Arriva FitDesk™: la cyclette con il porta computer che lavori pedali e dimagrisci!
Per prevenire lo sviluppo di patologie muscolo-scheletriche presso i lavoratori digitali che trascorrono moltissimo tempo seduti alle loro scrivanie esistono moltissime soluzioni che abbiamo già visto in altri articoli di questo sito: sistemare le altezze di mobili e attrezzature; utilizzare sedie e poltrone con particolari caratteristiche tecniche e con alcuni accorgimenti pratici; fare delle pause almeno ogni due ore di lavoro e – magari – fare dei semplici esercizi fisici; eccetera.
Ancora nessuno, però, si erò preoccupato di cercare una soluzione per prevenire il problema dell’aumento di peso e di sviluppo del grasso corporeo che il lavoro totalmente sedentario dei lavoratori digitali comporta.
Niente paura! Se siete stufi di ingrassare lentamente, giorno dopo giorno, mentre lavorate alla scrivania, da oggi c’è FitDesk ™: un’invenzione unica che permette all’utente di esercitarsi comodamente durante il lavoro con il portatile o la navigazione sul web.

Praticamente, si tratta di una cylette sul cui manubio è montato un sopporto molto solido sul quale collocare il computer portatile e sul quale appoggiarsi durante il lavoro. A sentire i produttori, FitDesk™ è unico:
Il design (in attesa di brevetto) consente di appoggiare i gomiti comodamente su una superficie morbida, mentre si pedala. Questo permette di sostenere il vostro corpo in movimento, liberando le mani per la digitazione su un computer portatile o per giocare con una consolle come nessun altra cyclette sa fare!
FitDesk è compatto è robusto, ma si ripiega velocemente e facilmente in modo da poter stare in un angolo di casa o ufficio. Con FitDesk non è necessario costruire un’altra stanza sulla tua casa! Lo pieghi e lo metti via in pochi secondi.
Ecco il video promozionale:
Che dire? Sicuramente un’idea interessante, anche se di design non particolarmente innovativo.
Mi immagino già delle lezioni in palestra, verso le 10 del mattino, piene di manager che mentre fanno spinning, navigano il web, scrivono progetti o relazioni per il consiglio d’amministrazione. Al quale arriveranno in splendida forma fisica …
I disturbi muscolo-scheletrici lavorativi. La causa, l’insorgenza, la prevenzione, la tutela assicurativa – Nuova pubblicazione INAIL
I disturbi muscoloscheletrici da sovraccarico biomeccanico (DMS) sono un insieme di patologie fisiche che riguardano almeno 1 lavoratore su 4 – specialmente quelli che svolgono lavori pesanti o mansioni d’ufficio.
Come abbiamo visto in altri articoli di questo sito (Computer e mal di schiena. Che fare?; Ergonomia e Tecnostress; Videoterminali: effetti sulla salute e misure di prevenzione; Principali effetti sulla salute connessi con il lavoro al VDT) l’ergonomia del posto di lavoro per i lavoratori digitali, ha una grandissima importanza nella prevenzione e nell’insorgenza di queste patologie.
Questi disturbi – oltre a produrre nei soggetti affetti dei dolori di varia natua e intensità, anche cronici – genera un enorme numero di giorni di assenza dal lavoro, e di conseguenza un grande costo sia per le singole imprese, sia per l’intero sistema assicurativo degli infortuni sul lavoro.
Quindi l’INAIL , visti i costi legati a questi disturbi che è annualmente costretto a sborsare, è da tempo attento al problema e già nel 2007 aveva pubblicato un fascicolo di allerta e indicazioni per la prevenzione relativo ai disturbi muscolo-scheletrici.
E’ uscita in questi giorni una versione aggiornata del documento, intitolata “I disturbi muscoloscheletrici lavorativi. La causa, l’insorgenza, la prevenzione, la tutela assicurativa”.
Si tratta di una pubblicazione di grande interesse, suddivisa in tre principali argomenti:
- le possibili alterazioni a carico della colonna vertebrale, quindi i fattori di rischio e di prevenzione delle patologie a carico del rachide correlate all’attività lavorativa: alterazioni più comuni, movimentazione manuale, elementi da considerare per la prevenzione e attività a maggior rischio.
- le posture adeguate per le attività lavorative, quindi le corrette posture da adottare nei luoghi di lavoro per il travaso di prodotti liquidi, il trasporto con carriola, i lavori a terra, le impugnature, l’uso di attrezzi, i ritmi di lavoro e la postura fissa in piedi e seduta.
- un ampio repertorio di suggerimenti per la prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici, con le corrette prassi lavorative e gli stili di vita e esercizi idonei alla prevenzione.
Chiude la pubblicazione una parte relativa alle norme assicurative per l’infortunio sul lavoro, alle malattie professionali e alle relative prestazioni dell’INAIL per infortuni e malattie professionali.
Clicca qui per scaricare la pubblicazione INAIL “I disturbi muscoloscheletrici lavorativi. La causa, l’insorgenza, la prevenzione, la tutela assicurativa” – edizione 2012 – realizzata con la collaborazione della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, dell’ISFOL, del Ministero del Lavoro, del Ministero della Salute e delle organizzazioni sindacali e datoriali.
Epicondilite e utilizzo del PC fisso e portatile: una ricerca basata sulle evidenze.
Uno studio propone i risultati di un’analisi della letteratura scientifica sull’impatto che l’uso del videoterminale può avere nello sviluppo di epicondilite con particolare riferimento all’uso di dispositivi portatili.
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E’ stata pubblicata sul numero di ottobre/dicembre 2010 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia – ed è stata presentata al 73° Congresso Nazionale SIMLII la ricerca “Utilizzo di videoterminale ed epicondilite: approccio basato sull’evidenza”- a cura di M.R. Gigante, I. Martinotti, G. Iadanza, P.E. Cirla (Divisione Medica CIMAL, Centro Italiano Medicina Ambiente Lavoro – Gruppo CIMAL).
In questa ricerca l’attenzione viene posta in particolare sulla sempre maggiore portabilità e miniaturizzazione dei sistemi informatici (che non sempre sono in grado di rispondere agli standard ergonomici tradizionali sufficienti a garantire il mantenimento del benessere del lavoratore), e sulla “possibile insorgenza di sofferenza a carico degli arti superiori con conseguente diagnosi specialistica di epicondilite” in lavoratori che impiegavano videoterminali portatili come strumento principale di lavoro.
Come è abbastanza noto, con il termine “epicondilite”, ci si riferisce ad una “serie di sindromi accomunate dall’insorgenza di sintomatologia dolorosa nella regione epi- ed apofisaria del condilo omerale al gomito”. Questa patologia è comunemente conosciuta con il nome di ‘gomito del tennista’ quando vi è coinvolgimento del condilo radiale (epicondilite laterale), evenienza più frequente, e di ‘gomito del golfista’ per quello ulnare (epicondilite mediale).
Lo scopo della ricerca era di inquadrare, con un’analisi sistematica della letteratura scientifica, la problematica dell’impatto che l’uso del videoterminale può avere nello sviluppo di epicondilite, avvalendosi di un approccio mutuato dall’Evidence Based Medicine (EBM).
Nei risultati dello studio gli autori riportano che “non emergono evidenze che nell’utilizzo di videoterminali (anche con dispositivi portatili) ci si possa trovare in una delle situazioni di sovraccarico correlabili allo sviluppo di affezioni a carico del gomito (movimenti ripetitivi di presa, di prono-supinazione o di flesso-estensione). Possibile, qualora venga utilizzato un videoterminale portatile in assenza di una tastiera ed un dispositivo di puntamento indipendenti, è invece l’assunzione di un appoggio sulla parte inferiore del gomito a generare compressione; tale postura tuttavia non risulta assumere i caratteri dell’abitualità e della continuità”.
Inoltre “gli studi sperimentali in merito all’insorgenza di sofferenze del nervo ulnare a livello del gomito sono abbastanza limitati, oltre che non particolarmente agevoli da realizzarsi” e gli studi epidemiologici disponibili “non mostrano alcuna evidenza di correlazione tra epicondilite ed utilizzo di videoterminale tradizionale”, mentre non sono disponibili dei dati “relativamente all’uso esclusivo o prevalente di personal computer portatili”.
Nel complesso – continua la comunicazione – “gli studi disponibili relativi alla comparsa di alterazioni alla fisiologia del gomito in utilizzatore di videoterminale appaiono indicare una possibile azione infiammatoria acuta, che si estrinseca più facilmente in soggetti ipersuscettibili”, anche se “non ci sono evidenze disponibili” circa “la possibilità di fenomeni di sovraccarico potenzialmente causa di epicondilite connessi all’utilizzo di videoterminale, anche se portatile” e le eventuali compressioni connesse all’utilizzo di videoterminale portatile capaci di indurre epicondilite “costituiscono un’ipotesi non ancora attualmente dimostrata con sufficiente solidità”.
Il risultato delle evidenze epidemiologiche relative alla connessione tra uso di videoterminale tradizionale ed insorgenza di epicondilite mostra che, ad oggi, “non sono disponibili dati in riferimento all’uso prevalente o esclusivo di dispositivi portatili”, ma che le “eventuali manifestazioni croniche costituiscono al momento ipotesi da approfondire”.
Clicca qui per scaricare la ricerca “Utilizzo di videoterminale ed epicondilite: approccio basato sull’evidenza”, a cura di M.R. Gigante, I. Martinotti, G. Iadanza, P.E. Cirla (Divisione Medica CIMAL, Centro Italiano Medicina Ambiente Lavoro – Gruppo CIMAL), comunicazione al 73° Congresso Nazionale SIMLII “La Medicina del Lavoro quale elemento migliorativo per la tutela e sicurezza del Lavoratore e delle attività dell’Impresa”, pubblicata in Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, Volume XXXII n°4/suppl.2, ottobre/dicembre 2010 (file PDF, 88 kB).
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