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Qualche soluzione attuabile per il Digital Detox in azienda – Video

Ho trovato su YouTube questo interessante video dell’aprile 2018 relativo al convegno dal titolo: “Digital Detox in azienda; quali soluzioni per una digitalizzazione sostenibile?“, organizzato presso l’Università degli Studi Milano-Bicocca di Milano dal Gruppo MaUnimib.

Il convegno muoveva dal presupposto che il processo di digitalizzazione nelle organizzazioni rischia di portare con sé alcuni effetti collaterali, come il tecnostress e l’eccessiva frammentazione dei tempi di lavoro, che possono tradursi in minor produttività aziendale e insoddisfazione dei lavoratori.

Il video che segue riporta l’intervento di Gianluigi Bonanomi – autore, giornalista e formatore – dal titolo “Soluzioni tecniche, cognitive e culturali per ridurre il tecnostress in azienda“.

Nel video, l’autore presenta le slide utilizzate nel convegno, proponendo alcune soluzioni tecnologiche individuali o collettive (aziendali) per prendere consapevolezza dell’uso eccessivo e dispersivo degli strumenti elettronici, per imparare a gestire le priorità, per organizzare l’uso delle tecnologie in azienda.

Il convegno ha visto anche la partecipazione di Marco Gui (Ricercatore, Università degli Studi di Milano Bicocca), Marco Fasoli (Assegnista di Ricerca, Università degli Studi di Milano Bicocca) e Samanta Gubellini (Manager Area People&Change, SCS Consulting). Peccato non poter condividere anche i loro interventi …

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4 soluzioni per il benessere digitale in azienda

Bell’articolo di Gianluigi Bonomi che fa il punto su “Benessere digitale: la soluzione è davvero il digital detox?

Interessanti, per quanto mi riguarda, le quattro soluzioni che propone per il benessere digitale in azienda:

– Soluzioni tecnologiche individuali: un esempio può essere la tecnica del pomodoro, usare cioè uno stratagemma per concentrarsi ed equilibrare lavoro e pause, ma soprattutto per restare focalizzato e non farsi distrarre da notifiche e alert. In pratica quando si lavora si mette il telefono in pausa.

– Soluzioni tecnologiche collettive: l’uso di uno strumento come Slack permette, come promette l’azienda (vuole ammazzare le email), di abbattere il numero di messaggi di posta elettronica e lavorare meglio in team.

– Soluzioni culturali individuali: qui si parla di trucchi di nudging, per esempio impostando lo smartphone su scala di grigi si è molto meno invogliati a usarlo.

– Soluzioni culturali collettive: stabilire delle policy d’uso di questi strumenti, come per esempio il divieto di inviare email fuori dall’orario di lavoro (cosa peraltro proibita in Francia).

Clicca qui per leggere l’articolo completo.

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Aumenta il bisogno di Digital Detox e nascono i primi servizi dedicati alla disintossicazione da smartphone e internet

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Come ho previsto un paio d’anni fa in questo articolo è oggi sempre più sentita tra le persone l’esigenza di una qualche forma di Digital Detox, cioè di sospensione volontaria dall’utilizzo di apparecchiature digitali e di dispositivi tecnologici (smartphone, computer, tablet, e tutti i servizi erogati in rete) per un determinato periodo di tempo.

Stanno quindi nascendo anche in Italia una serie di interessanti idee e iniziative italiane e internazionali di formazione, training aziendale e turistico/ricreative rivolte alla creazione di eventi, momenti e situazioni di Digital Detox.

Due notizie degli ultimi giorni mi pare mostrino con evidenza il fatto che Digital Detox non è più solo un concetto o una filosofia, ma un’esigenza sentita da sempre più persone che si traduce oggi anche in idee commerciali e opportunità di marketing:

1) “Allora #posal0” e “Giù i telefoni, su lo sguardo” sono gli slogan scelti da Nudge Italia – un gruppo di giovani ricercatori nel campo delle scienze del comportamento che riescono a spingere i cittadini verso comportamenti virtuosi, improntati al benessere personale e collettivo, ha fatto un primo esperimento sul campo di “digital detox” proponendo ai clienti dei due pub milanesi di posare i loro smartphone nei contenitori collocati all’ingresso per disintossicarsi temporaneamente dall’utilizzo intenso dei device digitali e ridurre i livelli di stress e ansia, ritrovando al tempo stesso il piacere dell’interazione e della vera socializzazione con le persone.

”Giù i telefoni, su lo sguardo”, il digital detox ti aiuta a stare con gli altri

”SEI davvero social? Allora #posalo” o anche ”giù i telefoni, su lo sguardo”: sono gli slogan scelti dai ragazzi di Nudge Italia – gruppo di giovani ricercatori nel campo delle scienze del comportamento, nato per iniziativa di Paolo Moderato, ordinario di Psicologia Generale presso l’Università IULM di Milano – per il loro primo esperimento sul campo di ”digital detox”.

2) Digital Detox obbligatorio due ore la settimana per i dipendenti Virgin. La multinazionale britannica Virgin ha introdotto una nuova policy per i 200 dipendenti degli uffici degli Stati Uniti e del Regno Unito che hanno l’obbligo di allontanarsi dalle loro scrivanie ogni mercoledì mattina, dalle 10 alle 12, di spegnere i loro smartphone e prendersi qualche ora per passeggiare all’aria aperta, parlare con il proprio capo, andare in palestra o usufruire di uno dei tanti servizi proposti dall’azienda. Lisa Thomas, responsabile del marchio Virgin, spiega che: “La nostra missione è avere una forza lavoro felice e soddisfatta, solo così pensiamo possa rendere di più nelle ore lavorative. Vogliamo che la gente raggiunga un buon equilibrio tra lavoro e vita personale”.

”Staccati da pc e smartphone”, se lavori per Richard Branson è un obbligo

NON è la prima volta che Richard Branson si prende cura dei suoi dipendenti. Dopo le ferie illimitate e un anno di riposo a stipendio pieno per i neo genitori, è la volta del digital detox, nuova ”coccola” imposta per ottenere di più.

Branson obbliga i dipendenti della Virgin a staccare da smartphone e pc

Richard Branson colpisce ancora. Il patron della Virgin, sempre attento alla salute e al benessere dei suoi dipendenti, ha deciso di lanciare il digital detox, bandendo smartphone e pc dal posto di lavoro. Il fondatore della multinazionale britannica ha deciso, per il bene dei suoi dipendenti, di imporre un codice di comportamento in cui è previsto uno stop all’uso dei dispositivi digitali.

Why Richard Branson’s company is making employees take a ‘digital detox’

LONDON – Sir Richard Branson probably isn’t your boss. But if he was, he’d tell you to unplug for a moment, maybe even two. Virgin, the British multinational company founded by Branson, recently instituted a new requirement that some of its employees turn off email for two hours a week in a bid to improve their wellbeing and creativity.

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Ott 28, 2014

Social Media Week 2015: a questo evento così importante si parlerà di tecnostress?

Social Media Week

Sta scaldando i motori la prossima edizione mondiale della Social Media Week, un momento di incontro, di conferenze e di informazione su come i social media e la tecnologia stanno cambiando economia, società e cultura in tutto il mondo.

La Social Media Week è nata per curare e condividere le idee più originali, le nuove tendenze tecnologiche e l’impatto dei social media sulle imprese, la società e la cultura. L’evento, che ospita ogni anno circa 5.000 relatori coinvolgendo oltre 70.000 e più di 1 milione di persone che si collegano attraverso i social e mobile, è considerato la più importante fonte mondiale di informazioni sul futuro della connettività umana.

L’edizione 2015 si svolgerà dal 23 al 27 febbraio 2015 come sempre in contemporanea in 5 continenti (Nord America, Sud America, Asia, Africa ed Europa) e principali città sedi dell’evento 2015 sono Amburgo, Giacarta, Lagos, Milano e New York, ma sono previsti eventi e conferenze in altre 17 città del mondo. Il programma delle conferenze per tutte le diverse sedi è ancora in fase di realizzazione.

Data l’importanza dell’avvenimento, auspico che in questa prossima edizione qualche autorevole relatore punterà l’attenzione su temi a noi cari del tecnostress, del multitasking e dell’information overload all’interno delle organizzazioni (ad esempio, come in questo bell’articolo che ho pubblicato da poco).

Faccio questo auspicio perché ero a Londra verso la fine di settembre 2014 (è sempre una gran bella città per fare qualche giorno di vacanza) ed ho avuto modo di partecipare a una giornata di conferenze, tutte di altissimo livello, ma tutte – come dire – concettualmente molto intense sui rispettivi oggetti di ricerca o sviluppo, ma poco attente alle ricadute e alle ripercussioni lavorative sugli individui/utilizzatori coinvolti nell’uso dei loro diversi progetti/prodotti.

Unico accenno al Tecnostress che ho recuperato dalle scorse edizioni di Social Media Week è questo blog post di Allison Heaps “From Conscious Computing to Digital Detox: How to Manage Techno-Stress at Work“, dove l’autrice disegna un percorso che parte dalla messa in atto di una nuova consapevolezza quotidiana nel rapporto con la tecnologia, definito “conscious computing” (bello l’esempio della ’email apnea’ che succede quando c’è “a temporary absence or suspension of breathing, or shallow breathing, while doing email”) per arrivare a veder emergere una nuova consapevolezza anche nelle organizzazioni aziendali più evolute.

 

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Set 19, 2014

Digital Detox: in vacanza in gruppo per disintossicarsi dalla tecnologia

Final-Final-Sept1

Il Digital Detox è “Un periodo di tempo durante il quale una persona si astiene  dall’utilizzo di dispositivi elettronici come smartphone o computer, vissuto come un’opportunità per ridurre lo stress o concentrarsi sull’interazione sociale nel mondo reale” (A period of time during which a person refrains from using electronic devices such as smartphones or computers, regarded as an opportunity to reduce stress or focus on social interaction in the physical world”  Oxford Dictionaires).

Digital Detox è anche una compagnia nata nel 2012 con l’obiettivo di aiutare le persone a disintossicarsi dall’uso di dispositivi digitali organizzando ritiri e campi estivi dove la tecnologia è bandita, mentre sono favorite diverse attività olistiche, i rapporti umani e il contatto con la natura. L’obiettivo di Digital Detox è quello di educare a un uso moderato e cosciente della tecnologia che ci circonda.

Cominciano oggi i tre giorni di ritiro allo Shambala Ranch, con tutte le numerose attività che potete vedere nell’immagine di apertura di questo articolo.

Se qualcuno è interessato a provare l’esperienza di un campo Digital Detox, restano ancora pochi giorni per iscriversi al prossimo ritiro d’autunno (immagine di seguito), dopo il grande successo con il tutto esaurito nei diversi camps estivi svolti nei mesi scorsi.

digital detox

summer camps

Tutti quelli che non ha il tempo, la voglia o i duemila dollari per questi raduni da quattro giorni di digital detox di alto livello, possono sempre ricorrere a un gesto di esorcismo estremamente potente nei confronti delle tecnologie, dall’effetto non molto disintossicante, ma estremamente gratificante (come mostrato nell’immagine sotto).

DigitalDetox

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