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Set 12, 2012

No Tecnostress Day’s 2012

E’ in corso dal 3 al 30 settembre il “No Tecnostress Day’s 2012”, una serie di attività ‘rilassanti’ promosso da Netdipendenza Onlus per liberarsi del tecnostress.

Questo il programma diffuso:

Elimina il tecnostress camminando sulle braci ardenti
Giornata di Fire Walking in collaborazione con Serenetta Ballore, formatrice aziendale e counselor.

A CHI E’ RIVOLTO – Lavoratori digitali, impiegati nel settore information technology, giornalisti, manager, imprenditori, studenti, dirigenti aziendali. In generale, a tutti coloro che usano per molte ore al giorno i videoschermi e cellulari, iperconnessi ad Internet e ai social network.
DOVE – Agriturismo LB Stud – via Baglione 13 BRACCIANO (Roma nord)
QUANDO – Domenica 30 settembre 2012 – dalle ore 10,00 alle 22,00
INFO per registrazione WORKSHOP: 393-5802828

Passeggiata nei boschi in compagnia degli asini (trekking someggiato).
Una giornata di contatto con la natura nei boschi di Canale Monterano (roma nord), in compagnia degli asini. Meditazione finale e pranzo al sacco.

Vinci il tecnostress con la gioia del movimento
Seminario con il Nia Technique – con Eleonora Mori (Roma)

Usa il respiro per rilassare corpo e mente
Incontro con il rebirther Paolo Cericola, presidente di Scuola di Respiro (Roma)

Liberati del tecnostress correndo nei parchi
Corsa amatoriale nei parchi di Milano, con il presidente di Assodigitale. Michele Ficara Manganelli, che girerà un video in cui inviterà i lavoratori digitali a seguire il suo esempio, cioè spegnere per un giorno la tecnologia e correre nei parchi. Il video sarà postato su You Tube.

Exprimitive: dal gesto tecnologico al gesto tribale
Seminario di danzaterapia con Nicla Jane Giorgi, vicepresidente di Netdipendenza Onlus.

 

Per richiedere maggiori informazioni scrivi qui a Netdipendenza Onlus.

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Campi elettromagnetici e tutela dei lavoratori e della popolazione.

Come ben sapete, ogni apparecchio elettrico acceso produce un campo elettromagnetico. E in ufficio insieme a voi di apparecchi accesi ce ne sono a decine. E poi c’è il telefono cellulare, quello che tenete sempre in tasca, che è un antenna potenze e silenziosa che convoglia continuamente su di voi dei potenti campi elettromagnetici.

Com’è ovvio, considerando gli interessi in gioco, dati certi che dimostrano la pericolosità dei campi elettromagnetici e delle radiazioni non ionizzanti non ce ne sono. Ma com’è anche dimostrato dai medici e dai ricercatori, i campi elettromagnetici influiscono fortemente sulle persone, creando, alimentando ed acuendo stati di stress fisico e psicologico.

Dalle nostre letture siamo praticamente certi che i campi elettromagnetici e le radiazioni prodotte da alcune tipologie di apparecchiature siano certamente uno dei principali fattori fisici scatenanti il tecnostress sui luoghi di lavoro.

E’ quindi molto interessante il convegno svoltosi ai primi di febbraio 2012 presso la Commissione Telecomunicazioni dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli (OIN) dal titolo “Campi elettromagnetici: la tutela dei lavoratori e della popolazione” e ripreso da PuntoSicuro.it in questo articolo.

L’occasione è l’entrata in vigore a breve – il 30 aprile 2012 – delle specifiche disposizioni sulla protezione dei lavoratori dalle esposizioni ai campi elettromagnetici (Capo IV del Titolo VIII del Decreto legislativo 81/2008) che estendono con delle regole specifiche il principio generale del Testo Unico che comunque già impegnava il datore di lavoro alla valutazione di tutti i rischi, inclusi quelli derivanti da esposizioni a campi elettromagnetici.

Durante l’incontro si è quindi parlato dell’imminente entrata di queste nuove disposizioni e della necessità di un’adeguata formazione ed informazione di tutte le figure professionali coinvolte nell’attività di valutazione del rischio legato ai campi elettromagnetici e si è anche affrontato il tema della tutela della popolazione sul territorio e di come fornire conoscenze e strumenti di mitigazione/controllo del rischio da parte dei cittadini.

Particolarmente interessante la relazione dell’ingegner Maria Cristina Zarpellon (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) relativa alle testimonianze dal mondo aziendale, dove veniamo così a sapere che in attesa della norma nazionale di legge per l’esposizione professionale ai campi elettromagnetici (CEM) “si è fatto riferimento ai principi di tutela applicabili sul lavoro per i rischi ‘ambientali’ e ‘generici aggravati’ (esposizioni indebite) – quali i CEM, non ionizzanti, di origine antropica, eventualmente dannosi per la popolazione – individuando sorgenti critiche per definire la mappa aziendale delle intensità di campo e confrontare i valori misurati con i limiti di esposizione – valori di attenzione – obiettivi di qualità delle vigenti norme nazionali.

Riguardo alle sorgenti RF (RadioFrequency) la studiosa ricorda che “in luoghi di lunga permanenza, non sempre strettamente legata alla mansione lavorativa, accessibili anche al pubblico (esposizioni comuni), si sono adottati i valori di attenzione e i limiti di qualità, più severi dei limiti di esposizione per la popolazione”.

Riguardo alla prevenzione degli effetti ci vengono ricordati gli effetti nocivi a breve termine nel corpo umano per i quali è definita una soglia di insorgenza per soggetti sani e la cui gravità dipende dalla intensità di esposizione:

  • correnti indotte nel corpo umano (b.f. f < 100 kHz), con effetti sul sistema cardiovascolare e nervoso;
  • assorbimento di energia con riscaldamento generalizzato o localizzato (RF f > 100 kHz), fino ad ustioni, cataratta, eccetera;
  • correnti di contatto “con oggetti metallici immersi in forti campi, con contraz. muscolare, dolore, ustioni”.

Altri effetti sono relativi a:

  • interferenza, come causa di malfunzionamento delle apparecchiature circostanti, in particolare dispositivi medici impiantati
  • inneschi intempestivi di esplosioni/incendi per produzione di scintille
  • propulsione oggetti ferromagnetici in forti campi statici e spostamento schegge e protesi interne

Gli effetti nocivi a lungo termine “possono avvalersi solo di Misure di Precauzione, poiché mancano ancora sufficienti evidenze scientifiche del nesso di causalità (sebbene per campi, anche di limitata intensità, alla frequenza degli elettrodotti è allo studio il nesso con alcune forme di leucemia infantile)”.

Venendo all’uso dei telefonini (un mercato in cui l’Italia è al 19° posto nella classifica mondiale, con quasi 150 utenze per 100 abitanti) la studiosa ci consiglia un uso cautelativo del telefono cellulare, visto che la IARC-Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro il 31 maggio scorso “ha incluso le radiazioni dai cellulari tra gli elementi ‘possibilmente cancerogeni’ (gruppo B2)” e il Consiglio Superiore di Sanità il 15 novembre 2011 “ha emesso un parere per l’adozione di cautele nell’uso dei dispositivi, soprattutto da parte dei bambini”.

Viene quindi anche proposto un decalogo per un Uso Cautelativo del Cellulare che, se vi guardate in giro in ufficio o per strada, non viene applicato da nessuno:

  • scegliere il modello di cellulare con minore SAR-Specific Absorbing Rate;
  • i bambini dovrebbero usare i cellulari solo per le emergenze. Meglio gli sms;
  • evitare di tenere il cellulare a contatto con il corpo. Evitare tasche dei pantaloni e della camicia;
  • non addormentarsi con il cellulare acceso troppo vicino al cuscino;
  • prediligere la linea telefonica fissa;
  • poche barre del segnale di campo significano più radiazioni. Evitare chiamate quando c’è poco segnale;
  • in movimento (auto, treno) il cellulare emette più radiazioni;
  • durante il tentativo di connessione emette più radiazioni: tenerlo lontano dalla testa sino alla risposta;
  • prediligere l’auricolare (con il filo), vivavoce o sms ogni volta che è possibile;
  • effettuare chiamate di breve durata e alternare l’orecchio

Come si vede, gli argomenti di questo intervento in particolare e del convegno in generale è di grandi interesse al fine di aprire un dibattito serio sugli effetti dei campa magnetici nei luogi di lavoro. Se volete scaricare per intero l’ntervento dell’Ing. Maria Cristina Zarpellon relativo alle testimonianze dal mondo aziendale dal titolo “Campi elettromagnetici: la tutela dei lavoratori e della popolazione” cliccate qui (in pdf – 2.34 mb).

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Mar 24, 2012

Epicondilite e utilizzo del PC fisso e portatile: una ricerca basata sulle evidenze.

Uno studio propone i risultati di un’analisi della letteratura scientifica sull’impatto che l’uso del videoterminale può avere nello sviluppo di epicondilite con particolare riferimento all’uso di dispositivi portatili.

E’ stata pubblicata sul numero di ottobre/dicembre 2010 del Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia – ed è stata presentata al 73° Congresso Nazionale SIMLII la ricerca “Utilizzo di videoterminale ed epicondilite: approccio basato sull’evidenza”- a cura di M.R. Gigante, I. Martinotti, G. Iadanza, P.E. Cirla (Divisione Medica CIMAL, Centro Italiano Medicina Ambiente Lavoro – Gruppo CIMAL).

In questa ricerca l’attenzione viene posta in particolare sulla sempre maggiore portabilità e miniaturizzazione dei sistemi informatici (che non sempre sono in grado di rispondere agli standard ergonomici tradizionali sufficienti a garantire il mantenimento del benessere del lavoratore), e sulla “possibile insorgenza di sofferenza a carico degli arti superiori con conseguente diagnosi specialistica di epicondilite” in lavoratori che impiegavano videoterminali portatili come strumento principale di lavoro.

Come è abbastanza noto, con il termine “epicondilite”, ci si riferisce ad una “serie di sindromi accomunate dall’insorgenza di sintomatologia dolorosa nella regione epi- ed apofisaria del condilo omerale al gomito”. Questa patologia è comunemente conosciuta con il nome di ‘gomito del tennista’ quando vi è coinvolgimento del condilo radiale (epicondilite laterale), evenienza più frequente, e di ‘gomito del golfista’ per quello ulnare (epicondilite mediale).

Lo scopo della ricerca era di inquadrare, con un’analisi sistematica della letteratura scientifica, la problematica dell’impatto che l’uso del videoterminale può avere nello sviluppo di epicondilite, avvalendosi di un approccio mutuato dall’Evidence Based Medicine (EBM).

Nei risultati dello studio gli autori riportano che “non emergono evidenze che nell’utilizzo di videoterminali (anche con dispositivi portatili) ci si possa trovare in una delle situazioni di sovraccarico correlabili allo sviluppo di affezioni a carico del gomito (movimenti ripetitivi di presa, di prono-supinazione o di flesso-estensione). Possibile, qualora venga utilizzato un videoterminale portatile in assenza di una tastiera ed un dispositivo di puntamento indipendenti, è invece l’assunzione di un appoggio sulla parte inferiore del gomito a generare compressione; tale postura tuttavia non risulta assumere i caratteri dell’abitualità e della continuità”.

Inoltre  “gli studi sperimentali in merito all’insorgenza di sofferenze del nervo ulnare a livello del gomito sono abbastanza limitati, oltre che non particolarmente agevoli da realizzarsi” e gli studi epidemiologici disponibili “non mostrano alcuna evidenza di correlazione tra epicondilite ed utilizzo di videoterminale tradizionale”, mentre non sono disponibili dei dati “relativamente all’uso esclusivo o prevalente di personal computer portatili”.

Nel complesso – continua la comunicazione – “gli studi disponibili relativi alla comparsa di alterazioni alla fisiologia del gomito in utilizzatore di videoterminale appaiono indicare una possibile azione infiammatoria acuta, che si estrinseca più facilmente in soggetti ipersuscettibili”, anche se “non ci sono evidenze disponibili” circa “la possibilità di fenomeni di sovraccarico potenzialmente causa di epicondilite connessi all’utilizzo di videoterminale, anche se portatile” e le eventuali compressioni connesse all’utilizzo di videoterminale portatile capaci di indurre epicondilite “costituiscono un’ipotesi non ancora attualmente dimostrata con sufficiente solidità”.

Il risultato delle evidenze epidemiologiche relative alla connessione tra uso di videoterminale tradizionale ed insorgenza di epicondilite mostra che, ad oggi, “non sono disponibili dati in riferimento all’uso prevalente o esclusivo di dispositivi portatili”, ma che le “eventuali manifestazioni croniche costituiscono al momento ipotesi da approfondire”.

Clicca qui per scaricare la ricerca “Utilizzo di videoterminale ed epicondilite: approccio basato sull’evidenza”, a cura di M.R. Gigante, I. Martinotti, G. Iadanza, P.E. Cirla (Divisione Medica CIMAL, Centro Italiano Medicina Ambiente Lavoro – Gruppo CIMAL), comunicazione al 73° Congresso Nazionale SIMLII “La Medicina del Lavoro quale elemento migliorativo per la tutela e sicurezza del Lavoratore e delle attività dell’Impresa”, pubblicata in Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia, Volume XXXII n°4/suppl.2, ottobre/dicembre 2010 (file PDF, 88 kB).

 

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Set 22, 2011

Stress da rientro: come ogni anno esplode la Sindrome, ecco il Vademecum per contrastarla.

Già lo scorso anno abbiamo parlato della Post-Vacation Blues Syndrome (chiamata in italiano sindrome da stress da rientro), una patologia che si manifesta con un malessere diffuso e si presenta come una vera e propria sindrome (che non va confuso con la “depressione”) con sintomi fisici e psicologici: mal di testa, stanchezza, senso di stordimento e agitazione, tachicardia, nervosismo, sonno disturbato, calo dell’attenzione, debolezza, irritabilità, malinconia, abulia, ritiro interiore, apatia.

Questa sindrome da stress da rientro, che si stima in Italia colpisca 1 persona su 10, è dovuta al cambiamento dei ritmi fisiologici e psicologici a cui ci siamo abituati durante le vacanze. Quando il cambiamento è troppo repentino il nostro corpo interpreta tali richieste come un segnale di emergenza attivando dal punto di vista fisiologico delle risposte atte a fronteggiare la situazione che sono i sintomi sopra elencati.

Al termine di questa estate lo psicologo e psicoterapeuta Deny Alfano, in collaborazione con Netdipendenza Onlus, ha preparato un vademecum per contrastare la ‘sindrome da rientro’ e lo stress causato dall’uso smodato di nuove tecnologie. Eccovelo in versione integrale:

Meglio prepararsi in anticipo al rientro
Anticipare mentalmente il vostro rientro qualche giorno prima, può aiutarvi a prepararvi al ritorno alla vita di tutti giorni affrontando la realtà per tempo. Questo non vuol dire cominciare a pensarci una settimana prima; anticipare troppo, al contrario, non vi permetterà di assaporare momento dopo momento, nel presente, la vostra vacanza.

Riprendete con gradualità
Concedersi, se è possibile, qualche giorno di riposo nella propria città, in modo tale che corpo e mente possano riadattarsi agli abituali ritmi quotidiani. Per molti le vacanze non sempre sono esattamente “riposanti”: meglio concedersi, quindi, qualche giorno di vero “relax”, prima di ricominciare.

Fate una lista delle cose che creano preoccupazione per il rientro
Se ci sono situazioni legate al rientro che vi creano ansia, prendete carta e penna e provate a fare un piccolo elenco. Definite con precisione, meglio che vi riesce, qual è il problema per voi in quella situazione; poi pensate per quel problema, quali potrebbero essere le possibili soluzioni e in che modo si potrebbero mettere in pratica, poi passate all‘azione e verificate dopo qualche tempo se avete raggiunto il vostro obiettivo. Se non ha funzionato non scoraggiatevi e provate a pensare ad un‘altra soluzione e come metterla in pratica, prima o poi sarà quella giusta.

Stabilite le priorità
Spesso rientrando in ufficio, la prima “brutta sorpresa” è il lavoro che si è accumulato durante le nostre settimane di assenza. Per esempio, si accende il computer e si trovano migliaia di mail da leggere, oppure il capo ci ricorda quelle pratiche ancora in sospeso o ci troviamo travolti dalle richieste dei clienti. Per molte persone questo può essere fonte di stress e ansia e quando l‘ansia è eccessiva, possiamo andare come si dice “nel pallone” ovvero perdiamo lucidità, riducendo notevolmente la nostra capacità di gestire le situazioni e di risolvere i problemi. Dato che probabilmente all‘inizio non sarà possibile portare a termine tutto, un suggerimento può essere quello di stabilire, se possibile, delle priorità, partendo dai compiti che secondo voi sono più importanti fino a quelli che possono attendere.

Gestite con gradualità gli obiettivi
Allo stesso modo può essere utile iniziare i primi giorni con obiettivi più piccoli e semplici, focalizzandovi con gradualità ai progetti di lavoro più complessi ed ambiziosi. Questo atteggiamento può aiutarvi a mantenere un senso di controllo sulle situazioni e una migliore ripresa del normale ritmo lavorativo e di studio.

Se al rientro, gli impegni sono troppi, imparate a delegare
Lo stress aumenta nel momento in cui le richieste ambientali superano in qualche modo le nostre risorse fisiche e psicologiche per potere affrontare queste richieste. Dopo un periodo di relativa inattività, trovarsi nuovamente a dover gestire molti impegni contemporaneamente può essere in alcuni casi stressante, per cui, può aiutarvi delegare ad altri qualche compito. Ma questo significa rinunciare all‘idea di poter essere i soli a saper gestire bene quella determinata cosa. Oppure significa esprimere ad altri il bisogno di aiuto. Questo è possibile per voi?

Riattivate stati d‘animo positivi
Spesso la qualità dei nostri ricordi è influenzata dal nostro stato d‘animo, se siamo tristi o di cattivo umore tendiamo a pensare maggiormente ad eventi passati negativi o che ci hanno causato sofferenza. Viceversa quando il nostro umore è positivo tendiamo a recuperare più facilmente dalla nostra memoria eventi per noi positivi e in cui siamo stati bene. Per contrastare l‘umore “nero” da rientro, un altro suggerimento è quello di ricordare i momenti della nostra vacanza, più divertenti, più romantici, più coinvolgenti e sorprendenti, associati ad emozioni positive. Quello che spesso si fa è proprio riguardare le foto e i filmati delle vacanze magari insieme a chi si è conosciuto in vacanza; questa è una buona abitudine, in quanto aiuta a tornare con la nostra mente in quei luoghi e se abbiamo passato dei bei momenti si riattiveranno le emozioni positive associate a quelle situazioni. I ricordi collegati ad emozioni positive hanno comunque un influenza significativa sul nostro umore del momento, aumentando i pensieri positivi e stimolando la creatività.

Modificate i vostri pensieri negativi
Al rientro dalle vacanze è importante non alimentare la propria ansia con pensieri negativi e “irrazionali” ma è invece raccomandabile concentrarsi su pensieri positivi. Provate a fare una lista dei pensieri negativi e accanto a questi provate a scrivere, cambiandoli, dei pensieri più positivi. Questo piccolo esercizio vi aiuterà non solo a modificare i vostri pensieri negativi ma scrivendoli vi permetterà di guardarli con più consapevolezza e distanziamento, diventando di conseguenza meno disturbanti e più gestibili.

Provate a considerare le conseguenze positive della vacanza
Anche se le vacanze sono terminate e alcuni effetti benefici (rilassamento, riposo, ecc.) tendono a esaurirsi in breve tempo, è bene considerare anche altri aspetti positivi più duraturi. Ad esempio una vacanza o un viaggio sono sempre un‘occasione di esplorazione, di incontro con altre persone e confronto con altre culture, un viaggio permette conoscenza e arricchimento, favorisce esperienze positive e altro ancora. Per cui se alcuni effetti si perdono in poco tempo, altro non è perduto, anzi ciò che è stato vissuto, è entrato a far parte in modo permanente del nostro patrimonio personale.

Dedicatevi ad attività piacevoli e rilassanti
Se durante le vacanze avete coltivato una buona abitudine come fare una passeggiata, oppure leggere un libro, ecc. provate a mantenere l‘abitudine. Se durante le vacanze estive abbiamo coltivato dei piacevoli hobby non abbandoniamoli del tutto ma proviamo a praticarli durante il tempo libero dal lavoro. Continuare a dare spazio a sé può dare quel senso di beneficio che normalmente sperimentiamo quando siamo in vacanza.

Ed ecco, invece, cosa è bene fare da un punto di vista fisico:
1) cercare di riposarsi cercando momenti di relax durante gli ultimi giorni di vacanza prima del ritorno a casa;
2) curare l‘alimentazione che deve essere regolare e bilanciata;
3) evitare di combattere le fasi di basso tono dell‘umore con alcol e fumo;
4) dormire le necessarie ore di sonno;
5) continuare a svolgere attività all‘aria aperta, infatti l‘attività fisica produce endorfine e la luce solare migliora il tono dell‘umore.

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Giu 13, 2011

No stress @ work? Sondaggio DYMO e Secretary.it per valutare il grado di stress delle segretarie

Nel mese di maggio 2011 DYMO, leader mondiale nelle soluzioni per l’etichettatura, ha condotto un sondaggio dal titolo “No stress @ work” tra le appartenenti alla community Secretary.it che riunisce oltre 6.000 segretarie e assistenti di alta direzione in Italia.

Al sondaggio “No stress @ work?” hanno partecipato circa 500 assistenti iscritte alla community e i risultati sono stati presentati durante la sessione formativa di Roma e Milano di Secretary.it

Brevemente, dai risultati dell’indagine web – che ha l’obiettivo principale di rilevare le fonti di stress in azienda e offrire alle assistenti di direzione gli strumenti per affrontarlo al meglio – emerge che il 75% delle manager assistant italiane sono stressate e non hanno mai condiviso con il proprio capo o con l’ufficio del personale la circolare sul “rischio stress da lavoro correlato”.

I sintomi si manifestano principalmente con una alterazione dell’umore (56%),  emicrania (26%), insonnia, senso di angoscia e svogliatezza (18%).

Per il 30% circa delle intervistate, la principale fonte di stress sul lavoro è data dagli eccessivi carichi di lavoro, seguita da monotonia della propria mansione e mancanza di nuovi stimoli e demotivazione nell’assolvere il ruolo assegnato (24%).

Anche il fatto di dover svolgere un incarico multitasking (21%) e la mancanza di adeguata comunicazione con il capo e i colleghi (20%) è fonte di stress. A questo spesso si associa la mancanza di un adeguato riconoscimento economico e la difficoltà di conciliare sfera professionale e privata.

Ciò nonostante, la percezione del valore del proprio operato resta comunque molto alta, con il 50% delle intervistate che ritiene molto o moltissimo utile la mansione che svolge in ufficio per se e per l’azienda stessa e un 48% che ritiene di essere abbastanza soddisfatta della sua vita professionale, seguita da un 22% di molto soddisfatte. Formazione e incontri personali possono contribuire a prevenire e monitorare lo stress.

Se da un lato i carichi di lavoro generano stress e “Un capo stressato genera collaboratori stressati” (come si legge tra talune note scritte da alcune intervistate a margine del questionario), il 75% ritiene che poter avere a disposizione strumenti formativi e informativi su come gestire e affrontare lo stress potrebbe risolvere il problema.

In particolare, oltre il 76% desidererebbe poter avere incontri personali mirati a condividere le situazioni lavorative principio di stress, insieme a meeting, focus group e questionari per portare alla luce le problematiche all’interno dell’azienda e dei gruppi di lavoro, considerato che oltre il 65% delle intervistate non ha mai occasione di affrontare la tematica con il proprio capo o il responsabile delle risorse umane. La fonte di stress del capo: la pressione interna per il raggiungimento del fatturato.

L’indagine ha anche portato alla luce i motivi principali all’origine dello stress del capo che le assistenti di direzione si trovano a dover gestire quotidianamente. Innanzitutto, le pressioni interne all’azienda (74%), seguite dalla preoccupazione di dover raggiungere il fatturato (33%), i tagli di budget e le scadenze (22%).

A seguito di questi risultati di ricerca DYMO e Secretary.it hanno dedicato alle assistenti di direzione due workshop formativi sullo stress durante il Secretary Day di Roma e Milano, in collaborazione con ETLINE e Associati e Olimpia Ponno di Hospitality and Meeting Industry, per offrire loro gli strumenti per poter affrontare e gestire al meglio le situazioni più comuni che generano stress.

Per scaricare il report dei risultati del sondaggio clicca qui

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