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Relazione European Agency for Safety and Health at Work su “La regolamentazione delle ripercussioni sulla salute e sicurezza sul lavoro dell’economia delle piattaforme online”

Ai primi di novembre 2017 è stata presentata – in occasione della giornata tematica del Comitato degli ispettori principali del lavoro e della conferenza dedicata alla SSL tenutesi a Tallinn il 7 e l’8 novembre sotto l’egida della presidenza estone dell’UE – una corposa relazione su “La regolamentazione delle ripercussioni sulla salute e sicurezza sul lavoro dell’economia delle piattaforme online” promossa da European Agency for Safety and Health at Work e realizzata dal Prof. Dr Sacha Garben.

Come già sanno i lettori di tecnostress.it, la crescita dell’economia digitale pone delle nuove sfide per la salute e sicurezza sul lavoro (SSL). Il lavoro nel mondo digitale e su piattaforma online, ovvero il lavoro fornito attraverso, su o mediato da piattaforme web, è caratterizzato da una molteplicità di regimi professionali, tra cui il lavoro occasionale, il lavoro autonomo dipendente, il lavoro a cottimo, il lavoro a domicilio e il crowd work.

La relazione (disponibile solo in inglese) si propone di descrivere i potenziali rischi di sicurezza e salute sul lavoro (SSL) che sono stati identificati in relazione al lavoro su piattaforme online, per evidenziare le sfide agli attuali approcci normativi in ​​materia di SSL e presentare esempi di diversi approcci nazionali  in corso di sviluppo per affrontare queste sfide.

Questo l’indice della relazione:

Executive summary

1. Definitions: the online platform economy and related concepts
The digitalisation of society and the digital economy
Online platforms and the online platform economy
Collaborative and sharing economy
The gig economy, on-demand economy, online platform work and various forms of atypical work

2. The regulation of online platform work
Factors complicating the regulation of the online platform economy
Regulatory and policy challenges of online platform work
Regulatory and policy options in relation to online platform work

3. OSH implications
Direct effects on OSH of online platform work
Indirect effects on OSH of online platform work due to uncertain applicability of employment rules
France
The United Kingdom
Denmark
Sweden
Finland
The Netherlands
Belgium
Ireland
Specific developments in other EU Member StatesThe European Commission
The European Parliament
The Court of Justice of the EU

4. Concluding remarks

Degli aspetti di lavoro digitale e Sicurezza sul lavoro, e più nello specifico di Tecnostress, si parla nel capitolo 3 “OSH implications” di cui propongo le conclusioni:

Online platform work poses a range of both pre-existing and new OSH risks, both physical and psycho-social.

The fact that online platform workers have many similarities to both temporary workers and agency workers means that they are probably exposed to the same OSH risks, with studies consistently showing higher injury rates among non-standard workers. Furthermore, any physical safety and health risks could be expected to be worse because of the loss of the protective effect of working in a common workplace, which may furthermore mean that the work equipment and environment fail ergonomic standards. Furthermore, online platform workers tend to be younger, which is a well-known independent risk factor for occupational injury.

In addition, platform work, through the use of inter-worker competition and rating mechanisms, encourages a rapid pace of work without breaks, which may induce accidents. Pay not being continuous but per assignment adds time pressure. The lack of appropriate training further increases the risk of accidents, and on top of this several key activities typically carried out by online platform workers are in occupations that are notoriously dangerous, such as construction and transport.

Digital online platform work carries risks such as permanent exposure to electromagnetic fields, visual fatigue and musculoskeletal problems. Psycho-social risks include isolation, stress, technostress, technology addiction, information overload, burn-out, postural disorders and cyber-bullying.

All online platform work can induce stress through continuous evaluation and rating of performance, competitive mechanisms for allocating work, uncertain payment and blurring of work–life boundaries. Job insecurity, known to contribute to poor overall health among atypical workers, is characteristic of online platform work. The precarious position of online platform workers is further aggravated by the fact that health surveillance will often be lacking, as will occupational health care, and the specific features of online platform work tend to hamper the collective organisation of workers, and thus the defence of their rights and interest, as well as the development of social dialogue.

Leggi la relazione integrale: “Protecting workers in the Online Platform Economy: An overview of regulatory and policy developments in the EU (La tutela dei lavoratori nell’economia delle piattaforme digitali: una panoramica degli sviluppi normativi e politici nell’UE)” (pdf) – European Risk Observatory Discussion paper.

Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato: campagna europea biennale 2014/2015 dell’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)

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La diffusione dello stress lavoro-correlato in Europa è allarmante. L’ultimo sondaggio d’opinione paneuropeo dell’EU-OSHA (qui il report completo in inglese, e qui il report dati Italia) ha rivelato che il 51% dei lavoratori riferisce che lo stress lavoro correlato è comune nel proprio luogo di lavoro e quattro lavoratori su dieci pensano che lo stress non venga gestito adeguatamente all’interno della loro organizzazione. Tuttavia, insieme i datori di lavoro e i lavoratori possono gestire e prevenire con successo lo stress lavoro-correlato e i rischi psicosociali; la campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri mira ad aiutare le aziende a fare proprio questo.

Ieri 7 aprile a Bruxelles, l’agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha lanciato una campagna biennale 2014/2015 a livello europeo: “Insieme per la prevenzione e la gestione dello stress lavoro correlato”.

Il compito principale della campagna è sensibilizzare sulla tematica dello stress e dei rischi psicosociali sul posto di lavoro e incoraggiare i datori di lavoro, i dirigenti, i lavoratori e i loro rappresentanti a collaborare per la gestione di queste tipologie di rischi.

La campagna è supportata con uno specifico website (in tutte le lingue della comunità!) che trovate in italiano a questo indirizzo, eccezionalmente ricco di documenti e di strumenti.

l documento principale è sicuramente la guida alla campagna, che ne illustra i principi e gli obiettivi principali, riporta le definizioni di stress e rischi psicosociali e contiene fatti e cifre utili a sostegno delle attività di sensibilizzazione.

Una gestione efficace dei rischi psicosociali crea un ambiente di lavoro sano e sicuro, migliora il benessere dei lavoratori e le prestazioni dell’azienda. Per promuovere questi risultati, la campagna è prevalentemente incentrata sui seguenti aspetti:

  • sensibilizzare circa il problema crescente dello stress lavoro-correlato e dei rischi psicosociali;
  • fornire e promuovere l’uso di strumenti semplici e pratici per la gestione dei rischi psicosociali e dello stress nel luogo di lavoro;
  • evidenziare gli effetti positivi della gestione dei rischi psicosociali e dello stress lavoro-correlato, compresi i vantaggi economici.

La guida alla campagna spiega il quadro generale del problema e le motivazioni per cui è così importante affrontarlo. Illustra i segnali di allerta e le modalità di prevenzione e gestione dei rischi psicosociali, fornendo informazioni sulle risorse disponibili. Infine, poiché la partecipazione è fondamentale per il successo della campagna, la guida contiene numerosi spunti di ispirazione e idee su come partecipare.

Oltre ai contenuti divulgativi della sezione ‘Stress lavoro-correlato e rischi psicosociali’ segnalo, in particolare, gli ‘Strumenti Pratici‘ presenti nella sezione  ‘Strumenti e Risorse’. Molti di questi strumenti sono particolarmente utili per le piccole imprese, perché consentono loro di adempiere agli obblighi di legge e di migliorare le prestazioni dell’organizzazione. Gli strumenti mostrano come avviene la valutazione dei rischi psicosociali e come attuare le azioni rivolte all’eliminazione o alla riduzione di tali rischi, anche con limitate risorse a disposizione.

Sempre in questa sezione, da tenere d’occhio il futuro rilascio in lingua italiana della “Guida elettronica ai rischi psicosociali“, rivolta in modo particolare ai dipendenti di microimprese e piccole imprese, che offre informazioni sulla gestione dello stress lavoro-correlato e i rischi psicosociali sul luogo di lavoro, con l’obiettivo di favorire la comprensione generale e sensibilizzare i luoghi di lavoro su questi problemi.

Dalla sezione ‘Centro Stampa’ vi propongo anche il video ufficiale della campagna:

E le tre belle infografiche sul rischio stress lavoro correlato:

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Per ultimo, segnalo che c’è una specifica sezione per partecipare direttamente alla campagna:

  • divulgando e pubblicizzando il materiale della campagna;
  • organizzando eventi e attività quali seminari e workshop;
  • utilizzando e promuovendo gli strumenti pratici disponibili per la gestione dello stress lavoro-correlato e dei rischi psicosociali;
  • partecipando al concorso europeo Premio per le buone prassi;
  • partecipando alla Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro;
  • diventando partner ufficiale della campagna;
  • diventando media partner.

Oltre a questo sito specificamente dedicato alla campagna biennale, maggiori informazioni sullo stress lavoro-correlato e sulla gestione dei rischi psicosociali sul lavoro sono disponibili sul sito dell’EU-OSHA.

 

Indagine ESENER realizzata da EU-OSHA sui rischi psicosociali nelle aziende europee

Il 3 giugno 2010 l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) ha realizzato una grande indagine indagine europea fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti (ESENER), che è stata condotta da TNS Infratest nella primavera del 2009.

L’indagine ha interessato 31 paesi europei, compresi tutti i 27 Stati membri dell’UE, la Croazia, la Turchia, la Norvegia e la Svizzera. Sono state condotte 36 000 interviste con dirigenti e rappresentanti per la salute e la sicurezza in imprese con dieci o più dipendenti di organizzazioni sia private che pubbliche in tutti i settori (tranne l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca).

Esaminando le opinioni dei dirigenti e dei rappresentanti dei lavoratori provenienti da tutta Europa, l’indagine fornisce informazioni fondamentali su come le imprese europee gestiscono attualmente le questioni legate alla salute e alla sicurezza, incentrandosi in modo particolare su rischi psicosociali relativamente nuovi, quali stress legato al lavoro, violenza e bullismo.

I risultati aiutano a identificare i fattori che favoriscono l’adozione di misure da prendere e quelli che ostacolano o impediscono tale azione. Mostrano le forme di supporto delle quali le imprese possono avere bisogno per elaborare procedure efficaci e il modo in cui i lavoratori possono essere coinvolti in questo processo. In tal modo, l’indagine contribuisce a rendere le misure più mirate ai rischi nuovi ed emergenti.

I risultati di questa ricerca sono abbastanza preoccupanti e si possono brevemente riassumere così:

  • 4 dirigenti europei su 5 esprimono le loro preoccupazioni in merito allo stress legato al lavoro, rendendo per le aziende (79%) lo stress sul lavoro altrettanto importante degli incidenti sul luogo di lavoro.
  • Lo stress legato al lavoro è molto presente nei lavori in ambito sanitario e sociale (il 91% delle imprese lo considerano un elemento che causa una certa o forte preoccupazione) e in quello dell’istruzione (84%).
  • Il 42% dei rappresentanti dei dirigenti ritiene che affrontare i rischi psicosociali sia più difficile rispetto ad altre questioni legate alla sicurezza e alla salute.
  • L’84% delle imprese con in sede una rappresentanza ufficiale dei dipendenti dispone di una politica in materia di sicurezza e salute sul lavoro (SSL) o un piano di azione, a fronte del 71% delle imprese prive di tale rappresentanza.
  • Le imprese che consultano i propri dipendenti applicano misure per affrontare i rischi psicosociali, quali violenza, stress e bullismo, con una frequenza di circa due volte superiore rispetto a quelle che stabiliscono le proprie misure senza la partecipazione dei dipendenti.
  • La scarsa sensibilità del problema (53%) e la mancanza di consapevolezza (50%) rappresentano gli ostacoli principlali per affrontare efficacemente i problemi psicosociali.
  • I principali ostacoli nell’affrontare questioni in materia di salute e sicurezza sono la mancanza di risorse (36%), come tempo, personale o denaro, e la mancanza di consapevolezza (26%).
  • Anche le imprese più piccole sono in grado di effettuare una valutazione del rischio internamente, ma che necessitano di un supporto sotto forma di competenza, assistenza e strumenti per gestire in modo efficace il proprio processo di gestione del rischio e attuare misure preventive.

Jukka Takala, direttore dell’EU-OSHA, ha affermato che: “Nel pieno della crisi finanziaria, il 79% dei dirigenti europei esprime la propria preoccupazione per lo stress sul lavoro, già riconosciuto quale peso notevole sulla produttività europea”. “Ma nonostante gli alti livelli di preoccupazione, è senza dubbio allarmante che soltanto il 26% delle organizzazioni dell’UE abbia predisposto procedure per affrontare lo stress. L’indagine ESENER evidenzia quanto sia importante fornire un sostegno efficace perché le imprese affrontino lo stress. Ciò sarà fondamentale per garantirci una forza lavoro sana e produttiva necessaria per incrementare le prestazione e la competitività economiche europee”.

I risultati di questa ricerca sono scaricabili online dai link qui sotto, oppure sono consultabili via web con lo strumento di mappatura.

Scarica la relazione ESENER completa in lingua cliccando qui (pdf – 6,5 Mb)

Scarica la relazione ESENER in una sintesi in lingua italiana cliccando qui. (pdf – 288 Kb)

Visualizza i risultati online con lo strumento interattivo di mappatura presente sul sito www.esener.eu

ESENER ci promette che ulteriori analisi saranno condotte nel 2010 sui fattori di successo relativi alla gestione della salute e della sicurezza, alla gestione dei rischi psicosociali, al coinvolgimento dei lavoratori e alle azioni, alle spinte e agli ostacoli nella gestione del rischio psicosociale.

Stiamo a vedere.

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