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Uomini e Topi: esposti dalla vita prenatale alla morte spontanea a campi elettromagnetici come quelli dei cellulari

Verso la metà di marzo, il National Toxicology Program, in collaborazione con l’Istituto Ramazzini di Bologna, ha diffuso i risultati di uno studio sulle radiazioni a radiofrequenza.

Lo studio – il più grande mai realizzato su radiazioni a radiofrequenza (RFR) – è didascaliscamente titolato “Resoconto dei risultati finali riguardanti i tumori del cervello e del cuore in ratti Sprague-Dawley esposti dalla vita prenatale alla morte spontanea a campi elettromagnetici a radiofrequenza, equivalenti alle emissioni ambientali di un ripetitore da 1.8 GHz“.

In sunto, nei ratti usati come cavie sono stati rilevati aumenti statisticamente significativi nello sviluppo di tumori. Quindi esplode la copertura mediale e divampa la percezione del rischio fra gli utilizzatori.

I telefoni cellulari possono essere un rischio per la salute? Così ci si interroga disperati e un po’ ignoranti di quanto scritto a pagina 3 di tutti i manualetti dei cellulari …

Ecco una selezione dei titoli più ‘suggestivi’ del periodo:

Tumori e telefonini, i rischi

Un lieve aumento di tumori al cuore e al cervello, dovuto all’esposizione alle radiazioni a radiofrequenza, emesse da ripetitori della telefonia mobile e a quelle, più dirette sull’organismo, emesse dai cellulari.

I cellulari provocano il cancro, conferma dalla scienza. Tumori al cervello e al cuore nei topi

Le radiazioni a radiofrequenza (RFR) emesse dai cellulari e dai ripetitori-trasmettitori per la telefonia mobile provocano il cancro. Nello specifico, aumentano il rischio di sviluppare rari tumori al cuore e al cervello.

Cellulari, studio Ramazzini: “Causano tumori molto rari”/ Rischio cresce con elevata esposizione ai ripetitori

Secondo un recente studio scientifico italiano i ripetitori per telefonia mobile causano danni, ad esempio possibili tumori cerebrali e disturbi al cuore, ecco di cosa si tratta 23 marzo 2018 Paolo Vites Un telefono cellulare Anni fa era esploso il caso: tenere per troppo tempo il cellulare vicino all’orecchio fa venire il tumore.

Tumori da cellulare: ecco lo studio italiano che conferma la pericolosità di telefonini e radiazioni per la salute umana – Meteo Web

Uno studio dell’Istituto Ramazzini di Bologna riapre un argomento molto discusso negli ultimi anni, ma sempre più controverso: i cellulari (e le radiazioni attraverso le quali si propagano i segnali) possono causare tumori?

Antenne radio per i cellulari: nei topi causano tumori delle cellule nervose

L’annuncio dei risultati preliminari, risale a fine gennaio del 2017. Adesso si è conclusa la ricerca che l’lstituto Ramazzini di Bologna, attraverso il Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni”, ha condotto per studiare l’impatto dell’esposizione umana ai livelli di radiazioni a radiofrequenza (RFR) prodotti da ripetitori e trasmettitori per la telefonia mobile.

L’elevata esposizione ai ripetitori per la telefonia mobile aumenta il rischio di tumori nei ratti – Wired

Riaperto l’annoso dibattito sui rischi per la salute dovuti all’ uso dei cellulari: uno studio guidato dall’ Istituto Ramazzini di Bologna ha individuato un aumento significativo, dunque al di sopra di un livello considerato casuale, di rare neoplasie delle cellule nervose del cuore e tumori cerebrali in un campione di topi esposti a radiazioni a radiofrequenza (Rfr) emesse dai ripetitori.

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Ago 16, 2017

Uso del cellulare e malattia professionale: arriva la terza sentenza contro INAIL

Ancora una sentenza – la terza in Italia, ma per la prima volta in primo grado – che riconosce la causa oncogena nei campi elettromagnetici generati dal cellulare e condanna l’INAIL al riconoscimento della malattia professionale per l’uso di telefoni cellulari.

Dopo la storica sentenza della Corte d’Appello di Brescia del dicembre 2009 (decisione confermata dalla sentenza della Corte di Cassazione del 2012) che aveva condannato l’INAIL a versare una pensione di invalidità a un manager per un tumore al nervo trigemino associando la patologia all’utilizzo intensivo di cordless e cellulare, nei mesi scorsi si sono aggiunte la Sentenza del Tribunale del lavoro di Firenze (aprile 2017) che ha condannato l’INAIL a versare un indennizzo sotto forma di rendita vitalizia al dipendente, a cui ha riconosciuto un 16% di invalidità derivante dal tumore causato dall’uso massiccio e prolungato del cellulare; e la sentenza emessa dal Tribunale di Ivrea (aprile 2017) che ha riconosciuto in primo grado un nesso causale fra l’utilizzo errato del telefono e una malattia invalidante (danno biologico permanente del 23%) e ha previsto per il lavoratore una rendita vitalizia da malattia professionale di circa 500 euro al mese.

Sul tema è intervenuta anche l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ricordando il “gran numero di studi condotti negli ultimi vent’anni per capire se l’uso del telefonino rappresenta un rischio potenziale per la salute umana. Ma al momento non sono stati provati effetti avversi” provocati dall’impiego del cellulare.

Parlando specificamente degli aspetti legati all’impiego professionale di telefoni cellulari (o cordless) per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro, è opportuno ricordare che la valutazione del rischio da esposizione ai campi elettromagnetici viene svolta basandosi esclusivamente sulle indicazioni di  white-list che però considerano conformi ‘a priori’ le sorgenti oggetto della sentenza (perché si tratta di ‘Uso di attrezzature marcate CE, valutate secondo gli standard armonizzati per la protezione dai CEM’):

“…nei luoghi di lavoro in cui siano presenti solo attrezzature conformi a priori, la valutazione del rischio si conclude sostanzialmente con il censimento iniziale […] Per facilitare il compito del valutatore, la norma CEI EN 50499 contiene due tabelle, delle quali la prima comprende tutti i luoghi e le attrezzature di lavoro conformi a priori, mentre la seconda un elenco non esaustivo delle attrezzature per le quali è necessario procedere alla valutazione ulteriore.” dal Portale Agenti Fisici.

A seguito di queste sentenze è quindi evidente che una valutazione del rischio legato all’esposizione ai campi elettromagnetici non può più basarsi su liste di attrezzature ‘approvate a priori’, ma va svolto in maniera esaustiva con il supporto di analisi strumentali e facendolo seguire da attivitò di formazione ed informazione dei lavoratori di sorveglianza sanitaria, di verifica del rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza, di buone pratiche da mettere in campo per minimizzare l’esposizione dei lavoratori.

L’argomento è di grande interesse e preoccupazione, quindi ci tornerò con dei prossimi articoli.

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Intervista sulle onde elettromagnetiche e sui rischi dell’elettrosmog per l’uomo del dottor Giuseppe Miserotti in una intervista di FQ Radio

CEM_cellulari-danni

Come ben sapete da alcuni articoli che ho già pubblicato sugli argomenti campi magnetici ed elettrosmog’, noi tutti viviamo oggi completamente immersi in un campo elettromagnetico continuo, generato da tutti gli strumenti elettronici che ci circondano e dalle infrastrutture per farli funzionare. Come ci ricorda Wikipedia:

“Con il termine inquinamento elettromagnetico o elettrosmog si intende l’inquinamento derivante in genere da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Si parla quindi dell’intervallo di frequenze che va da 0 Hz (campi statici) alle frequenze della radiazione visibile (laser e luce incoerente).

Le radiazioni comprendono quelle prodotte dai radar, dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione (emittenti radiofoniche e televisive), ponti radio, reti per telefonia cellulare, dagli stessi telefoni cellulari, dagli apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico (campi EM ad alta frequenza) e dalle infrastrutture di trasporto dell’energia elettrica tramite cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità come gli elettrodotti della rete elettrica di distribuzione (campi EM a bassa frequenza).

Nel 2001 l’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), parte dell’Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite, ha inserito i campi magnetici in bassa frequenza in categoria 2B considerando un raddoppio del fattore di rischio (leucemia infantile) per esposizioni a valori di campo magnetico superiori a 0,4 microTesla. L’IARC nel 2011 ha inserito anche i campi elettromagnetici in alta frequenza in categoria 2B (senza definire una dose). La categoria 2B comprende i possibili cancerogeni per l’uomo; l’International Commission for Electromagnetic Safety (Icems) ha sottolineato nel 2012 la possibilità di aumenti a due cifre di alcune incidenze tumorali. Tuttavia, effetti biologici non oncologici (sull’uomo e sugli animali) e oncologici (sugli animali) sono universalmente riconosciuti.

L’Organizzazione mondiale della sanità afferma che “ad oggi, nessun effetto dannoso per la salute è stato riconosciuto come causato dall’uso di telefoni mobili.” Alcune autorità nazionali hanno raccomandato ai loro cittadini, come semplice norma precauzionale, di minimizzarne l’esposizione.”.

Siamo in una bolla costante di elettrosmog, eppure se ne parla poco, troppo poco. Perché se ne parla così poco?

Sicuramente, non conviene parlarne alle corporazioni della tecnologia che hanno bisogno di elettrosmog per funzionare e limitano l’allarme a poche parole nel libretto di istruzioni; e non interessa parlarne alle persone, troppo prese dal messaggio da inviare ora rispetto al problema di salute di domani.

Cosa sappiamo delle onde elettromagnetiche e del loro impatto sulla salute umana? Quali sono i rischi dell’elettrosmog per l’uomo?

Chi vuole saperne di più può ascoltare il podcast del dottor Giuseppe Miserotti, medico di famiglia vice-presidente Isde Italia Nord (Emilia Romagna) in una intervista di FQ Radio.

 

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Mag 30, 2016

Campi elettromagnetici: disponibile la “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Volume 1: Guida pratica” della Comunità Europea.

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Come sappiamo, il tecnostress è anche causato dei campi elettromagnetici, e tutti i lavoratori digitali sono esposti quotidianamente a campi elettromagnetici di diversa intensità provenienti dagli apparecchi che utilizzano e delle reti di telefonia, wi-fi e trasmissione dati. L’esposizione ai campi elettromagnetici è oggi un rischio ‘subdolo‘ con effetti ancora sconosciuti, ma sul quale bisogna prestare attenzione anche nei tradizionali ambiti d’ufficio.

Per la normativa italiana, l’ esposizione ai campi elettromagnetici è oggi disciplinata dal titolo VIII, capo IV del d.lgs. 81/2008, le cui disposizioni entrano in vigore alla data fissata per il recepimento della direttiva 2004/40/CE (ex art. 306 d.lgs. 81/2008).

Ancora nel 2013 venne pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la direttiva 2013/35/UE del 26 giugno 2013 (che abroga la precedente direttiva 2004/40/CE) sulle disposizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (campi elettromagnetici) che dovrà essere recepita dagli stati membri entro il 1° luglio 2016.

Quindi, entro l’ultimo termine utile, anche in Italia l’entrata in vigore della nuova 2013/35/UE sarà dal 1° luglio 2016. Nella stessa direttiva, per quanto riguarda la valutazione del rischio, si rimanda a successive Guide Pratiche “non vincolanti”, che la Commissione “metterà a disposizione almeno 6 mesi prima del 1° luglio 2016”.

Adesso ci siamo anche con questo aspetto estremamente importante: è disponibile da qualche giorno sul sito della Commissione Europea la corposissima “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Volume 1: Guida pratica”. di ben 179 pagine + normativa (scaricatela a fine articolo).

Guida CEM

Per favorire la prevenzione e protezione dei lavoratori esposti, la guida propone delle misure di prevenzione e protezione: tecniche (schermature, ripari, interblocchi, dispositivi di sicurezza, …); organizzative (restrizione dell’accesso, segnaletica, formazione, …); sui dispositivi di protezione individuali (DPI).

La Guida segnala anche che per tutelare i lavoratori dall’esposizione ai campi  elettromagnetici una delle misure organizzative più importanti è costituita dall’elaborazione di procedure scritte (proposte anche in modo molto completo) e dall’applicazione di buone prassi nelle attività lavorative (con esempi e immagini).

Naturalmente, la Guida richiama il fatto che sia le apparecchiature che generano campi elettromagnetici, sia gli specifici dispositivi di protezione individuale dovrebbero essere sottoposti a manutenzione e ispezione adeguate per garantire che siano sempre idonei all’impiego previsto.

Peccato solo per due cose: il fatto che la Guida non fa nessun riferimento al rischio di campi elettromagnetici in attività d’ufficio o provenienti da strumenti tecnologici per l’informazione; e la definizione di ‘Guida non vincolante‘ presente nel titolo che ne limita indubbiamente il raggio d’applicazione.

Indice della Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Volume 1: Guida pratica

SEZIONE 1 — TUTTI I DATORI DI LAVORO

1. INTRODUZIONE E OBIETTIVO DELLA GUIDA
1.1 Utilizzo della guida
1.2 Introduzione alla direttiva relativa ai campi elettromagnetici
1.3 Campo di applicazione della presente guida
1.4 Corrispondenza con la direttiva 2013/35/UE
1.5 Normative nazionali e altre fonti di informazioni

2. EFFETTI SULLA SALUTE E RISCHI PER LA SICUREZZA DERIVANTI DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI
2.1 Effetti diretti
2.2 Effetti a lungo termine
2.3 Effetti indiretti

3. SORGENTI DI CAMPI ELETTROMAGNETICI
3.1 Lavoratori particolarmente a rischio
3.1.1 Lavoratori portatori di dispositivi medici impiantabili attivi
3.1.2 Altri lavoratori particolarmente a rischio
3.2 Prescrizioni per la valutazione di attività lavorative, apparecchiature e luoghi di lavoro comuni
3.2.1 Attività lavorative, apparecchiature e luoghi di lavoro che potrebbero richiedere
una valutazione specifica
3.3 Attività lavorative, apparecchiature e luoghi di lavoro non elencati nel presente capitolo

SEZIONE 2 — DECIDERE SU EVENTUALI ULTERIORI AZIONI

4. STRUTTURA DELLA DIRETTIVA RELATIVA AI CAMPI ELETTROMAGNETICI
4.1 Articolo 3 — Valori limite di esposizione e livelli di azione
4.2 Articolo 4 — Valutazione dei rischi e identi cazione dell’esposizione
4.3 Articolo 5 — Disposizioni miranti a eliminare o a ridurre i rischi
4.4 Articolo 6 — Informazione e formazione dei lavoratori
4.5 Articolo 7 — Consultazione e partecipazione dei lavoratori
4.6 Articolo 8 — Sorveglianza sanitaria
4.7 Articolo 10 — Deroghe
4.8 Sintesi

5. VALUTAZIONE DEI RISCHI NELL’AMBITO DELLA DIRETTIVA RELATIVA AI CAMPI ELETTROMAGNETICI
5.1 Piattaforma per la valutazione dei rischi interattiva online (OiRA)
5.2 Fase 1 — Preparazione
5.3 Fase 2 — Identificazione dei pericoli e dei soggetti a rischio
5.3.1 Identificazione dei pericoli
5.3.2 Identificazione delle misure di prevenzione e precauzionali esistenti
5.3.3 Identificazione dei soggetti a rischio
5.3.4 Lavoratori particolarmente a rischio
5.4 Fase 3 — Valutazione dei rischi e definizione delle priorità
5.4.1 Valutazione dei rischi
5.4.1.1 Effetti diretti
5.4.1.2 Effetti indiretti
5.4.1.3 Lavoratori particolarmente a rischio
5.5 Fase 4 — Decisioni sulle azioni preventive
5.6 Fase 5 — Attuazione delle misure
5.7 Documentazione della valutazione dei rischi
5.8 Monitoraggio e esame della valutazione dei rischi

SEZIONE 3 — VALUTAZIONI DI CONFORMITÀ

6. USO DEI VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE E DEI LIVELLI DI AZIONE
6.1 Livelli di azione previsti per gli e etti diretti
6.1.1 Livelli di azione del campo elettrico (1 Hz-10 MHz)
6.1.2 Livelli di azione del campo magnetico (1 Hz-10 MHz)
6.1.3 Livelli di azione del campo elettrico e magnetico (100 kHz-300 GHz)
6.1.4 Livelli di azione per corrente indotta attraverso gli arti (10-110 MHz)
6.2 Livelli di azione previsti per gli e etti indiretti
6.2.1 Livelli di azione del campo magnetico statico
6.2.2 Livelli di azione per le correnti di contatto ( no a 110 MHz)
6.3 Valori limite di esposizione
6.3.1 Valori limite di esposizione relativi agli e etti sensoriali e sanitari
6.3.2 Valori limite di esposizione (0-1 Hz)
6.3.3 Valori limite di esposizione (1 Hz-10 MHz)
6.3.4 Valori limite di esposizione (100 kHz-300 GHz)
6.4 Deroghe
6.4.1 Deroga in materia di RMI
6.4.2 Deroga in ambito militare
6.4.3 Deroga generale

7. USO DELLE BANCHE DATI E DEI DATI DEI FABBRICANTI RELATIVI ALLE EMISSIONI
7.1 Utilizzare le informazioni fornite dai fabbricanti
7.1.1 Base della valutazione del fabbricante
7.2 Banche dati di valutazioni
7.3 Informazioni fornite dai fabbricanti
7.3.1 Norme di valutazione
7.3.2 Assenza di una norma corrispondente

8. CALCOLO O MISURAZIONE DELL’ESPOSIZIONE
8.1 Disposizioni della direttiva relativa ai campi elettromagnetici
8.2 Valutazioni sul luogo di lavoro
8.3 Casi speciali
8.4 Richiesta di assistenza supplementare

SEZIONE 4 — SONO NECESSARIE ULTERIORI AZIONI?

9. MISURE DI PROTEZIONE E PREVENZIONE
9.1 Principi di prevenzione
9.2 Eliminazione del pericolo
9.3 Ricorso a processi o apparecchiature meno pericolosi
9.4 Misure tecniche
9.4.1 Schermatura
9.4.2 Ripari
9.4.3 Interblocchi
9.4.4 Dispositivi di protezione sensibili
9.4.5 Dispositivo di comando a due mani
9.4.6 Arresti di emergenza
9.4.7 Misure tecniche per evitare le scariche di scintille
9.4.8 Misure tecniche per evitare le correnti di contatto
9.5 Misure organizzative
9.5.1 Delimitazione dell’area e restrizione dell’accesso
9.5.2 Segnaletica e avvisi di sicurezza
9.5.3 Procedure scritte
9.5.4 Informazioni sulla sicurezza del sito
9.5.5 Supervisione e gestione
9.5.6 Istruzione e formazione
9.5.7 Progettazione e assetto dei luoghi e delle postazioni di lavoro
9.5.8 Adozione di procedure di lavoro adeguate
9.5.9 Programmi di manutenzione preventiva
9.5.10 Restrizione di movimento in campi magnetici statici
9.5.11 Coordinamento e cooperazione tra datori di lavoro
9.6 Dispositivi di protezione individuale

10. PREPARAZIONE ALLE SITUAZIONI DI EMERGENZA
10.1 Elaborazione dei piani
10.2 Reazione in caso di incidenti

11. RISCHI, SINTOMI E SORVEGLIANZA SANITARIA
11.1 Rischi e sintomi
11.1.1 Campi magnetici statici (da 0 a 1 Hz)
11.1.2 Campi magnetici a bassa frequenza (da 1 Hz a 10 MHz)
11.1.3 Campi elettrici a bassa frequenza (da 1 Hz a 10 MHz)
11.1.4 Campi ad alta frequenza (da 100 kHz a 300 GHz)
11.2 Sorveglianza sanitaria
11.3 Visita medica
11.4 Documentazione

SEZIONE 5 — MATERIALE DI RIFERIMENTO

Natura dei campi elettromagnetici
E etti dei campi elettromagnetici per la salute
Grandezze e unità di misura dei campi elettromagnetici
Valutazione dell’esposizione
E etti indiretti e lavoratori particolarmente a rischio
Orientamenti sulla risonanza magnetica
Disposizioni di altri testi dell’Unione europea
Norme europee e internazionali Risorse
Glossario e abbreviazioni
Bibliografia
Direttiva 2013/35/UE

Scarica la “Guida non vincolante di buone prassi per l’attuazione della direttiva 2013/35/UE relativa ai campi elettromagnetici. Volume 1: Guida pratica”, Commissione europea, versione it, pdf 4.9 MB

Scarica la “Non-binding guide to good practice for implementing Directive 2013/35/EU Electromagnetic Fields. Volume 1: Practical Guide”, Commissione europea, english version, pdf 3.6 MB

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Lug 11, 2015

Campi elettromagnetici: nuove relazioni scientifiche su normativa, rischi ed effetti sull’uomo

schema-radiazioni

Come sappiamo, i dispositivi tecnologici espongono gli utilizzatori a campi elettromagnetici che, superati specifici valori limite, possono diventare un vero e proprio rischio per la loro salute.

Abbiamo già parlato  in questo articolo di campi elettromagnetici e di tutela dei lavoratori e della popolazione (e dei grandissimi interessi in gioco su queste tecnologie) e abbiamo approfondito qui l’esposizione a campi elettromagnetici nei servizi di accesso Wi-Fi.

Torniamo a parlare di Campi elettromagnetici come fonti di Tecnostress presentando le relazioni di due recenti seminari (per scaricare le relazioni clicca sul titolo):

il primo è il seminario divulgativo che si è tenuto il 19 Maggio 2015 a Rimini dal titolo “Campi elettromagnetici negli ambienti di lavoro”, promosso da Assoservizi e Unindustria Rimini in collaborazione con Elettroprogetti. Scopo del seminario era di aumentare l’informazione di base sulle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, sui campi elettromagnetici (CEM), e sulle radiazioni ottiche artificiali (ROA) e sulla normativa di tutela.

Da questo seminario presentiamo l’intervento “Concetti base sui campi elettromagnetici. Riferimenti normativi, (realizzato da Ing. Luciano Gaia, Per. Ind. Roberto Berardi, Ing. Daniele Cenni – Studio tecnico Associato Elettroprogetti) che riporta diverse informazioni sui campi elettromagnetici, con riferimento anche agli effetti sull’uomo e alla normativa di tutela; sull’interazione di campi elettrici e campi magnetici; sugli effetti diretti e indiretti sulla salute.

schermata concetti base

il secondo è il seminario “Il mondo moderno a 150 anni dalla teoria di Maxwell. Esposizione a campi elettromagnetici, salute e sicurezza”. Il seminario si è svolto il 18 Maggio 2015 a Catania, organizzato e promosso da Aias (Associazione professionale Italiana Ambiente e Sicurezza), Aeit (Associazione Italiana di Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Informatica e Telecomunicazioni) e Dieei (Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e Informatica), con il patrocinio dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania, l’ASP 3 di Catania, il Collegio dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati della provincia di Catania.

Da questo seminario presento le relazioni:

Esposizione a campi elettromagnetici, salute e sicurezza. Il mondo moderno a 150 anni dalla teoria di Maxwell. Introduzione dei lavoro”, di E.L. Maci. Presentazione volta a far comprendere a pieno il fenomeno complesso dei campi elettromagnetici e procedere con un’accurata valutazione dei rischi sul luogo di lavoro è opportuno, in primo luogo, compiere un salto indietro nella storia per ricordare i padri fondatori.

Schermata CEM_introduzione

Caratteristiche, proprietà e applicazioni dei campi elettromagnetici. Aspetti sanitari e quadro normativo”, di S. Casale. La presentazione, partendo dalla storia dei progressi della fisica, ne approfondisce le applicazioni nella vita reale e le correla agli aspetti di rischio sanitario dei campi elettromagnetici e di prevenzione nei luoghi di lavoro.

schermata casale

Esposizione a campi elettromagnetici, salute e sicurezza. 150 anni dalle teorie di Maxwell”, di S.Spartà. Presentazione che analizza nel dettaglio gli effetti diretti e indiretti dei CEM, confrontandoli con i dati degli enti di ricerca internazionali per definire eventuali soglie di rischio potenziale.

schermata maxwell

 

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