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Nov 28, 2009

Mal di collo e mal di lombi? Leggi qui.

Ecco alcune delle misure di prevenzione consigliate riguardo alla testa e alla colonna cervicale riportate nel documento Inail “Opuscolo informativo sulla prevenzione dei rischi derivanti da posture incongrue prolungate” a cura di Antonino Mele (formato PDF, 4.06 MB).

  • evitare movimenti sempre nella stessa direzione per erronea posizione del documento o del monitor
  • evitare lo scivolamento sulla sedia che oltre a favorire un eccesivo carico sul disco intervertebrale a livello lombare, lo accentua maggiormente a livello cervicale
  • evitare la lettura su una superficie orizzontale o comunque che costringa il capo in flessione
  • evitare di tenere il telefono tra spalla e capo spingendo in su la spalla o inclinando il capo

E i consigli:

  • assumere per qualche minuto, ogni tanto, la posizione di flessione del tronco, con movimento a livello delle anche
  • eseguire la retrazione del mento (spingere il mento indietro)
  • eseguire con la testa movimenti in diagonale: dall’alto a destra verso il basso a sinistra e viceversa, alternando
  • eseguire movimenti in diagonale: dall’alto a sinistra verso il basso a destra e viceversa alternando con l’esercizio precedente
  • solo occasionalmente eseguire la rotazione completa del capo a destra e sinistra. Eseguire con andamento lento e progressivo
  • abbassare e sollevare le spalle
  • eseguire la rotazione delle spalle, ripetere più volte
  • eseguire l’estensione del capo e il ritorno, ma senza fare la flessione

Nello stesso documento sono presentate anche le principali raccomandazioni per la prevenzione dei dolori a livello lombare, dove si manifestano la maggior parte delle problematiche invalidanti legate alla posizione seduta

  • evitare la posizione seduta per lungo tempo
  • camminare o stare nelle posizioni riportate nel documento se compatibili con l’attività svolta utilizzando calzature adatte sia alla deambulazione che al lavoro sedentario
  • evitare il prolungarsi della posizione con il bacino scivolato in avanti
  • evitare le posizioni che richiedono troppa attenzione per essere mantenute
  • evitare di accavallare le ‘gambe’ o perlomeno variare spesso l’arto
  • evitare le sedie che impongono una posizione obbligata per lungo tempo come ad esempio le sedie sagomate
  • modificare spesso la posizione da seduti” (nel documento sono proposte tre varianti)
  • posizionare una spinta lombare (rotolo 8-12 cm di diametro)
  • utilizzare spesso i braccioli o un appoggio sul piano di lavoro
  • utilizzare spesso il piano di lettura come superficie di appoggio e almeno durante la lettura ricercare il movimento dell’anca
  • modificare spesso posizione e se possibile assumerne alcune che simulano la stazione eretta

Nov 21, 2009

Computer e mal di schiena. Che fare?

Tutti coloro che lavorano per la maggior parte del tempo in ‘posizione seduta’ di fronte a un videoterminale sottopongono il loro corpo – muscolatura, articolazioni, nervi e tendini – in posizioni posturali sbagliate  che portano allo sviluppo di dolori muscoloscheletrici, in particolare a livello della bassa schiena e del collo. Questi problemi posturali hanno un grande peso anche nell’accentuare il livello globale di stress nel lavoratore, riducendone le capacità operative.

In questi giorni l’INAIL Sardegna ha pubblicato un “Opuscolo informativo sulla prevenzione dei rischi derivanti da posture incongrue prolungate”, che partendo da un’indagine sui problemi muscoloscheletrici dei lavoratori di un call center, individua le patologie più frequenti e e ci mostra con tante immagini le “misure idonee a prevenire condizioni di disagio lavorativo legate a posture incongrue e movimenti ripetuti che possono interferire con lo stato di benessere dei lavoratori che operano al videoterminale”.

A mio parere, il documento è molto interessante, soprattutto nella parte che illustra con numerose immagini le sequenze di esercizi pratici che possono essere facilmente svolti in pochi minuti sul posto di lavoro e che sono oggi l’unico atto certo in grado di prevenire i dolori dovuti a posizioni di lavoro rigide.

Per scaricarlo clicca qui (pdf, 4.06 MB).

Indicatori di benessere organizzativo

Fonte “Benessere Organizzativo – Per migliorare la qualità del lavoro nelle amministrazioni pubbliche” a cura di Francesco Avallone e Mauro Bonaretti, Rubbettino Editore, Roma 2003, aggiornato in “Salute Organizzativa”, Frncesco Avallone, Alessia Paplomatas, Raffello Cortina Editore, Milano, 2005

1    Soddisfazione per l’organizzazione
Gradimento per l’appartenenza a un’organizzazione ritenuta di valore

2    Voglia di impegnarsi per l’organizzazione
Desiderio di lavorare per l’organizzazione, anche oltre il richiesto

3    Sensazione di appartenenza a un team
Percezione di puntare, uniti, verso un obiettivo Percezione di una coesione emotiva nel gruppo

4   Voglia di andare al lavoro
Quotidiano piacere nel recarsi al lavoro

5    Elevato coinvolgimento
Sensazione che lavorando per l’organizzazione, siano soddisfatti anche bisogni personali

6   Speranza di poter cambiare le condizioni negative attuali
Fiducia nella possibilità che l’organizzazione abbia la capacita di superare gil aspetti negativi esistenti

7   Percezione di successo dell’organizzazione
Rappresentazione della propria organizzazione come vincente

8   Rapporto tra vita lavorativa e private
Percezione di un giusto equilibrio tra lavoro e lempo libero

9  Relazioni interpersonali
Soddisfazione per le relazioni interpersonali costruite sul posto di lavoro

10    Valori organizzativi
Condivisione dell’operato e dei valori espressi dall’organizzazione

11    Immagine del management
Fiducia nelle capacità gestionali e professionali della dirigenza (credibilità)

12    Stima del management
Apprezzamento delle qualita umane e morali della dirigenza (stima)

Indicatori di malessere organizzativo

Fonte “Benessere Organizzativo – Per migliorare la qualità del lavoro nelle amministrazioni pubbliche” a cura di Francesco Avallone e Mauro Bonaretti, Rubbettino Editore, Roma 2003, aggiornato in “Salute Organizzativa”, Frncesco Avallone, Alessia Paplomatas, Raffello Cortina Editore, Milano, 2005

1    Insofferenza nell’andare al lavoro
Esistenza di una difficoltà quotidiana a recarsi al lavoro

2    Assenteismo
Assenze dal luogo di lavoro per periodi più o meno prolungati e comunque sistematici

3    Disinteresse per il lavoro
Scarsa motivazione che può o meno esprimersi anche attraverso comportamento di scarso rispetto di regole e procedure, e nella qualità del lavoro

4    Desiderio di cambiare lavoro
Desiderio chiaramente collegato all’insoddisfazione per il contesto lavorativo e/o professionale in cui si è inseriti

5     Alto livello di pettegolezzo
II pettegolezzo raggiunge livelli eccessivi, rendendolo quasi un sostituto dell’attività lavorativa

6    Covare risentimento verso I’organizzazione
II dipendente prova rancore-rabbia nei confronti della propria organizzazione fino ad esprimere un desiderio di rivalsa

7    Aggressività inabituale e nervosismo
Espressione di aggressività, anche solo verbale, eccedente rispetto all’abituale comportamento della persona, che può manifestarsi anche al di fuori dell’ambito lavorativo. Irritabilità.

8    Sentimento di inutilità
La persona percepisce la propria attività come vana, inutile, non valorizzabile

9    Sentimento di irrilevanza
La persona percepisce se stessa come poco rilevante, quindi sostituibile, non determinante per lo svolgimento della vita lavorativa dell’organizzazione.

10    Sentimento di disconoscimento
La persona non sente adeguatamente riconosciuti né le proprie capacita, né il proprio lavoro

11    Lentezza della performance
I tempi per portare a termine i compiti lavorativi si dilatano con o senza autopercezione del fenomeno

12    Confusione organizzativa in termini di ruoli, compiti, ecc

II dipendente e/o cliente non ha chiaro “chi fa cosa”, senza che, a volte, ciò determini disagio e desiderio di porvi rimadio

13    Venir meno della propositività a livello cognitivo
è assente sia la disponibilità ad assumere iniziative che il desiderio di sviluppo delle proprie conoscenze professionali

14    Aderenza formale alle regole e anaffettività lavorativa
Pur svolgendo i propri compiti e attenendosi alie regole e procedure dell’organizzazione, il dipendente non partecipa emotivamente ad esse

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