolte in primis dall’avvocato Dubini. Possibile che non ci sia una risposta ufficiale sulle critiche ce vengono mosse al lavoro della Commissione?

Questione numero 3 – Altre opinioni intorno al tema sviluppate da specialisti e da associazioni sindacali della sicurezza sul lavoro. Segnalo l’articolo relativo alla facoltà dell’autocertificazione in merito alla valutazione del rischio stress lavoro-correlato, a cura di Gerardo Porreca, e l’articolo sul ruolo del Professionista nella valutazione del rischio da stress lavoro-correlato (VRSLC), a cura di Andrea Cirincione e Massimo Servadio, entrambi apparsi su PuntoSicuro.

Sul lato sindacale segnalo l’approfondito articolo di Andrea Cirincione sulle indicazioni metodologiche in merito al Documento proposto dalla Commissione permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro, e l’articolo di Debora Antidoro, psicologa del lavoro e delle Organizzazioni, sulle indicazioni della Commissione permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro in materia di valutazione dello stress lavoro-correlato, presenti sul sito di AIFOS (Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro).

Questione numero 4 – Le interpretazioni e le procedure proposte da tutte le principali associazioni di categoria del mondo del lavoro per informare i loro associati sulle modalità di valutazione dello stress lavoro correlato. E’ importante notare che le associazioni sindacali colgono al balzo la palla dello ‘slittamento’ dei termini della valutazione proposto dalla Commissione (restando completamente alieni dalle eccezioni presentate dalla questione numero 2) e diffondo ai loro associati le informazioni su come iniziare la valutazione prima del 31/12/2010 e poi concluderla con comodo più avanti.

Si vedano la circolare di Confartigianato (Confartigianato – Direzione Relazioni Sindacali – Settore Ambiente e Sicurezza – Prot. N.1506 /FM/GR del 22 novembre 2010 – Approvazione delle indicazioni operative in materia di stress lavoro correlato – valutazioni generali e primi suggerimenti pratici per le imprese Associate) che fornisce i primi suggerimenti pratici per la valutazione del rischio stress lavoro correlato; e i documenti per gli associati presenti sui siti locali di CNA, Confesercenti, Confcommercio, AGCI.

Come è evidente, la vicenda si muove con tipica italianità, fra norma disattese, nuovi regolamenti con poche regole e l’autonomia operativa delle organizzazioni. Mi sembra proprio un brutto inizio per la valutazione obbligatoria dello stress lavoro-correlato!

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Valutazione stress lavoro correlato: Scadenza confermata 31 DICEMBRE 2010

In questi giorni di incertezza tra il ‘periodo transitorio‘ proclamato dalla Commissione consultiva e il significato delle leggi proposto in prima battuta dall’avvocato Dubini sembra che l’ago dei diversi pareri e interpretazioni che vengono via via esternati  propenda a favore di quest’ultimo. In questo caso rimane confermata la scadenza del 31/12/2010 per l’effettuazione ed il completamento della valutazione del rischio da stress lavoro-correlato.

Mancano 25 giorni …

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Nov 18, 2010

La Commissione Consultiva ha emanato le nuove indicazioni per la valutazione dello stress lavoro-correlato

Le aspettiamo da oltre un anno, le aspettavamo entro il 31 dicembre, ma sono arrivate addirittura un mese prima. Ecco il testo completo delle indicazioni sviluppate dalla Commissione Consultiva su come bisogna operare una corretta valutazione del rischio da stress lavoro-correlato.

Ecccovi il documento per intero:

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Partenza – Roma, 18/11/2010
Prot. 15 /SEGR / 0023692

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le pari opportunità
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministero per la pubblica amministrazione e innovazione
Al Ministero dello sviluppo economico
Al Ministero dell’interno
Al Ministero della difesa
Al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
Al Ministero della politiche agricole, alimentari e forestali
All’Ufficio della Consigliera Nazionale di parità
Alle Direzioni regionali e provinciali del lavoro
All’ispettorato regionale del lavoro di Palermo
All’ispettorato regionale del lavoro di Catania
Al Comando Carabinieri per la tutela del lavoro
Agli assessorati regionali alla salute
Alla provincia autonoma di Trento
Alla provincia autonoma di Bolzano
Alla CGIL
Alla CISL
Alla UIL
Alla UGL
Alla CISAL
Alla CONFSAL
Alla CIU
Alla CIDA
Alla CONFINDUSTRIA
Alla CONFCOMMERCIO
Alla CONFAGRICOLTURA
Alla CONFARTIGIANATO
Alta CNA
Alla CONFESERCENTI
Alla CONFAPI
Alla CONFCOOPERATIVE
All’ABI
LORO SEDI

Oggetto: lettera circolare in ordine alla approvazione delle indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato di cui all’articolo 28, comma l-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modifiche e integrazioni.


In attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 6, comma 8, lettera m-quater, e all’articolo 28, comma 1-bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e successive modificazioni e integrazioni, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro di cui all’articolo 6 del medesimo provvedimento ha approvato, alla riunione del 17 novembre, le seguenti indicazioni per la valutazione dello stress lavoro-correlato.

Indicazioni della Commissione consultiva per la valutazione dello stress lavoro-correlato (articoli 6, comma 8, lettera m-quater, e 28, comma 1 bis, d.lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni e integrazioni)

Quadro normativo di riferimento, finalità e struttura del documento

L’articolo 28, comma 1, del d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81, di seguito d.lgs. n. 81/2008, prevede che la valutazione dei rischi debba essere effettuata tenendo conto, tra l’altro, dei rischi da stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004. In ragione delle difficoltà operative ripetutamente segnalate in ordine alla individuazione delle corrette modalità di attuazione di tale previsione legislativa, in sede di adozione delle disposizioni integrative e correttive al citato d.lgs. n. 81/2008, è stato introdotto all’articolo 28 il comma 1-bis, con il quale si è attribuito alla Commissione consultiva il compito di formulare indicazioni metodologiche in ordine al corretto adempimento dell’obbligo, finalizzate a indirizzare le attività dei datori di lavoro, dei loro consulenti e degli organi di vigilanza.

Al fine di rispettare, entro il termine del 31 dicembre 2010, la previsione di cui all’articolo 28, commi 1 e 1-bis, del d.lgs. n. 81/2008, e successive modificazioni e integrazioni, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha costituito un proprio comitato a composizione tripartita il quale, a seguito di ampio confronto tra i propri componenti, ha elaborato il presente documento, licenziato dalla Commissione consultiva nella propria riunione del 17 novembre 2010.

Le indicazioni metodologiche sono state elaborate nei limiti e per le finalità puntualmente individuati dalla Legge tenendo conto della ampia produzione scientifica disponibile sul tema e delle proposte pervenute all’interno alla Commissione consultiva e sono state redatte secondo criteri di semplicità, brevità e comprensibilità.

Il documento indica un percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell’obbligo di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato per tutti i datori di lavoro pubblici e privati.

Definizioni e indicazioni generali

Lo stress lavoro-correlato viene descritto all’articolo 3 dell’Accordo Europeo dell’8 ottobre 2004 – così come recepito dall’Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 – quale “condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro” (art. 3, comma 1). Nell’ambito del lavoro tale squilibrio si può verificare quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative. Tuttavia non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato. Lo stress lavoro-correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro.

La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione dei rischi e viene effettuata (come per tutti gli altri fattori di rischio) dal datore di lavoro avvalendosi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) con il coinvolgimento del medico competente, ove nominato, e previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST).

È, quindi, necessario preliminarmente indicare il percorso metodologico che permetta una corretta identificazione dei fattori di rischio da stress lavoro-correlato, in modo che da tale identificazione discenda la pianificazione e realizzazione di misure di eliminazione o, quando essa non sia possibile, riduzione al minimo di tale fattore di rischio.

A tale scopo, va chiarito che le necessarie attività devono essere compiute con riferimento a tutti i lavoratori, compresi dirigenti e preposti. La valutazione prende in esame non singoli ma gruppi omogenei di lavoratori (per esempio per mansioni o partizioni organizzative) che risultino esposti a rischi dello stesso tipo secondo una individuazione che ogni datore di lavoro può autonomamente effettuare in ragione della effettiva organizzazione aziendale (potrebbero essere, ad esempio, i turnisti, i dipendenti di un determinato settore oppure chi svolge la medesima mansione, etc).

Metodologia

La valutazione si articola in due fasi: una necessaria (la valutazione preliminare); l’altra eventuale, da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzione adottate a seguito della stessa, dal datore di lavoro, si rivelino inefficaci.

La valutazione preliminare consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili, ove possibile numericamente apprezzabili, appartenenti quanto meno a tre distinte famiglie:

I. Eventi sentinella quali ad esempio: indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni e segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentele formalizzate da parte dei lavoratori. I predetti eventi sono da valutarsi sulla base di parametri omogenei individuati internamente alla azienda (es. andamento nel tempo degli indici infortunistici rilevati in azienda).

II. Fattori di contenuto del lavoro quali ad esempio: ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti.

III. Fattori di contesto del lavoro quali ad esempio: ruolo nell’ambito dell’organizzazione, autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste).

In questa prima fase possono essere utilizzate liste di controllo applicabili anche dai soggetti aziendali della prevenzione che consentano una valutazione oggettiva, complessiva e, quando possibile, parametrica dei fattori di cui ai punti I, II e III che precedono.

In relazione alla valutazione dei fattori di contesto e di contenuto di cui sopra (punti II e III dell’elenco) occorre sentire i lavoratori e/o i RLS/RLST. Nelle aziende di maggiori dimensioni è possibile sentire un campione rappresentativo di lavoratori. La scelta delle modalità tramite cui sentire i lavoratori è rimessa al datore di lavoro anche in relazione alla metodologia di valutazione adottata.

Ove dalla valutazione preliminare non emergano elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR) e a prevedere un piano di monitoraggio.

Diversamente, nel caso in cui si rilevino elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, si procede alla pianificazione ed alla adozione degli opportuni interventi correttivi (ad esempio, interventi organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi, formativi, etc). Ove gli interventi correttivi risultino inefficaci, si procede, nei tempi che la stessa impresa definisce nella pianificazione degli interventi, alla fase di valutazione successiva (c.d. valutazione approfondita).

La valutazione approfondita prevede la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori, ad esempio attraverso differenti strumenti quali questionari, focus group, interviste semi-strutturate, sulle famiglie di fattori/indicatori di cui all’elenco sopra riportato. Tale fase fa riferimento ovviamente ai gruppi omogenei di lavoratori rispetto ai quali sono state rilevate le problematiche.

Nelle aziende di maggiori dimensioni è possibile che tale fase di indagine venga realizzata tramite un campione rappresentativo di lavoratori. 

Nelle imprese che occupano fino a 5 lavoratori, in luogo dei predetti strumenti di valutazione approfondita, il datore di lavoro può scegliere di utilizzare modalità di valutazione (es. riunioni) che garantiscano il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella verifica della loro efficacia.

Disposizioni transitorie e finali

La data del 31 dicembre 2010, di decorrenza dell’obbligo previsto dall’articolo 28, comma 1-bis, del d.lgs. n. 81/2008, deve essere intesa come data di avvio delle attività di valutazione ai sensi delle presenti indicazioni metodologiche. La programmazione temporale delle suddette attività di valutazione e l’indicazione del termine finale di espletamento delle stesse devono essere riportate nel documento di valutazione dei rischi. Gli organi di vigilanza, ai fini dell’adozione dei provvedimenti di propria competenza, terranno conto della decorrenza e della programmazione temporale di cui al precedente periodo.

Allo scopo di verificare l’efficacia della metodologia qui indicata, anche per valutare l’opportunità di integrazioni alla medesima, la Commissione Consultiva provvederà ad elaborare una relazione entro 24 mesi dalla pubblicazione delle presenti indicazioni metodologiche, a seguito dello svolgimento del monitoraggio sulle attività realizzate. Le modalità di effettuazione di tale monitoraggio saranno definite dalla Commissione consultiva.

I datori di lavoro che, alla data di approvazione delle presenti indicazioni metodologiche, abbiano già effettuato la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato coerentemente ai contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004 – così come recepito dall’Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 – non debbono ripetere l’indagine ma sono unicamente tenuti all’aggiornamento della medesima nelle ipotesi previste dall’art. 29, comma 3, del d.lgs. n. 81/2008, secondo quanto indicato nel presente documento.

Tanto si segnala, anche tenendo conto della rilevanza del documento ai fini degli adempimenti relativi alla valutazione dei rischi da lavoro, con invito a garantire la massima divulgazione delle indicazioni di cui all’oggetto.

Il Direttore Generale
 della tutela delle condizioni di lavoro
 (Dott. Giuseppe Umberto Mastropietro)

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