Browsing articles tagged with "Ricerche | TECNOSTRESS - Part 5"
Mar 30, 2013

Tecnostress: recenti ricerce internazionali – Technostress: recent international researches

Di seguito, trovate le ultime ricerche internazionali che ho recuperato sulla rete relative all’argomento Tecnostress. Segnalo un grande fermento sul tema in India, dl qualle arrivano due delle ricerche presentate. Come sempre, le ricerche sono disponibili in file pdf scaricabili.


Exploring Themes of Technostress for End Users Working with Hardware and Software Technology
Ronald Bradshaw and John A. Zelano, Ph.D. School for Advanced Studies University of Phoenix, Phoenix, Arizona, USA

Abstract
La tecnologia sul posto di lavoro è molto diffusa durante l’organizzazione e la condurre di operazioni commerciali di routine. La tecnologia consente all’utente finale di sperimentare il sovraccarico di lavoro, prendendosi in carico di molti progetti e di molte interruzione del lavoro da computer mal configurati, dispositivi obsoleti e interruzioni di rete. Il sovraccarico di lavoro (tecno-sovraccarico) e il blocco a causa della tecnologia hanno definito un nuovo termine nello stress lavoro-correlato, definito technostress.

Questo studio ha esplorato i sentimenti degli utenti finali durante il lavoro in un ambiente tecnologico e il conseguente technostress creato. Venticinque i partecipanti, tra cui cinque partecipanti al progetto pilota, hanno condiviso le esperienze vissute prodotte dal lavoro con sistemi tecnologici nei loro ambienti di lavoro, come i leader dell’organizzazione vangano aiutati dalle tecnologie nella realizzazione degli obiettivi dei progetti, e come le esigenze della tecnologia hanno influenzato la cultura del lavoro.

L’analisi dei dati delle interviste faccia a faccia è stata condotta utilizzando il software NVivo 9 con risultati in sei temi principali. Il tema “la leadership e la comunicazione” ha esplorato come gli utenti finali sentono il supporto leadership. Il tema “costruire utenti di computer in grado di gestire gli aggiornamenti semplici” ha esplorato come gli utenti finali sentono la mancanza di controllo sulla gestione delle tecnologie. Il tema “la cultura organizzativa e l’esperienza di lavoro” ha esplorato la cultura organizzativa nelle diverse imprese. Il tema “la dipendenza dalla tecnologia” ha esplorato la dipendenza dalla tecnologia rilevata dalla forza lavoro, un fattore inesistente alcuni decenni fa. Il tema “la sottomissione alle politiche in materia di tecnologie sul luogo di lavoro” ha esplorato come i rigorosi criteri del computer hanno effetti sui sentimenti degli utenti finali. Il tema “la dominanza creata dalla finalità del design della tecnologia” ha esplorato i sentimenti di accettazione dell’utente finale in ambienti di lavoro creati con l’esigenza di protezione dalle risorse tecnologiche.

La comprensione di questi temi è in grado di guidare gli sviluppatori di tecnologia leader e organizzative per creare e migliorare l’ambiente di lavoro organizzativo producendo un ambiente di lavoro più user-friendly che ispira i lavoratori e il lavoro aumenta l’efficienza. I risultati e le raccomandazioni di questo studio per quanto riguarda il technostress sugli utenti finali sono grado di guidare il futuro sviluppo organizzativo, la gestione della leadership per creare un ambiente di lavoro ottimale per gli utenti di tecnologia hardware e software.

Lo scopo di questo, studio qualitativo e fenomenologico è stato quello di sviluppare una comprensione degli effetti del technostress basati sulle tecnologie e il grado di soddisfazione degli utenti finali che ha usato i sistemi Hardware e Software per completare le attività di lavoro. Lo scopo dello studio è stato quello di cercare di comprendere il technostress corrente ulteriore composto di tecno-complessità, techno-insicurezza, techno-invasione, techno-sovraccarico, e techno-incertezza.

Scarica questa ricerca cliccando qui


Impact of Technology on Physical and Mental Health of Library Professionals in Engineering Colleges of Anna University, Tamilnadu
K.Mahalakshmi, Librarian, Faculty of Engineering , Avinashilingam University, Thadagam P.O., Coimbatore- 641108.Tamilnadu,India
S.Ally Sornam, Associate Prof., & Head, PG Dept of Lib.& Infn. Sc., Bishop Heber College,Tiruchy-620 017, Tamilnadu, India

Abstract
Studio è condotto per identificare l’impatto della tecnologia sui professionisti delle biblioteche impiegati nelle scuole di ingegneria di Anna University, Tamilnadu.

Un questionario è stato distribuito ai professionisti delle biblioteche e consiste di dati demografici, effetti fisici, fisici e sintomi psicologici della tecnologia sui professionisti delle biblioteche. Si è constatato che il 46,70% degli intervistati sono nella fascia di età 25-34, il 40,06% degli intervistati soffre di ipertensione e i professionisti delle biblioteche femminili sono soggetti a effetti fisici come l’obesità, il diabete mellito, le malattie cardiache, disturbi muscoloscheletrici e l’ipertensione.

Anche i dati demografici quali lo stato civile, l’esperienza e il reddito mensile degli intervistati hanno un’influenza significativa sugli effetti fisici.

Scarica questa ricerca cliccando qui


Psychological Character of Computer-related Technostress
Etienne Erasmus, Manpower Development Department Chemicals Business, Sasol Polymers Sasolburg RSA

Abstract
Lo sforzo sperimentato dagli utilizzatori di computer dovuti al rapido sviluppo dell’ambiente tecnologico, noto come technostress, viene spesso ignorato, dato che non è riconosciuto come un vero tipo di stress psicologico, come lo stress post-traumatico, eccetera.

Questo articolo si occupa di dimostrare che c’è una congruenza teorica tra technostress indotto dai computer e stress psicologico. Questo si ottiene esaminando l’insorgenza e la natura dello stress psicologico e confrontandola con le caratteristiche dei ‘technostressati’ favorito dai computer connessi la mano di un modello ben riconosciuto di stress psicologico. La constatazione derivante fatto è che la forte congruenza teorica esiste.

Scarica questa ricerca cliccando qui


Psychological Factors of Technostress: Empirical Evidence from Indian Organizations
Chandranshu Sinha D.Phil. in Psychology (Corresponding Author) . Assistant Professor, Amity Business School, Amity University Campus, F3 Block, Sector 125, Post Box – 503, Noida 201303
Ruchi Sinha . D.Phil. in Psychology – Assistant Professor, Galgotias Business School, 1, Knowledge Park, Phase II, Greater Noida 201306, Uttar Pradesh, India

Abstract
Lo studio esplora e cerca di identificare i fattori psicologici di technostress nelle organizzazioni. I dati sono stati raccolti da 100 dipendenti in possesso di medie posizioni manageriali in diverse organizzazioni IT, con sede in India.

La Cronbach’s alpha del questionario è risultata essere 0,786 e la correlazione di Pearson del 0,912 (p <0,001). L’analisi fattoriale della componente “fattori psicologici di technostress” ha portato all’estrazione di tre fattori indicati di seguito da varie organizzazioni.

I tre fattori emergenti sono rispettivamente: “tecno-cognitivo-task-preoccupazione”, “techno-invasiva-emozionali-differenze”, “techno-invasiva-task-disaccordo”. I risultati indicano che questi fattori sono fonte importante di problemi cognitivi, emotivi e interpersonali a livello psicologico che i dipendenti a medio livello manageriale percepiscono e sperimentano sul posto di lavoro nel contesto indiano a causa del technostress.

Scarica questa ricerca cliccando qui


The Effect of Private IT Use on Work Performance – Towards an IT Consumerization Theory
Björn Niehaves, Hertie School of Governance, E-Governance and Innovation, Berlin, Germany
Sebastian Köffer e Kevin Ortbach, University of Münster, European Research Center for Information Systems, Münster, Germany

Abstract
Consumerizzazione IT – definita come l’uso privato di tecnologie IT per per motivi di lavoro è in costante crescita, creando così nuove opportunità per le imprese. Mentre numerosi studi suggeriscono un effetto positivo di questa tendenza sulle prestazioni dei dipendenti di lavoro, la ricerca non ha ancora una comprensione sistematica delle forze alla base di questo rapporto.

Per colmare questo divario nella ricerca, deriviamo tre effetti principali della consumerizzazione IT nei dipendenti: 1) un maggiore carico di lavoro 2) l’elevata autonomia e 3) un più alto livello di competenza. Sulla base del modello di stress cognitivo e l’autodeterminazione teoria, sviluppiamo un modello innovativo teorico delle relazioni tra IT consumerizzazione e la prestazione lavorativa.

Abbiamo poi condurre una incorporato singolo caso di studio, al fine di valutare i costrutti e le relazioni del nostro modello strutturale per mezzo di ricerca qualitativa. Successivamente, sono affrontate le implicazioni per l’organizzazione e la pratica della consumerizzazione, e sono proposti dei suggerimenti su un ulteriore sviluppo di questo studio.

Scarica questa ricerca cliccando qui


The struggle for ‘appropriateness’ – new sources of (techno-)stress
Stefan Schellhammer, Westfaelische Wilhelms-Universitat Munster, Germany
Russell Haines, Old Dominion University, USA
Stefan Klein, University of Munster, Germany

Abstract
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono impiegate in ogni aspetto della vita contemporanea. Facilitate dall’ICT, molte innovazioni nell’organizzazione del lavoro hanno preso piede. Gli effetti di questi sviluppi sulla qualità della vita sono controversi.

Con riferimento al fenomeno della technostress, gli studiosi mettono in guardia contro gli effetti potenzialmente nocivi delle ICT sulla salute dei lavoratori. Questa linea relativamente nuova di ricerca vede le fonti di stress per l’individuo nelle caratteristiche delle ICT.

Il presente lavoro è motivata dalla constatazione che le ICT si radicano nei rapporti sociali. Il modo in cui vengono utilizzate è fortemente influenzato dalle norme sociali e di creazione di senso. Sulla base di ciò, questo studio teorizza nuove fonti di stress provenienti dalla sfera sociale abilitata e facilitata dalle ICT. In particolare, il lavoro analizza la nozione di adeguatezza come blocco per la costruzione teorica di una comprensione più complessa dello stress nei luoghi di lavoro attuali.

In tal modo, il documento mira a stabilire un nuovo quadro teorico in grado di indagare nuove fonti di stress a livello teorico e empirico.

Scarica questa ricerca cliccando qui

 

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Feb 10, 2013

Sulla biologia del Tecnostress: analisi della letteratura e agenda di ricerca

Su ACM Digital Library è recentemente apparsa questa ricerca di René Riedl (Università di Linz, Linz, Austria) intitolata “On the biology of technostress: literature review and research agenda” (Sulla biologia del Tecnostress: analisi della letteratura e agenda di ricerca) dove lo studioso – attraverso una rilettura completissima della bibliografia relativa al tecnostress (vedi bibliografia a fine pagina) – inizia a identificare le relazioni tra biologia e tecnostress e – in questa chiave – propone dei temi da sviluppare con future ricerche.

Di seguito, la traduzione in italiano dell’abstract di questa ricerca:

Nonostante il fatto che la società umana ha notevolmente beneficiato della disponibilità di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ITC), sia l’uso sia l’ubiquità delle ITC possono anche avere un “lato oscuro”.

La diretta interazione umana con le ITC, così come le percezioni, le emozioni e i pensieri, per quanto riguarda l’attuazione delle ITC nelle organizzazioni e la sua pervasività nella società in generale, può portare a percezioni di stress notevoli – un tipo di stress denominato technostress.

La letteratura relativa all’analisi dei sistemi informativi (SI), rivela che il technostress è appena stato affrontato da un punto di vista biologico.

Questo è un problema, perché la biologia non solo fornisce misurazioni oggettive, ma anche, in misura notevole, determina il comportamento umano nei confronti delle ITC. Di più, le misure biologiche (ad esempio, i livelli di ormoni dello stress, l’attività cardiovascolare) sono predittori cruciali della salute umana, che li rende un complemento indispensabile di auto-report sulle percezioni di stress.

In questo contesto, il presente articolo esamina le ricerche sul technostress pubblicate in varie discipline come interazione uomo-computer, medicina, psicologia biologica, ed ergonomias ulla base di approcci biologici.

Con l’obiettivo di sviluppare una visione “grande immagine” di technostress e biologia, questo articolo integra un corpo di lavoro molto frammentato.

L’esame rivela significativi effetti negativi biologici che si sviluppano dall’interazione umana con le ITC (ad esempio, una maggiore attività del sistema cardiovascolare, o elevati livelli di ormoni dello stress come l’adrenalina e cortisolo). Tuttavia, la ricerca indica anche che le contromisure che possono influenzare positivamente i parametri biologici (ad esempio, la riduzione dei livelli di ormoni dello stress) esistono.

Sulla base della revisione della letteratura, questo articolo prevede anche un programma di ricerca per la futura ricerca sul technostress organizzato secondo tre temi: teoria e metodi, scienza e ingegneria di progettazione, salute e strategie di coping; e propone quindici domande di ricerca (temi) che possono essere affrontate nelle indagini future.

Questa ricerca è pubblicata in:
Newsletter ACM SIGMIS Database archive
Volume 44 Issue 1, February 2013 – Pages – 18-55
Publisher ACM New York, NY, USA
Per acquistare la ricerca completa in formato pdf clicca qui


Bibliografia della ricerca (ampissima!)

1 – Adamec, R., Holmes, A. and Blundell, J. (2008). “Vulnerability to lasting anxiogenic effects of brief exposure to predator stimuli: Sex, serotonin and other factors–Relevance to PTSD.” Neuroscience and Biobehavioral Reviews, Vol. 32, No. 7 SI, pp. 1287–1292.

2 – Alexander, N., Osinsky, R., Schmitz, A., Mueller, E., Kuepper, Y. and Hennig, J. (2010). “The BDNF Val66Met polymorphism affects HPA-axis reactivity to acute stress.” Psychoneuroendocrinology, Vol. 35, No. 6, pp. 949–953.

3 – Anderson, A. (1985). “Technostress–Another Japanese Discovery.” Nature, Vol. 317, No. 6032, p. 6.

4 – Arnetz, B.B. (1996). “Techno-stress: A prospective psychophysiological study of the impact of a controlled stress-reduction program in advanced telecommunication systems design work.” Journal of Occupational and Environmental Medicine, Vol. 38, No. 1, pp. 53–65.

5 – Arnetz, B.B. and Berg, M. (1996). “Melatonin and adrenocorticotropic hormone levels in video display unit workers during work and leisure.” Journal of Occupational and Environmental Medicine, Vol. 38, No. 11, pp. 1108–1110.

6 – Arnetz, B.B. and Wiholm, C. (1997). “Technological stress: Psychophysiological symptoms in modern offices.” Journal of Psychosomatic Research, Vol. 43, No. 1, pp. 35–42.

7 – Ayyagari R., Grover, V. and Purvis, R. (2011). “Technostress: Technological Antecedents and Implications.” MIS Quarterly, Vol. 35, No. 4, pp. 831–858.

8 – Bagozzi, R.P., Verbeke, W.J.M.I., van den Berg, W.E., Rietdijk, W.J.R., Dietvorst, R.C. and Worm, L. (2012). “Genetic and neurological foundations of customer orientation: Field and experimental evidence.” Journal of the Academy of Marketing Science, Vol. 40, No. 5, pp. 639–658.

9 – Beck-Friis, J., Ljunggren, J.G., Thorén, M., von Rosen, D., Kjellman, B.F. and Wetterberg L. (1985). “Melatonin, cortisol and ACTH in patients with major depressive disorder and healthy humans with special reference to the outcome of the dexamethasone suppression test.” Psychoneuroendocrinology, Vol. 10, No. 2, pp. 173–186.

10 – Birbaumer, N. and Schmidt, R.F. (2010). Biologische Psychologie (7th edition), Springer, Heidelberg.

11 – Bouchard, T.J. and McGue, M. (2003). “Genetic and environmental influences on human psychological differences.” Journal of Neurobiology, Vol. 54, No. 1, pp. 4–45.

12 – Boucsein, W. and Thum, M. (1997). “Design of work/rest schedules for computer work based on psychophysiological recovery measures.” International Journal of Industrial Ergonomics, Vol. 20, No. 1, pp. 51–57.

13 – Boucsein W. (2009). Forty years of research on system response times — what did we learn from it. In: CM Schlick (Ed.), Methods and Tools of Industrial Engineering and Ergonomics, pp. 575–593. Springer, Berlin.

14 – Brynjolfsson, E. and Hitt, L.M. (2000). “Beyond computation: Information technology, organizational transformation and business performance.” Journal of Economic Perspectives, Vol. 14, No. 4, pp. 23–48.

15 – Brod, C. (1982). “Managing Technostress — Optimizing the use of Computer-Technology.” Personnel Journal, Vol. 61, No. 10, pp. 753–757.

16 – Brod, C. (1984). Technostress: The human cost of the computer revolution. Addison-Wesley, Reading, Mass.

17 – Cacioppo J.T., Berntson G.G., Sheridan J.F., et al. (2000). “Multilevel integrative analyses of human behavior: Social neuroscience and the complementing nature of social and biological approaches.” Psychological Bulletin, Vol. 126, No. 6, pp. 829–843.

18 – Cacioppo, J. T., Tassinary, L. G. and Berntson, G. (2007). Handbook of Psychophysiology (3rd edition). Cambridge University Press, Cambridge.

19 – Cahill, L. (2006). “Why Sex Matters for Neuroscience.” Nature Reviews Neuroscience, Vol. 7, No. 6, pp. 477–484.

20 – Camerer, C., Loewenstein, G. and Prelec, D. (2005). “Neuroeconomics: How neuroscience can inform economics.” Journal of Economic Literature, Vol. 43, No. 1, pp. 9–64.

21 – Camm, A.J., Malik, M., Bigger, J.T., Breithardt, G., Cerutti, S., Cohen, R.J., Coumel, P., Fallen, E.L., Kennedy, H.L., Kleiger, R.E., Lombardi, F., Malliani, A., Moss, A.J., Rottman, J.N., Schmidt, G., Schwartz, P.J. and Singer, D. (1996). “Heart rate variability: Standards of measurement, physiological interpretation, and clinical use.” Circulation, Vol. 93, No. 5, pp. 1043–1065.

22 – Canli, T. (2009). Molecular Biology and Genomic Imaging in Social and Personality Psychology. In E. Harmon-Jones and J Beer (Eds.), Methods in Social Neuroscience, pp. 295–312. New York: Guilford Publications.

23 – Cannon, W.B. (1932). The wisdom of the body. W.W. Norton & Co. New York, NY.

24 – Carver, C.S., Scheier, M.F. and Weintraub, J.K. (1989). “Assessing coping strategies: A theoretically based approach.” Journal of Personality and Social Psychology, Vol. 56, No. 2, pp. 267–283.

25 – Caspi, A., Sugden, K., Moffitt, T.E., et al. (2003). “Influence of life stress on depression: Moderation by a polymorphism in the 5-HTT gene.” Science, Vol. 301, No. 5631, pp. 386–389.

26 – Casey, B.J., Soliman, F., Bath, K. et al. (2010). “Imaging Genetics and Development: Challenges and Promises.” Human Brain Mapping, Vol. 31, No. 6 SI, pp. 838–85

27 – Cesarini, D., Johannesson, M., Lichtenstein, P. et al. (2010). “Genetic Variation in Financial Decision Making.” Journal of Finance, Vol. 65, No. 5, pp. 1725–1754.

28 – Cohen, S., Kamarck, T., Mermelstein, R. (1983). “A global measure of perceived stress.” Journal of Health and Social Behavior, Vol. 24, No. 4, pp. 385–396.

29 – Cohen, F. (1984). Coping. Wiley. New York, NY.

30 – Colzato, L.S., van der Does, A.J.W., Kouwenhoven, C., Elzinga, B.M. and Hommel, B. (2011). “BDNF Val(66)Met polymorphism is associated with higher anticipatory cortisol stress response, anxiety, and alcohol consumption in healthy adults.” Psychoneuroendocrinology, Vol. 36, No. 10, pp. 1562–1569.

31 – Cooper, C.P. (2000). Theories of organizational stress. Oxford University Press, Oxford.

32 – Cooper, C.P., Dewe, P.J. and O’Driscoll, M.P. (2001). Organization stress: A review and critique of theory, research, and applications. Sage Publications, Thousand Oaks, CA.

33 – Dabrowski, J. and Munson, E.V. (2011). “40 Years of searching for the best computer system response time.” Interacting with Computers, Vol. 23, No. 5, pp. 555–564.

34 – Dawson, M.E., Schell, A.M. and Courtney, C.G. (2011). “The skin conductance response, anticipation, and decision-making.” Journal of Neuroscience, Psychology, and Economics, Vol. 4, No. 2, pp. 111–116.

35 – De Kloet, R.E., Joels, M., Holsboer, F. (2005). “Stress and the brain: from adaption to disease.” Nature Reviews Neuroscience, Vol. 6, No. 6, pp. 463–475.

36 – DeLone, W.H. and McLean, E.R. (2003). “The DeLone and McLean model of information systems success: a ten-year update.” Journal of Management Information Systems, Vol. 19, No. 4, pp. 9–30.

37 – DeLone, W.H. and McLean, E.R. (1992). “Information Systems Success: The Quest for the Dependent Variable.” Information Systems Research, Vol. 3, No. 1, pp. 60–95.

38 – Derijk, R.H. (2009). “Single nucleotide polymorphisms related to HPA axis reactivity.” Neuroimmunomodulation, Vol. 16, No. 5, pp. 340–352.

39 – Dickerson, S.S. and Kemeny, M.E. (2004). “Acute stressors and cortisol responses: A theoretical integration and synthesis of laboratory research.” Psychological Bulletin, Vol. 130, No. 3, pp. 355–391.

40 – Dimoka, A., Pavlou, P.A. and Davis, F.D. (2011). “NeuroIS: The potential of cognitive neuroscience for information systems research.” Information Systems Research, Vol. 22, No. 4, pp. 687–702.

41 – Dimoka, A., Banker, R.D., Benbasat, I., Davis, F.D., Dennis, A.R., Gefen, D., Gupta, A., Ischebeck, A., Kenning, P., Müller-Putz, G., Pavlou, P.A., Riedl, R., vom Brocke, J. and Weber, B. (2012). “On the use of neurophysiological tools in IS research: Developing a research agenda for NeuroIS.” MIS Quarterly, Vol. 36, No. 3, pp. 679–702.

42 – Ekberg, K., Eklund, J., Tuvesson, M.A. et al. (1995). “Psychological stress and muscle activity during data entry at visual display units.” Work and Stress, Vol. 9, No. 4, pp. 475–490.

43 – Ekman, P. (1982). Emotion in the human face, 2nd edition, Cambridge University Press, New York.

44 – Elder, V.B., Gardner, E.P. and Ruth S.R. (1987). “Gender and Age in Technostress: Effects on White Collar Productivity.” Government Finance Review, Volume 3, pp. 17–21.

45 – Emurian, H.H. (1991). “Physiological responses during data retrieval: Comparison of constant and variable system response times.” Computers in Human Behavior, Vol. 7, pp. 291–310.

46 – Emurian, H.H. (1993). “Cardiovascular and electromyograph effects of low and high density work on an interactive information system.” Computers in Human Behavior, Vol. 9, pp. 353–370.

47 – Federenko, I.S., Nagamine, M., Hellhammer, D.H., Wadhwa, P.D. and Wust, S. (2004). “The heritability of hypothalamus pituitary adrenal axis responses to psychosocial stress is context dependent.” Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Vol. 89, No. 12, pp. 6244–6250.

48 – Foley, P. and Kirschbaum, C. (2010). “Human hypothalamus-pituitary-adrenal axis responses to acute psychosocial stress in laboratory settings.” Neuroscience and Biobehavioral Reviews, Vol. 35, No. 1, pp. 91–96.

49 – Floru, R., Cail, F. and Elias, R. (1985). “Psychophysiological changes during a VDU repetitive task.” Ergonomics, Vol. 28, No. 10, pp. 1455–1468.

50 – Frustaci, A., Pozzi, G., Gianfagna, F., Manzoli, L. and Boccia, S., (2008). “Meta-analysis of the brain-derived neurotrophic factor gene (BDNF) Val66Met polymorphism in anxiety disorders and anxiety-related personality traits.” Neuropsychobiology, Vol. 58, No. 3–4, pp. 163–170.

51 – Gao, C.S., Lu, D.M., She, Q.Y., Cai, R.T., Yang, L. and Zhang, G.G. (1990). “The effects of VDT data entry work on operators.” Ergonomics, Vol. 33, No. 7, pp. 917–924.

52 – Granger, D.A., Kivlighan, K.T., Fortunato, C., Harmon, A.G., Hibel, L.C., Schwartz, E.B. and Whembolua, G.-L. (2007). “Integration of salivary biomarkers into developmental and behaviorally-oriented research: Problems and solutions for collecting specimens.” Physiology & Behavior, Vol. 92, No. 4, pp. 583–590.

53 – Gregor, S. and Jones, D. (2009). “The Anatomy of a Design Theory.” Journal of the AIS, Vol. 8, No. 5, pp. 312–335.

54 – Gunnar, M. and Quevedo, K. (2007). “The neurobiology of stress and development.” Annual Review of Psychology, Vol. 58, pp. 145–173.

55 – Hancock, P. A. and Szalma, J. L. (2008). Stress and neuroergonomics. In: R. Parasuraman R. and M. Rizzo (Eds.), Neuroergonomics: The Brain at Work, pp. 195–206. Oxford University, New York.

56 – Harmon, A.G., Towe-Goodman, N.R., Fortunato, C.K. and Granger, D.A. (2008). “Differences in saliva collection location and disparities in baseline and diurnal rhythms of alpha-amylase: A preliminary note of caution.” Hormones and Behavior, Vol. 54, No. 5, pp. 592–596.

57 – Henning, R.A., Sauter, S.L., Salvendy, G. and Krieg, E.F. (1989). “Microbreak length, performance, and stress in data entry task.” Ergonomics, Vol. 32, No. 7, pp. 855–864.

58 – Het, S., Ramlow, G. and Wolf, O.T. (2005). “A metaanalytic review of the effects of acute cortisol administration on human memory.” Psychoneuroendocrinology, Vol. 30, No. 8, pp. 771–784.

59 – Hevner, A.R., March, S.T., Park, J., Ram, S. (2004). “Design Science in Information Systems Research.” MIS Quarterly, Vol. 28, No. 1, pp. 75–105.

60 – Hill, N. M. and Schneider, W. (2006). Brain changes in the development of expertise: neuroanatomical and neurophysiological evidence about skill-based adaptations. In K. A. Ericsson, N. Charness, P. J. Feltovich and R. R. Hoffman (Eds), The Cambridge Handbook of Expertise and Expert Performance, pp. 653–682. Cambridge University Press, Cambridge.

61 – Hjortskov, N., Rissen, D., Blangsted, A.K. et al. (2004). “The effect of mental stress on heart rate variability and blood pressure during computer work.” European Journal of Applied Physiology, Vol. 92, No. 1–2, pp. 84–89.

62 – Hudiburg, R.A. and Necessary, J.R. (1996). “Coping with computer-stress.” Journal of Educational Computing Research, Vol. 15, No. 2, pp. 113–124.

63 – Huston, J., Galletta, D.F., and Huston, T. (1993). “The Effects of Computer Monitoring on the Medical Transcriptionist’s Performance and Stress.” Journal of the American Health Information Management Association, Vol. 64, No. 5, pp. 77–81.

64 – Iske, P. (2009). “Mirror of Emotions. Rationalizer emotion awareness for online investor.” http://www.design.philips.com/philips/shared/assets/design_assets/pdf/rationalizer/Leaflet.pdf (access: 27.03.2012).

65 – Jemmott, J.B. and McClelland, D.C. (1989). “Secretory IGA as as Measure of Resistance to Infectous-Disease — Comments on Stone, Cox, Valdimarsdottir and Neale.” Behavioral Medicine, Vol. 15, No. 2, pp. 63–71.

66 – Jex, S.M., Bliese, P.D., Buzzell, S. and Primeau, J. (2001). “The impact of self-efficacy on stressor-strain relations: Coping style as an explanatory mechanism.” Journal of Applied Psychology, Vol. 86, No. 3, pp. 401–409.

67 – Joels, M. and Baram, T.Z. (2009). “The neuro-symphony of stress.” Nature Reviews Neuroscience, Vol. 10, No. 6, pp. 459–466.

68 – Johansson, G. and Aronsson, G. (1984). “Stress reactions in computerized administrative work.” Journal of Occupational Behaviour, Vol. 5, No. 3, pp. 159–181.

69 – Johansson, G., Aronsson, G. and Lindstrom B.O. (1978). “Social psychological neuroendocrine stress reactions in highly mechanized work.” Ergonomics, Vol. 21, No. 8, pp. 583–599.

70 – Johansson, A., Nordin, S., Heiden, M. and Sandström, M. (2010). “Symptoms, personality traits, and stress in people with mobile phone-related symptoms and electromagnetic hypersensitivity.” Journal of Psychosomatic Research, Vol. 68, No. 1, pp. 37–45.

71 – Johnson, W. (2007). “Genetic and environmental influences on behavior: Capturing all the interplay.” Psychological Review, Vol. 114, No. 2, pp. 423–440.

72 – Khalid, M., Mee, T., Peyman, A., Addison, D., Calderon, C., Maslanyj, M. and Mann, S. (2011). “Exposure to radio frequency electromagnetic fields from wireless computer networks: Duty factors of Wi-Fi devices operating in schools.” Progress in Biophysics & Molecular Biology, Vol. 107, No. 3, pp. 412–420.

73 – Kim, J.J. and Diamond, D.M. (2002). “The stressed hippocampus, synaptic plasticity and lost memories.” Nature Reviews Neuroscience, Vol. 3, No. 6, pp. 453–462.

74 – Kirschbaum, C., Pirke, K.M. and Hellhammer, D.H. (1993). “The Trier Social Stress Test — A Tool for investigating psychobiological stress responses in a laboratory setting.” Neuropsychobiology, Vol. 28, No. 1–2, pp. 76–81.

75 – Knight, W.E.J. and Rickard, N.S. (2001). “Relaxing music prevents stress-induced increases in subjective anxiety, systolic blood pressure, and heart rate in healthy males and females.” Journal of Music Therapy, Vol. 38, No. 4, pp. 254–272.

76 – Knutson, B. (1996). “Facial expressions of emotion influence interpersonal trait inferences.” Journal of Nonverbal Behavior, Vol. 20., pp. 165–182.

77 – Kohlisch, O. and Kuhmann, W. (1997). “System response time and readiness for task execution – The optimum duration of inter-task delays.” Ergonomics, Vol. 40, No. 3, pp. 265–280.

78 – Kolb, B. and Wishaw, I.Q. (2009). Fundamentals of Human Neuropsychology, 5th edition, Palgrave Macmillan.

79 – Korunka C., Huemer K.H., Litschauer B., Karetta B. and Kafka-Lützow A. (1996). “Working with new technologies: hormone excretion as an indicator for sustained arousal: a pilot study.” Biological Psychology, Vol. 42, No. 3, pp. 439–452.

80 – Kuhmann, W., Boucsein, W., Schaefer, F. and Alexander, J. (1987). “Experimental Investigation of Psychophysiological Stress-Reactions Induced by Different System Response-Times in Human-Computer Interaction.” Ergonomics, Vol. 30, No. 6, pp. 933–943.

81 – Kuhmann, W. (1989). “Experimental Investigation of Stress-Inducing Properties of System Response-Times.” Ergonomics, Vol. 32, No. 3, pp. 271–280.

82 – Kuhmann, W., Schaefer, F. and Boucsein, W. (1990). “Effects of Waiting Time in Simple Task Performance-Analogy to Computer-Response Times in Man-Machine Interaction.” Zeitschrift für experimentelle und angewandte Psychologie, Vol. 37, No. 2, pp. 242–265.

83 – Lazarus, R.S. and Folkman, S. (1984). Stress, appraisal, and coping. Springer, New York.

84 – Lennartsson, A.K. and Jonsdottir, I.H. (2011). “Prolactin in response to acute psychosocial stress in healthy men and women.” Psychoneuroendocrinology, Vol. 36, No. 10, pp. 1530–1539.

85 – Lo, A. and Repin, D. (2002). “The psychophysiology of real-time financial risk processing.” Journal of Cognitive Neuroscience, Vol. 14, pp. 323–339.

86 – Lundberg, U., Melin, B., Evans, G.W. and Holmberg, L. (1993). “Physiological deactivation after two contrasting tasks at a video display terminal: Learning vs. repetitive data entry.” Ergonomics, Vol. 36, No. 6, pp. 601–611.

87 – Lundberg, U. and Johansson, G. (2000). “Stress and health in repetitive and supervisory monitoring work.” In: Backs, R.W. and Boucsein, W. (Eds.): Engineering psychophysiology: Issues and applications, Lawrence Erlbaum Associates Publishers: NJ, pp. 339–359.

88 – Mauri, M., Cipresso, P., Balgera, A. et al. (2011). “Why Is Facebook So Successful? Psychophysiological Measures Describe a Core Flow State While Using Facebook.” Cyberpsychology Behavior and Social Networking, Vol. 14, No. 12, pp. 723–731.

89 – McEwen, B.S. (2006). “Protective and damaging effects of stress mediators: central role of the brain.” Dialogues in Clinical Neuroscience, Vol. 8, No. 4, pp. 367–381.

90 – Melamed, S., Ugarten, U., Shirom, A., Kahana, L., Lerman, Y. and Froom, P. (1999). “Chronic burnout, somatic arousal and elevated salivary cortisol levels.” Journal of Psychosomatic Research, Vol. 46, No. 6, pp. 591–598.

91 – Melville, N., Kraemer, K. and Gurbaxani, V. (2004). “Review: Information technology and organizational performance: An integrative model of IT business value.” MIS Quarterly, Vol. 28, No. 2, pp. 283–322.

92 – Mork, P.J. and Westgaard, R.H. (2007). “The influence of body posture, arm movement, and work stress on trapezius activity during computer work.” European Journal of Applied Physiology, Vol. 101, No. 4, pp. 445–456.

93 – Murata, K., Araki, S., Kawakami, N. et al. (1991). “Central-Nervous-System Effects and Visual Fatigue in VDT Workers.” International Archives of Occupational and Environmental Health, Vol. 63, No. 2, pp. 109–113.

94 – Nomura, S. (2006). “Prediction of deskwork stress with visual display terminal by human immune substance in saliva.” IEEE International Conference on Systems, Man and Cybernetics, pp. 2843–2848.

95 – Nomura, S., Tanaka, H. and Nagashima, T (2005). “A physiological index of the mental stresses caused by the deskwork with VDT and the relaxation by music.” IEEE Asian Conference on Sensors & International Conference on New Techniques in Pharmaceutical and Biomedical Research, pp. 130–134.

96 – Noto, Y., Sato, T., Kudo, M., Kurata, K. and Hirota, K. (2005). “The relationship between salivary biomarkers and state-trait anxiety inventory score under mental arithmetic stress: A pilot study.” Anesthesia & Analgesia, Vol. 101, No. 6, pp. 1873–1876.

97 – Parasuraman, R. (2003). “Neuroergonomics: Research and practice.” Theoretical Issues in Ergonomics Science, Volume 4, pp. 5–20.

98 – Parasuraman, R. and Wilson, G.F. (2008). “Putting the brain to work: Neuroergonomics past, present, and future.” Human Factors, Vol. 50, No. 3, pp. 468–474.

99 – Pau, H.W., Sievert, U, Eggert, S. and Wild, W. (2005). “Can electromagnetic fields emitted by mobile phones stimulate the vestibular organ?” Otolaryngology Head and Neck Surgery, Vol. 132, No. 1, pp. 43–49.

100 – Pelletier, C.L. (2004). “The effect of music on decreasing arousal due to stress: A meta-analysis.” Journal of Music Therapy, Vol. 41, No. 3, pp. 192–214.

101 – Perrewe, P.L. (1987). “The moderating effects of activity level and locus of control in the personal control-job stress relationship.” International Journal of Psychology, Vol. 22, No. 2, pp. 179–193.

102 – Perrewe, P.L. and Ganster, D.C. (1989). “The impact of job demands and behavioral-control on experienced job stress.” Journal of Organizational Behavior, Vol. 10, No. 3, pp. 213–229.

103 – Perrewe, P.L. and Zellars, K.L. (1999). “An examination of attributions and emotions in the transactional approach to the organizational stress process.” Journal of Organizational Behavior, Vol. 20, No. 5, pp. 739–752.

104 – Picard, R.W. (1997). Affective Computing, MIT Press, Cambridge.

105 – Picard, R.W. (2003). “Affective Computer Challenges.” International Journal of Human-Computer Studies, Vol. 59, No. 1–2, pp. 55–64.

106 – Plomin, R., DeFries, J.C., McClearn, G.E. and McGuffin, P. (2008). Behavioral genetics (5th edition), Worth Publishers, New York.

107 – Prima-ef Report (2008): Corporate Social Responsibility and Psychosocial Risk Management at Work. ISBN 978-88-6230-038-4.

108 – Ragu-Nathan, T. S., Tarafdar, M., Ragu-Nathan Bhanu S., et al. (2008). “The Consequences of Technostress for End Users in Organizations: Conceptual Development and Empirical Validation.” Informations Systems Research, Vol. 19, No. 4, pp. 417–433.

109 – Reuter, M. (2002). “Impact of cortisol on emotions under stress and nonstress conditions: a pharmacopsychological approach.” Neuropsychobiology, Vol. 46, No. 1, pp. 41–48.

110 – Riedl, R. (2009). “Zum Erkenntnispotenzial der kognitiven Neurowissenschaften für die Wirtschaftsinformatik: Überlegungen anhand exemplarischer Anwendungen.” NeuroPsychoEconomics, Vol. 4, No. 1, pp. 32–44.

111 – Riedl, R., Banker, R.D., Benbasat, I., Davis, F.D., Dennis, A.R., Dimoka, A., Gefen, D., Gupta, A., Ischebeck, A., Kenning, P., Müller-Putz, G., Pavlou, P.A., Straub, D.W., vom Brocke, J., Weber, B. (2010a). “On the Foundations of NeuroIS: Reflections on the Gmunden Retreat 2009.” Communications of the AIS, Vol. 27, pp. 243–264.

112 – Riedl, R., Hubert, M. and Kenning, P. (2010b). “Are there neural gender differences in online trust? An fMRI study on the perceived trustworthiness of eBay offers.” MIS Quarterly, Vol. 34, No. 2, pp. 397–428.

113 – Riedl, R. and Rueckel, D. (2011). “Historical Development of Research Methods in the Information Systems Discipline.” AMCIS 2011 Proceedings, Paper 28.

114 – Riedl, R., Kindermann, H., Auinger, A., Javor, A. (2012).”Technostress From a Neurobiological Perspective: System Breakdown Increases the Stress Hormone Cortisol in Computer Users.” Business & Information Systems Engineering, Vol. 4, No. 2, pp. 61–69.

115 – Schäfer, F., Kuhmann, W., Boucsein, W. and Alexander, J. (1986). “Beanspruchung durch Bildschirmtätigkeit bei experimentell variierten Systemresponsezeiten.” Zeitschrift für Arbeitswissenschaft, Vol. 40, No. 12, pp. 31–38.

116 – Schleifer, L.M. and Okogbaa, O.G. (1990). “System response time and method of pay: Cardiovascular stress effects in computer-based tasks.” Ergonomics, Vol. 33, No. 12, pp. 1495–1509.

117 – Schleifer, L.M., Spalding, T.W., Kerick, S.E. et al. (2008). “Mental stress and trapezius muscle activation under psychomotor challenge: A focus on EMG gaps during computer work.” Psychophysiology, Vol. 45, No. 3, pp. 356–365.

118 – Schultz, W. (2006). “Behavioral theories and the neurophysiology of reward.” Annual Review of Psychology, Vol. 57, pp. 87–115.

119 – Selye, H. (1946). “The general adaption syndrome and the diseases of adaption.” Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism, Vol. 6, No. 2, pp. 117–230.

120 – Shalev, I., Lerer, E., Israel, S., Uzefovsky, F., Gritsenko, I., Mankuta, D., Ebstein, R.P. and Kaitz, M. (2009). “BDNF Val66Met polymorphism is associated with HPA axis reactivity to psychological stress characterized by genotype and gender interactions.” Psychoneuroendocrinology, Vol. 34, No. 3, pp. 382–388.

121 – Shu, Q., Tu, Q. and Wang, K. (2011). “The Impact of Computer Self-Efficacy and Technology Dependence on Computer-Related Technostress: A Social Cognitive Theory Perspective.” International Journal of Human-Computer Interaction, Vol. 27, No. 10, pp. 923–939.

122 – Simonson, I. and Sela, A. (2011). “On the Heritability of Consumer Decision Making: An Exploratory Approach for Studying Genetic Effects on Judgment and Choice.” Journal of Consumer Research, Vol. 37, No. 6, pp. 951–966.

123 – Skuse, D.H. and Gallagher, L. (2011). “Genetic Influences on Social Cognition.” Pediatric Research, Vol. 69, No. 5, pp. 85–91.

124 – Spear, L.P. (2000). “The adolescent brain and age-related behavioral manifestations.” Neuroscience and Biobehavioral, Vol. 24, No. 4, pp. 417–463.

125 – Stockinger, C. (2004). “Stress management with computer mouse which measures skin conductance.” Applied Psychophysiology and Biofeedback, Vol. 29, No. 4, p. 310.

126 – Stockinger, C. (2005). “Stress management with computer mouse which measures skin conductance.” Applied Psychophysiology and Biofeedback, Vol. 30, No. 4, p. 416.

127 – Tams, S. (2011). “The Role of Age in Technology-Induced Workplace Stress.” Unpublished Doctoral Dissertation, Clemson University, USA.

128 – Tanaka, T., Fukumoto, T., Yamamoto, S. and Noro, K (1988). “The effects of VDT work on urinary excretion of catecholamines.” Ergonomics, Vol. 31, No. 12, pp. 1753–1763.

129 –  Taylor, S.E., Klein, L.C., Lewis, B.P. et al. (2000). “Biobehavioral responses to stress in females: Tend-and-befriend, not fight-or-flight.” Psychological Review, Vol. 107, No. 3, pp. 411–429.

130 – Tarafdar, M., Tu, Q. and Ragu-Nathan, T.S. and Ragu-Nathan, B.S. (2007). “The impact of technostress on role stress and productivity.” Journal of Management Information Systems, Vol. 24, No. 1, pp. 301–328.

131 – Tarafdar, M., Tu, Q. and Ragu-Nathan, T.S. (2010). “Impact of Technostress on End-User Satisfaction and Performance.” Journal of Management Information Systems, Vol. 27, No. 3, pp. 303–334.

132
Tarafdar, M., Tu, Q. and Ragu-Nathan, T.S. and Ragu-Nathan, B.S. (2011). “Crossing to the Dark Side: Examining Creators, Outcomes, and Inhibitors of Technostress.” Communications of the ACM, Vol. 54, No. 9, pp. 113–120.

133 – Thum, M., Boucsein, W., Kuhmann, W. et al. (1995). “Standardized Task Strain and System Response-Times in Human-Computer Interaction.” Ergonomics, Vol. 38, No. 7, pp. 1342–1351.

134 – Trimmel, M. and Huber, R. (1998). “After-effects of human-computer interaction indicated by P300 of the event-related brain potential.” Ergonomics, Vol. 41, No. 5, pp. 649–655.

135 – Trimmel, M., Meixner-Pendleton, M. and Haring, S. (2003). “Stress response caused by system response time when searching for information on the Internet.” Human Factors, Vol. 45, No. 4, pp. 615–621.

136 – Tsigos, C. and Chrousos, G.P. (2002). “Hypothalamicpituitaryadrenal axis, neuroendocrine factors and stress.” Journal of Psychosomatic Research, Vol. 53, No. 4, pp. 865–871.

137 – Tsujita, S. and Morimoto, K. (1999). “Secretory IgA in saliva can be a useful stress marker.” Environmental Health and Preventive Medicine, Vol. 4, No. 1, pp. 1–8.

138 – Tu, Q., Wang, K. and Shu, Q. (2005). “Computer-related technostress in China.” Communications of the ACM, Vol. 48, No. 4, pp. 77–81.

139 – Turner, J.A. and Karasek R.A. (1984). “Software ergonomics: effects of computer application design parameters on operator task performance and health.” Ergonomics, Vol. 27, No. 6, pp. 663–690.

140 – Van Eck, M., Berkhof, H., Nicolson, N., Sulon, J. (1996). “The effects of perceived stress, traits, mood states, and stressful daily events on salivary cortisol.” Psychosomatic Medicine, Vol. 58, No. 5, pp. 447–458.

141 – Vedhara, K., Hyde, J., Gilchrist, I.D., Tytherleigh, M., Plummer, S. (2000). ” Acute stress, memory, attention and cortisol.” Psychoneuroendocrinology, Vol. 25, No. 6, pp. 535–549.

142 – Vedhara, K., Miles, J., Bennett, P., Plummer, S., Tallon, D., Brooks, E., Gale, L., Munnoch, K., Schreiber-Kounine, C., Fowler, C., Lightman, S., Sammon, A., Rayter, Z., Farndon, J. (2003). “An investigation into the relationship between salivary cortisol, stress, anxiety and depression.” Biological Psychology, Vol. 62, No. 2, pp. 89–96.

143-  vom Brocke, J., Riedl, R. and Léger, P.-M. (2013). “Application strategies for neuroscience in information systems design science research.” Journal of Computer Information Systems, in press.

144 – Walker, B.R. (2007). “Glucocorticoids and cardiovascular disease.” European Journal of Endocrinology, Vol. 157, No. 5, pp. 545–559.

145 – Walls J. G., Widmeyer, G. R., El Sawy, O. A. (1992). “Building an information system design theory for vigilant EIS.” Information Systems Research, Vol. 3, No. 1, pp. 36–59.

146 – Wang, K., Shu, Q. and Tu, Q. (2008). “Technostress under different organizational environments: An empirical investigation.” Computers in Human Behaviour, Vol. 24, No. 6 Special Issue: SI, pp. 3002–3013.

147 – Wastell, D. and Newman, M. (1996a). “Stress, Control and Computer System Design: A Psychophysiological Field Study”, Behaviour and Information Technology, Vol. 15, pp. 183–192.

148 – Wastell, D. and Newman, M. (1996b). “Information Systems Development in the Ambulance Service: A Tale of Two Cities”, Accounting, Management and Information Technology, Vol. 6, pp. 283–300.

149 – Wastell, D. and Cooper, C. (1996). “Stress and Technological Innovation: A Comparative Study of Design Practices and Implementation Strategies.” European Journal of Work and Organisational Psychology, Vol. 5, pp. 377–397.

150 – Wastell, D. and Newman, M. (1993). “The Behavioural Dynamics of Information System Development: A Stress Perspective.” Accounting, Management and Information Technology, Vol. 3, pp. 121–148.

151 – Weaver, J.C. (2002). “Understanding conditions for which biological effects of nonionizing electromagnetic fields can be expected.” Bioelectrochemistry, Vol. 56, No. 1–2, pp. 207–209.

152 – Weil, M. M. and Rosen, L. D. (1997). TechnoStress: Coping with Technology @work @home @play. Wiley, New York.

153 – Yerkes, R.M. and Dodson, J.D. (1908). “The relation of strength of stimulus to rapidity of habit-formation.” Journal of Comparative Neurology and Psychology, Vol. 18, No. 5, pp. 459–482.

154 – Zhai, J., Barreto, A. Chin, C., Li, C. (2005). “User stress detection in human-computer interactions.” Biomedical Sciences Instrumentation, Vol. 41, No. 2, pp. 277–286.

155 – Zhang, M., Bi, L.F., Ai, Y.D. et al. (2004). “Effects of taurine supplementation on VDT work induced visual stress.” Amino Acids, Vol. 26, No. 1, pp. 59–63.

156 – Zyphur, M.J., Narayanan, J., Arvey, R.D. et al. (2009). “The Genetics of Economic Risk Preferences.” Journal of Behavioral Decision Making, Vol. 22, No. 4, pp. 367–377.

 

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Dic 17, 2012

Smartphone Addiction: cause, sintomi e abitudini patologiche in infografica.

I telefoni smartphone sono arrivati da poco e, oltre ad avere già eliminato dagli scaffali tutti gli apparecchi di ‘generazione’ precedente, hanno anche già infettato le persone con il virus della dipendenza. Come ci testimononia la cronaca, come affermano le ricerche, ma anche come vediamo in giro tutti i giorni, sempre più persone mostrano problemi psicologici nel loro rapporto con l’apparecchio e, ormai da più parti, si parla di vera e propria dipendenza tecnologica.

Quali sono i dati relativi alle abitudini d’uso che dimostrano questa ‘Smartphones Addiction“?

La società LookOut Mobile Security ha recentemente diffuso una ricerca tesa a capire quanto le nostre relazioni, le emozioni e i comportamenti siano orientati dall’uso del telefono cellulare per cercare di fotografare il nuovo ‘mobile mindset’ degli utilizzatori: i modi con i quali ci ‘relazioniamo’ con i nostri telefoni e le abitudini e comportamenti che ne scaturiscono.

Questi sono gli interessanti risultati dello studio (in infografica):

Clicca qui per scaricare il report completo di Lookout Mobile Mindset Study – june 2012 (pdf, 569 kb)


Altri dati interessanti presentati in infografica riguardo alla smartphone addiction sono quelli raccolti e diffusi da Onlinecollages:

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Set 28, 2012

Lavorare in Multitasking: fare due cose contemporaneamente è come farne nessuna?

Come sappiamo, il multitasking umano (human multitasking) è l’attività di un individuo di svolgere e gestire più attività contemporaneamente, come telefonare mentre si scrive un’email, mandare un messaggio mentre si guida, eccetera.

Si tratta di una pratica estremamente diffusa presso tutti i lavoratori ‘tecnologici’ (direttamente derivata dalle modalità d’uso del computer), abituati a lavorare  allo  stesso  tempo  su  vari  fronti, elaborando  in  parallelo  varie  informazioni ed operando contemporaneamente con contenuti cognitivi differenti provenienti da differenti tecnologie.

Il vantaggio del multitasking è che consente di essere più rapidi su diversi fronti contemporaneamente, lo svantaggio principali e la minor concentrazione nell’esecuzione dei singoli compiti con una abbassamento della qualità.

Per farvi capire meglio, il lavoratore ‘multitasker’ lavora contemporaneamente su più progetti, che continua a leggere al monitor mentre risponde al telefono. Mentre parla guarda le tre email appena arrivate e poi manda un sms a sua moglie per dire che non sa se farà in tempo a fare le spese. Chiude la telefonata, scrive una riga nel progetto, una risposta in una email interrotta dall’sms di risposta di sua moglie. Sbircia velocemente due nuove email appena arrivate mentre dà un consiglio a un collega. Non riesce a finire che il capo lo chiama, si stacca dal secondo monitor ma proprio mentre sta per alzarsi suona il telefono … ed è arrivata un’altra email …

Mentre per alcuni il multitasking è un segnale di efficienza, sempre più ricerche scientifiche dimostrano che il multitasking può essere dannoso per la concentrazione e condurre ad un netto peggioramento della qualità con cui portiamo a termine i nostri compiti.

Sembra infatti che sviluppare la capacità di avere un’attenzione ampia e divisa su più fronti limiti la capacità di affinare l’attenzione di tipo selettivo. Più nello specifico, il multitasking comporta problemi di attenzione e di accuratezza nel caso i compiti facciano capo a funzioni simili, mentre, in caso contrario, svolgere più compiti nello stesso momento può rappresentare un vantaggio.

L’argomento Multitasking è decisamente interessante.
Continuiamo quindi ad approfondire la conoscenza di questo ‘fenomeno’ pubblicando alcune nuove interessanti ricerche internazionali dedicate a questo tema riportando, per pigrizia di traduzione, un breve abstract in lingua inglese.

Exploring the Impact of Multitasking In the Workplace
Susannah C. Otto Katie R. Wahl, Christophe C. Lefort Wyatt H. P. Frei – Saint Mary’s College of California
Journal of Business Studies Quarterly, 2012, Vol. 3, No. 4, pp. 154-162

This proposal takes a look at multitasking and its impact on the workplace. As workplace technology evolves, managers need to make decisions in an effort to increase productivity. The review of literature pertaining to the subject indicates that multitasking has been shown to both increase and decrease productivity. This leads to further questions on how multitasking should be implemented. In order to evaluate the impact of multitasking in the workplace, quantitative and qualitative data can allow for analysis of multitasking in terms of impact on the individual and the organization, and give management proper insight to choose the right method to increase efficiency.

Multitasking: the Uncertain Impact of Technology on Knowledge Workers and Managers
Frank Bannister and Dan Remenyi Trinity College, Dublin
Electronic Journal Information Systems Evaluation Volume 12 Issue 1 2009 (1-12)

While the productivity paradox has now been officially pronounced dead, the argument and the evidence for this assertion are both at a macroeconomic level. What has been less closely examined is the microeconomic impact of recent developments in ICT on the productivity of office and knowledge workers. There is an assumption, readily seen in many advertisements for mobile technology, that multi-tasking, WiFi connected laptops, Blackberrys, smart phones and so on are good for business and make people more effective and productive. This may be true some of the time and there is some (albeit limited) research which supports claims that these technologies increase productivity. However there are also emerging concerns that, in certain environments, these technologies may actually reduce productivity in both the short and the long term. This paper examines this problem and research to date and proposes a framework for further investigation of this phenomenon.

The Effects of Mindfulness Meditation Training on Multitasking in a High-Stress Information Environment
David M. Levy – Information School University of Washington Seattle
Jacob O. Wobbrock – Information School | DUB Group University of Washington Seattle
Alfred W. Kaszniak – Department of Psychology University of Arizona
Marilyn Ostergren – Information School University of Washington Seattle

We describe an experiment to determine the effects of meditation training on the multitasking behavior of knowledge workers. Three groups each of 12-15 human resources personnel were tested: (1) those who underwent an 8-week training course on mindfulness-based meditation, (2) those who endured a wait period, were tested, and then underwent the same 8-week training, and (3) those who had 8-weeks of training in body relaxation. We found that only those trained in meditation stayed on tasks longer and made fewer task switches, as well as reporting less negative emotion after task performance, as compared with the other two groups. In addition, both the meditation and the relaxation groups showed improved memory for the tasks they performed.

The impacts of multitasking media on children’s learning & development
Report from a research seminar by Claudia Wallis January, 2010
The Joan Ganz Cooney Center and Stanford University 2010

New technology sometimes brings change that is so swift and so sweeping, that the impact and implica- tions are hard to grasp. So it is with the rapid expansion of media use by children and adults—at work and at play, alone and in groups, for ever larger portions of their waking hours. Media multitasking—engaging in more than one media activity at a time—has rapidly become a way of life for American youth, accord- ing to a 2005 report from the Kaiser Family Foundation (Roberts, Foehr, & Rideout, 2005), and yet little is known about how this behavior affects their learning and development, their ability to attend, to plan, to think, and to relate to other people. The same may be said for adults, many of whom have taken to me-
dia multitasking to the point of “crackBerry” obsession. Aside from the recent alarming reports about the dangers of cell phone use while driving1 or the impact of web surfing on worker productivity, little is known about the larger implications of this now ubiquitous behavior.

Exploring the impact of instant messaging on subjective task complexity and user satisfaction
Han Li, Ashish Gupta – School of Business, Minnesota State University Moorhead
Xin Luo – Anderson School of Management, The University of New Mexico, Albuquerque
Merrill Warkentin – College of Business, Mississippi State University, Mississippi State, MS, U.S.A.
European Journal of Information Systems (2011) 20, 139–155

Instant messaging (IM) technologies are being rapidly deployed in the workplace. Current studies largely focus on the adoption of IM and how IM is used. Little research has been conducted to understand the potential impact of using IM in the workplace. This paper theorizes and empirically tests how the frequency of IM interruptions and the position power of message sender could interact with an individual’s polychronic orientation, that is, multitasking preference, and jointly influence employee satisfaction and subjective task complexity. The present study illustrates that polychronic knowledge workers are more satisfied with the multitasking work process deploying IM technology than monochronic ones. In addition, the effect of interruptions is dependent upon an individual’s polychronic orientation. The increase in interruption frequency only reduces the process satisfaction of monochronic individuals but not polychronic individuals. Further, the polychronic orientation of message receivers also influences how they process information. When IM messages are sent from their supervisors, monochronic individuals tend to prioritize tasks and perceive a lower level of overall task complexity. The information processing of polychronic individuals seem to be less influenced by the position power of message sender.

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Gen 28, 2012

Nuova ricerca internazionale: Impact of Technostress in Enhancing Human Productivity

Nei giorni scorsi ho recuperato una fresca e interessante ricerca su: “Impact of Technostress in Enhancing Human Productivity: An Econometric Study” (L’impatto del tecnostress per migliorare la produttività umana) di Namita Rajput, Monika Gupta, Sanyukta Kesharwani, Neha Chhabra nee ralli e pubblicata sul Global Journal of Enterprise Information System, Vol 3, No 3 (2011).

Abstract

Information Technology in the corporate world, effects of the continuing developments in information technology (IT) on business activities. In the enterprise, information technology has made significant changes on production design, management control, decision-making and organizational design and is becoming increasingly indispensable part of many aspects of business and everyday life.

Easy worldwide communication provides instant access to a vast array of data, challenging assimilation and assessment skills. At the same time, there is a need for specialized staff support, training for managers and employees, and a redefinition of jobs.
It has also made employees work under greater mental pressure and sense of anxiety and pessimism as they have to keep up with the fast advancing pace of the new ICTs, employees have to constantly renew their technical skills as well as enduring pressure from a more complex system and higher expectations for productivity.

Managers need to consider the effects of various new problems aroused by information technology, including overcoming resistance to the use of computers, mental pressure and security of information. Studies have found technostress to have significant negative impact on employee productivity.

The paper concludes that results are evident which verified that there is a negatively influences of IT usability on the workforce which specifically has interacting with IT innovations regularly on productivity. This will provide a foundation for organizations to comprehend and alleviate technostress, thus improving employee performance and productivity.

Estratto (traduzione automatica in italiano)

L’Information Technology nel mondo aziendale, gli effetti dei continui sviluppi nella tecnologia dell’informazione (IT) sulle attività di business. In ambito aziendale la tecnologia dell’informazione ha apportato modifiche significative sulla progettazione, produzione, controllo di gestione, decisione e progettazione organizzativa e sta diventando parte sempre più indispensabile di molti aspetti del business e la vita quotidiana.

Facilità di comunicazione a livello mondiale consente l’accesso immediato a una vasta gamma di dati, sfidando l’assimilazione e la capacità di valutazione. Allo stesso tempo, vi è la necessità di supporto per il personale specializzato e la formazione per dirigenti e dipendenti, e una ridefinizione dei posti di lavoro.

L’Information Technology ha anche fatto si che i dipendenti lavorino sotto una maggiore pressione mentale e con senso di ansia e pessimismo in quanto devono tenere il passo con il ritmo veloce di avanzamento delle nuove TLC; i dipendenti devoo rinnovare costantemente le proprie competenze tecniche, nonché la pressione durevole da un sistema più complesso e le aspettative per la produttività più alta.

I manager devono prendere in considerazione gli effetti dei vari problemi nuovi suscitati dalla tecnologia dell’informazione, in particolare il superamento resistenza all’uso dei computer, la pressione mentale e la sicurezza delle informazioni. Gli studi hanno trovato che il tecnostress ha un impatto negativo significativo sulla produttività dei dipendenti.

Il documento conclude con dei risultati evidenti del fatto che vi è una influenza negativa dell’usabilità dell’Information Technology sulla forza lavoro che in particolare, deve interagire con le innovazioni regolarmente per migliorare la produttività. Ciò fornirà una base per le organizzazioni per comprendere e alleviare il tecnostress, migliorando così le prestazioni dei dipendenti e la produttività.

Clicca qui per scaricare tutta la ricerca in pdf

Condividi l'articolo nei tuoi Social
Pagine:«12345678...15»